Shining Resonance Refrain recensione: la serie di casa SEGA torna in Europa!

Dopo quasi quindici anni di assenza, la serie di Shining torna in Europa per proporci la versione rimasterizzata della sua più recente incarnazione.

recensione Shining Resonance Refrain recensione: la serie di casa SEGA torna in Europa!
Articolo a cura di
Antonello Antonello "Kirito" Bello è un Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese. Pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella sanguinosa lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. Per qualche strana ragione, ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Purché non sia completamente infognato con qualche JRPG, potete contattarlo via Facebook o scrivergli una e-mail.
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Fatta eccezione per i fan di vecchia data e gli appassionati di giochi d'importazione, è abbastanza improbabile che conosciate la saga di Shining, una serie di JRPG longeva quasi quanto quelle di Final Fantasy e Dragon Quest. Lanciato da SEGA negli anni ‘90, il franchise era noto anche nel nostro continente, almeno fino a quando il colosso nipponico, nella seconda metà degli anni 2000, decise di confinare la serie nel solo continente asiatico. Dopo ben 14 anni dall'uscita di Shining Soul II per GBA (l'ultima incarnazione ad aver piantato la bandiera sulle nostre coste), il publisher ha deciso di riprovarci, lanciando sui mercati occidentali la versione rimasterizzata di Shining Resonance, un action RPG uscito nel 2014 su PlayStation 3.
    Disponibile su PlayStation 4, Nintendo Switch e per la prima volta anche sull'ammiraglia di casa Microsoft, Shining Resonance Refrain include non solo i circa 150 DLC distribuiti per l'edizione originale, ma anche una buon numero di accorgimenti tecnici studiati apposta per la riedizione. Al fine di sperimentare coi nostri occhi i progressi compiuti dalla serie durante quello che potrebbe essere considerato un vero e proprio "esilio", ci siamo cimentati con la build per PS4, e pertanto vi proponiamo di seguito le impressioni maturate al termine della nostra lunga scarpinata.

    A Dance with Dragons

    Come rivelato dalla demo pubblicata in Occidente solo qualche settimana fa, Shining Resonance Refrain è ambientato in un mondo fantasy e colorato, dove i draghi governavano l'intera terra di Alfheim e convivevano pacificamente con gli Elfi.

    Utilizzando le mistiche Canzoni Runiche, questi potevano addirittura entrare in comunione con le possenti creature e sfruttarne gli straordinari poteri. Il meraviglioso regno idilliaco di Alfheim venne però sconvolto da Deus, un essere malvagio e più potente di qualsiasi drago esistito, che dopo aver spaccato in due fazioni la razza elfica provocò una guerra che avrebbe inghiottito il mondo intero e che sarebbe stata ricordata negli annali di storia col nome di Ragnarok.
    A distanza di mille anni dalla sconfitta di Deus, i draghi risultano ormai estinti, ma la terra di Alfheim continua ad essere attanagliata nella morsa della guerra: il vicino e potente Impero di Lombardia ha già conquistato mezzo continente e si prepara a schiacciare i piccoli regni alleati di Astoria e Wellant. L'unica speranza rimasta alle due nazioni è rappresentata dai Dragneer, i guerrieri che utilizzano in battaglia degli antichi strumenti musicali donati ai mortali dal leggendario Shining Dragon: una creatura che ora giace nel corpo del giovane spadaccino chiamato Yuma. Orfano sin dalla giovane età, il ragazzo in grado di trasformarsi nella bestia mitologica è tuttavia impaurito dalle sue capacità e ha deciso di tenere nascosto il suo segreto, almeno finché una sfortunata serie di eventi non lo costringerà a farne uso e ad evocare la spada Vandelhorn. In seguito a questa premessa non proprio originale e ricca di cliché, il giovane familiarizzerà sempre più coi poteri dello Shining Dragon e deciderà di mettersi al servizio del regno di Astoria, per garantire la libertà ai suoi pacifici abitanti.
    Quella di Shining Resonance Refrain è una storia esageratamente classica e banale, che a fatica intrattiene il giocatore con la progressiva e già vista crescita spirituale compiuta dall'eroe di turno. A risollevare il canovaccio narrativo ci pensano fortunatamente i vari comprimari del party, perlopiù raffigurati da avvenenti fanciulle che il protagonista potrà addirittura corteggiare; a differenza dell'ordinario e mediocre Yuma, i suoi otto compagni di viaggio risultano infatti affascinanti e ben caratterizzati, anche e soprattutto grazie alle squisite meccaniche in stile dating sim che esamineremo nel prossimo paragrafo.

