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Sprint Vector Recensione: sfida la gravità con PlayStation VR

Dopo RAW Data, Survious ci catapulta in gare di corsa intergalattiche, nelle quali i motion control ci permettono di correre fisicamente verso la vittoria.

recensione Sprint Vector Recensione: sfida la gravità con PlayStation VR
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  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Per mesi il nome Survious è stato sinonimo di successo in ambito VR. Gli early adopter della Realtà Virtuale hanno infatti associato il team di Los Angeles con il notevole RAW Data, inizialmente esclusiva per HTC Vive e giunto solo in un secondo momento sulle altre piattaforme, diventando rapidamente uno dei primi titoli realizzati per questa tecnologia a raggiungere ottimi risultati di vendita. Dopo RAW Data, forte dell'esperienza e della fama accumulate, il team si ripresenta sulle scene con Sprint Vector, un nuovo titolo dotato di una formula ludica piuttosto originale, che si allontana profondamente dalle atmosfere cyberpunk del prodotto di esordio, puntando al dinamismo estremo ed al forte senso di competizione.

    Sfidando la gravità

    Difficile riuscire ad inserire Sprint Vector in un genere specifico, in quanto rappresenta un'amalgama molto peculiare tra un action ed un racing game.
    Quello che è certo, però, è che senza il supporto per la realtà virtuale, Sprint Vector avrebbe davvero poco senso di esistere, poiché a renderlo così innovativo è proprio l'immersività garantita dal caschetto di casa Sony, a cui si aggiunge un uso innovativo delle periferiche di motion control.

    Il gioco permette infatti di partecipare ad alcune gare ad ostacoli intergalattiche, nelle quali varie razze aliene, che abitano l'universo conosciuto, competono per la gloria.
    Il punto di vista è ovviamente in soggettiva, e durante una sfida al giocatore sarà richiesto di muoversi frequentemente, malgrado lo spazio necessario per giocare sia alquanto ridotto.
    Alla base dell'opera troviamo una tecnica che il team ha definito Fluid Locomotion, implementata, al termine di lunghi mesi di lavorazione, con lo scopo di trovare un buon compromesso tra la necessità di correre (in una dimensione virtuale), stando però ben fermi nel proprio spazio fisico.
    Ecco quindi che i movimenti delle gambe sono controllati da quelli delle braccia, in maniera non dissimile da quanto provato in L.A. Noire The VR Case File, nel quale per camminare in un vicolo in cerca di prove basta muovere a ritmo gli arti superiori lungo il busto, avanzando di conseguenza nella direzione in cui stiamo guardando.
    Sprint Vector propone un sistema simile, elevandolo però all'ennesima potenza: per correre basta effettivamente alternare il movimento delle braccia, mentre al fine di imprimere la giusta spinta vanno premuti e rilasciati a tempo i trigger analogici dei controller PlayStation Move, obbligatori per poter avviare il gioco.
    Dopo pochi istanti la postura dritta della camminata verrà sostituita in maniera istintiva con una posizione più raccolta, quasi da sciatore: se imparare a correre è quindi abbastanza semplice, benché sia necessario un minimo di allenamento per acquistare e mantenere velocità grazie ad un ritmo costante, per tutte le altre movenze si rivelerà indispensabile addentrarsi in un tutorial tanto esteso quanto ben ideato.
    Alla fine della ventina di minuti necessari a prendere confidenza con tutto ciò che il Fluid Locomotion offre all'utenza, insomma, ci sentiremo quasi invincibili, merito soprattutto della notevole intuitività della formula. Saltare richiederà poi l'uso dei tasti presenti sotto i pollici, dandoci l'opportunità di effettuare balzi misurati.

    Una volta staccati (virtualmente) i piedi da terra, sarà dunque possibile volare, protendendo le braccia in avanti e orientando le mani nella direzione in cui si vuole avanzare, un po' come se fossimo dotati di un paio di razzi collegati ai polsi.
    Sarà inoltre possibile scalare le superfici più ripide, afferrando vari appigli sulle pareti, o frenare sul posto in modo da perdere rapidamente velocità, oppure ancora effettuare degli slide laterali per cambiare direzione senza perdere parte della velocità acquisita, cercando di mantenere stabile la quantità di moto, pena un rallentamento che potrebbe farci perdere preziose posizioni.
    Finito il tutorial, le prime gare si risolveranno in un mix di meraviglia, fiato corto e frustrazione: correre ad altissima velocità, saltare ostacoli, raccogliere un power-up e superare di scatto un gruppo di avversari galvanizza e lascia a bocca aperta; agitare però le braccia a ritmo, lasciandosi coinvolgere dalla competizione, non è un'attività alla portata di tutti, ed al termine di ogni gara in molti si ritroveranno con il battito accelerato non solo per l'adrenalina ma anche quello che, a tutti gli effetti, è uno vero e proprio sforzo fisico. In ogni caso sarà veramente difficile tagliare per primi il traguardo, almeno inizialmente, poiché non è assai arduo sfruttare appieno tutte le caratteristiche del sistema di locomotion: sarà necessaria parecchia pratica per avere la meglio sugli avversari, nonché una buona conoscenza delle piste, tanta furbizia nell'approfittare delle scorciatoie ed anche un po' di immancabile fortuna.

    Dinanzi alla stanchezza ed alla difficoltà, lo stimolo a non demordere giunge dall'eccellente stile di Sprint Vector, a metà tra Space Channel 5 e Jet Set Radio, con colori accesi, musica chiassosa, un commentatore invadente e atmosfere oniriche e futuristiche.
    Anche sull'interfaccia è stato fatto un lavoro eccezionale dal punto di vista visivo, con chiari rimandi alle ultime novità in termini di "user experience", come alcuni dei quadranti inclusi negli Apple Watch. Allo stesso modo, le corse ci sono parse adrenaliniche, frenetiche e leggibili: infatti non perderemo mai di vista la direzione in cui stiamo avanzando, avremo sempre ben chiara la nostra velocità, tutto a beneficio del senso di immersione.
    Il vero cuore di Sprint Vector batte all'interno delle gare online, in cui la sfida si fa davvero seria e il divertimento emerge con prepotenza, soprattutto grazie ad una serie di piste che non brillano per numero ma sorprendono per varietà complessiva, dotate come sono di tantissimi bivi ed aree segrete, a cui si aggiunge una conformazione generale che invoglia i corridori alla sperimentazione, nel tentativo di ottimizzare i propri tempi e tagliare il traguardo prima di chiunque altro.

    Sprint Vector Sprint VectorVersione Analizzata Playstation 4Il maggior pregio di Sprint Vector consiste nell'aver proposto un sistema di locomotion tanto particolare quanto riuscito, che limita moltissimo l’eventuale insorgere di effetti di motion sickness. Si tratta comunque di un titolo che richiede grande dedizione, se si vuole diventare competitivi, nonché un certo grado di sforzo fisico, un dettaglio che non lo rende certo adatto a tutti i palati. Peccato quindi che i server multiplayer non siano così popolati e che la versione PSVR, molto probabilmente più diffusa rispetto a quelle per Rift e Vive, non sia perfetta in termini di tracking: alcuni cambi di direzione repentini, del resto, non sono sempre gestiti al meglio dal rilevamento dei movimenti tramite la PlayStation Camera. A prescindere dalle sue piccole mancanze, Sprint Vector rappresenta un prodotto davvero innovativo, che sfrutta la VR in maniera intelligente, massimizzando coinvolgimento e divertimento.

    8

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