Recensione Silent Hill 4: The Room per Xbox

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Silent Hill 4: The Room per Xbox - 487

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  • PS2
  • LA GENESI DELL'ORRORE

    Se c'è un genere che è tra i più rappresentativi
    dell'era a 32-Bit è sicuramente quello dei survival horror, e se c'è un titolo
    tra i più rappresentativi oltre al capostipite Resident Evil, quello è
    sicuramente Silent Hill. Mentre il gioco Capcom basava molta della sua atmosfera
    su un orrore chiaramente esposto al giocatore, su entrate in scena dei mostri
    che riuscivano a spiazzarti e su un combattimento uomo-zombie, il titolo Konami
    si muoveva in direzioni totalmente diverse. L'orrore era più subdulo,
    psicologico, i combattimenti radi e compensati invece dalla presenza di diversi
    enigmi, la visibilità ridotta da un'angosciante nebbia ed i mostri, invece che
    entrare in scena in maniera prepotente, sbucavano dalle nebbie solamente
    annunciati dal gracchiare della radio del protagonista. Questa generazione di
    console ha visto ben 3 seguiti del capolavoro Konami. Il primo seguito, Restless
    Dreams, conservava molte atmosfere del gioco originale, arricchendo però
    mostruosamente il profilo psicologico dei due protagonisti. Silent Hill 3 fu
    invece un cambiamento abbastanza forte. Ottimo titolo di per sè, eccellente
    atmosfera, ma un gameplay che, pur conservando gli enigmi, forza un pò troppo
    nella direzione arcade, inziando quindi una rottura nell'equilibrio dei
    precedenti capitoli. Ed eccoci oggi a The Room che, secondo lo stesso
    produttore, sarà l'ultimo Silent Hill per questa generazione. Tranquilli
    comunque, perchè Silent Hill 5 è già confermato, quindi avremo ancora la fortuna
    di vivere le sue angoscianti atmosfere pure in futuro.

    ROOM 302

    Questa volta
    indosseremo i panni di Henry Townshend ma, invece di ritrovarci nella cittadina
    di Silent Hill, saremo ospiti di un appartamento nella vicina cittadina di South
    Ashfield. Le cose comunque, si complicheranno presto. Il riposo di Henry verrà
    spesso interrotto da incubi ricorrenti, si renderà conto di non poter lasciare
    l'appartamento dove vive e come se non bastasse un misterioso buco si formerà
    nelle pareti del suo bagno. Questo è il punto di partenza dove la storia verrà
    lasciata al giocatore, e noi potremo proseguire questa discesa di Henry verso la
    follia. Basterà incominciare una nuova partita, e le differenze col passato
    saranno subito evidenti. Mentre nei capitoli precedenti avevamo la possibilità
    di decidere l'equilibrio tra la difficoltà degli enigmi e della parte arcade,
    in SH4 c'è solo un generico livello di difficoltà, che si riferisce prettamente
    alla componente arcade del gioco. E qui arriva subito la seconda sorpresa.
    Al'interno dell'appartamento vi muoverete in prima persona, conservando
    comunque la visuale in terza persona tipico di Silent Hill per tutte le altre
    locazioni. Un bene o un male? Direi sicuramente che questa visuale ha molti
    "perchè". Innanzitutto sentiremo molto di più con gli occhi del protagonista,
    sentendo più nostra la casa e divenendo veri testimoni degli eventi che
    contamineranno South Ashfield. In SH4 ci sono difatti diversi temi, alcuni dei
    quali, a nostro avviso, riprendono ottimamente le premesse del primo Silent
    Hill. Ben presto difatti si scoprirà che il buco in bagno ci consentirà di
    lasciare l'appartamento, ma ci condurrà non nel mondo reale, bensì diverrà vero
    e proprio teleport per questo mondo alternativo. Questo legame tra questi due
    piani all'inizio sarà dato solo da questo tunnel, ma ben presto ci accorgeremo
    che i due mondi si stanno avvicinando. Gli orrori vissuti nell'altro mondo
    avranno difatti i loro effetti anche nel mondo "normale", ovvero quello visto
    dalla stanza di Henry. Prigioniero difatti delle sue 4 stanze, specie nella
    prima fase del gioco, Henry si troverà a rubare immagini sbirciando da una
    finestra, attraverso lo spioncino della porta, o spiando da una crepa nel muro
    la sua vicina di casa. Man mano che la storia andrà avanti, Henry vedrà il "suo"
    mondo contaminarsi, mischiarsi con gli eventi che avvengono nell'"altro mondo".
    E questo non fa che confermare l'ottima scelta della prima persona in questa
    fase del gioco. La casa poi se inizialmente viene vista nella sua dualità di
    posto sicuro (Henry la utilizza come baule per gli oggetti, per recuperare
    energia, per salvare, etc...) e di posto dal quale tentare di fuggire, da metà
    gioco in poi si tramuterà nel crollo delle sicurezze del giocatore. Man mano
    difatti che Henry inizierà a veder più chiaro negli orrori dell'altro mondo, e
    capirà i loro contatti col mondo reale, contemporaneamente perderà la sicurezza
    della sua casa, trovandosi assurdamente a cercare di "sigillare" le entrate
    nella casa. (Ci manteniamo sul vago per non introdurre troppi spoiler) Insomma,
    a livello di atmosfera e coinvolgimento, SH4 è sia abbastanza coerente con la
    saga, ma soprattutto è "fresco", regala nuove sensazioni, comunque mira ad un
    orrore psicologico molto sottile, e questo lo fa sorprendendoci dato che il
    gioco non era nato come SH4, ma doveva essere un survival horror a parte che
    solo in un successivo momento è stato scelto come nuovo capitolo di SH4. Ma
    accanto agli orrori della trama e delle situazioni, ecco i dolori del
    gameplay...

