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South Park Phone Destroyer Recensione: Cartman e soci approdano su smartphone

South Park apporda su smartphone e tablet con Phone Destroyer, sapiente mix tra un trading card game e un gioco di ruolo.

South Park Phone Destroyer Recensione: Cartman e soci approdano su smartphone
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  • iPad
  • Mobile Gaming
  • Vivere in Colorado è una vera schifezza. Se hai tredici anni o giù di lì e il tuo mondo si riduce quasi interamente ad un paesino costantemente avvolto nella neve, l'unica cosa che puoi fare è immaginare di essere altrove. Stan, Kyle e tutti gli altri ragazzini di South Park non possono quindi far altro che inventarsi avventure lontane dalle montagne che circondano la città. Dopo South Park: Il Bastone della Verità uscito una manciata di anni fa e il più recente South Park Scontri Di-Retti, Ubisoft torna ad occuparsi della scorrettissima serie animata ideata da Matt Stone e Trey Parker, potando Carman, Kyle, Stan, Kenny e compagnia sugli schermi dei nostri smartphone. South Park: Phone Destroyer abbandona la formula da gioco di ruolo dei due titoli citati in precedenza, preferendo una struttura da strategico in tempo reale. Il titolo avrà saputo rendere onore al nome che porta?

    Cowboy contro Indiani contro Pirati contro Cavalieri...

    Dopo i toni da fantasy de Il Bastone della Verità e il feeling da cine-comic di Scontri Di-Retti, anche Phone Destroyer decide di prendere un genere cinematografico e calarci dentro i ragazzini di South Park. Questa volta è il western ad essere messo alla berlina, con i bambini divisi fra cowboy e indiani per la solita battaglia senza quartiere. I giocatori verranno convocati da Cartman in persona (anche qui il nostro ruolo sarà quello del novellino appena trasferitosi in città) per comandare le fila dei cowboy contro quelle degli indiani mossi da Stan. Questa divisione è in realtà soltanto un pretesto per far partire la strampalata trama del gioco, che dopo una manciata di ore vedrà l'ingresso in scena di pirati, astronauti, cavalieri e un carnevale di personaggi che parteggeranno per uno dei due schieramenti. Dopo le scenette d'introduzione, animate nello stile ormai cult della serie e doppiate dalle voci originali, il gioco entra nel vivo. Come già anticipato, Phone Destroyer si propone come un RTS all'acqua di rose. Il titolo sviluppato da RedLynx (quelli della serie Trials) si ispira ad un pezzo da 90 nell'ambito del gaming su cellulare, vale a dire Clash Royale.

    Analogamente a quanto accade nello strategico/fenomeno di massa partorito da Supercell, in South Park: Phone Destroyer le nostre unità assumono l'aspetto di carte da gioco. I giocatori avranno a disposizione 12 carte per deck, ognuna con la sua classe e con le sue caratteristiche: i tank, ad esempio, riescono a subire parecchi danni ma posseggono un attacco limitato, mentre gli arcieri hanno pochi HP ma possono colpire da lontano.
    Queste carte possono essere schierate sul campo di battaglia spendendo un quantitativo di mana messo a disposizione con l'avanzare dei secondi, così come segnalato dalla barra presente nella parte inferiore dello schermo. Nel caso in cui una delle nostre unità dovesse cadere, la carta tornerà nel mazzo, in modo da poter essere giocata nuovamente una volta accumulata la quantità di mana necessario. Il compito del giocatore sarà sconfiggere il campione evocato di volta in volta dal caro vecchio Stan Marsh, stando attenti ai punti salute del nostro avatar. Messa così, Phone Destroyer sembrerebbe avere tutte le "carte" in regola per essere un buon titolo, magari non originalissimo ma basato su meccaniche consolidate. Il problema è che quasi tutto in Phone Destroyer è automatico: i giocatori non hanno modo di poter scegliere il punto in cui l'unità verrà evocata sul campo di battaglia, formato comunque da un'unica "linea" sviluppata in orizzontale. Allo stesso modo, non è dato scegliere quale unità nemica attaccare. In pratica il nostro unico compito sarà quello di schierare sul terreno le truppe e, di tanto in tanto, premere l'icona con il ritratto del personaggio in grado di poter utilizzare una mossa finale. Fin troppo poco, anche per un gioco mobile.

    Brutti figli di sultana!

    South Park: Phone Destroyer arriva su iOS e Android, quindi aspettatevi un sistema di microtransazioni e PvP, ormai standard conclamato delle produzioni destinate a tale mercato. In alcuni giochi la necessità di strisciare la carta di credito non è così preminente, ma Phone Destroyer non fa parte di questa categoria. L'opera potrebbe essere affrontata tranquillamente in single player, facendosi bastare le carte-eroe che il gioco elargisce di tanto in tanto e usando quei pochi consumabili messi a disposizione per sviluppare le nostre unità.

    Purtroppo, ogni tot livelli dell'avventura in singolo, Phone Destroyer costringe i giocatori ad affrontare avversari reali sparsi per il pianeta. A causa di tale decisione, il rischio di rimanere impantanati finché il matchmaking non metta di fronte due avversari dello stesso livello è molto forte. La modalità PvP di Phone Destroyer non prevede tatticismi o strategie, si tratta soltanto di mandare in campo i propri campioni e vedere chi ce l'ha più lungo (il deck, che avete capito?). Se proprio ci tenete a completare il gioco, vi toccherà mettere mano al portafogli e comprare i carissimi pacchetti di carte disponibili nel negozio dell'applicazione, altrimenti dovrete armarvi di santa pazienza e aspettare di trovare qualcuno altrettanto squattrinato da sfidare. Non neghiamoche tale imposizione ci abbia parecchio infastidito.

    South Park Phone Destroyer South Park Phone DestroyerVersione Analizzata Android GamesSouth Park: Phone Destroyer è il terzo gioco nato dalla serie di Matt Stone e Trey Park sotto il patrocinio di Ubisoft. Dopo i due titoli per console e Pc, il colosso franco-canadese decide di restringere le dimensioni della cittadina del Colorado al fine di farla entrare negli schermi degli smartphone. Invece di un'esperienza ruolistica, Phone Destroyer decide di ispirarsi ad un campione come Clash Royale e diventare uno strategico in tempo reale. Purtroppo, la componente tattica del gioco di RedLynx è quasi assente, dato che i giocatori dovranno solo posizionare le unità sul limitatissimo campo di battaglia col giusto tempismo. Il fan-service spudorato e scorretto che farà felici gli estimatori della serie non basta quindi a reggere un gioco debole e sviluppato con pigrizia, ulteriormente gravato da una modalità PvP invadente e sbilanciata. Forse sarebbe il caso di aggiustare il tiro in vista di un eventuale sequel.

    6.5

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