Spider-Man Miles Morales Recensione: Insomniac debutta su PS5

L'open world di Insomniac Games ha l'onore di inaugurare la nuova generazione delle console Sony con una produzione di alto valore.

Marvel's Spider-Man Miles Morales 4K
Recensione: PlayStation 5
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Assieme al remake di Demon's Souls, Marvel's Spider-Man: Miles Morales è uno dei pilastri che sostiene il lancio di PlayStation 5. Da una parte un titolo complesso, difficile e punitivo, pensato per chi cerca rigore e focalità; dall'altra un prodotto più leggero e accessibile, costruito attorno alla figura di un supereroe squisitamente "pop", e inserito nel solco di quella grande esclusiva che due anni fa infranse molti record di vendita.

    In molti guardano con lieve sospetto l'operazione di Insomniac, team che dopo tanti anni di militanza sulle piattaforme Sony è finalmente entrato a far parte dei PlayStation Studios, per due motivi ben precisi: in primis perché Miles Morales si presenta come una sorta di espansione stand alone dell'originale Marvel's Spider-Man, facendo propria la stessa filosofia che fu di Uncharted: l'Eredità Perduta (a proposito, eccovi la nostra recensione di Uncharted: l'Eredità Perduta); in secondo luogo perché il titolo uscirà anche in versione PS4, senza nascondere la sua genesi cross-generazionale. Due aspetti che non sembrano andare a braccetto con gli obiettivi di una produzione che deve accompagnare il day one di un nuovo hardware. E ricordatevi di leggere la recensione di PS5 per scoprire tutto sulla nuova console Sony.

    Un piccolo passo in avanti

    Per fortuna, con un guizzo degno del miglior acrobata urbano, Miles Morales schiva con eleganza le accuse delle malelingue e si dimostra all'altezza del compito che gli è stato assegnato. Esordendo con una trama condensata ma efficace, e con una campagna fortemente spettacolarizzata e libera dalle poche storture del predecessore (pensiamo alle sessioni stealth nei panni di MJ!), il gioco rappresenta un piccolo passo in avanti nel processo di maturazione del brand.

    D'altro canto, grazie alle meraviglie del Ray Tracing o dei 60 fps (gli elementi che caratterizzano le due diverse opzioni di rendering), Miles Morales si presenta anche come un primo riferimento di quello che possiamo aspettarci, a livello tecnico, su PS5. Si tratta insomma di un solido Open World supereroistico, animato e gradevole, che alterna un sistema di movimento sempre esaltante ad una serie di combattimenti ritmati e stimolanti. Un gioco che conosce le proprie responsabilità così come i propri poteri, e finisce per essere esattamente come il personaggio che mette al centro della scena: amichevole, familiare, a tratti persino audace, e senza dubbio pieno di sorprese.

    Un nuovo Spider-Man

    In città ormai ci sono due Spider-Man. C'è quello navigato che ha già salvato New York dalla catastrofe, e un nuovo ragazzetto che oscilla spesso dalle parti di Harlem, con una tuta un po' raffazzonata e le movenze sciolte di chi ha sempre in testa il suono di un mixtape undergound. Anche se a volte rischiano di combinare qualche disastro, in fondo sembrano una bella squadra, almeno a giudicare da come riescono a gestire la minaccia di Rhino, sfuggito dal suo container di contenimento qualche minuto dopo l'inizio di questa nuova avventura.

    La sequenza con cui si apre Miles Morales, composta da inseguimenti mozzafiato e da una boss fight utile a ripassare i rudimenti del combattimento, serve anzitutto a presentare il protagonista di questa nuova avventura. Un tipetto premuroso ma a tratti insicuro, che darebbe tutto per la gente del suo quartiere e si trova a dover controllare, oltre ai classici poteri da ragno, un'inedita "bioelettricità". Lui la chiama Venom, perché "punge un po' quando si scarica sugli avversari", ma nonostante il nome i simbionti non c'entrano nulla.

