Recensione Star Trek: Legacy

Spazio, ultima frontiera.

Articolo a cura di
Disponibile per
  • Xbox 360
  • Pc
  • Legacy

    Star Trek: una fede. Per gli appassionati della serie, dunque, questo gioco potrebbe risultare interessante e sopra la media, guidati nei loro giudizi da una quasi dogmatica attrazione per personaggi e temi. Ma per i videogamers accaniti, che in ogni gioco cercano sensazioni nuove -siano esse derivanti dall'impatto grafico o mediate dai pregi della giocabilità- la faccenda potrebbe essere assai diversa. Innanzitutto bisogna sottolineare la mancanza di creatività da parte di UbiSoft, che con questo titolo sembra aver attinto da contesti ludici abusati, senza inserire caratteristiche rilevanti: ST Legacy risulta infatti un prodotto modesto, che non pretende nulla da sè stesso. Nonostante tutto si presenta discretamente ricco di contenuti, capace dunque di “farsi giocare” dai fan più sfegatati della saga cinematografica e televisiva, che potranno attingere ad un vastissimo patrimonio di situazioni (e citazioni). Certamente ci troviamo di fronte a una buona scelta di navi spaziali usufruibili (ben presto imparerete a chiedervi a cosa possano servire), però il gioco, quello che ci godiamo con tastiera e mouse (o joypad, consigliato a causa del pessimo adattamento del sistema di controllo) non è sicuramente coinvolgente, né tanto meno supportato da una “grafica spettacolare e da incredibili effetti speciali”. Se pensate di trovarvi di fronte ad un titolo avvincente, che cerca di catturare l’attenzione e di tirar fuori il meglio da voi stessi, si può indubbiamente affermare che vi state sbagliando. Tutto ciò sembra strano, poiché la serie di Star Trek, che da tempo milita sui nostri computer, gode di un discreto successo. Per chi avesse dubbi, questo articolo analizza accuratamente tutti i pro e i contro del prodotto; ma non aspettatevi che i primi superino i secondi (i difetti sono davvero tanti).

    La trama, semplice e dilettevole, ci vede protagonisti, poiché dovremo, durante il gioco, vestire i panni di un capitano della Federazione Unita dei Pianeti (logicamente solo nella modalità di gioco “campagna”), ripercorrendo vicende che interessano l’intero lasso temporale delle cinque serie televisive. Nelle schermaglie personalizzate, invece, potremo scegliere altre tre razze, ciascuna delle quali presenta caratteristiche e tendenze particolari, che ovviamente hanno influito sulla tecnologia e sulla progettazione delle navi della propria flotta. Sebbene visivamente caratterizzate in maniera assai diversa, l’alleanza dei Klingon, quella Romulana e la Collettività dei Bord (umanoidi originari del quadrante delta) non mostrano differenze sostanziali in grado di sostenere la varietà del gameplay: mutano, di fazione in fazione, soltanto la forma e le caratteristiche delle navi, ma non l'approccio al gioco.

    Tanto fumo (e niente arrosto)

    Un proverbio molto usato nel nostro paese, e che si rende utile in questa particolare circostanza per descrivere molto sinteticamente ciò di cui questo paragrafo tratta, ovvero l’esperienza videoludica offerta da Legacy.

