Spirit of the North Recensione: un'avventura rilassante su Nintendo Switch

Spirit of the North è un'avventura single player ambientata in Islanda: nei panni di una volpe rossa, incontreremo la Guardiana dell'Aurora Boreale.

recensione Spirit of the North Recensione: un'avventura rilassante su Nintendo Switch
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Una narrazione silenziosa da esplorare individualmente, atmosfere dal sapore d'Islanda e un'avventura simbolica da vivere nei panni di una tenera volpe rossa: sono questi gli elementi essenziali che caratterizzano Spirit of the North, opera prima di Infuse Studio. Nata nel 2015, la piccola software house indipendente si compone esclusivamente di tre membri: i co-fondatori e 3D Artist Tayler Christensen e Jacob Sutton ed il compositore e produttore Joseph Gifford.

    Sviluppata tramite utilizzo del versatile Unreal Engine, l'avventura single player è stata protagonista di una prima pubblicazione nel novembre 2019, esclusivamente su PlayStation 4. Il maggio di quest'anno ne ha invece visto l'approdo anche su PC, via Steam, e nel catalogo di Nintendo Switch. Dopo aver completato Spirit of the North proprio sulla console della Casa di Kyoto, la sensazione complessiva è quella di trovarsi di fronte ad una produzione artisticamente ispirata, ma che risulta tecnicamente piuttosto acerba. Nonostante premesse più che intriganti, in effetti, la creatura di Infuse Studio, per quanto non priva di meriti, non è riuscita a convincerci sino in fondo.

    La volpe e la Guardiana dell'Aurora Boreale

    In finlandese, l'aurora boreale è chiamata "revontulet", letteralmente "fuochi della volpe", in onore di una leggenda che vorrebbe proprio un magico esemplare dell'animale essere la causa del maestoso spettacolo naturale. È forse ispirandosi a questo e ad altri miti del folklore nordico, che il team di sviluppo ha scelto di porre al centro delle vicende di Spirit of the North proprio una graziosa volpe rossa. Protagonista dell'avventura, quest'ultima si avventurerà attraverso scenografici panorami che richiamano le terre d'Islanda, spaziando tra ghiacciai, geyser e distese erbose.

    A guidarne il cammino è una sottile linea rossa che si dipana tra i cieli, oscuro ed inquietante presagio di una catastrofe che incombe su questo silenzioso universo. Il nostro agile alter ego quadrupede ne segue le tracce, ma i pericoli a cui sta andando incontro non possono essere affrontati in solitaria. Per questa ragione, ad incrociare il cammino del protagonista troviamo sin da subito la misteriosa Guardiana dell'Aurora Boreale, uno spirito femminile dalle sembianze di una magica ed eterea volpe argentea. Inizialmente una semplice guida per il nostro avventuriero dal manto cremisi, in seguito la creatura fatata ne diverrà attiva aiutante, donandogli diversi poteri magici tramite i quali spostarsi nella natura selvaggia e contrastare la malvagia fonte di corruzione che sta divorando l'essenza di questo Paradiso naturale.

    Nessun essere umano popola questa versione alternativa del Paese nordico e gli unici segni di una civiltà preesistente sono i resti delle dimore e delle spoglie mortali di antichi sciamani. Queste ultime sono spesso collocate in zone relativamente difficili da raggiungere: posando sui corpi il bastone magico degli antichi proprietari sarà possibile pacificarne lo spirito, che ci ringrazierà prima di dissolversi nel nulla. La ricerca di questi ultimi rappresenta per lo più una divertente caccia a elementi collezionabili, ma in taluni casi procedere con quest'operazione di ricongiungimento si rivelerà un mezzo necessario per avere accesso all'area di gioco successiva.

    L'avventura della nostra volpe è strutturata in Capitoli, ma non vi è alcuna traccia di una narrazione esplicita. Spirit of the North è infatti completamente privo di dialoghi o voce narrante e tutto ciò che apprenderemo dell'affascinante mondo di gioco dovremo dedurlo da magiche e luminescenti incisioni collocate in varie aree della mappa e da quanto i nostri occhi potranno rilevare lungo il cammino. Ad accompagnare il giocatore lungo la sua avventura islandese, troviamo dunque soltanto la colonna sonora. Del tutto orchestrale, quest'ultima conta pochi ma suggestivi brani, che alternati a silenzi offrono un ottimo sottofondo all'inarrestabile avanzata della nostra volpe rossa.

