SnowRunner Recensione: Death Stranding... sulle ruote

Saber Interactive ci propone una simulazione tanto intransigente quanto appagante, un vero e proprio inno al mondo del trasporto su gomma.

recensione SnowRunner Recensione: Death Stranding... sulle ruote
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Sono passati circa sei anni dall'uscita dell'originale Spintires, e finalmente ce l'abbiamo fatta: abbiamo tra le mani un gioco capace di rendere giustizia alla particolare visione ludica di Pavel Zagrebelny. Quest'ultima deve la sua fortuna a un modello fisico intransigente, che mette al centro del gameplay l'interazione tra ambiente e veicolo. All'epoca il risultato finale, seppur godibile, si era rivelato piuttosto altalenante e complessivamente non all'altezza delle aspettative, a causa di notevoli problemi di sviluppo e scelte di design non proprio azzeccate.

    Dopo qualche anno di silenzio radio, è infine giunto il turno di MudRunner (recuperate la recensione di Mudrunner), sviluppato stavolta dai ragazzi di Saber Interactive, gli autori del discreto World War Z. Il lavoro svolto dal team è stato senza dubbio interessante, capace di rendere l'esperienza più coerente grazie un modello fisico ancora più accurato. Nonostante i numerosi consensi, la serie ha continuato però ad esser considerata di nicchia e poco attraente per il grande pubblico, tanto che la presentazione di questo terzo capitolo della serie è passata quasi inosservata.

    Una nuova vita

    All'improvviso, però, un colpo di genio inaspettato ha riacceso i riflettori sul gioco, portandolo finalmente sotto le luci della ribalta: un semplice trailer che, facendo leva su alcune peculiarità del gioco, lo accostava a Death Stranding, l'ultima creazione di Hideo Kojima. La cosa strana è che in effetti, pensandoci bene, qualche elemento in comune i due giochi ce l'hanno davvero.

    Pur concentrandosi principalmente sulla narrazione e sulla mitologia che ruota attorno al desolato mondo di gioco, il titolo di Kojima Productions ha sdoganato e fatto apprezzare a molti una tipologia di gameplay che, probabilmente, fino a pochi mesi fa si riteneva più noiosa di quanto non fosse realmente. Death Stranding ha sdoganato un concetto di "viaggio" completamente inedito, in cui la progressione è scandita da un susseguirsi di consegne sempre più complesse e da una forte interazione con l'ambiente, elemento centrale di entrambi i prodotti. Un ambiente che, tra l'altro, muta sensibilmente in base alle nostre azioni.

    SnowRunner, al contrario di Death Stranding, non ha un vero e proprio impianto narrativo, e basa buona parte del proprio appeal sulla qualità del gameplay e sull'interazione tra i veicoli e la natura spietata in cui sono immersi.

    Quello che sulla carta poteva sembrare un "simulatore di autotrasporto" qualsiasi si è ben presto dimostrato qualcosa di più, riuscendo a coniugare il suo carattere simulativo con una pulizia tecnica raramente riscontrata in prodotti di questo tipo, in una cornice che comprende tre vastissime aree aperte di pregevole fattura: il Michigan, l'Alaska e la penisola del Tajmyr, in Siberia. Ognuna di queste macro-aree presenta specifiche peculiarità: l'autunnale Michigan, l'area in cui inizieremo a prendere confidenza con la simulazione, è più tradizionale e basata su un mix di distese fangose e promontori rocciosi, mentre l'Alaska propone un precario intreccio di strade ghiacciate e sentieri innevati, da cui il gioco prende il nome. Il più grande pregio delle ambientazioni è quello di essere estese ma mai eccessivamente dispersive, costruite dando priorità alla cura per i dettagli piuttosto che al dimensionamento delle mappe.

    SnowRunner è un gioco lento ma intrigante, curato all'inverosimile e mai avaro di soddisfazioni. La sua complessità, in fin dei conti, non fa che amplificare in maniera esponenziale il grado di soddisfazione del giocatore dopo ogni successo, anche il più piccolo. Uscire da un pantano è come effettuare un sorpasso all'ultima curva in un classico racing game, scalare una montagna una gioia degna di una vittoria fondamentale per la corsa al titolo. La differenza è che, contrariamente a quanto accade nei corsistici tradizionali, qui solitamente viene premiata la pazienza, e quasi mai la velocità.