    Sviluppato da Mad Doc Software con il patrocinio di Bethasda e Ubisoft, Star Trek Legacy dovrebbe essere un action game in grado di riproporre su schermo le battaglie interstellari caratteristiche della saga televisiva. La realtà dei fatti mostra scelte assai particolari (e non sempre condivisibili) nella connotazione del sistema di controllo, di cui parleremo più avanti. Prima di tutto è bene sottolineare altri aspetti del videogioco, a cominciare dal rapporto fra quantità degli elementi costituenti lo scheletro portante e qualità degli stessi.
    Un numero esagerato (quanto inutile) di navi caratterizza abbastanza negativamente questo titolo, rendendolo a tratti ridicolo. Sessanta navi possono sembrare veramente troppe, ed effettivamente lo sono. Si nota, infatti, che la presenza di così tanti modelli ha reso molto arduo il lavoro del team di sviluppo: bug ricorrenti, dettagli poco sviluppati, imprecisioni di ogni genere. L’accuratezza di progettazione e la cura per il dettaglio è assai fluttuante: varia di nave in nave, di mappa in mappa, e non sempre si mostra in linea con gli standard odierni. Poco a poco si fa strada l'idea di giocare ad un titolo incompleto e dallo sviluppo affrettato, incapace di portare con onore il suo stesso nome. Star Trek è, difatti, una passione. Una cultura. E questa cultura non può certamente riprodursi nel mondo videoludico sotto forma di un "mercato spaziale" che vuol procurare gioia a chi gioca solo per il fatto di poter comandare con il proprio joystick sessanta tipi di navi diverse. “La qualità è più importante della quantità”, in quanto essa distingue i prodotti rendendo memorabili le caratteristiche grafiche, unici i dettagli, indimenticabile la cura per i particolari. Insomma è la meticolosità che rende un prodotto avvincente nel suo complesso, e non il numero. Riflettendo sul fatto che un numero elevato di navi da pilotare è comunque un aspetto positivo, soprattutto per i fan, bisogna puntualizzare che non si sta criticando la scelta iniziale degli sviluppatori, bensì la poca accuratezza del lavoro nel suo complesso: consapevoli di non poter "reggere" un così prolungato e vasto lavoro di modellazione mantenendo una qualità media sempre sufficiente, il team avrebbe dovuto ridurre il quantitativo di oggetti al fine di concentrarsi di più su aspetti preminenti e caratterizzanti.

    Molto numerose, anche, le armi con cui i pionieri interstellari potranno equipaggiare la propria ammiraglia. In questo caso la vastità è un punto a favore del titolo, poichè influisce direttamente sul gameplay, permettendo un buonissimo numero di combinazioni: almeno in parte, Legacy mantiene una discreta performance.
    Il sistema di controllo è assai particolare: non permette all'utente di controllare direttamente la velocità, ma di muoversi selezionando una delle quattro modalità predefinite: Full Impulse, Half Impulse, One Quarter Impulse e All Stop (relativamente Motori al massimo, Motori a mezza potenza, Motori a un quarto, Arresto totale). Per facilitare i movimenti possiamo inoltre usare la velocità di curvatura, che permette di viaggiare rapidamente tra due punti, senza avere la possibilità, però, di effettuare una virata.
    Le armi, suddivise in primarie e secondare, sono alimentate ad energia. A seconda della distanza (più il bersaglio è vicino, maggiori saranno i danni che si possono infliggere) e della durata del flusso, esse possono avere effetti variegati. Più vengono tenute “sotto sforzo”, più il nostro capacitore tenderà a scaricarsi: nonostante questo, se l’arma è utilizzata molto a lungo senza pause causeremo danni maggiori ai nostri avversari.
    Il mirino (appare solo quando il nemico è all’interno della nostra area di fuoco) mostra la distanza della nave nemica e ci indica la portata di fuoco: è utile per non mancare il bersaglio e rendersi conto se, effettivamente, è meglio colpire o aspettare di ingaggiare una battaglia ravvicinata, più avvincente e produttiva per i nostri scopi.
    Avrete capito che il sistema di gioco è assai atipico: alla stessa maniera di Encounters non richiede al giocatore una grande abilità nelle manovre, ma focalizza la sua attenzione nell'interpretazione degli indicatori e nel bersagliamento continuo degli avversari. Legacy appare come uno Shooter vecchio stile spesso macchinoso, e non troppo gratificante.

    Le modalità di gioco
    Una vera pecca di questo titolo si dimostra l’impossibilità di scegliere tra svariate modalità di gioco.
    La modalità campagna prevede un lungo e nauseante girovagare per i pianeti, tendenzialmente creato al fine di centrare alcuni obiettivi, come scansionare pianeti e distruggere quante più navi possibile. Durante le fasi iniziali è molto difficile orientarsi, soprattutto a causa di una giocabilità non eccelsa (il quadro dipinto poco sopra è degnamente completato, come vedrete nel paragrafo successivo, da un sistema di controllo poco immediato), che rende l'esperienza assai difficile sin dai primi minuti di gioco. La finalità principale di questa modalità sembra essere quella di passare qualche ora davanti al proprio schermo, sparando con raggi laser a tutto ciò che ci viene incontro e cercando di capire come proseguire nella campagna principale: veramente noioso.
    Il multiplayer di Star Trek Legacy prevede il gioco online fino a quattro giocatori, tramite GameSpy o via LAN.
    Le modalità di gioco sono due: deathmatch e coop wave. La prima è uno scontro mortale, un combattimento tutti contro tutti. Se il coinvolgimento subisce una notevole impennata, com'è ovvio che sia per la partecipazione di avversari umani, non si può dire che il gameplay risulti particolarmente funzionale al gioco di gruppo. Molto più piacevole la modalità Coop Wave, che permette a due o più giocatori di coalizzarsi al fine di combattere ondate di navi nemiche. Restano i difetti sopra indicati, ma l'esperienza può essere più gratificante.

