Stalker Trilogy Recensione: 3 giochi storici, anche se...

In attesa di Stalker 2 in uscita a settembre 2024, arriva la raccolta che include tre giochi per PS4 e Xbox. Grandi classici, ma nessuna sorpresa.

Stalker Legends of the Zone Trilogy
Recensione: Xbox Series X
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • È sempre bello quando produzioni che sono limitate ad una singola piattaforma approdano su altre macchine, perché in tal modo possono essere raggiunte da ancor più giocatori. Ne è un esempio perfetto la Stalker Legends of the Zone Trilogy, un pacchetto che è appena approdato su PlayStation e Xbox e che consente, a quasi vent'anni dall'uscita del primo capitolo della serie su PC, di godersi le avventure nella Zona con in mano un controller.

    Di fronte ad un'occasione tanto ghiotta non ci siamo tirati indietro e abbiamo deciso di vestire ancora una volta i panni di uno Stalker per avventurarci nell'insidiosa area nei pressi di Chornobyl (qui invece la nostra prova di Stalker 2 Heart of Chornobyl).

    Una serie che ha fatto la storia

    L'entusiasmo di alcuni circa la possibilità di recuperare i titoli inclusi nella Stalker Legends of the Zone Trilogy (venduti anche singolarmente) sulle console Sony e Microsoft non è casuale. La serie di GSC Game World ha avuto un'importanza considerevole all'epoca del suo debutto nei negozi, catturando l'attenzione degli utenti con un mix di meccaniche davvero intrigante.

    Lontano dagli shooter con una campagna lineare, Stalker Shadow of Chornobyl non era un semplice sparatutto. Vantava infatti una componente ruolistica piuttosto ingombrante, senza contare l'elemento survival e un pizzico d'orrore a completare la ricetta. Lo stesso acronimo presente nel titolo permette di intuire quelle che sono le attività su cui si basa l'intera produzione: S.T.A.L.K.E.R. sta infatti per Scavengers, Trespassers, Adventurers, Loners, Killers, Explorers and Robbers (in italiano Saccheggiatori, Trasgressori, Avventurieri, Solitari, Assassini, Esploratori e Ladri).

    Il gioco era dannatamente difficile, poiché gettava il protagonista in una situazione spinosa: nel bel mezzo di un'area contaminata dalle radiazioni e strutturata in open map, il combattente doveva fare il possibile per sopravvivere, eliminando banditi e creature deformi.

    E il multiplayer? Come ben ricorderete, tutti e tre i capitoli inclusi nella Stalker Legends of the Zone Trilogy includono una componente multiplayer online nella loro versione PC. Sappiate però che questo elemento di gioco è stato tagliato dal pacchetto, che propone quindi le sole esperienze single player senza la possibilità di affrontare altri utenti nelle modalità PvP.

    L'avventura non era di quelle lineari e stava all'utente decidere come guadagnare reputazione tra i suoi ‘colleghi', visto che si poteva proseguire nella quest principale oppure collaborare con altri sopravvissuti e accettare i loro incarichi secondari. Ad alternare i momenti più action, in cui si premeva il grilletto, vi erano quelli legati alla gestione dell'inventario, che richiedeva un oculato consumo delle risorse e la rimozione degli oggetti troppo pesanti, che rallentavano il movimento del protagonista. È quindi facile comprendere quanto la serie sia stata importante e abbia aperto la strada alle numerose produzioni che ne hanno ripreso non solo le atmosfere, ma anche le caratteristiche ludiche.

    Si torna nella Zona, con un controller

    Prima che possano esserci disguidi, occorre precisare che l'operazione condotta da GSC Game World è profondamente diversa rispetto a quanto visto in altre occasioni. I prodotti che hanno raggiunto gli scaffali virtuali di Microsoft Store e PlayStation Store non sono remake o remastered, ma versioni molto simili a quelle viste su PC a cavallo tra il 2007 e il 2009.

    Non aspettatevi quindi migliorie sostanziali, poiché ciascuno dei tre capitoli resta fedele all'originale e non vi sono tentativi di uniformare il gameplay introducendo ad esempio le feature dei giochi più recenti anche nei predecessori inclusi nel pacchetto.

    Giocando i tre prodotti in ordine (Shadow of Chornobyl, il prequel Clear Sky e il sequel Call of Prypiat), è insomma possibile notare l'evoluzione della serie sia in ambito grafico che in quello ludico.

    In realtà, complice anche l'originaria pubblicazione a stretto giro, fra un episodio e l'altro non vi sono grosse differenze in termini tecnici, ma ciò che si nota maggiormente è l'aggiunta di funzionalità che hanno via via reso più godibile l'esperienza di gioco grazie all'introduzione della modifica delle armi, di un'IA più reattiva e di un gunplay meno legnoso. L'unico intervento del team di sviluppo riguarda - per ovvie ragioni - il sistema di controllo, che ha subito una serie di modifiche per adattarsi all'utilizzo del controller. Da questo punto di vista, dobbiamo fare un plauso agli sviluppatori, che sono riusciti a rendere le ormai ex esclusive PC perfettamente godibili anche su console.

