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Shooty Fruity recensione: brandelli di frutta su PlayStation VR

Un po' Duck Hunt, un po' Plants VS Zombies, un po' Job Simulator: Shooty Fruity è un light gun shooter colorato, sopra le righe e stracolmo di vitamine...

recensione Shooty Fruity recensione: brandelli di frutta su PlayStation VR
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  • Pc
  • PS4
  • Difficile credere che il delirante concept alla base di Shooty Fruity sia nato in seguito ad uno snack a base di un rinvigorente frullato di frutta: più che ad un salubre smoothie al gusto di mango & papaya verrebbe infatti spontaneo pensare al ricorso a sostanze dagli attributi assai più ricreativi - nonché indubbiamente meno leciti - anche se per chiarire definitivamente ogni dubbio bisognerebbe porre la domanda diretta al team di sviluppo, ovvero gli Inglesi di nDreams.
    Del resto ipotizzare un'ispirazione vagamente allucinogena è abbastanza il minimo quando, senza troppe spiegazioni, indossando PlayStation VR ci si trova in men che non si dica catapultati all'interno di un supermercato in perfetto stile anni '50, asserragliati a difendersi a colpi di arma da fuoco da minacciose (?) ondate di ridicoli frutti saltellanti pronti a sciamare all'attacco. Il tutto mentre si devono di volta in volta portare a termine mansioni piuttosto semplici - se non addirittura banali - quali scannerizzare articoli in cassa, preparare vassoi con particolari tipologie di cibo in scatola o selezionare specifici oggetti da eliminare attraverso una sorta di trita-rifiuti a manovella, su un sottofondo musicale fatto di stranianti motivetti da ascensore e annunci di pubblica sicurezza placidamente trasmessi in filodiffusione.

    Tutti frutti

    Come avrete ben capito, Shooty Fruity è un titolo che non si prende affatto sul serio, un elettrizzante tiro al bersaglio in formato VR che fa dell'atmosfera scanzonata e dell'immedesimazione i suoi principali punti di forza. Partiamo dal primo punto, l'atmosfera: i toni spensierati e surreali ricordano in qualche misura lo stile del sempre godibilissimo Job Simulator (senza però quel sincero gusto per l'idiozia e l'umorismo non-sense tipici della produzione targata Owlchemy Labs), rendendo l'insieme un divertissement innocuo e adatto a tutta la famiglia. Shooty Fruity è un videogame colorato, allegro e spassoso, che pur senza sbalordire in termini tecnici fa comunque bene il suo lavoro, vuoi per la grafica funzionale, che dà il meglio di sé nell'ispirazione artistica giocosamente fifties e nell'appagante senso di scala delle ambientazioni, vuoi per l'idea stessa di riempire di proiettili malvagi fruttini con tanto di occhi e bocca, in un succoso tripudio di polpa.

    L'altro grande asso nella manica di Shooty Fruity è invece, come già anticipato, il fattore immersività: per partecipare a questo strampalato poligono di tiro servono obbligatoriamente due PlayStation Move, e l'intera esperienza è costruita - ancora una volta come in Job Simulator - al 100% attorno al motion control. In Shooty Fruity non esistono infatti scorciatoie particolari o comandi per fare qualcosa: ciascun gesto deve essere ripetuto esattamente come si farebbe nella realtà, senza fronzoli. Ecco allora che ad esempio per passare in cassa un prodotto bisogna fisicamente prendere l'oggetto in questione dal nastro trasportatore alla propria sinistra, passarlo sotto il laser di fronte e quindi depositarlo in fondo al bancone alla propria destra, mentre per prendere un'arma dall'apposita rastrelliera serve allungare il braccio verso l'alto e portarla a sé.

    Grazie alla buona illuminazione e alla forte tridimensionalità data dalla VR, l'impatto visivo è convincente (e oltretutto privo di qualsiasi rischio di motion sickness).

