Sniper Elite 3 Ultimate Edition: Recensione della versione Nintendo Switch

Karl Fairburne torna a caccia del Generale Franz Vahlen anche sulla console ibrida di Nintendo: ecco come se la cava Sniper Elite 3 per Switch.

recensione Sniper Elite 3 Ultimate Edition: Recensione della versione Nintendo Switch
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Disponibile per
  • Xbox 360
  • PS3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Indipendentemente da come la pensiate dal punto di vista puramente filosofico, le tante (troppe?) remaster e raccolte che stanno inondando il sempre più voluminoso catalogo di Nintendo Switch offrono una seconda, se non terza possibilità a titoli interessanti, ma a volte abbandonati nel dimenticatoio per i motivi più disparati (come un livello qualitativo non proprio stellare, o per l'inevitabile saturazione del mercato a cui assistiamo da qualche anno a questa parte).

    Lo sa bene Rebellion, che con la sua serie Sniper Elite, pur senza mai brillare realmente, è riuscito a ritagliarsi una nicchia di appassionati della raffinata arte dello sniping, proponendo un mix di meccaniche stealth e di esaltanti colpi di precisione che, un capitolo dopo l'altro, si è fatto apprezzare da una schiera via via sempre più folta. Lo sviluppatore ha colto l'occasione, prima con Sniper Elite V2, poi con l'Ultimate Edition del terzo capitolo, di riportare sugli scaffali la propria creatura, colmando al contempo un vuoto nella libreria della console ibrida della grande N. Ma come si comporta, dal punto di vista tecnico e non, Sniper Elite 3? Partiamo col dire che natura cross-gen dell'originale e i 5 anni sul groppone hanno agevolato e non poco il processo di porting, ma non è tutto oro quel che luccica.

    Epidemie nel deserto

    Nulla è cambiato dal punto di vista puramente contenutistico rispetto a quanto raccontato nelle recensioni dell'epoca, tanto in quella della prima versione (su Everyeye.it trovate la recensione di Sniper Elite 3) quanto in quella dell'edizione Ultimate, entrambe a cura dell'Andrea Porta nazionale.

    Il protagonista è ancora lui, l'inossidabile Karl Fairburne, agente segreto americano che muove qualche passo indietro rispetto alla Berlino del 1945 del secondo episodio e cambia coordinate geografiche, spostando il suo infallibile mirino verso la torrida e inospitale Africa. Il teatro dove hanno inizio le vicende è la battaglia di Ain el-Gazala del 1942, e nello specifico l'assedio della fortezza di Tobruk, tassello fondamentale dell'avanzata nordafricana delle truppe della Volpe del Deserto, Erwin Rommel, poi interrotta con le due battaglie di El Alamein. Il nostro compito è quello di eliminare il Generale Franz Vahlen, la mente dietro l'inquietante Progetto Seuche ("Epidemia", in italiano), sfoltendone i ranghi e indebolendone l'esercito un proiettile e una pugnalata alla volta. Tra fedeli ricostruzioni storiche e ambientali, e personaggi ed eventi di fantasia, dovremo farci strada tra deserti, canyon, villaggi e oasi in una one-man mission delicata e cruciale ai fini della vittoria degli Alleati.

    A impreziosire il pacchetto ci pensano le 4 missioni extra pubblicate come DLC (Dai la caccia a Grey Wolf, In ombra, Nel ventre della bestia e Scontro), le modalità extra Sopravvivenza (sia in singolo che in coop, sorta di Orda) e la più tattica Osservazione, e le 6 modalità multiplayer (Deathmatch a squadre e non, Re della Distanza - a squadre e non -, Senza Contatto e Cattura la bandiera), giocabili in locale solo via wireless, quindi niente split-screen.

    Un respiro, un colpo

    L'arma di riferimento, e vero punto di forza del gioco (e della serie) di Rebellion, è chiaramente il fucile da cecchino. Nulla vieta al giocatore di tentare un approccio all guns blazing armato di bombe e mitragliatori, presenti all'appello, così come uno puramente stealth munito di sola Welrod silenziata, ma entrambe le opzioni si scontrano, purtroppo, con i limiti fisiologici della produzione, che costringono necessariamente a un mix di entrambi, e che volenti o nolenti, fanno sempre tornare al fucile. Una routine sostenuta anche dal level design di Sniper Elite 3, di ben più ampio respiro e dall'approccio molto più libero rispetto a certi corridoi del V2.

    È infatti possibile affrontare gli obiettivi proposti, tra principali e secondari, in maniera pressoché arbitraria, scegliendo percorsi e modalità di azione in completa libertà. Capiterà quindi di avvicinarsi di soppiatto a un accampamento nemico, distraendo gli ignari soldati sfruttando sassi o fonti di rumore e infilzandoli a tradimento, per poi trasformarsi in un Rambo provetto per ripulire gli ultimi superstiti. Alternativamente, potrete cercare una posizione confortevole da cui prendere la mira a debita distanza, e piazzare un bel proiettile dritto al cuore del nazista di turno, un gesto da godere in tutta la sua devastante potenza grazie alla scenografica kill cam a raggi X, che pone un'enfasi estrema sull'organo trafitto o sull'osso fracassato dalla nostra maestria balistica.

    Dovessero scoprirvi, potrete sfruttare a vostro vantaggio l'ultima posizione rilevata, contrassegnata dal vostro "fantasma": mentre i nemici cercheranno di capire cosa li abbia colpiti, potrete approfittarne per finire il lavoro. Utile soprattutto dopo un colpo mancato, o dopoaver fatto esplodere un camion o un barile infiammabile per errore (o deliberatamente).

