Sky Children of the Light Recensione: un viaggio per rivedere le stelle

L'autore di Journey torna ad emozionarci con una nuova avventura disponibile in esclusiva per sistemi iOS e focalizzata sul legame con altri giocatori.

recensione Sky Children of the Light Recensione: un viaggio per rivedere le stelle
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  • Quel piccolo miracolo di poesia videoludica che risponde al nome di Journey non può essere ripetuto. Durante il delicato viaggio nel deserto, accompagnati dal vento e dalle sue melodie, danzavano in simbiosi sia una forte visione autoriale sia un'incredibile potenza comunicativa. Due caratteristiche che fanno parte indubbiamente del DNA creativo del game designer Jenova Chen (nome inglese di Chen Xinghan), lo stesso artista dalla cui ispirazione prende il volo Sky: Children of the Light, il figlio spirituale di Journey disponibile in esclusiva temporale per sistemi iOS.

    Chi vede in questa nuova avventura una reiterazione "in miniatura" di quell'indimenticabile cammino intrapreso tra le dune dovrà però presto ricredersi: sufficientemente diverso dal suo predecessore, se non nelle venature poetiche quantomeno nella sua anima ludica, Sky rappresenta un'altra perla dell'autore cinese, che - pur senza travolgerci con lo stesso incanto dello scorso capolavoro -riprende il tema del viaggio, insistendo con fermezza sull'importanza di condividere il percorso insieme ad altri sognatori.

    Oltre le nuvole

    È compito dei Figli della Luce ritrovare le stelle perdute: l'importante è non farlo da soli. L'intreccio narrativo di Sky è volutamente intangibile, etereo come le nuvole attraverso le quali voleremo, e si esplica tramite piccoli indizi ambientali e scene d'intermezzo che accompagnano solitamente la conclusione di un'area di gioco.

    Per chi possiede familiarità con lo stile di Jenova Chen, Children of The Light non sarà certo una delusione sul piano dello storytelling ed anzi all'ermetismo ed alla suggestione visiva affianca anche una leggera dose di riflessione. Il tutto concorre quindi a creare il quadro di un progetto complesso da decifrare nella sua interezza simbolica, ma non per questo poco coerente ed affascinante. L'esperienza di Sky rischia di volar via in un pomeriggio, presi come saremo a planare tra praterie sospese, templi antichi e foreste nascoste allo sguardo degli uomini. Dall'isola sulla quale ci desteremo avremo modo di varcare progressivamente alcuni portali, nei quali tuffarci verso una nuova landa da esplorare in solitaria o insieme ad altri giocatori. Nelle circa quattro ore utili a completare l'esperienza una prima volta, in ogni caso, tirando dritti verso la conclusione, perderemo gran parte di quello che Jenova Chen intende trasmetterci.

    Nella mente dell'autore, Sky è concepito come un viaggio da intraprendere con assoluta calma, alla ricerca di ogni singolo spirito nascosto tra le valli, le montagne e le caverne: il ritrovamento di queste creature porterà con sé delle ricompense, sotto forma di luci e candele, grazie alle quali potremo crescere di livello ed aumentare il tempo da trascorrere in volo, senza contare la possibilità di acquistare oggetti cosmetici con cui personalizzare il nostro avatar e differenziarci dai numerosi altri Children of Light che incontreremo lungo la strada.

    Man mano che il nostro grado salirà, inoltre, verranno massimizzate le capacità di esplorazione, permettendoci di coprire distese più ampie. Tra panorami mozzafiato, passeggiate lungo praterie inondate di fiori ed ascese in mezzo a vortici di nuvole, lasciarsi guidare dal level design della produzione è un piacere che va al di là della semplice vista per sfociare in una pura sinestesia.

    Suoni e immagini si susseguono e si mescolano in una sinfonia grafica a tratti magistrale, capaci persino di mutare i suoi toni, passando dall'idillio all'inquietudine.

    La nota stonata di quest'orchestra audiovisiva è purtroppo dipesa da un sistema di controllo via touch che non riesce adeguatamente a garantire movimenti fluidi e precisi in ogni circostanza: ne deriva che in alcune istanze, a causa di compenetrazioni, sterzate involontarie durante il volo e spostamenti un po' farraginosi, il valore dell'esplorazione ne esce in parte indebolito. Ed in un prodotto che fa leva principalmente sul gusto di perdersi in mezzo al mare dell'ignoto, questo piccolo inciampo ha un peso non indifferente. Ciononostante, quando inseguiremo qualche spiritello, scoveremo pittogrammi celati e prenderemo per mano un altro giocatore, la bellezza di Sky viene davvero alla luce.