    Il tutto servendosi fondamentalmente di giusto due tasti: il pulsante Move (quello grosso e centrale, posto nella parte superiore del controller) usato per raccogliere/lasciare gli oggetti e il pulsante T (il grilletto che si trova sul retro) impiegato per sparare. Un sistema di controllo diretto, immediato e alla portata di chiunque, reso oltretutto ancora più universale grazie al puntatore laser preinstallato su ogni bocca da fuoco - con un piccolo puntino arancione che aiuta a capire dove si andrà a colpire quando c'è da prendere la mira. In linea generale, sparare in Shooty Fruity si dimostra un'attività alquanto divertente: gli impatti dei colpi sono azzeccati, l'effetto vibrazione conferisce sia il giusto feedback che un'apprezzabile differenziazione tra le innumerevoli armi a disposizione, e la possibilità di ricorrere al dual wielding (impugnando tanto per dire un fucile in una mano e un revolver nell'altra) fa, come in Wolfeinstein o Doom, sempre la sua grande figura.
    E come non considerare poi il ritmo, assolutamente frenetico, che aggiunge non poco pepe alle dinamiche da shooter puro: i nemici sono tanti e diversi fra loro, ciascuno con specifici punti di forza e di debolezza da scoprire.
    Presto vi ritroverete allora sommersi da un' invasione di vegetali senzienti, e anche solo per sopravvivere dovrete imparare a cavarvela con un po' di sano multitasking (perché, come detto in apertura, Shooty Fruity vi impegnerà in attività extra da impiegato medio di un supermarket durante le sparatorie). Questo se si parla solo e soltanto di galleggiare sulla soglia della mediocrità, perché volendo invece fare le cose per bene - nel tentativo di raccogliere le tre stelle/obiettivo disponibili per ciascuno dei ventiquattro livelli - toccherà essere spietati, svelti e particolarmente coordinati (in realtà più con i movimenti delle mani che non a prendere la mira in senso lato).

    Il succo spremuto dai nemici uccisi è utilizzato come moneta per incrementare il proprio arsenale: le armi a disposizione sono molte, ma solo sei possono essere impiegate in contemporanea... sceglietele con cura!

    E qui si incontrano, purtroppo, le zone d'ombra. Per prima cosa, mi è capitato di incappare in qualche problema di natura tecnica, legato principalmente alla precisione non proprio invidiabile dei controller Move (un difetto in realtà imputabile all'hardware ormai antiquato, piuttosto che al software).
    Shooty Fruity si gioca preferibilmente da fermi, rimanendo sul posto e limitandosi a spostare le braccia: in media la reattività delle mani virtuali è assolutamente adeguata e funzionale a quanto richiesto, eppure possono occasionalmente verificarsi imprecisioni nel tracking che nelle situazioni più concitate fanno spazientire un po' (e in un caso ho dovuto riavviare del tutto PSVR perché la mira aveva iniziato a deviare lateralmente in modo fastidioso).
    In secondo luogo, non tutti saranno concordi con la gestione della progressione in termini di game design: per sbloccare le missioni successive serve infatti di volta in volta un certo quantitativo di stelle, costringendo così a ripetere gli schemi precedenti per poter affrontare quelli avanzati. Una scelta che da una parte stimola a migliorare incentivando l'apprendimento delle meccaniche peculiari di Shooty Fruity, ma che dall'altra rischia di precludere l'accesso ad una parte considerevole del gioco per un certo tipo di pubblico, contando in particolare il netto incremento della difficoltà dopo la prima decina di livelli.
    In ultima analisi c'è poi un rapporto prezzo/durata che potrebbe far storcere il naso a qualcuno: Shooty Fruity costa 19.99€, e bastano poche ore (diciamo non più di quattro, se non pure meno) per arrivare all'ultima missione. Un potenziale problema se si conta sia la ripetitività di base - la formula rimane quella, senza subire particolari variazioni col progredire degli schemi - sia la rigiocabilità non certo epocale, dal momento che l'unico incentivo è solo e soltanto quello di superare i propri record.

    Shooty Fruity Shooty FruityVersione Analizzata PlayStation 4Shooty Fruity è uno sparatutto arcade dalla personalità accattivante, che riesce a coinvolgere grazie alla sua immediatezza, alla realizzazione tecnica curata e alle meccaniche piacevolmente casiniste, fondate sul multitasking esasperato e sull'efficace gunplay: è dura non sorridere mentre con una mano cerchi di passare in cassa una serie di scatole di prodotti senza senso e con l'altra provi a respingere a colpi di mitragliatrice l'assalto di un branco di lamponi impazziti. Qualche sbavatura a livello tecnologico (derivante a dire il vero da limitazioni hardware nel tracking di PlayStation Move piuttosto che legata al gioco), alcune scelte di game design forse discutibili ed una mole risicata di contenuti non impediscono comunque al vitaminico tiro a segno di nDreams di regalare momenti di divertimento per tutta la famiglia. Se avete voglia di utilizzare PlayStation VR per un po' di sana azione, qui troverete pane - anzi frutta - per i vostri denti.

    7.3

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