Sinner Sacrifice for Redemption: Recensione del Dark Souls cinese

Dalla lontana Cina arriva Sinner Sacrifice for Redemption, Soulslike che prende più di uno spunto dal capolavoro di Hidetaka Miyazaki...

recensione Sinner Sacrifice for Redemption: Recensione del Dark Souls cinese
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • È strana la sensazione che si prova nel pensare che Demon's Souls sia uscito oramai quasi dieci anni fa. La "formula Souls" è, in altre parole, "vecchia"... almeno nella videoludica concezione del tempo (che fortunatamente non si applica anche per l'età dei componenti della nostra Redazione!). Va senza dire che il grande successo delle opere di Hidetaka Miyazaki ha generato un inevitabile trenino di imitazioni, ed in questi anni s'è visto un po' di tutto: dalle rivisitazioni più interessanti come quella di Salt and Sactuary, a quelle meno riuscite come nel caso di Immortal: Unchained... esiste persino il Souls dei topi: Dark Maus. Nel tentativo di ringiovanire la formula, mettendo in tavola qualche novità, il team cinese di Dark Star Games ha sviluppato il suo nuovo titolo, Sinner: Sacrifice for Redemption. Fra tutte, le caratteristiche più distintive del titolo sono due: nella vostra avventura dovrete affrontare soltanto boss-fight e nel farlo, il livello del personaggio principale diminuirà gradualmente. Una particolarità, quest'ultima, che ha generato parecchio chiacchiericcio intorno al gioco, sin dalla sua presentazione al ChinaJoy nell'estate del 2017. Senza ulteriori indugi, dunque, scaviamo più a fondo in questa sorta di "Dark Souls al contrario", una piccola produzione che potrebbe far gola a molti appassionati... vale la pena farci un pensierino?

    Pick your poison

    Sinner: Sacrifice for Redemption non ha nulla di quell'appassionante sussurrio silenzioso che sta alla base dello storytelling dei Soulsborne: la lore, infatti, è quasi completamente assente e, a meno che non ci si voglia metter d'impegno e "ricamare" intorno alle poche, criptiche, cutscene, c'è davvero poco da sapere.

    Il nostro protagonista deve espiare l'incarnazione demoniaca dei sette peccati capitali, in un regno segnato dalla devastazione di cui non conosciamo quasi niente. Escludendo una breve biografia dei boss da affrontare...è tutto qui! Non aspettatevi, dunque, di avere una vera e propria "ragione" per affrontare le mostruosità che vi si pareranno davanti. Dopo un breve tutorial, l'anonimo protagonista del gioco verrà trasportato nell'Hub principale, contenente sette altari, uno per ogni boss. Qui Sinner: Sacrifice for Redemption, comincia a mostrare le prime peculiarità: potremo scegliere di affrontare i Peccati nell'ordine che più desideriamo. Quale strategia adottare, dunque? Come abbiamo accennato in precedenza, ogniqualvolta ci si appresta ad "armonizzare" un altare, bisogna pagare con un sacrificio: in altre parole bisognerà "livellare" verso il basso. I malus sono diversi per ogni boss: una semplice diminuzione dei punti vita e della stamina, una riduzione della difesa o dell'attacco, dimezzare il numero degli oggetti che possiamo utilizzare. Dal canto nostro, l'handicap che ci ha spaventato maggiormente nella nostra prima run, è stato quello riguardante il lungo stunlock in caso di esaurimento dei punti stamina, che, vista la frequenza con la quale bisogna schivare gli attacchi nel gioco, ci avrebbe dato non pochi grattacapi, se non avessimo scelto di affrontare il relativo boss per ultimo! Dopo aver armonizzato un altare, i malus restano (offrendo la coraggiosa opportunità di sfidare tutti i boss partendo direttamente dal livello più basso). Una volta espiato un Peccato, vi verrà concesso un aumento dei PV...decisamente una magra consolazione! Sinner: Sacrifice for Redemption non fa altro, quindi, che lasciarvi scegliere il veleno col quale morire!

    Posso copiare i tuoi compiti?