    Amici che inseguono le stelle

    L'elemento che più di tutto contraddistingue il concept di Children of the Light riguarda, ovviamente, la possibilità di comunicare con altri viandanti che, come noi, inseguiranno le stelle. Inizialmente, i corpi dei giocatori ci appariranno come degli involucri privi di colore ma, se interagiremo con loro alla pressione di apposite icone, ecco che instaureremo un rapporto di comunicazione tale da permetterci di osservarne l'avatar nella sua forma definitiva.

    Il contatto con i "figli" avviene sia tramite gesti ed espressioni, selezionabili da un menù a tendina posto nel margine destro dello schermo, sia grazie all'emissione di un verso, una sorta di richiamo canoro, con cui individuare la posizione dei viaggiatori e rendere noto dove ci troviamo.

    Offrire una candela ad un cercatore di astri è solo il primo passo da compiere per instaurare un rapporto più profondo, dal momento che per unirsi davvero con qualcuno dovremo donare un cuore all'utente con cui decideremo di diventare amici a tutti gli effetti.

    Verso la luce con AppleSky: Children of the Light non è particolarmente esigente sul piano della resa grafica, e su iPad Mini 5 gira a dovere, senza alcun rallentamento, a patto di impostare l'opzione visiva per il minor consumo di batteria. Al massimo delle sue potenzialità, invece, qualche piccolo singhiozzo inizia purtroppo a manifestarsi nei momenti di maggior affollamento e nelle sequenze in cui l'effettistica raggiunge vette elevatissime. Piccole imperfezioni che non impensieriscono la godibilità dell'esperienza. Diverso il discorso se usiamo modelli di iPhone più datati: su un 6s, ad esempio, anche con le impostazioni al minimo, Children of the Light si è rivelato praticamente ingiocabile, con prestazioni claudicanti in quasi in ogni circostanza.

    Entrambe le suddette risorse sono anche la valuta di gioco con la quale acquistare oggetti estetici ed incantesimi che garantiscono potenziamenti temporanei in grado di facilitare il viaggio: di conseguenza, occorrerà un pizzico di parsimonia per non sprecare i materiali guadagnati. Insomma, regalare a qualcun altro il proprio cuore non è un'attività da prendere alla leggera. Possiamo comunicare con i nostri simili non solo attraverso gesti sbloccabili nel corso della progressione, ma anche con una chat testuale che si renderà disponibile in specifici punti delle aree di gioco. D'altronde, ogni macro zona possiede un piccolo focolare iniziale in cui avremo l'opportunità di sederci, fare compere e scrivere ai nostri compagni, per scambiarci opinioni, pensieri e speranze. Dopodiché potremo alzarci e volare insieme verso la prossima meta. A tratti si ha come l'impressione che Sky: Children of the Light sia una sorta di esperimento sociale inserito in un contesto interattivo: un modo per veicolare l'unione tra le persone con il mezzo artistico.

    Ci riesce quando torna alla dimensione della comunicazione primitiva, fatta di semplici gesti e silenziose planate in simbiosi, ed arranca invece quando apre le porte al dialogo testuale, specialmente nei momenti in cui intorno ad un unico focolare si affollano vari giocatori: in simili casi la confusione inizia dunque a prendere il sopravvento sulla piacevolezza di un frangente pensato per essere condiviso con poche persone.

    C'è da ammettere poi che, per quanto sia sognante perdersi nei reami di Sky, a lungo andare l'esplorazione volta al ritrovamento di spiriti ed altri segreti potrebbe diminuire di intensità.

    Lo studio Thatgamecompany ha poi pensato poi di dilatare la longevità dell'opera proponendo un Pass Avventura a pagamento, il quale comprende alcuni obiettivi e ricompense stagionali per un periodo di tempo limitato: data l'anima free to play di Children of the Sky, che intrattiene a sufficienza per un buon monte di ore, l'aggiunta di contenuti totalmente opzionali da comprare con soldi reali può essere una buona occasione per supportare gli sforzi del team di sviluppo e ringraziarlo di averci condotto, mano nella mano, verso le stelle.

    Sky Children of the Light Sky Children of the LightVersione Analizzata iPadTra le costellazioni della galassia mobile, Sky: Children of the Light è uno degli astri più splendenti. Artisticamente ammaliante e concettualmente affascinante, l’ultima opera di Thatgamecompany non sempre si dimostra degna delle sue ambizioni, ma riesce comunque a regalare a tutti i Figli della Luce un’avventura unica nel suo genere, dove il viaggio è solo un pretesto per imparare a conoscersi, a fidarsi e a proseguire insieme. In virtù della natura completamente gratuita del progetto (ad eccezione di eventi a pagamento che non inficiano comunque l’esperienza complessiva), saranno pertanto molti gli esploratori celesti che decideranno, per buone ragioni, di donare il proprio cuore a Jenova Chen.

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