    Completabile in 40 ore circa, la versione rimasterizzata di Shining Resonance propone, oltre alla classica modalità storia include una seconda opzione definita Refrain Mode: consigliata a chiunque abbia già completato l'Original Mode, questa permette di reclutare già nel secondo capitolo (di otto) due antagonisti che in passato erano sbloccabili solo via DLC. Curiosamente, tuttavia, gli eventi narrati nella prima e nella seconda modalità non cambiano di una virgola, tant'è vero che nella Refrain Mode ci è più volte capitato di utilizzare i suddetti personaggi extra per affrontare le loro controparti canoniche e maligne. Oltre a garantire l'accesso a due trofei esclusivi, la presenza degli eroi aggiuntivi rappresenta infatti un curioso What-If narrativo atto a esplorare due intriganti personaggi fan-favorite che nell'edizione originale del gioco non avevano trovato il giusto spazio. Un delizioso supplemento, che tuttavia potrebbe svelare determinati eventi prima del tempo, comportando irritanti spoiler.

    Waifu, draghi e melodie

    Uno degli aspetti più interessanti dell'intera produzione è senza dubbio incarnato dalle meccaniche di dating sim che il giocatore può sfruttare non solo per approfondire la personalità dei vari comprimari, ma soprattutto per migliorare i rapporti fra i personaggi, sbloccare una decina di finali extra (uno per ogni eroe) e influenzare addirittura l'andamento delle battaglie. Pilotabile attraverso l'apposito Bond Diagram, è infatti l'affezione a stabilire il modo e la frequenza con cui i compagni supportano il personaggio controllato dall'eroe; di conseguenza, la giusta attenzione al suddetto diagramma permette di massimizzare l'efficacia delle cure e ridurre al contempo le probabilità di incappare in un prematuro Game Over.

    Se il diagramma stabilisce la natura del legame fra i vari protagonisti, vi sono svariati modi per accrescere in poco tempo l'affezione con loro: il metodo più efficace e più importante di tutti è senza dubbio quello di schierare in prima linea i compagni interessati, senza dimenticare le domande a risposta multipla che Sonia, Kirika e gli altri componenti del party rivolgeranno a Yuma durante le apposite chiacchierate notturne. In questi casi, è fondamentale valutare la risposta in base alla personalità del personaggio che si ha difronte, così da sbloccare addirittura gli appuntamenti che l'eroe può richiedere sia ai ragazzi che alle ragazze del cast. E dal momento che i dialoghi con queste ultime tendono a includere doppi sensi e situazioni piuttosto imbarazzanti, i giocatori più maliziosi finiranno di certo per farsi stregare dal sempre più diffuso fattore waifu.
    Chiusa questa breve parentesi, è tempo di esaminare l'altro gustoso elemento che Shining Resonance Refrain pone sul piatto: un frenetico combat system in tempo reale. Trattandosi infatti di un action RPG, i combattimenti hanno inizio ogni volta che il giocatore, durante la fase esplorativa, entra in contatto col nemico; in questi casi, il free roaming cede subito il passo ad una rapida transizione che catapulta l'utente all'interno di un'area tutto sommato spaziosa, dove appunto si consumano gli scontri coi mostri. Ciascun personaggio ha a disposizione un attacco base che, attraverso il button mashing, dà vita a combo alquanto efficaci, ma che al contempo consumano la barra della stamina, comunque ricaricabile nel giro di qualche secondo. È per questo preciso motivo che i duelli dispongono di una seconda tipologia di attacco, qui chiamata Break, che non solo tende a sfruttare i momenti di debolezza del nemico per infrangerne le difese, ma soprattutto non consuma stamina; a ragion veduta, la sapiente alternanza delle tipologie offensive velocizza l'eliminazione degli avversari, limitando per giunta il dispendio di energia.