    I tratti di strada da percorrere con l'acceleratore schiacciato a tavoletta si contano letteralmente sulla punta delle dita, e basta un minuscolo passo falso per ritrovarsi a dover utilizzare la funzione di recupero rapido. Perché tutto sommato, sebbene il titolo basi buona parte del proprio gameplay sulla simulazione più intransigente, SnowRunner non manca di inserire, di tanto in tanto, qualche piccola semplificazione, sacrificando piccoli frammenti di autenticità al fine di risultare meno frustrante e un po' più accessibile.

    Lo fa però rispettando i propri ideali: il recupero rapido, ad esempio, è l'unica forma di "teletrasporto" presente nel gioco e, una volta tornati alla base, non possiamo far altro che migliorare l'equipaggiamento del nostro mezzo (oppure cambiarlo con un altro presente nel nostro garage) e ricominciare la missione da capo, tornando lentamente verso la nostra destinazione per un secondo tentativo.

    Le uniche semplificazioni vere e proprie sono quelle legate alla gestione del carburante e dei danni meccanici: ogni tipo di manutenzione viene effettuata automaticamente quando si entra all'interno di uno dei nostri garage, e in maniera totalmente gratuita all'interno delle varie stazioni di servizio disseminate in giro per le mappe. Una scelta che non intacca minimamente l'aura di realismo del prodotto, il quale pare semplicemente aver rinunciato all'idea di proporre un sistema economico complesso, puntando unicamente sul feeling di guida. Una scelta che, onestamente, ci sentiamo di approvare in pieno.

    Un passo per volta

    Pur mancando, come accennavamo poco fa, un vero e proprio sistema economico, il negozio avrà un ruolo centrale all'interno della nostra avventura. Il numero di veicoli acquistabili è di tutto rispetto e comprende numerose categorie di mezzi. Alcuni, come ad esempio quelli da scouting, saranno fondamentali per andare in avanscoperta, e magari raggiungere una delle tante torri sparse per le mappe al fine di sbloccare nuove aree e missioni.

    Buona parte degli incarichi ci chiederanno di trasportare materiali con cui ricostruire un mondo a pezzi, in cui la natura pare aver avuto la meglio sull'uomo. Per farlo, una volta creato il percorso ideale concatenando molteplici waypoint, dovremo necessariamente passare a un mezzo più grande, in grado di agganciare un rimorchio sufficientemente grande da contenere carichi di vario peso e dimensioni. Con i soldi guadagnati dalle missioni precedenti saremo in grado di acquistare nuovi mezzi di diverse categorie: alcuni saranno particolarmente indicati per carichi di medie dimensioni, altri per mettere in sicurezza e portare a destinazione giganteschi serbatoi di gasolio. Al fianco di svariati marchi su licenza come Chevrolet, Hummer e Caterpillar, avremo a portata di click anche numerosi mezzi dal nome inventato, ma pur sempre basati su modelli realmente esistenti. Gli autocarri targati Azov, ad esempio, sono perfette riproduzioni di alcuni autoarticolati della russa Kamaz, solitamente più indicati di altri per gli spostamenti e le consegne in territori innevati o ghiacciati.

    Alcune missioni richiederanno tipologie di rimorchio o aggiunte particolari, come ad esempio una gru integrata oppure un determinato tipo di pianale, e qui entra in gioco il sistema di personalizzazione accessibile all'interno del garage. Da là si possono andare a modificare aspetti fondamentali del proprio mezzo: di primaria importanza sono, ad esempio, la trazione integrale e il differenziale bloccabile, capace di rendere le nostre scalate su terreni impervi notevolmente più semplici.

    Buona parte di queste migliorie richiede però il raggiungimento di un determinato "grado", il quale aumenterà progressivamente in base ai nostri successi come autotrasportatori. Sempre disponibile, e davvero indispensabile, è invece il nostro fidato verricello, utilissimo per uscire da svariate situazioni pericolose. Tra l'altro, quest'ultimo diventa ancor più utile durante le sessioni in coop, quando ad esempio dovremo aiutare un compagno munito di un veicolo meno performante a farsi strada su un terreno sfavorevole.

    United we drive

    Meglio usare il pad...Sebbene il gioco cerchi di proporre un modello di guida molto complesso e punitivo, il nostro consiglio è quello di non provare neanche a utilizzare, almeno per il momento, un classico volante. Per quanto il supporto sia confermato per buona parte dei prodotti di brand importanti come Logitech e Trustmaster, le sensazioni alla guida sono davvero terribili a causa della totale assenza di force feedback. Il team di sviluppo si è espresso in merito dichiarando di aver subito qualche contrattempo (principalmente legato all'impossibilità di effettuare buona parte dei test di compatibilità) a causa della recente pandemia di COVID-19. Su PC le cose dovrebbero andare leggermente meglio a quanto si legge in giro, ma su console (noi abbiamo testato il gioco su PS4 Pro) l'utilizzo di qualsiasi supporto espressamente dedicato ai giochi di guida è, ora come ora, fortemente sconsigliato.

