Star Ocean First Departure R: Recensione della remaster per PS4 e Switch

Pubblicata su PSP nel 2007, la riedizione del primo Star Ocean approda in versione "parzialmente" rimasterizzata su PlayStation 4 e Nintendo Switch.

recensione Star Ocean First Departure R: Recensione della remaster per PS4 e Switch
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  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • La deriva deludente imboccata dalla celeberrima saga di Star Ocean pare ormai irreversibile. Se i primi tre episodi, lanciati a cavallo tra il lontano 1996 ed il 2003, avevano portato tanta gloria e notorietà alla nipponica saga di JRPG, al più recente capitolo (del quale troverete maggiori informazioni nella nostra recensione di Star Ocean Integrity and Faithlessness) va invece attribuita la colpa di aver affossato forse in via definitiva un franchise già in difficoltà. Consci della situazione critica in cui appunto versa la serie, Square Enix e tri-Ace, anziché tentare il colpaccio con un titolo nuovo di zecca, negli ultimi tempi hanno preferito investire le proprie energie confezionando le versioni rimasterizzate dei vecchi episodi.

    Dopo Star Ocean: Till the End of Time e Star Ocean: The Last Hope, già disponibili da qualche anno anche su PlayStation 4, persino il capostipite della serie è infine approdato sull'attuale ammiraglia di casa Sony e sulla piccola ibrida della grande N. Intitolata semplicemente Star Ocean: First Departure R, la nuova proposta del publisher, però, non è che una conversione - con piccole migliorie e qualche contenuto extra - del pregevole remake già lanciato oltre un decennio fa sull'indimenticabile PlayStation Portable. Ancora memori delle avvincenti peripezie vissute dai suoi protagonisti, ci siamo dunque imbarcati nell'ennesimo viaggio interstellare per raccontarvi le nostre consolidate opinioni su un prodotto non troppo convincente.

    Su un pianeta lontano lontano...

    Ambientato nell'anno 2432 S.D, il primo e leggendario Star Ocean ha inizio nel villaggio di Kratus, un piccolo borgo rurale del pianeta sottosviluppato di nome Roak. In qualità di membri delle Forze di Difesa, i giovani protagonisti Roddick, Millie e Dorne trascorrono le loro monotone giornate affrontando qualsiasi mostro, ladro o bandito minacci la serenità del proprio paese natio.

    Nel bel mezzo di un consueto pattugliamento, tuttavia, la routine del trio è presto sconvolta dall'improvvisa e inspiegabile diffusione di un tremendo morbo che trasforma in statue di pietra qualsiasi malcapitato ne venga contagiato. Nelle prime battute della vicenda, infatti, il padre della graziosa Millie contrae la suddetta malattia e avverte i giovani avventurieri dell'incombente minaccia, spingendo i tre incauti ragazzi a cercare delle miracolose erbe curative sul vicino monte Metorx. Strada facendo, però, i ragazzi apprendono che persino Dorne è stato infettato, e si imbattono in due componenti della cosiddetta Federazione Terrestre: il capitano Ronyx J. Kenny e l'ufficiale scientifico Ilia Silvestri. Detentori di conoscenze superiori e di una tecnologia avanzatissima, questi spiegano al trio di eroi che la malattia che va decimando la popolazione di Roak è in realtà un'arma biologica lanciata dai Lezoniani, ossia una forza militare attualmente in guerra con la Federazione Terrestre.

    Trattandosi di un virus in continua evoluzione, qualsiasi ipotetico vaccino attualmente ricavabile con la medicina terrestre perderebbe la propria efficacia nel giro di pochi minuti, ragion per cui Roddick e Millie si ritrovano ben presto costretti a prendere una decisione irrevocabile: viaggiare indietro nel tempo di 300 anni, allo scopo di rintracciare la fonte originale del morbo e impossessarsi di un campione che possa essere utilizzato per sintetizzare una cura definitiva.

    Quella che inizialmente doveva essere una missione di salvataggio mirata a curare la popolazione di Roak, tuttavia, assumerà una rilevanza sempre maggiore, tant'è che la rocambolesca traversata fra cosmo e tempo intrapresa da Roddick e Millie finirà per segnare in maniera indelebile le sorti dell'intero universo.

    Ricca di momenti tragici e di puro eroismo, la trama del primo Star Ocean risulta attuale ancora oggi, anche grazie alla perfetta miscela fra fantasy e sci-fi: quello stesso mix che già nel 1996 permise alla serie di discostarsi - quantomeno sotto il profilo narrativo - dai principali competitor e di travolgere il pubblico con qualcosa di nuovo, impetuoso e irresistibile.

    Non solo gli attori coinvolti nella vicenda risultano ben caratterizzati e affascinanti, ma il prodotto offre al giocatore la possibilità di scegliere quali personaggi giocabili aggiungere al proprio party, spalancando le proprie porte ad un gustoso fattore rigiocabilità. Oltre ai quattro eroi protagonisti, infatti, Star Ocean: First Departure R include ben nove compagni opzionali, il cui intricato reclutamento prevede scelte precise e pianificate anzitempo.