    I boss presenti in Sinner non saranno facili da affrontare, ma nemmeno impossibili, soprattutto per gli appassionati dei Soulslike. Qualche morte sarà necessaria ad acquisire il ritmo giusto per contrastare i pattern nemici, ma una volta memorizzati gli attacchi più devastanti non dovreste avere molti problemi a riempirli di botte. Nel complesso, dunque, Sinner offre un buon livello di sfida, senza sfociare nella frustrazione (nonostante un paio di morti ci siano sembrate piuttosto "ingiuste", soprattutto per la quasi totale assenza di frame di invincibilità quando veniamo scagliati a terra). Ad assistervi nella scalata verso l'espiazione ci saranno soltanto due armi: una classica spada lunga (a cui affiancare uno scudo), ed una sorta di gigantesca flamberga per attacchi più lenti e potenti.

    Oltre alle classiche cure (particolarmente simili alle "gemme vitali" di Dark Souls II), potrete scagliare dei dardi elettrici, urne infuocate ed, inoltre, avrete la possibilità di buffare la spada con l'elemento fuoco, al costo del lento consumo dei PV. Poca roba, insomma: non aspettatevi l'infinita possibilità di personalizzazione offerta dai titoli da cui Sinner prende ispirazione.
    "Prendere ispirazione" è decisamente un eufemismo, specie quando si tratta di parlare del peggiore dei difetti del gioco: il design estetico dei boss e delle arene. Mentre, infatti, queste ultime non sono altro che un enorme spazio vuoto, circondato da precipizi letali (che risultano estremamente frustranti se si prende in considerazione il fatto che sono l'unico tocco di caratterizzazione delle mappe), i Peccati che dovrete affrontare, riportano alla memoria palesemente gli scontri dei Soulsborne e non hanno alcunché di originale. Ci sono proprio tutti: Nito; Nashandra; il Demone della Cupidigia; il Cavaliere dello Specchio; il Re di Ferro... c'è persino uno scontro su un lago con tanto di luna piena ed una copia dell'Anima di Tizzoni. Insomma, il team di Dark Star non si è fatto mancare davvero nulla sotto questo punto di vista: persino alcuni dei moveset sono sospettosamente troppo simili a quelli dei nemici partoriti dalla mente di Miyazaki.

    Sul fronte tecnico il titolo ha un buon impatto visivo, soprattutto nelle ambientazioni maggiormente illuminate. Il team di sviluppo è molto piccolo e, oltre a qualche fase di combattimento che avrebbe necessitato del polishing, ha svolto un buon lavoro. Il comparto audio ci ha lasciati alquanto perplessi: come se la regolazione dei volumi non fosse stata ottimizzata, senza tener conto delle distanze tra il giocatore e la fonte del suono. La rigiocabilità del titolo è una questione piuttosto complessa da affrontare. Noi lo abbiamo battuto in circa tre ore, imprecando qua e là senza mai, però, cercare di spaccare il pad.

    La vera e propria sfida parte una volta affrontata la prima run: si aggiungerà al menù principale anche la modalità "nightmare", una bossrush da affrontare tutta d'un fiato, con la possibilità di utilizzare una nuova arma (in dual wielding). Il rateo di difficoltà, in questo caso, si alzerà di parecchio, e se aggiungete la possibilità di fronteggiare nella modalità storia tutti i boss, spogliandosi di ogni tipo di bonus...ecco a voi una sfida interessante, da tenere in considerazione per i palati più hardcore.

    Sinner Sacrifice for Redemption Sinner Sacrifice for RedemptionVersione Analizzata Playstation 4Sinner: Sacrifice for Redemption è uno tra i tanti soulslike spuntati come funghi dopo l’enorme successo delle opere di Hidetaka Miyazaki. Il titolo ha senza dubbio come suo punto forte l’originale caratteristica che vi imporrà un level down ad ogni boss che dovrete affrontare. D’altro canto, però, Sinner è totalmente anonimo dal punto di vista della lore e “si ispira” eccessivamente al design dei boss più famosi della saga dei soulsborne. Vale la pena prenderlo in considerazione per un acquisto? Sì, se ad interessarvi è il combattimento duro e puro, ed un livello di sfida crescente. Se, al contrario, amate alla follia i Souls per la possibilità di creare le build più fantasiose, e per l’opportunità di riportare alla luce una storia coinvolgente ed affascinante...sarà meglio cercare altrove.

    6.8

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