    Siamo rimasti letteralmente estasiati dall'eleganza del motore fisico e dall'efficacia con cui riesce a passare da una minuta Jeep a trazione integrale a un pachidermico autoarticolato da 100 tonnellate senza perdere neanche un colpo, rimanendo credibile e sempre capace di donare un feeling unico a ciascun mezzo. Basta un attimo di distrazione per restare completamente bloccati, tanto che, nelle fasi più delicate, anche soltanto avanzare di una manciata di centimetri finisce per trasformarsi in una vera e propria conquista. Questo suo lato intransigente è però anche uno dei principali motivi per cui il prodotto di Saber Interactive non è adatto a tutti i palati. I meno pazienti avranno sicuramente vita breve quando si troveranno alle prese con alcune delle scalate più complesse, oppure con i cumuli di neve fresca della gelida Alaska. Per avere successo bisogna essere pazienti, osservare il comportamento della vettura e prevedere le possibili conseguenze di ciascuna mossa; è inoltre necessario pianificare attentamente ogni consegna, magari andando prima in ricognizione e sbloccando le torri d'osservazione al fine di garantirsi una visuale migliore sul territorio da affrontare.

    Bisogna tenere d'occhio anche lo stato della vettura, gestire il carburante, verificare l'usura delle sospensioni e cercare di salvaguardare il più possibile il motore: un guasto improvviso potrebbe infatti forzarci a ricominciare tutto da capo in qualunque momento. Come se non bastasse, altre variabili di non poco conto sono rappresentate dal meteo dinamico e da uno spietato ciclo giorno-notte, che nelle ore più buie rende ogni operazione molto più difficile da eseguire, tanto che spesso sarà meglio parcheggiare il veicolo ed attendere l'alba prima di ripartire.

    Obbligatoria, poi, una menzione speciale per il grande lavoro tecnico svolto dal team di sviluppo, che anche su PS4 è riuscito ad offrire ai giocatori un prodotto inaspettatamente rifinito. Un risultato tutt'altro che facile da conseguire, visto l'impatto derivante dall'implementazione di una fisica davvero senza uguali, che immaginiamo abbia richiesto non poca potenza di calcolo.

    Purtroppo non mancano, comunque, alcune piccolissime sbavature. L'unica realmente fastidiosa riguarda la mancanza di specchietti retrovisori funzionanti (solo su console, la versione PC è esente da questo problema): per i puristi in cerca di un'esperienza ancor più immersiva grazie all'utilizzo della visuale interna (tutti gli abitacoli, tra l'altro, sono riprodotti a regola d'arte), non avere la possibilità di effettuare manovre complesse aiutandosi con gli specchietti è un discreto limite. Se è vero che in fase di retromarcia basta ruotare la visuale e guardare nella direzione in cui ci stiamo dirigendo, questo elemento avrebbe sicuramente aiutato durante la fase di trasporto, specialmente quando alle prese con stradine di montagna e un rimorchio di grandi dimensioni.

    SnowRunner SnowRunnerVersione Analizzata PlayStation 4 ProIl nostro viaggio all’interno del mondo di SnowRunner è stato duro, costellato da numerosi momenti di smarrimento e clamorosi fallimenti. Il simulatore di Saber Interactive ci ha mostrato a più riprese di saper essere impietoso e crudele, ma anche incredibilmente appagante. Un titolo che riesce ad espandere i confini del genere di riferimento non solo in termini quantitativi, proponendo un mondo incredibilmente vasto e variegato, ma anche e soprattutto dal punto di vista della complessità e dell’efficacia del gameplay, valorizzato da un motore fisico straordinariamente accurato. Siamo rimasti letteralmente estasiati dal modo in cui le ruote deformano il terreno fangoso, oppure la resistenza dell’acqua quando si provano a guadare pozzanghere o corsi d'acqua profondi con un mezzo inadatto a tale compito. Ciononostante, qualche piccola sbavatura, una notevole complessità di fondo e il ritmo particolarmente compassato fanno di SnowRunner un titolo molto difficile da approcciare per i non avvezzi al genere.

    8.4

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