    Se, ad esempio, l'arruolamento di Cyuss preclude al giocatore la possibilità di aggiungere al party anche Erys e Ashlay, personaggi estremamente intriganti come l'esplosiva Phia o il licantropo T'nique (un sosia del combattivo Ranma Saotome protagonista del manga Ranma ½) richiedono addirittura l'elaborazione di un piano di reclutamento ben ponderato. Tra grinding e backtracking, le venticinque ore richieste per il completamento della vicenda diventano quindi il doppio, nel caso in cui il giocatore decida di compiere una seconda run coi combattenti non reclutati al primo passaggio.

    Residui di luce da una stella quasi spenta

    Come se l'impeccabile tessuto narrativo ed il fattore rigiocabilità non fossero già abbastanza stuzzicanti, Star Ocean: First Departure R presenta un altro punto di forza da non sottovalutare: un sistema di combattimento in tempo reale coinvolgente e molto intuitivo, nonché adatto sia ai veterani che ai neofiti. Fortemente improntato verso l'azione, questo prevede il controllo di un singolo personaggio, con la possibilità di cambiare in qualsiasi momento l'eroe impersonato o comunque di impartire ordini ben precisi a tutti i compagni sul campo di battaglia.

    Il sistema propone un menu molto simile a quello della serie Tales of (non a caso, furono proprio i fondatori dello studio tri-Ace a sviluppare l'indimenticabile Tales of Phantasia), consentendo all'utente di mettere improvvisamente in pausa l'azione per accedere all'inventario, modificare le tattiche gestite dall'altalenante intelligenza artificiale che manovra il party, e così via. Basato sugli amati/odiati incontri casuali, il sistema di combattimento è insomma rimasto invariato nel passaggio da PSP a PS4, ma durante la nostra traversata cosmica abbiamo avuto l'impressione che la difficoltà complessiva degli scontri sia stata opportunamente rivista per offrire al consumatore moderno un'esperienza più bilanciata.

    La nuova versione del gioco, inoltre, permette di raddoppiare addirittura la velocità del movimento sulla mappa del mondo, dimezzando il tempo speso durante le lunghe sessioni di esplorazione. Tornando ai molteplici personaggi giocabili, ciascuno di essi avrà naturalmente un moveset univoco e molto variegato, e potrà spendere i propri Skill Point e Special Point per apprendere capacità particolari, legate sia al combattimento che alle attività di tutti i giorni. Ad esempio, potreste decidere di usare i punti della graziosa Millie per farle acquisire le preziose abilità culinarie necessarie per preparare piatti curativi e in grado di offrire vari buff alla squadra titolare.

    Appurata anche la bontà del gameplay, è tempo di focalizzarsi sulle caratteristiche del prodotto che purtroppo avrebbero richiesto uno sforzo maggiore da parte di tri-Ace e Square Enix. Trattandosi di una mera rimasterizzazione e non di un totale rifacimento, Star Ocean: First Departure R è giunto su PS4 e Nintendo Switch con una grafica pixellosa e supporto all'alta definizione.

    Non tutti gli spigoli della versione precedente sono però stati smussati a dovere: mentre gli artwork dei personaggi hanno goduto di una totale rielaborazione da parte di Katsumi Enami (che in più occasioni di ha dato l'impressione di aver ringiovanito o invecchiato determinati eroi della vicenda, con qualche spiacevole ripercussione sui rapporti di età fra gli stessi), lo stesso non si può dire per le cutscene in stile anime. Non solo i filmati non sono stati rimasterizzati in alta definizione, ma il loro design cozza con la resa visiva dei nuovi artwork, creando un distacco qualitativo irritante e difficilmente ignorabile. In compenso, il comparto sonoro propone una ricca selezione di tracce nostalgiche e sempre attente ad accompagnare, con maestria e precisione, i vivaci toni assunti dalla narrazione. Spendiamo infine qualche parola sul doppiaggio, che stavolta contiene addirittura tre tracce parlate: quella in inglese già apprezzata su PSP e due in lingua giapponese, di cui una recente e completamente inedita. Nel menu di gioco, del resto, l'utente potrà scegliere non solo se vivere l'avventura con gli artwork classici o quelli rinnovati, ma addirittura sarà in grado di passare continuamente da una traccia parlata all'altra, al fine di individuare quella con gli accostamenti più vocali più azzeccati.

    Star Ocean: First Departure R Star Ocean: First Departure RVersione Analizzata PlayStation 4Star Ocean: First Departure è stato senza dubbio uno degli action RPG di fattura nipponica più apprezzati dell’era PSP. Sebbene abbia conservato tutti i suoi principali punti di forza, fra cui si annoverano il sensazionale comparto narrativo, un sistema di combattimento intuitivo e una colonna sonora memorabile, la sua rimasterizzazione per PS4 e Nintendo Switch tradisce invece una conversione un po' pigra e distratta. La scelta di rivisitare soltanto gli artwork, lasciando quindi in bassa definizione i numerosi filmati in stile anime, crea uno stacco qualitativo difficilmente digeribile. Se a questo aggiungiamo la presenza degli scontri casuali tanto disprezzati dalle nuove generazioni e sempre più inusuali, difficilmente il prodotto potrà soddisfare i palati dei neofiti e del pubblico casual. Ne consigliamo quindi l’acquisto soltanto agli appassionati di retrogaming e a chiunque nutra un sincero desiderio di (ri)scoprire le origini del brand di casa tri-Ace.

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