Recensione Star Trek Encounters

Rotta, Capitano? Seconda stella a destra, e poi dritto fino al mattino

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  • Ps2
  • Senza liberta' di scelta non c'e' creativita', e senza creativita' non c'e' vita

    La storia reale di Star Trek si è dipanata nel corso dei decenni con sempre nuove sorprese. Iniziò nella mente di un brillante e poliedrico autore televisivo, per continuare con cinque serie per la TV, un totale di oltre cinquecento puntate, dieci film per il grande schermo, centinaia di romanzi e libri in tema, mostre, corsi di lingue e convention di appassionati in ogni parte del mondo. A dare origine a tutto questo fu Gene Roddenberry.
    Il geniale scrittore volle creare un telefilm che fosse a metà strada tra due generi a lui molto cari: la fantascienza e il western. Per farlo decise di utilizzare una nave stellare, un'ambientazione fantascientifica, e una missione a dir poco pionieristica, ossia l'esplorazione dello sconfinato ed ignoto universo.
    "Mi accorsi che creando un mondo a parte, un mondo nuovo con regole nuove, si poteva parlare con più facilità di sesso, religione, Vietnam, alleanze, politica, missili intercontinetali. E' quello che facemmo in Star Trek."
    Queste furono le parole usate dallo stesso Roddenberry a commento della propria opera. La quale continua a mietere consensi, oggi come allora. Un successo senza precedenti, capace di ridefinire il concetto stesso di fantascienza.

    Riteniamo che abbia la propulsione transwarp

    Strano gioco questo Star Trek Encounters. Un prodotto atipico sia per forma che per contenuti. Di primo acchito la sorpresa derivante dallo scoprire che il gioco non è la “simulazione” che era lecito aspettarsi, può lasciare interdetti. Chiunque si aspettasse di rivivere le avventure del capitano Kirk e i sui epigoni, magari dal ponte di comando dell’Enterprise, rimarrà deluso. Il titolo è infatti un classico sparatutto arcade dotato di visuale dall’alto, leggermente sfasata, con la nostra astronave (di dimensione assai contenute) ripresa dall'esterno. L’impostazione dei comandi non segue quella classica di un simulatore di volo. Nessuna cabrata, virata o rollata, ma un semplice spostamento dello stick sinistro nella direzione in cui si vuole andare. Il primo impatto con il gioco è del tutto negativo: selezionano l’opzione “skirmish” - partita veloce - ci si trova sbalzati al centro dell’azione. Ancor prima di capire la configurazione dei vari comandi si viene circondati da un congruo numero di navi nemiche, che porranno fine alle nostre gesta senza troppi problemi. E' quindi lapalissiano che i comandi di Star Trek Encounters non sono inizialmente intuitivi; ma il lungo e tedioso tutorial di inizio gioco (disponibile nella modalità “episode”) serve appunto a prendere confidenza con questo aspetto.
    La peculiarità di Star Trek: Encounters risiede nel sistema di controllo, basato sull’ uso congiunto dei due stick analogici. Il sinistro è deputato a gestire i movimenti dell’astronave all’interno dello spazio, mentre il destro attiva e dirige il sistema di sensori a corto raggio. Tutti gli obiettivi che capitano all’interno del loro raggio di azione possono essere inquadrati, previa pressione del tasto R2, e successivamente abbattuti mediante l’uso delle armi affidato al tasto R1. Il tasto X permette di switchare tra le armi primarie, come phaser e siluri fotonici, mentre il tasto Cerchio consente di selezionare le armi secondarie o speciali, come mine spaziali, raggi traenti e teletrasporti.
    La croce direzionale viene impiegata per dirottare in tempo reale l’energia dell’astronave ai sistemi più utili in quel momento. Dai motori ai sensori, dagli scudi alle armi e viceversa. I dorsali L1 e L2 consentono di variare l’altitudine. Quest’ultima, rispetto al piano di navigazione, viene indicata da un barra azzurra, che compare solo quando si è abbastanza vicini agli oggetti.
    Questa particolare impostazione dei comandi risulta piuttosto macchinosa e complessa. Soprattutto per quanto riguarda la corretta esecuzione della procedura di lock-on, gravata da un numero eccessivo di comandi. Inquadrare (manualmente) con i sensori il nemico, agganciarlo, selezionare l’arma e fare fuoco costituisce una pratica molto scomoda che richiede diverso tempo prima di essere padroneggiata, con tutte le conseguenze del caso.
    Il pregio del sistema di comando di Star Trek: Encounters, cioè la possibilità di usare in tempo reale quasi tutte le funzionalità della nave, rappresenta contemporaneamente il suo difetto. Il numero di tasti sul controller si rivela del tutto inadeguato nel mappare tutte le singole funzioni, e scorrere ciclicamente fra le varie armi diviene ben presto una fastidiosa costante. Il problema è rappresentato dal fatto che sovente durante questa operazione, dalla durata di diversi secondi, ci si ritrova inermi nel mezzo di uno scontro cruento.
    Ci si accorge di questo nella campagna in single player, che presenta le stesse ambientazioni e le classi di astronavi delle varie serie televisive (serie classica, Next Generation, Deep Space Nine, Voyager, etc). L’obiettivo di ogni missione cambia di volta in volta, anche se la ripetitività dell’azione e delle situazioni è un elemento tutt’altro che alieno dall’esperienza. Sebbene infatti le missioni propongano vari obiettivi (distruzione di astronavi, scorta di navi spaziali civili, catture di astronavi nemiche con trascinamento alla propria base stellare, individuazione di nemici nascosti all’interno di campi di asteroidi o di detriti spaziali), in realtà il tutto si riduce in una serie di scontri a fuoco piuttosto monotoni. Elementi potenzialmente innovativi come l’uso del teletrasporto vengono appena accennati senza essere approfonditi nella maniera opportuna. Difficile poi non notare come tutta la parte narrativa sia stata sacrificata, rendendo la modalità storia fin troppo scarna ed essenziale
    Star Trek: Encounters, si basa essenzialmente sul combattimento tra astronavi, trascurando ambientazioni e personaggi di contorno che pure rappresentano un tratto distintivo della serie. Difficile non notare come tutta la parte narrativa sia stata sacrificata, rendendo la modalità storia fin troppo scarna ed essenziale. La qual cosa sarebbe anche stata accettabile in un contesto di eccellenza che il prodotto non riesce a raggiungere.
    Risulta incomprensibile da questo punto di vista la rinuncia a tutto il materiale che il brand avrebbe potuto portare al gioco. Basti pensare alla gestione del materiale extra. Le “schede” dei personaggi conquistate faticosamente durante le missioni vengono mostrate tramite schermate in bassa risoluzione, senza neanche uno straccio di biografia del personaggio o degli attori.
    Anche la sezione di visualizzazione delle astronavi sbloccate non fa certo gridare al miracolo. Limitandosi a proporci i modelli 3D da ruotare, ma senza nessuno dei dettagli tecnici che tanto ingolosiscono i trekkies. Al quanto irritante inoltre è la mancanza di informazioni riguardanti i bonus raccolti nelle missioni in single player. Quello che poteva essere un’ elemento in grado di invogliare la rigiocabilità del titolo, viene assurdamente ignorato. Alla fine Star Trek Encounters si rivela un titolo poco divertente, lento e noioso, capace di non soddisfare le esigenze di nessuna tipologia di player.

