Singularity 5 Recensione: un nuovo sparatutto futuristico in VR

Una Parigi del futuro controllata da un'IA fuori controllo è la protagonista di un nuovo sparatutto su binari in Realtà Virtuale.

recensione Singularity 5 Recensione: un nuovo sparatutto futuristico in VR
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  • Tra i generi riportati in vita dall'avvento dei visori per Realtà Virtuale, quello degli sparatutto su binari è molto probabilmente quello che era maggiormente a rischio estinzione. Limitati ormai a uscite sporadiche, spesso relegate alle affascinanti sale giochi Giapponesi, gli on-rail shooter hanno quindi rialzato la testa, perdendo in parte la connotazione legata al movimento, tradizionalmente elemento delicato in VR. Ne hanno però guadagnando in spettacolarità e coinvolgimento, grazie alle innovazioni offerte dalla Realtà Virtuale: il senso di presenza, la percezione della profondità e, soprattutto, la libertà di spostare lo sguardo in ogni direzione in maniera istintiva. Titoli come Arizona Sunshine e Robo Recall hanno avuto il loro momento di notorietà, ma probabilmente è Arktika.1 a rappresentare ancora l'eccellenza nell'ambito degli sparatutto su binari VR ad uso casalingo. Singularity 5 cerca quindi di inserirsi nel solco della produzione di 4A Games, grazie ad un'estetica altrettanto affascinante ma peccando per idee, gameplay e offerta di contenuti.

    Parigi in fiamme

    Nell'immaginario di Singularity 5, la capitale francese è ormai diventata un luogo asettico e deserto, nel quale le macchine hanno preso il sopravvento e l'umanità è di fatto scomparsa.

    E' il 2073 e gran parte delle attività economiche e politiche è ormai gestita da intelligenze artificiali avanzatissime, trasformate da sogni del XXI secolo a realtà.
    La più importante è Moore, nata per servire gli uomini ed espansa a livello planetario, con strutture di calcolo presenti in tutte le principali città del mondo e obelischi che ne simboleggiano la pervasività e, a suo modo, la bellezza.

    La presa di coscienza di Moore è avvenuta nel 2068 in maniera del tutto incontrollata, senza che gli uomini e soprattutto gli scienziati che l'hanno creata siano riusciti ad opporre resistenza.
    Quell'anno è infatti ricordato come la Singolarità e Parigi è diventata un luogo nevralgico di tale mutazione, con una statua costruita davanti alla Torre Eiffel a simboleggiare l'indipendenza di Moore dai suoi creatori.
    In pochi anni, quindi, la città si è trasformata in una fabbrica di macchine metallica, lucente e levigata, che avremo l'onere di attraversare armati fino ai denti per tentare di liberarla e donarla nuovamente ai parigini.
    E' evidente quindi che l'estetica, ricercata e messa in scena con grande cura, è il vero valore di Singularity 5: tutti gli elementi del gioco, dai ricchi ambienti dal gusto francese futuristico alla moltitudine di macchine con le quali dovremo scontrarci, sono stati creati seguendo canoni visivi molto forti, seppur non del tutto nuovi.
    Il nero e l'oro, i metalli argentei, le plastiche bianchissime e le superfici iper riflettenti fanno tornare alla mente un certo immaginario contemporaneo del lusso, con richiami ad altri dettagli visivi di opere più popolari, come la armi affusolate presenti in Gantz, i corpi umanoidi inespressivi delle geishe del recente Ghost in the Shell cinematografico, le forme sinuose ma letali delle macchine assassine di Robopocalypse.

    La sorpresa di trovarsi catapultati in luoghi al contempo così familiari ma anche fortemente alieni è ottima ma una volta impugnati i controller Oculus Touch e superati i primi scontri, subentrerà una certa delusione, dovuta soprattutto a un gameplay tutt'altro che innovativo, che non prova in alcun modo a proporre qualche idea nuova.

    Saremo quindi fermi sul posto, sempre al centro dell'azione, con i vari robot che compariranno frontalmente o dai due lati e si avvicineranno fino ad arrivare praticamente a contatto. Il movimento, sia libero che a teleport, è precluso e si avanza di fatto all'interno degli ambienti in maniera automatica solo dopo un certo numero di ondate.

    L'unico modo per difendersi è quindi l'attacco: si spara ad ogni cosa si muove, ricaricando rapidamente ogni volta che si rimane a corto di proiettili, con l'opportunità di cambiare arma con la pressione di un tasto. La varietà è comunque limitata e la pistola di base può essere sostituita con una sorta di gigantesco lancia granate ed alcune armi automatiche, che rappresentano quindi l'unico elemento minimamente strategico inserito all'interno del gameplay.

    Per tutto il tempo, infatti, si fa fuoco continuo, in quanto le ondate sono incessanti e non è possibile sfruttare alcun tipo di protezione o rifugio. In più c'è la necessità di rimandare al mittente armi da lancio quali granate e distruggere muovendo le mani dei cristalli nei quali i robot si trasformano, un volta entrati a contatto con il nostro corpo. I cinque ambienti proposti sono indubbiamente suggestivi ma rappresentano un quantitativo di contenuti che limita fortemente l'appeal che Singularity 5 potrebbe avere sul medio termine, in quanto non bastano i livelli di difficoltà a mantenere alto l'interesse per un gameplay così poco innovativo, relegando il titolo ad un'esperienza da giocare tutta d'un fiato, la cui durata raggiunge a stento l'ora e mezza complessiva.

    Singularity 5 Singularity 5Versione Analizzata PCLa VR sta lentamente crescendo, gli utenti si sono ormai abituati a ciò che può offrire e, progressivamente, cercano esperienze sempre più originali e che si allontanano da gameplay già visti. A Singularity 5 non basta quindi l’estetica azzeccata e a suo modo innovativa a soddisfare davvero: lo stupore iniziale cede il passo alla monotonia e si procede senza troppa convinzione attraverso decine di ondate di nemici tutte simili, che pongono una sfida solo sul puro numero delle forze in gioco rispetto a variazioni sul tema degne di nota. Ne risulta un titolo visivamente appagante ma ludicamente scarno, che verrà purtroppo dimenticato poche decine di minuti dopo aver sfilato il visore VR.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i5 6600K
    • RAM: 16 GB
    • GPU: Nvidia GTX 1080
    6

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