    Tra geyser, portali e totem magici

    Il fulcro dell'esperienza ludica offerta da Spirit of the North si traduce in un nucleo che vede sovrapporsi esplorazione di contenute macroaree, risoluzione di puzzle ambientali e il superamento di alcune sezioni di platforming. Il mondo di gioco è infatti popolato di molteplici strutture con le quali il nostro alter ego a quattro zampe potrà interagire. Tra gli elementi più comuni è possibile annoverare dei totem magici, che potranno essere attivati per scatenare gli effetti più disparati, che spaziano dall'incremento del livello dell'acqua contenuta in un bacino idrico sino all'apertura di veri e propri portali in grado di farci librare in volo. Non mancano però all'appello nemmeno piattaforme mobili in grado di reagire ai nostri spostamenti o zone raggiungibili solamente tramite espedienti magici.

    Lungo il cammino, infatti, la volpe protagonista dell'avventura potrà apprendere diverse abilità, da scatenare liberamente a seconda delle necessità. Accumulando una candida energia da piccoli fiori blu disseminati nell'Islanda di Spirit of the North, l'animale potrà risvegliare i già citati totem, dissolvere la nociva materia scarlatta che contamina il mondo di gioco, compiere scatti a mezz'aria o, ancora, evocare per un tempo limitato una volpe incorporea tramite la quale esplorare aree altrimenti inaccessibili al nostro Io materiale.

    La creatura scarlatta, inoltre, può compiere balzi, nuotare e cimentarsi in brevi ma rapide accelerate. Da segnalare inoltre la possibilità di emettere dei guaiti, strumento tramite il quale potremo attivare ulteriori manufatti magici. Man mano che le capacità dell'animale si accrescono, gli enigmi ambientali proposti si faranno più complessi, arrivando a richiedere al giocatore di combinare e alternare tra loro diverse abilità per riuscire a risolverli.

    L'esperienza videoludica offerta da Spirit of the North è dunque caratterizzata da un livello di difficoltà crescente, con le fasi conclusive che potranno dimostrarsi in grado di mettere alla prova le capacità deduttive e l'intuito dei giocatori. Nessuna sfida è tuttavia mai eccessivamente complessa e il viaggio attraverso le atmosfere islandesi si pone soprattutto come un percorso emotivo rilassante e coinvolgente, in grado di intrattenere per una media di circa cinque o sei ore, a seconda della predisposizione del giocatore nei confronti del completismo e dell'esplorazione.

    Nonostante le dinamiche che contraddistinguono i puzzle del gioco tendano parzialmente a ripetersi, la ridotta durata dell'esperienza e la possibilità di sbloccare nuovi poteri con l'avanzare della partita impediscono a questi ultimi di essere percepiti come ridondanti.

    Dove Spirit of the North presta veramente il fianco, almeno nella sua versione Nintendo Switch, è invece il comparto tecnico, affetto da svariate problematiche. Nonostante il colpo d'occhio di alcuni scenari sia reso particolarmente efficace da un'interessante direzione artistica, l'esperienza del viaggio e dell'esplorazione è parzialmente compromessa da alcuni difetti.

    Tra questi ultimi spicca purtroppo un processo di caricamento progressivo delle texture veramente troppo evidente, accompagnato da fenomeni di pop-up: un trend che mina purtroppo l'immersività offerta dalle altrimenti curate atmosfere del mondo di gioco. A ciò si sommano occasionali, ma comunque piuttosto fastidiose, compenetrazioni e dinamiche di movimento piuttosto incerte per la vostra volpe. Non si tratta ovviamente di elementi che inficiano completamente l'esperienza di gioco, ma sicuramente non possono non contribuire nell'influenzare il giudizio complessivo sulla produzione.

    Spirit of the North Spirit of the NorthVersione Analizzata Nintendo SwitchIn definitiva, Spirit of the North si presenta come un prodotto ambivalente, forse anche come conseguenza della ridottissima composizione del team di sviluppo. Ad una componente artistica evocativa, un'interessante colonna sonora ed una narrazione che, pur silente, risulta efficace ed emozionante, si contrappone infatti una realizzazione tecnica che avrebbe sicuramente potuto godere di una maggior cura e attenzione. Complessivamente, l'esperienza resta una valida alternativa per i giocatori in cerca di un titolo rilassante, di breve durata e dalle atmosfere eteree, nonostante i difetti tecnici le impediscano di far brillare a pieno le proprie potenzialità.

    6.5

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