Recensione Spy Hunter

Un titolo action da vivere con il gas a tavoletta

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Spy Hunter
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
  • PSVita
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

L’ennesimo recupero dal passato

Se è dagli Anni ’80 che vivete di pane e videogiochi, difficilmente non avrete mai sentito parlare di Spy Hunter. L’esordio del brand è datato 1983, anno in cui il cabinato voluto e sviluppato da Midway fece la sua comparsa nelle sale giochi di tutto il mondo. Da allora la velocissima e fantascientifica G-6155 Interceptor, autovettura evidentemente imparentata con KITT, ha fatto correre i suoi cavalli su diverse piattaforme: dall’Atari 2600 al NES, passando per lo ZX Spectrum, Commodore 64 e ColecoVision. Non sono naturalmente mancati seguiti che hanno fatto la loro comparsa su PS2, Xbox, Game Cube e persino GBA.
Evidentemente vogliosa di rispolverare il marchio, dopo averlo acquistato da Midway, Warner Bros. ha ben pensato di operare una sorta di reboot della saga, riproponendo su 3DS e PS Vita le gesta dell’anonimo pilota a bordo del potentissimo bolide.
A distanza di anni il concept di Spy Hunter si rivelerà ancora attuale e capace di divertire? I ragazzi di TT Fusion avranno saputo adattare il brand alle specificità della PS Vita?

Una macchina a cui manca solo di saper fare il caffè

Spy Hunter è un racing game che sostituisce qualificazioni e gran premi con una serie di missioni in cui il fattore tempo svolgerà sempre un ruolo principale, ma il focus sarà principalmente incentrato sulla distruzione dei nemici e sul soddisfacimento di specifici incarichi, sfruttando l’arsenale dell’auto che guiderete per l’intera durata dell’avventura. Il concept è insomma estremamente semplice: raggiungere il traguardo eliminando tutti gli avversari che oseranno ostacolarvi la strada.
Solo due le modalità di gioco presenti: Multiplayer, di cui parleremo in seguito, e Campagna, pensata invece per il gioco in singolo.
Come già anticipato, il veicolo che controllerete è dotato di una lunga lista di diavolerie tecnologiche che lo rendono un vero osso duro per qualsiasi avversario. Tanto per cominciare può tramutarsi in fuoristrada, quando il terreno si farà eccessivamente scosceso, e in motoscafo: capacità che lo renderanno inarrestabile su qualunque campo di battaglia. Può inoltre sfruttare un potentissimo boost, che si ricaricherà automaticamente dopo qualche secondo, per decise accelerazioni che renderanno l’auto virtualmente irraggiungibile. Infine, cosa ancor più importante, la G-6155 Interceptor può essere equipaggiata con quattro differenti armi: una per ognuno dei pulsanti frontali della PS Vita. Tra mitragliatrici, missili, fucili laterali e mine da lanciarsi alle spalle, il veicolo offre possibilità offensive e difensive a 360° e starà a voi imparare a utilizzare scientemente ogni gadget in base alla situazione che vi si parerà di fronte. Come se non bastasse, e poco a sorpresa, accumulando denaro tra una missione e l’altra potrete spenderlo per potenziare le armi in possesso, cosa che vi renderà sempre più letali e pericolosi.
Da questo punto di vista, TT Fusion ha sicuramente svolto un ottimo lavoro. Il feeling del cabinato originale, quello che dava l’idea di trovarsi al volante di un’auto temibile e fantascientifica, è rimasto immutato e, sebbene dovrete sempre salvaguardare la salute dell’avatar proteggendolo dagli attacchi nemici, l’arsenale e i gadget in dotazione della G-6155 Interceptor vi permetteranno di fronteggiare qualsiasi nemico con poco timore.