    La missione introduttiva svolge anche il ruolo di un passaggio di consegne, almeno temporaneo, visto che Peter ha bisogno di allontanarsi un po' da New York per raggiungere Mary Jane, e per qualche settimana affida la supervisione della Grande Mela al giovane Miles. Un compito che, una volta sedata la coriacea esuberanza di Rhino, sembra tutto in discesa, se non fosse che il nostro nuovo eroe si trova invischiato in una imprevista guerriglia urbana. Da una parte c'è l'esercito della Roxxon Energy Corporation, azienda impegnata a studiare una rivoluzionaria fonte di energia con cui rifornire tutta New York, dall'altra il gruppo dissidente Undergound, che si oppone in maniera decisa alla diffusione del NuForm, convinto che dietro gli interessi economici della Roxxon si nasconda qualcosa di losco.

    Come se non bastasse il buon Miles deve pure badare a pressanti questioni private: l'impegno politico della madre, rimasta vedova ma decisa a farsi portavoce degli abitanti di Harlem, e l'amicizia ritrovata con Phin, che potrebbe forse innescare qualcosa in più. A partire da queste premesse si dipana, per circa sette ore, l'avventura principale di Marvel's Spider-Man: Miles Morales, sicuramente ben concepita anche se forse un po' debole in quanto a colpi di scena. Chi ha seguito le avventure fumettistiche e cinematografiche dell'arrampicamuri intuirà senza troppa fatica quale piega prenderanno gli eventi e come Insomniac ha deciso di reinterpretare alcuni personaggi storici dell'universo Marvel.

    Il gioco strizza poi l'occhio alle ultime pellicole dell'MCU (si va dalla presenza di Tinkerer all'idea di un Peter "Far From Home"), nonché al meraviglioso

    Into the SpiderVerse, grazie ad un costume specifico e alla comparsa di alcuni personaggi-chiave dell'incredibile lungometraggio animato. Quello di Insomniac è insomma un prodotto che non disdegna un po' di fan-service, ma al contempo evolve in maniera estremamente coerente il "GamerVerse" di Marvel's Spider-Man, aggiungendo al racconto tasselli importanti in vista di un sequel praticamente certo. La trama, scritta con grande attenzione, mai troppo diluita e ottimamente recitata (anche nel notevole doppiaggio italiano), scorre insomma senza sorprese ma anche senza fatica, e l'impostazione del racconto invoglia persino a compiere qualche side quest, soprattutto pescando tra quelle più caratterizzate a livello narrativo.

    Combatte come un Ragno...bioelettrico!

    L'impianto ludico di Spider-Man: Miles Morales è sostanzialmente ricalcato su quello del suo predecessore, con minime variazioni utili a rendere gli scontri leggermente più movimentati. Durante le traversate urbane il gameplay cambia solo di una virgola, rappresentata in questo caso dalla possibilità di spiccare uno "scatto Venom" a mezz'aria, proiettandosi in avanti grazie ad un impulso bioelettrico. Non è questa l'introduzione che cambia la sostanza del sistema di movimento, ancora una volta ipnotico, morbidissimo, esaltante.

    La fisicità delle oscillazioni, amplificata quanto basta dalla resistenza adattiva dei trigger del DualSense, risveglia fin da subito le sensazioni inebrianti già provate nei panni di Peter Parker: i tuffi vertiginosi in direzione dell'asfalto, le acrobazie in caduta libera, le corse disperate sulle pareti dei palazzoni di New York tornano a vivacizzare quello che è uno dei migliori sistemi di "traversing" degli ultimi anni. Il piacere di percorrere la Grande Mela ad una velocità smaniosa, infilandosi sotto i cavalcavia e poi saltando sulle punte dei grattacieli, è ancora oggi molto concreto, tanto che solo raramente verrà la voglia di usare il viaggio rapido (su PS5 letteralmente fulmineo - nell'ordine dei due secondi - grazie all'SSD).

    Il rapporto fra Spider-Man e la città, ora più viva che mai, non è ovviamente l'unico elemento che sostiene la produzione. Nonostante molte delle attività secondarie vadano proprio nella direzione di un'esplorazione partecipe e curiosa, spedendovi a recuperare casse di rifornimenti e cimeli preziosi, in Miles Morales abbondano giustamente gli scontri con criminali di ogni risma. Il combat system sfrutta i precetti del free flow, imponendo al giocatore di gestire schivate, combo aeree e non, esecuzioni spettacolari con la telecamera che indugia sui movimenti del protagonista.