    A queste basilari forme di assalto vanno poi ad aggiungersi le tecniche Force, ossia abilità speciali che spaziano dalle utili magie di supporto ai devastanti incantesimi elementali, senza dimenticare l'altrettanto fascinosi colpi all'arma bianca.
    Anche a causa della discreta Intelligenza Artificiale che controlla gli altri tre membri del party, e che consente di cambiare al volo la strategia adoperata, adattandola di volta in volta alla situazione, la difficoltà complessiva del titolo risulta tarata verso il basso. Fatta eccezione per i boss, che al contrario possono spazzare via con estrema facilità una squadra impreparata, gli scontri ci appaiono oltremodo facili, anche perché il titolo presenta solo due diverse opzioni di difficoltà. Quand'anche il giocatore si trovi in grave difficoltà, due meccaniche extra ed estremamente efficaci tendono a ribaltare in un lampo qualsiasi situazione di pericolo. La prima è rappresentata dall'attacco B.A.N.D., una meccanica che consuma una barra posta sul lato sinistro dello schermo per far intonare una canzone al personaggio desiderato: una volta innescata la performance, il party gode di svariati bonus che ne aumentano l'attacco, la resistenza o anche la percentuale di colpi critici, a seconda degli effetti garantiti dalla melodia impostata.

    L'ultima risorsa di Yuma è infine la trasformazione nello Shining Dragon, sfruttabile in tutti i combattimenti del gioco - purché il ragazzo disponga di abbastanza MP - e capace di infliggere danni considerevoli persino ai boss. Tutta questa potenza ha però un costo, qui incarnato dalla modalità Berserk: qualora Yuma, una volta tramutato in bestia, si abbandoni ad una rapida e furiosa serie di attacchi concatenati, vi è la concreta possibilità che il ragazzo perda il controllo del suo drago, con conseguenze disastrose per il resto del gruppo. Trattandosi dunque di una potenziale arma a doppio taglio, il suo utilizzo è consigliabile solo in caso di estremo pericolo, poiché la trasformazione tende a far oscillare pericolosamente da ambedue le parti l'ago della bilancia.

    Non un tormentone estivo

    Se il comparto ludico di Shining Resonance Refrain ha saputo conquistarci con un gameplay fenetico, sotto il profilo tecnico abbiamo notato non poche imperfezioni che purtroppo vanno imputate all'età del titolo e alle sue origini: nonostante gli accorgimenti apportati dai ragazzi di Media.Vision, si tratta pur sempre di un gioco pubblicato in origine su PlayStation 3. Seppur affetti da qualche spigolo di troppo, i modelli poligonali dei personaggi sono splendidi, anche grazie all'inconfondibile e armonioso character design del sommo Tony Taka, che in questo caso ci è parso particolarmente ispirato.

    Lo stesso non si può dire purtroppo per gli sfondi e le texture, troppo ripetitive e povere di dettagli, soprattutto all'interno della capitale di Astoria che funge da HUB principale per Yuma e compagni: per essere l'unica vera città del gioco, il luogo è piuttosto scialbo e privo di personalità.
    Almeno su PlayStation 4, il frame rate si mantiene più o meno stabilmente attorno ai 60 fps, contro i 30 raggiunti dalla versione per Nintendo Switch; la fluidità risente del peso degli anni solo durante le situazioni più concitate, per poi riprendersi dopo qualche istante appena.
    Per quanto concerne il comparto sonoro, Shining Resonance Refrain può contare su un'OST vasta e vivace, che accompagna con precisione i momenti più salienti della narrazione, ma che difficilmente vi rimarrà impressa nella memoria. A dispetto dei pronostici, il titolo è arrivato in Occidente con ben due tracce audio: una in lingua originale giapponese, magistralmente recitata e forte delle amatissime voci di Ai Kayano (Yomi in SENRAN KAGURA, Alisha in Tales of Zestiria), Saori Hayami (Caeda nella saga di Fire Emblem) e Asami Seto (Wilbell voll Erslied in Atelier Escha & Logy), nonché l'intollerabile doppiaggio americano, ancora una volta mediocre e affetto da accostamenti improponibili. Con sommo rammarico di chi non mastica la lingua anglofona, il prodotto non è stato localizzato in lingua italiana, ma presenta soltanto sottotitoli in inglese. Non una novità, per gli amanti del genere ludico di appartenenza.

    Shining Resonance Refrain Shining Resonance RefrainVersione Analizzata Playstation 4Trattandosi di un titolo che ha già quattro anni sulle spalle, è probabile che Shining Resonance Refrain non fosse esattamente l'incarnazione della serie più indicata per cercare di rilanciare il franchise anche in Occidente. Ciononostante, le curiose meccaniche di gameplay offerte dal pacchetto ne fanno un acquisto imprescindibile per qualsiasi appassionato di anime ed RPG di fattura nipponica. Dal momento che il prodotto presenta tanto fan-service, siamo certi che gli estimatori non sapranno resistere all’indiscutibile sex appeal che contraddistingue i personaggi creati dal maestro Tony Taka.

    7.2

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