Shin Megami Tensei Strange Journey approda su Nintendo 3DS: la recensione

Shin Megami Tensei Strange Journey torna su Nintendo 3DS con una riedizione che offre numerosi contenuti aggiuntivi rispetto alla versione originale.

recensione Shin Megami Tensei Strange Journey approda su Nintendo 3DS: la recensione
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  • 3DS
  • Dopo aver pubblicato Shin Megami Tensei: Strange Journey soltanto nelle terre del Sol Levante e negli Stati Uniti a cavallo fra il 2009 e il 2010, Atlus fa ammenda e rende disponibile anche per gli utenti del Vecchio Continente Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux, versione riveduta e corretta del dungeon crawler apparso in origine sui piccoli schermi del Nintendo DS. Inizialmente pensato come capitolo canonico della serie (avrebbe dovuto essere Shin Megami Tensei IV) il gioco riprende molto della saga madre da cui è nato un altro spin-off di successo, vale a dire quel Persona 5 entrato nel gotha dei giochi di ruolo giapponesi lo scorso anno. A differenza del capolavoro uscito su PS4, però, la produzione per 3DS abbandona il Giappone e i liceali protagonisti del racconto, concentrandosi su un gruppo di scienziati e soldati in lotta con una misteriosa alterazione dello spazio-tempo, apparsa fra i ghiacciai eterni dell'Antartide. Sarà valsa la pena aspettare quasi dieci anni per addentrarsi nei labirinti immaginati da Atlus?

    Il terrore dei ghiacci

    Anno 20XX. La Terra è ormai allo stremo delle proprie forze. L'avidità degli esseri umani ha dilaniato le risorse offerte da Madre Natura, lanciando il pianeta verso una fine che sembra ineluttabile.

    È in questa condizione di precaria incertezza ambientale che i giocatori vengono vestiti dei panni di un anonimo soldato americano chiamato ad affrontare, insieme ai propri commilitoni, lo Schwarzwelt, cataclisma apparso in Antartide in grado di aprire varchi spazi-dimensionali verso altre dimensioni. Se tali premesse ricordano alcuni capisaldi di una certa fantascienza mista al racconto dell'orrore, partendo da H.P. Lovecraft per arrivare a John Carpenter, Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux riesce a staccarsi dal cliché grazie all'introduzione di un topos caro ai fan della serie: i demoni. Come da tradizione quando si parla della serie di Atlus e dei suoi innumerevoli spin-off, anche in Strange Journey Redux sono gli spiriti e le creature demoniache, con il loro desiderio di impossessarsi della Terra eliminando la minaccia umana, a fare da perno principale attorno al quale ruota la prolissa e verbosa sceneggiatura, probabilmente non all'altezza di altri racconti apparsi nelle produzioni della software house giapponese. Dopo le prime due ore di gioco, fatte soltanto di dialoghi - doppiati in giapponese e sottotitolati in inglese - e scene ben poco dinamiche, Strange Journey Redux entra finalmente nel vivo dell'azione, catapultando gli utenti nei claustrofobici corridoi che formano i suoi dungeon. Armato solamente di un fucile, il nostro alter-ego verrà a scontrarsi ben presto con Jack Frost, Pixie e altri 348 degli spiriti cari ai fan delle produzioni Atlus. L'incontro con queste entità spiritiche è utile per introdurre le funzionalità che la Demonica, la speciale tuta in dotazione ai componenti della task force, porta con sé. Sofisticatissimo strumento tecnologico, la Demonica permette di installare diversi software all'interno della propria memoria. Uno fra tutti risulta più importante degli altri, in quanto rende visibile ad occhio umano i demoni dello Schwarzwelt. A tal proposito...

    Gotta Corrupt ‘Em All

    Come nella quasi totalità di giochi marchiati Atlus, anche SMT: Strange Journey Redux pone il dispiegamento di forze demoniache asservite al nostro volere al centro del proprio combat system. Questo non vuol dire che l'ultimo dungeon crawler del fortunato studio sia una versione dark di Pokémon, chiariamoci. In Strange Journey Redux i demoni vanno convinti, vogliono essere adulati, bisogna dialogarci affinché diventino nostri alleati.

    In tal senso, occorre tenere bene a mente un'altra caratteristica della produzione, ovvero l'allineamento - legale, neutrale o caotico, com'è tradizione nei giochi di ruolo cartacei - con cui andremo a delineare il nostro personaggio, attraverso un semplice questionario da affrontare nei primissimi momenti dell'avventura. La personalità del nostro avatar andrà ricordata nel momento in cui ci siederemo a tavolino per trattare con i diversi demoni. Anch'essi, infatti, sono inscrivibili nelle tre categorie sopracitate.
    Convincere quelli del nostro stesso schieramento sarà questione di pochi secondi, mentre le discussioni per accaparrarvi i diavoli degli altri schieramenti rischieranno di tenervi svegli la notte. Non che i primi si lascino abbindolare facilmente, attenzione: dovremo sempre porre sul piatto oggetti preziosi, come moneta sonante (utile anche a sviluppare equipaggiamento e beni di prima necessità), punti salute e mana. Pagato l'obolo necessario a siglare questo contratto, potremo portare fino a diciotto demoni con noi, intercambiabili ogni qual volta si affronti uno degli scontri casuali che affollano i corridoi dei dugeon.

