Slipstream Recensione: OutRun con le derapate

Di cloni di OutRun ne è pieno il mondo, ma il debutto di Ansdor ha stile e personalità da vendere. Oltre ad un sacco di derapate.

Slipstream Recensione: OutRun con le derapate
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Chissà se Yu Suzuki aveva previsto come sarebbero andate le cose mentre lavorava ad OutRun. Chissà se lui e il suo team in Sega AM2 potevano immaginare quanto importante sarebbe stato quel videogioco per la storia del medium, e quanto affetto gli avrebbero tributato i fan e l'industria stessa a distanza di così tanto tempo (dell'importanza di OutRun si è già parlato nello speciale dedicato ai 35 anni di OutRun). Avanti veloce fino al 2022: a 35 anni di distanza da OutRun un singolo sviluppatore brasiliano - Sandro Luiz de Paula, in arte Ansdor - pubblica su tutte le piattaforme Slipstream, erede spirituale del capolavoro di Suzuki. Toglie le Ferrari e ci mette i bolidi JDM ma lo spirito rimane invariato: Slipstream è un videogioco semplice, per certi versi anche fin troppo grezzo, ma che spinge i giocatori a guidare col sorriso e, soprattutto, di traverso.

    Guarda mamma, tutto di traverso!

    Perché mettere le mani su Slipstream? La risposta è semplice: nella vita capita a tutti di sentire il bisogno di mollare tutto, salire in macchina e fuggire. Per lasciarsi alle spalle responsabilità, problemi, creditori, tasse e chi più ne ha più ne metta, a volte, tutto ciò che serve sono una distesa d'asfalto e un'auto abbastanza potente per correre più veloci di tutto il resto.

    C'è un problema però, ovvero che purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una soluzione poco pratica e difficilmente realizzabile, in particolare se ad attendervi in garage c'è un'utilitaria 3 cilindri che al massimo riesce a portarvi a lavoro o a fare la spesa. Slipstream è una risposta alternativa, economica e pratica al problema. Ci si potrebbe chiedere perché dedicarsi ad un prodotto del genere quando nel mondo esiste OutRun, e sarebbe una domanda legittima, ma la risposta è che in realtà, pad alla mano, Slipstream ha una sua personalità e delle caratteristiche in grado di renderlo riconoscibile al di là della montagna di citazioni sparpagliate al suo interno.

    Per dirla in due parole (facendogli in realtà davvero poca giustizia), Slipstream è un OutRun con le derapate. Il modello di guida, che - intendiamoci - è squisitamente arcade, appare molto simile a quello di OutRun 2006, ed è inserito in un gameplay che trae più di qualche spunto dai vari adattamenti videoludici di Wangan Midnight e Initial D.

    Tutto ciò che bisogna fare è accelerare a fondo, mettere la macchina di traverso sulle curve e attraversare una selezione di cinque ambienti differenti per arrivare in fondo, il tutto mentre si battaglia con un avversario diverso per ogni scenario, stando ovviamente attenti a schivare il traffico presente in strada. Inutile girarci attorno: Slpistream non si inventa assolutamente nulla di nuovo, eppure la sua formula è una di quelle che non invecchierà mai. L'esecuzione è riuscitissima nonostante qualche piccolo spigolo da limare, e il sistema di guida riesce ad essere perfettamente soddisfacente nonostante sia ridotto all'osso. Derapare lungo le curve è splendido, soprattutto se ci si affida alla derapata automatica gentilmente offerta dal menù delle opzioni, e dà grandissime soddisfazioni anche solo dal punto di vista estetico. Allo stesso modo sono grandiosi anche gli ambienti attraversati, semplici nell'idea quanto efficaci nella realizzazione (in particolare quella meraviglia di Oil Ocean). Slipstream è un toccasana, un videogioco che si è già visto in mille salse ma che si muove con grande consapevolezza all'interno dei paletti del suo genere d'appartenenza.

    Una 300ZX, il mare e il traffico

    Si è già detto che Slipstream è un videogioco con una sua personalità specifica. Questo perché al modello OutRun, come già detto, aggiunge elementi da Wangan Midnight e qualche idea nuova, come per esempio l'importanza fondamentale della scia (da cui il titolo), da seguire per qualche secondo in modo da attivare un boost temporaneo, oppure la possibilità di tornare indietro nel tempo per un massimo di cinque secondi in caso di errore o incidente.

    Ad essere sorprendente, però, è il numero di modalità presenti nel gioco: oltre al classico tour a tappe è infatti possibile partecipare a gare, campionati da affrontare con auto customizzabili, time trial e addirittura una battle royale offline a 16 partecipanti, in cui l'ultimo in classifica viene eliminato alla fine di ogni stage. Il gameplay resta fondamentalmente invariato, ma l'offerta è decisamente più corposa del previsto, specie se ci si lascia ingannare dalla presentazione così palesemente "cheap" e dal gusto retrò. Slipstream dimostra di conoscere a fondo le opere a cui si ispira, ma allo stesso tempo è un videogioco conscio di esistere nel 2022 ed evita giustamente di ignorare qualche piccolo dettaglio in grado di aumentare la "qualità della vita" degli utenti.

    Esistono tre livelli di difficoltà e ogni evento può essere affrontato con uno dei cinque veicoli a disposizione, ognuno chiaramente ispirato a leggende dell'automobilismo giapponese degli anni ‘90 come la Nissan 300ZX, la Mitsubishi 3000 GT o la Honda NSX. Anni ‘90 che vengono peraltro richiamati sia da una colonna sonora che spazia dalla Synthwave a pezzi Lo-Fi con qualche accenno di techno, oltre che da alcune scelte estetiche che strizzano l'occhio alle produzioni di SEGA su Mega Drive, in particolare per quanto riguarda Sonic.

    Non c'è molto altro da aggiungere, Slipstream alla fine è un gioco semplicissimo che proprio per questo parla una lingua perfettamente comprensibile da chiunque. Retro, vintage, vecchio, chiamatelo come vi pare, ma è un videogioco che funziona e che risponde a quel bisogno d'evasione che si avverte di tanto in tanto, perfetto per una partita da cinque minuti per staccare il cervello ed immergersi nelle sue atmosfere sognanti, lontane sia nel tempo che nello spazio. A volte, dopotutto, basta poco.

    Slipstream SlipstreamVersione Analizzata PCSlipstream è un toccasana per tutti i nostalgici di OutRun in cerca di qualcosa di simile ma che sappia distinguersi. Derapare è stupendo di fronte a sfondi così ben realizzati, soprattutto se ad incorniciare il tutto c'è una colonna sonora varia ma sempre pienamente azzeccata. Quello di Ansdor è chiaramente un passion project, l'equivalente videoludico delle project car che gli appassionati si costruiscono in garage con le proprie mani. Ottimo nella sua estrema semplicità, vario nell'offerta e soddisfacende da guidare pad alla mano. È difficile chiedere di più ad un videogioco come Slipstream, forse guisto un pelo di cura in più per i dettagli ma ci si passa sopra senza problemi.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel Core i7-9750H
    • RAM: 16gb
    • GPU: Nvidia GeForce RTX 2060
    7.5

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