    Complice anche il fatto che i titoli GSC Game World non facessero uso di così tanti tasti, è stato possibile fare in modo che qualsiasi azione di fosse facilmente adattabile al layout dei controller PlayStation e Xbox. Tutti e tre gli Stalker si giocano in maniera pressoché identica a qualsiasi sparatutto moderno, con le frecce direzionali che sono state impiegate per l'uso rapido di medikit e bende, in modo da non passare per l'inventario nei momenti più concitati, che si tratti di porre fine al sanguinamento o si debba semplicemente recuperare salute.

    Tenendo invece premuto il tasto adibito alla ricarica (Quadrato/X), tutte le armi e gli oggetti che possono essere raccolti nel raggio di qualche metro vengono evidenziati da un testo bianco a schermo che ne indica il nome, così da non lasciarsi sfuggire mai nemmeno un proiettile. Parlando invece della gestione dello zaino, tutto avviene senza particolari problemi tramite il controller e la semplice pressione di un tasto permette di trasferire il loot dai cadaveri o dai contenitori nell'inventario.

    Per quel che concerne invece gli oggetti impugnati dal nostro Stalker è sufficiente ricorrere ad una pratica ruota di armi/accessori, che permette in pochi istanti di riporre la bocca da fuoco o passare ad un altro elemento equipaggiato. Sempre tramite la ruota si possono anche modificare la modalità di fuoco e sostituire il tipo di proiettili, così da avere sempre tutte le opzioni a portata di mano.

    L'unico inconveniente che abbiamo incontrato nel corso della nostra prova della Stalker Legends of the Zone Trilogy riguarda la fastidiosa mira assistita, che però può essere disattivata in pochi click dal menu delle impostazioni, così da garantirsi la possibilità di direzionare liberamente il fuoco quando si preme il grilletto. Insomma, l'esperienza di gioco coi controller Sony e Microsoft è più che buona.

    Il solito Stalker

    Abbiamo già appurato che, sotto il profilo tecnico, ci troviamo di fronte ad un porting privo di grandi differenze rispetto alle opere originali se non per modifiche all'interfaccia utente quasi impercettibili. Dopotutto i tre titoli hanno più di qualche anno sulle spalle e le console della scorsa generazione non fanno fatica a reggerli. Sì, perché Stalker Legends of the Zone Trilogy è disponibile solo su PS4 e Xbox One, sebbene sia perfettamente giocabile anche su PlayStation 5 e Xbox Series X|S tramite retrocompatibilità.

    Nel nostro caso, abbiamo vissuto le tre avventure sulla console di ultima generazione firmata Sony, che non ha mai avuto difficoltà a gestire i 60 fotogrammi al secondo. Le uniche volte in cui abbiamo notato oscillazioni è stato nei momenti dei salvataggi automatici, ma si tratta di un inconveniente di scarsa rilevanza e molto diffuso fra le produzioni meno recenti.

    In ogni caso è presente un selettore degli fps che consente di bloccarli a 30 o 60, probabilmente perché il gioco fatica a tenere la frequenza più elevata sulle macchine della scorsa generazione. Purtroppo non sono presenti altre opzioni attraverso cui personalizzare il FOV o abilitare ulteriori effetti grafici, visto che il titolo vanta un numero piuttosto risicato di voci nella schermata delle impostazioni. Non vi è nemmeno un'opzione per disabilitare la vibrazione del controller, bisogna anzi recarsi nei menu di sistema per poter disattivare questa feature.

    Dobbiamo segnalare che tutti e tre i titoli soffrono di qualche problema di stabilità che sembra riguardare prevalentemente PlayStation: ci è capitato in più di un'occasione che il gioco andasse in crash, costringendoci a riavviarlo e ripetere brevi sessioni dovute al mancato salvataggio dei progressi. Non manca nemmeno qualche bug dell'audio ereditato dagli originali, tutti localizzati sia nei testi che nel doppiaggio.

    Stalker Legends of the Zone Trilogy Stalker Legends of the Zone TrilogyVersione Analizzata PlayStation 5In definitiva, Stalker Legends of the Zone Trilogy è una raccolta imperdibile solo ed esclusivamente per quei giocatori che non hanno un PC per recuperare le tre vecchie glorie o che, per qualche particolare ragione, vogliono assolutamente giocarle (o rigiocarle) con un controller. Vista l’assenza di differenze degne di nota con le versioni originali dei tre sparatutto, il PC resta la piattaforma migliore per vivere le avventure di GSC Game World, considerando anche il supporto alle mod. In ogni caso il gap tra le versioni degli FPS potrebbe accorciarsi notevolmente nei prossimi mesi, quando arriverà la versione nativa per PlayStation 5 e Xbox Series X|S che dovrebbe introdurre migliorie grafiche e anche le mod.

    Che voto dai a: Stalker Legends of the Zone Trilogy

    Media Voto Utenti
    Voti: 12
    6.2
    nd