    La schieramento delle tre creature in campo non è da sottovalutare. Attaccare i nemici sfruttando le loro debolezze, genererà un attacco a cascata: i mostri che condividono la stessa natura dei giocatori o dei loro mefistofelici compagni d'arme, infatti, attaccheranno il malcapitato appena dopo il primo colpo elementale. Viene a cadere il "turno bonus" che caratterizzava i combattimenti di Persona 4 e Persona 5, sostituito quindi da una meccanica nuova decisamente accomodante nei confronti degli utenti. Ciò che è stata riconfermata, invece, è la possibilità di fondere due o più demoni al fine di ottenerne altri più forti e più performanti, anche quelli che non vorranno dialogare con noi a causa dello scoglio-allineamento.

    Dedalo di ghiaccio scricchiolante

    Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux appartiene ad un genere, quello dei dugeon crawler, squisitamente di nicchia. In un mercato dove sono le esperienze multiplayer così come i grandi open world a fare la voce grossa, Atlus ha il coraggio di mandare alle stampe un titolo destinato a piacere a pochi, integerrimi fan. Sì perché non è da tutti affrontare grandi labirinti ben poco caratterizzati ed esplorabili in prima persona. Da questo punto di vista, il salto generazionale dell'edizione Redux serve forse a poco.

    Cosa c'è di nuovo?SMT: Strange Journey Redux non si limita a ripulire le texture e stirare la risoluzione del gioco uscito su DS quasi un decennio fa. In questa seconda sortita nei ghiacci, Atlus ha avuto la premura di portare con sé delle gustose aggiunte, come tre finali alternativi da sommare ai tre già presenti nella versione originale del gioco, ed anche un nuovo subplot legato al personaggio di Alex, misteriosa ragazza intenzionata a saperne di più sul nostro conto; in tutto ciò, non manca un inedito dugeon tutto da scoprire. Per quanto queste aggiunte non si integrino alla perfezione nel tessuto ludico-narrativo, è bello sapere che Atlus non si sia limitata a svolgere un pigro compitino.

    Gli ambienti sono in gran parte spogli e molto ripetitivi, rendendo quindi necessario orientarsi maggiormente con la mappa in 2D sullo schermo inferiore piuttosto che affidarsi alla visuale in tre dimensioni dello schermo in alto. Ci ha lasciati basiti, poi, la gestione dei punti di teletrasporto. Negli angoli dei labirinti, alcuni dispositivi permettono di ritornare all'ingresso del dugeon, in modo da rientrare alla base e sviluppare nuovi demoni e pezzi per la tuta Demonica. Una volta rituffati nel dedalo, però, non c'è modo di tornare al punto da cui ci eravamo teletrasportati, se non ripercorrendo la stessa strada di prima, con tutte le complicazioni di tempo e scontri casuali che tale cammino comporta. I sotterranei non sono tantissimi, ma alcuni di questi sono parecchio grandi, con labirinti che si sviluppano su più livelli. È facile capire come non sia esattamente divertente dover ripercorrere dieci o più minuti di marcia per tornare all'ingresso, soprattutto considerando la natura "mordi e fuggi" del 3DS. Infine, se il processo di conversione non ha apportato grosse migliorie sul versante grafico, fa mostra dei propri muscoli la colonna sonora, riarrangiata per l'occasione con un tocco decisamente orchestrale. Buono anche il doppiaggio in lingua originale giapponese, che copre il 99% delle linee di dialogo presenti nel gioco.

    Shin Megami Tensei Strange Journey Redux Shin Megami Tensei Strange Journey ReduxVersione Analizzata Nintendo 3DSShin Megami Tensei: Strange Journey Redux ripara agli errori commessi da Atlus, rea di non aver distribuito in Europa l’originale Strange Journey uscito su Nintendo DS nell’ormai lontanissimo 2009. Dungeon crawler di quelli duri e puri, lo spin-off che avrebbe dovuto essere Shin Megami Tensei IV non è un gioco destinato al grande pubblico e non ha paura di mostrarsi in quanto tale. Ancorato ai dogmi del genere di appartenenza, saprà sicuramente soddisfare i veterani della serie quanto confondere i neofiti. Con i suoi labirinti da esplorare in soggettiva, Strange Journey Redux assicura decine di ore di intrattenimento, a patto di saper reggere i dialoghi fin troppo verbosi che mantengono una trama non esattamente memorabile. Un motore grafico forse troppo pigro non rende giustizia ad un titolo ricco di contenuti, con circa 350 demoni da scoprire e arruolare fra le nostre fila, al fine di raggiungere uno dei sei finali possibili che questa nuova edizione assicura ai propri acquirenti. In sintesi, se siete appassionati di questo genere, l’ultima fatica di Atlus merita sicuramente di far parte della vostra collezione, pur non facendosi portavoce di grosse innovazioni. Magari ci riuscirà quello Shin Megami Tensei V in arrivo su Switch. In ogni caso, adesso sappiamo come occupare le ore che ci separano dall'uscita del quinto capitolo.

    7.5

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