    Lei non e' mai come ci si aspetta, signore

    Tecnicamente il gioco non ha molto da proporre. In particolare le astronavi sono talmente piccole da non offrire il benché minimo dettaglio tale da suscitare l’interesse del giocatore. Questo stile lillipuziano si riflette anche sul resto dell’universo di Star Trek: pianeti, asteroidi, stazioni spaziali e quant’altro si rivelano talmente microscopici, tanto da rovinare l’atmosfera del gioco.
    L’idea di un universo immenso e sconfinato da esplorare a bordo di possenti navi spaziali è del tutto assente nel titolo in questione. Tutto quel che troveremo saranno galassie "smorte", prive di colori e di qualsivoglia dettaglio coreografico atto a suscitare un seppur minimo moto di stupore. Anche il resto degli elementi che compongono il motore grafico non si evidenziano in modo particolare per la loro riuscita. Gli effetti di luce utilizzati per le armi ad esempio sono quanto di più primitivo e dozzinale si possa trovare. Il comparto sonoro si comporta un po’ meglio, offrendo accompagnamenti musicali, palesemente ispirati ai motivi della serie. Niente di trascendentale, sia chiaro, semplicemente un discreto accompagnamento musicale senza infamia e senza lode.
    Piccola nota a margine sui filmati che accompagnano la modalità “episode”, commentati dall’originale capitano Kirk: l’indimenticabile William Shatner. Una chicca rivolta a tutti i fan della serie, che purtroppo però non incidecerto sull’economia del gioco.

    Star Trek Encounters Star Trek EncountersVersione Analizzata Playstation 2Sicuramente un esperimento poco riuscito, questo Star Trek: Encounters. L'idea di puntare tutto sul combattimento tra astronavi poteva rivelarsi vincente. Peccato che il sistema di controllo ideato da Bethesda si riveli fin troppo deficitario. Tolte le ambientazioni ed i personaggi di contorno, che si potevano impiegare per caratterizzare al meglio il prodotto, quel che rimane è uno shooter arcade lento e noioso, privo di una propria identità. Poco tattico per soddisfare le richieste degli appassionati del gnere strategico. Troppo noioso per rivaleggiare con titoli di stampo arcade assai più immediati e compulsivi. E soprattutto troppo poco Star Trek per riuscire a catturare l'attenzione dei fan della serie. Da evitare.

    5

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