    Grafica OK (o quasi)...Giocabilità KO

    Una nota che stona non poco nel complesso deficitario dell’intero gioco: la grafica. Sì, perché in mezzo a tanti errori tecnici sparsi ovunque, il "colpo d'occhio" di Star Trek Legacy è realizzato decisamente con più cura rispetto a tutto il resto. Certo, il team di sviluppo non poteva deludere anche sotto quest’aspetto e almeno in tale settore, quello grafico, ha mantenuto gli standard imposti dalla decenza. L’impianto grafico, dunque, non delude, nonostante alcuni difetti che potevano essere eliminati. Una pessima resa delle collisioni, ad esempio, ancorata ad una gestione dei modelli poligonali a dir poco ancestrale, è una delle carenze dell'impianto tecnico, ma in generale la scena appare gradevole alla vista e popolata da numerosi oggetti. Nel complesso, dunque, si riesce ad apprezzare la qualità visiva di questo titolo: la sufficienza è meritata per la capacità di creare un contesto visivo evocativo. Non crediate però che a livello di ottimizzazione Legacy mostri qualche pregio. Il confronto con la versione Console (disponibile per 360) porta di contro alla luce un lavoro svolto in fretta e senza attenzione. Il fatto che la genesi del prodotto sia legata proprio alla piattaforma casalinga targata Microsoft non giustifica il pessimo adattamento: l'ubicazione dei “pulsanti di gioco” ha subito disastrose conseguenze durante la traslazione da console a Pc, e persino la persistenza dei vistosi bug sopra menzionati (eliminati sulla bianconera macchina Microsoft da un lavoro di correzione operato da Bethasda) è un esempio lampante di quanto poco interesse abbia la Software House ad impressionare gli utenti Personal Computer. Tutto, nella versione di Legacy qui esaminata, soffre di un’ottimizzazione carente: persino la gestione della telecamera, poco intuitiva.

    Il sistema di salvataggio è uno dei più nauseanti mai visti, e rende alquanto noiosa l’esperienza di gioco: durante le lunghe missioni (alcune scoccianti e ripetitive, sopratutto nelle prime fasi di gioco) non è permesso il salvataggio "libero", che avrebbe potuto scacciare tedio e ripetitività. Non siamo mica all’era dei 16 bit, viene da pensare. Oggi, con le moderne tecniche di memorizzazione dati e di sviluppo, l'aspetto dei salvataggi è uno dei più facili da gestire (ricordate invece i cristalli di Tomb Rider III?), ed in Star Trek Legacy è indubbiamente mal curato quanto irritante: spesso ci costringe a ricominciare un livello o, in ogni caso, perdere molto tempo a effettuare manovre già provate, riprovate e collaudate.

    Star Trek : Legacy Star Trek : LegacyVersione Analizzata PCUna giocabilità mostruosamente indefinita eredita i tratti dei vecchi esponenti della serie, senza però focalizzarsi su nessun aspetto preminente (Legacy non è un action game completo, così come si allontana da un "simulatore di volo" interstellare). Così, il titolo Ubisoft risulta scarsamente gradevole, difficile da inquadrare e da apprezzare. Purtroppo la poca accuratezza tecnica, nonostante alcuni pregi del colpo d'occhio generale, rende l’esperienza di gioco insufficiente sotto molti punti di vista, a causa di un pessimo adattamento che interessa aspetti grafici (collisioni e bug) e arriva ad influenzare negativamente anche la giocabilità (inadeguata la trasposizione dei controlli). Longevo non è un aggettivo consigliabile come, piuttosto, "noioso e monotono". Certamente Legacy non è uno di quei titoli di cui ci si innamora dopo qualche ora di gioco. Per i fan della saga, in ogni caso, potrebbe rimanere gradevole da giocare: offre una vasta selezione di navi, e ripropone gli eventi di tutte le serie televisive. Contiene altre sorprese (come la vera voce dei 5 comandanti di Star Trek) grazie alle quali Ubisoft induce i veri appassionati a classificare Legacy come uno di quei videogiochi da non lasciarsi scappare.

    6

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