    Oltre agli immancabili gadget (la tela con cui intrappolare gli avversari, oppure le proiezioni olografiche che combattono al posto vostro), il tutto è ravvivato anche dall'uso del Venom: la bioelettricità di Miles si ricarica colpo dopo colpo, e permette di sferrare assalti poderosi per sfondare le difese degli avversari, immobilizzarli per qualche secondo, oppure proiettarli in aria esibendosi poi in vorticosi attacchi sospesi. Non ci sono scontri particolarmente complessi, in questo Spider-Man, ma nessuna battaglia va presa alla leggera, pena un game over sostanzialmente assicurato. Basta ovviamente aumentare la difficoltà per avere una sfida più punitiva, ma anche a livello normale i combattimenti mettono addosso la giusta pressione.

    Dicevamo poco sopra che Insomniac ha poi rimosso dall'equazione le fasi stealth nei panni dei personaggi secondari, ma in verità Miles non ha affatto rinunciato alla possibilità di agire mantenendo un basso profilo. Grazie anche all'occultamento ottico che gli permette di diventare invisibile per un breve lasso di tempo, il nuovo protagonista potrà sfoltire le fila nemiche senza dare nell'occhio, eliminando magari i cecchini appostati nelle retrovie prima di lanciarsi direttamente nella mischia. Del resto, il combattimento a viso aperto è molto più soddisfacente e ritmato dello stealth, decisamente meno rifinito rispetto a quello visto nella serie Arkham.

    Missioni secondarie e sistema di sviluppo

    Nonostante la sua durata contenuta, l'avventura di Miles Morales sazia abbondantemente il giocatore, risultando persino meno diluita rispetto a quella di Peter Parker. Le missioni principali sono ben costruite, sufficientemente varie nelle situazioni, e conducono l'utente in spazi alterativi a quelli urbani, all'interno dei laboratori della Roxxon o nel quartier generale dell'Underground. Una manciata di boss fight letteralmente esagerate a livello di impatto scenico e grandiose in quanto ad effetti speciali e spettacolarità bastano ad esaltare chi stringe il pad, nonostante manchi quell'enorme varietà di villain che aveva reso grande il precedente lavoro di Insomniac.

    A fare da corollario alle scorribande di Miles ci sono poi attività secondarie di varia natura: alcune richiedono semplicemente di collezionare oggetti, risorse e sample acustici sparsi in giro per New York, altre sono invece sfide machiavelliche dedicate rispettivamente a Infiltrazione, Combattimento e Mobilità. Controllando l'applicazione sviluppata appositamente da Ganke, tuttavia, sarà possibile trovare anche missioni secondarie meglio caratterizzate, con piccoli enigmi ambientali ed una struttura narrativa che si avvicina a quella dell'avventura principale.

    Nonostante si percepisca ancora la tendenza ad abbracciare i canoni dell'open world "quantitativo", insomma, Miles Morales non chiude la porta a contenuti più "lavorati", che riescono a tenere alta l'attenzione dei giocatori per qualche ora dopo i titoli di coda. Il sistema di sviluppo del protagonista, che permette di sbloccare diverse abilità ma soprattutto nuovi (splendidi) costumi, è un incentivo sufficiente a prolungare l'esperienza fino a raggiungere una quindicina di ore di gioco. Resta vero che Miles Morales non conserva né l'effetto sorpresa né l'estensione del primo Spider-Man, rivelandosi per quello che è: una grande espansione che prova a rivendicare una sua autonomia, ma che si muove nel solco del gioco che l'ha generata.