Un discorso simile può essere fatto anche quando si analizza il level design. Non dovrete aspettarvi dei tracciati nel vero senso della parola: l’obbiettivo degli sviluppatori non è, e non doveva essere, quello di proporre intricati circuiti fatti di tornanti, curve insidiose e lunghi rettilinei. Dal punto di vista puramente racing avrete a che fare con piste molto larghe e con curve molto dolci e poco pronunciate. Sono altri i fattori che tengono il ritmo alto. Tanto per cominciare dovrete ben guardarvi dal collidere con muri, mine, auto di civili e decine di altri ostacoli che vi si pareranno di fronte. Inoltre non dovrete naturalmente dimenticarvi dei numerosi nemici che vi incalzeranno di continuo. Tra semplici auto che si accontenteranno di speronarvi, furgoni muniti di mitragliatrici, elicotteri equipaggiati di missili e tir armati "fino agli pneumatici" avrete di che preoccuparvi lungo il cammino. Non va infine dimenticata la tendenza dei livelli a porvi di fronte a numerose strade alternative: ognuna ovviamente con le sue piacevoli e spiacevoli sorprese tutte da scoprire.
Sempre parlando del level design va poi fatta una piccola annotazione sulla varietà di incarichi che vi ritroverete a portare a termine. Sebbene il tutto sia effettivamente riassumibile con il semplice raggiungimento di un luogo dopo l’altro, spesso rispettando il limite di tempo, ogni tanto sarete sottoposti a ulteriori condizioni da rispettare. Vi capiterà, ad esempio, di essere inseguiti da un gigantesco camion da cui non dovrete assolutamente farvi travolgere, oppure di dover distruggere alcuni target prima che raggiungano una via di fuga.
A variare ulteriormente la formula ci penseranno alcune brevi sessioni alternative. Si tratterà di prendere il controllo di una mitragliatrice fissa, stando ben attenti a distruggere tutto ciò che vi capiterà a tiro, o di muovere una sorta di satellite con cui, via touch-screen, indicare i punti esatti sui quali lanciare attacchi aerei e colpi di mortaio.
Il level design risulta insomma sicuramente limitato e alla lunga ripetitivo, ma si mantiene comunque sufficientemente stimolante e divertente per tutta la durata dell’avventura.
Purtroppo, in termini di gameplay, va criticato il sistema di guida. La vettura infatti è difficile da controllare, perchè muta inspiegabilmente le reazioni da una pista all'altra. Accadrà che in alcune curve vi sfracellerete contro un muro, mentre in altre, dalla stessa e identica angolazione, dovrete rallentare per permettere alla G-6155 Interceptor di non finire fuori strada. Fortunatamente non si tratta di un’eventualità che si presenterà spesso: il più delle volte riuscirete a controllare l’auto senza problemi, amplificando ulteriormente lo sbigottimento di quando invece le cose non andranno come dovrebbero.
Il gameplay di Spy Hunter insomma, non è privo di incertezze e perplessità, ma ha sicuramente alcuni punti di forza, per lo più incentrati sulle capacità offensive della G-6155 Interceptor e sul sano divertimento che proverete distruggendo decine di nemici.

Per quanto concerne il Multiplayer, citato a inizio articolo, anche in questo caso il tutto si dimostra piuttosto limitato. Niente online tanto per cominciare: fino a quattro utenti potranno sfidarsi, ma solo a patto di trovarsi nello stesso luogo e muniti di altrettante PS Vita e copie del gioco. Inoltre non sono presenti modalità di gioco al di là di quella standard che prevede una normalissima gara, resa lievemente meno canonica dalla possibilità di utilizzare le armi. Se già sarà difficile riuscire a organizzare una partita con qualche amico, il divertimento scemerà comunque piuttosto in fretta.
Graficamente il titolo mette in mostra la scarsità di investimenti sui quali ha evidentemente potuto contare. Gli sviluppatori hanno fatto del loro meglio con il poco che avevano, regalando un frame-rate granitico e offrendo un buon senso di velocità. Purtroppo quando si vanno ad analizzare texture e effetti speciali non si può non sottolineare la povertà generale.
Il sonoro, dal canto suo, vanta tracce orecchiabili, che ben si sposano con l’azione, ed effetti sonori ben campionati.
Giudizio ambivalente sulla longevità: è pur vero che ci si diverte sempre, ma il multiplayer resterà pressoché inutilizzato e la Campagna non offrirà più di sette/otto ore di intrattenimento.

Spy Hunter Spy Hunter non è un pessimo gioco. Tutt’altro: ha grandi potenzialità inespresse e indiscutibilmente riuscirà a far divertire i fan del brand o chi è alla ricerca di gioco fatto di gas a tavoletta ed esplosioni. Purtroppo la produzione Warner Bros. è costruita con poco, e non brilla in troppi comparti. Il multiplayer non è degno di questo nome, la grafica soffre e arranca, e il sistema di guida avrebbe sicuramente necessitato di qualche limatura. Distruggere i nemici con le tante armi a disposizione, mentre si guida come pazzi verso il traguardo, è divertente e regala soddisfazioni, ma il prezzo a cui è venduto il gioco scoraggerà giustamente parte dell’utenza, che andrà alla ricerca di un prodotto ben più rifinito.

6.5

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