    UNA
    GIOCABILITA' SOFFERTA

    Purtroppo, dopo aver terminato due volte questo titolo,
    ci sentiamo di poter affermare con certezza quali sono le aree meno riuscite del
    titolo, ed al primo posto c'è proprio il gameplay. La saga di Silent Hill non
    ha mai avuto un sistema di controllo che sposasse molto bene i combattimenti. Il
    movimento del protagonista è sempre stato molto impacciato, il sistema di
    collisioni largamente impreciso ed il tutto è sempre stato decisamente legnoso.
    Questi problemi però passavano spesso in secondo piano poichè l'equilibrio del
    gioco non era mai molto forzato verso i combattimenti. In SH4 invece potreste
    facilmente trovarvi a finire il gioco con oltre 400 scontri con i nemici. Ma non
    è solo il numero ad essere un problema. Molti dei nemici sono immortali, potete
    difatti solamente stordirli per un pò od "inchiodarli al pavimento" con una
    spada, comunque restano costantemente ad annoiare il giocatore spingendolo
    spesso a rinunciare ad esplorare una stanza, rompendo così quindi a volte anche
    l'atmosfera. Assolutamente consigliabile diventa quindi giocare il gioco in
    modalità Easy, almeno così riuscirete a poter godere maggiormente delle fasi
    esplorative senza dover penare troppo negli scontri. Altra cosa deludente nel
    gameplay è l'inventario. Ora è sì accessibile in maniera molto semplice, ma
    anche limitato, esattamente come i primi Resident Evil, costringendovi a fare
    avanti/indietro con la vostra casa per depositare gli oggetti. Ma non solo. Ad
    aggravarlo c'è pure il fatto che oggetti uguali occupano slot diversi (e
    perdere due slot per tenere due pozioni è frustrante) e per di più, quando vi
    troverete a proseguire in due, nel vostro inventario figureranno pure gli
    oggetti del vostro partner, pure se questi li ha indosso(!). Insomma, una scelta
    che alla fine "allunga" il gioco ma introducendo qualcosa che speravamo fosse
    morto e sepolto con la generazione passata. Rimanendo in tema di "allungamento"
    forzato del gioco, un'altra cosa non proprio piacevolissima è che in pratica le
    locazioni del gioco le dovrete attraversare due volte e gli enigmi nuovi che
    verranno proposti nel secondo passaggio sembreranno più pretestuosi piuttosto
    che veramente logici e necessari come invece sono quelli della prima metà del
    gioco.

    IL PIACERE DEI DUE SENSI

    Visivamente e per quanto concerne l'audio, Silent Hill 4 si riconferma
    assolutamente vincente. Per quanto non stupisca come fa su Playstation2, anche
    su Xbox, dove guadagna solo una miglior pulizia e caricamenti più rapidi, Silent
    Hill resta un titolo visivamente ben fatto. Nelle cutscenes potrete godere di
    modelli poligonali delle persone di qualità altissima, mentre per il resto del
    gioco ci troveremo in ambienti piccoli ma molto dettagliati. Certo, l'approccio
    delle texture "sporche", della ruggine, del sangue secco ormai non è più una
    novità ma resta sempre molto d'effetto. I nemici purtroppo presentano alti e
    bassi non tanto tecnicamente quanto artisticamente. Anzi, purtroppo più bassi
    che alti. La ricerca di novità ha difatti spinto i designer a partorire mostri
    sempre più strani che ora sono quasi buffi e ai quali, purtroppo, sono pure
    assegnati effetti sonori spesso inappropriati. Provate ad immaginare come si
    resta davanti ad un collage di pezzi umani, alto più di due metri, che se
    colpito rutta. Non un bello spettacolo. Ed ora provate a ripensare
    all'inquietante semplicità e forza visiva delle infermiere di Silent Hill 2, od
    il tormento che trasmetteva Pyramid Head. Purtroppo in questo Silent Hill 4 ha
    un grosso problema: il nome che porta e gli inevitabili paragoni col passato.
    L'audio invece, eccezion fatta per qualche effetto sonoro fuori posto, è
    eccellente. In particolare le musiche, che accompagneranno solo alcuni momenti
    del gioco, sono veramente fantastiche.

    SALUTIAMO ASH
    FIELD

    Concludendo penso che, alla fine,
    Silent Hill 4 sia un prodotto meritevole di interesse, che viene ridimensionato
    principalmente da alcune scelte di gameplay inappropriate per la sua meccanica e
    per il paragone che si è andato a cercare portando il nome che porta. Le novità
    però ci sono e sono, fortunatamente, proprio nell'area fondamentale di Silent
    Hill: l'atmosfera. Tenete solo conto che il gameplay, purtroppo, sarà a volte
    d'impaccio nel permettervi di godere appieno di questo nuovo incubo. Ma se
    siete fan della saga, o comunque siete cultori delle atmosfere malate, andate a
    colpo sicuro. Chi sta dietro Silent Hill, sa dove mettere le mani e si
    vede.

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