    L'orrore, l'orrore

    Se sulla carta tutto risulta indubbiamente interessante, all'atto pratico emerge qualche problema, già riscontrato all'epoca: l'IA, al livello normale, ha un che di schizofrenico, tra una mira ingiustamente pazzesca che le permette di colpirci anche dietro i ripari, e una vista a volte esageratamente miope, altre in grado di notarci attraverso i muri.

    Per non parlare dell'udito, incapace di percepire un proiettile, per quanto sparato da una canna silenziata, appena finito su un muro o un elemento dell'ambientazione nei paraggi.
    E il gunplay generale non è né troppo preciso, né troppo soddisfacente, discorso valido per la quasi totalità dell'arsenale all'infuori del fido fucile di precisione. Con lo sniping rifle cambia tutto: non c'è nulla di più esaltante del sentire il cuore di Karl battere freneticamente (con tanto di b/m indicati sullo schermo), o il suo respiro, amplificato fino all'inverosimile proprio per restituirci le stesse sensazioni di un cecchino in guerra, tormentato dalla delicatezza del momento in cui si trova, dall'ansia di sbagliare il colpo, dalla necessità di restare concentrato nonostante gli orrori, i ricordi, la vita che scorrono davanti agli occhi in un secondo, a distogliere la vista dal bersaglio.

    C'è persino una meccanica ad hoc con cui trattenere il respiro e prendere meglio la mira: ai livelli di difficoltà più bassa noterete infatti un mirino rosso che indicherà il punto in cui giungerà il proiettile tenendo conto della distanza dell'obiettivo, inutilizzabile però subito dopo essere stati scoperti, quando il cuore di Karl batte a mille.I checkpoint stemperano l'angoscia di avere una sola chance a disposizione, ma la serie Sniper Elite è sempre riuscita a trasmettere simili emozioni con una certa efficacia.

    Cecchini portatili

    Sniper Elite 3 Ultimate Edition va a colmare una lacuna nel catalogo di Switch, non così ricca di sparatutto, men che meno così peculiari e focalizzati sulla figura del cecchino, ma il vero valore aggiunto di questo porting è indubbiamente la possibilità di portare Karl Fairburne e la sua mira infallibile sempre con noi.

    Ma come si comporta sulla console ibrida di Nintendo? In origine il gioco venne pubblicato sia per la vecchia che la nuova generazione di console, e il comparto graifo più datato, invecchiato discretamente, ben si presta a una piattaforma meno performante, e al netto di compromessi, alcuni evidenti, altri meno, il risultato finale è piuttosto soddisfacente, con le criticità più lampanti che non vanno ad inficiare l'esperienza generale.

    Il frame-rate, ad esempio, è fermo a 30 fps (contro i 60 della versione PS4) ma si mantiene solido anche nelle situazioni più affollate. Alcune texture appaiono meno definite, complice una palette cromatica più opaca, pensata forse proprio per mascherare certe imperfezioni. Ci sono poi un'illuminazione più piatta e un aliasing particolarmente evidente in alcune ombre ed elementi dell'ambientazione, alcuni dei quali, in lontananza, di tanto in tanto faticano a caricarsi.

    Qualche appunto riguarda anche il sistema di controllo, arricchito dai sensori di movimento di Joy-Con e Pro Controller che offrono un'arma extra per prendere la mira, sfruttando il giroscopio: il miglior modo per giocare Sniper Elite 3 è con la seconda opzione, meglio ancora senza i sensori attivati, e possibilmente su un televisore, dove è più semplice individuare i nemici mimetizzati, ma si fa apprezzare anche in modalità handheld, dove le dimensioni ridotte dello schermo richiedono solo un po' di attenzione in più. Da evitare la fruizione con i Joy-Con sganciati dalla console, che rendono la mira davvero ingovernabile se non tramite levette analogiche.

    Tutte queste problematiche, alcune passabili, altre meno, sono frutto di un attento e minuzioso confronto con la versione PS4, ma per chi lo proverà per la prima volta su Nintendo Switch, tolte le rimostranze legate ai controlli, sarà un'esperienza assolutamente godibile, per quanto visivamente arretrata, ma nulla in grado, come detto, di rovinare la fruizione. E tra l'assenza di esperienze del genere su Switch e la frequenza dei checkpoint posizionati subito dopo aver completato un obiettivo o aver superato una certa sezione della missione, che ben si presta a partite mordi e fuggi in modalità handheld, anche i possessori di una versione precedente potrebbero farci un pensierino.

    Sniper Elite 3 Sniper Elite 3Versione Analizzata Nintendo SwitchNon bastano i Rumble HD, i motion control o la co-op locale (ma non in split-screen) a far chiudere un occhio sulla grafica vetusta, sui compromessi tecnici necessari a far girare stabilmente il gioco o sui limiti di design che azzoppano l'esperienza sin dal lancio risalente al 2014: insomma, non sarà Sniper Elite 3 Ultimate Edition su Nintendo Switch a farvi innamorare della saga di Rebellion Ma se lo avete amato sulle altre console e sentite l'irrefrenabile bisogno di portare Karl Fairburne sempre con voi, o se a titillarvi sono il prezzo budget (39,98 € la versione scatolata, 34,98 € quella digitale) e la mancanza di titoli del genere nel sempre più vasto catalogo della console ibrida della grande N, allora potete seriamente prendere in considerazione l'idea di acquistarlo, tenendo ben in mente di avere davanti un gioco con 5 anni sul groppone che, in termini grafici e ludici, si sentono eccome.

    6.8

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