    L'alba della next gen: le modalità grafiche, la fluidità e il ray tracing

    Tra le opzioni video di Miles Morales troviamo la possibilità di alternare la modalità Performance a quella Fedeltà, rispettivamente legate a due feature che speriamo di vedere sempre più utilizzate nella generazione che sta per nascere: i 60fps e il Ray Tracing. Mentre in altri titoli la scelta fra dettaglio e fluidità è molto facile da compiere, in questo Spider-Man non è così semplice prediligere un'opzione o l'altra. In modalità Performance i 60fps esaltano in maniera naturale la sensazione di velocità durante le oscillazioni, la responsività nelle fasi di combattimento, il fascino delle cut-scene.

    Nella generazione che si sta chiudendo non abbiamo avuto - ovviamente su console - molte esperienze che puntassero sulla massima fluidità, ed è bello iniziare una nuova stagione con titoli che raggiungono questo traguardo. Per altro, come abbiamo già accennato, su PS5 Miles Morales presenta un colpo d'occhio che si distanzia concretamente dai risultati che il suo predecessore otteneva su PlayStation 4: la città è più viva, brulicante di auto e pedoni, e le texture che ricoprono strade e palazzi sono molto più dettagliate.

    L'atmosfera invernale, che di tanto in tanto si concretizza in fugaci nevicate notturne, tenta di dare un tocco di novità alla mappa di New York recuperata integralmente dal vecchio capitolo, ma a sottolineare il salto tecnico aiuta di più la resa incredibile dei materiali, i dettagli dei costumi e della pelle, la modellazione dei volti e la draw distance incrementata, nonché la qualità stupefacente di particellari ed effetti speciali. Giocando a 60fps rimane però un dettaglio capace di evidenziare la genesi cross generazionale del prodotto, che si manifesta tutte le volte che Miles si aggrappa alle pareti specchiate di un grattacielo. La gestione dei riflessi è davvero basilare, e soffermandosi ad osservare le immagini che si intravedono sui finestroni si notano storture piuttosto evidenti.

    Il tutto cambia se si decide di attivare in ray tracing, inchiodando il gioco a 30fps. Attivando la modalità Fedeltà è possibile vedere non solo una più avanzata gestione degli effetti di luce, che tiene conto anche delle fonti luminose poste al di fuori dell'inquadratura, ma i riflessi vengono calcolati in tempo reale, mostrando la sagoma di Spidey, dei passanti, delle auto che corrono tra le avenue e le boulevard. Un effetto sicuramente d'impatto, che non tutti preferiranno alla fluidità dei 60 fps ma che risulta dannatamente efficace, soprattutto in un prodotto che mette al centro della scena un contesto urbano.

    Menzione d'onore per un accompagnamento musicale che fa spuntare avvolgenti sonorità underground (tornando a strizzare l'occhio a Into the Spider-Verse), oltre che per il doppiaggio italiano sempre espressivo ed in linea con il carattere dei personaggi principali.

    Marvel's Spider-Man Miles Morales Marvel's Spider-Man Miles MoralesVersione Analizzata PlayStation 5Vecchia città, nuova storia. E un super-protagonista che sfrutta l'elettrizzante Venom per animare un po' gli scontri e vivacizzare le fasi stealth, ma che in linea di massima vuole emulare le gesta, le movenze, i ritmi del suo mentore, ovvero il Peter Parker dello Spider-Man originale. Miles Morales si presenta al lancio di PS5 per quello che è: un'espansione autonoma ben confezionata, brillante dal punto di vista narrativo e tecnico. Su quest'ultimo fronte, ovviamente, il titolo non può nascondere la sua genesi cross-generazionale, e si approccia al nuovo hardware ancora “timidamente”, con un buon Ray Tracing o con la modalità 60fps, ma senza i modelli poligonali di Demon's Souls. I passi avanti si vedono, anche per quel che riguarda texture ed effetti speciali, ma è chiaro che si tratta di un notevole punto di partenza, non di un approdo definitivo. In definitiva Miles Morales è un open world divertente e ben scritto; grazie ad un sistema di sviluppo concepito a dovere incentiva i giocatori ad affrontare anche gli incarichi un po' più ripetitivi, che per fortuna sono accompagnati da una main quest ben intrecciata. Nulla di nuovo per chi ha già indossato su PS4 il costume di Spider-Man, ma Insomniac resta sempre garanzia di grandissima qualità.

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