Star Wars Tales From The Galaxy's Edge Recensione: Guerre Stellari in VR

Oculus Quest 2 arricchisce il proprio catalogo con una nuova, intensa esperienza shooter a tema Star Wars in realtà virtuale!

recensione Star Wars Tales From The Galaxy's Edge Recensione: Guerre Stellari in VR
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  • Lo studio ILMxLAB è un assiduo frequentatore della Galassia lontana lontana ideata da George Lucas. Ce lo ha dimostrato, del resto, il lavoro svolto sulla trilogia di Vader Immortal, scritta nientemeno che da David S. Goyer (se volete, qui potete leggere la nostra recensione di Vader Immortal Episodio 1): per compiere questi viaggi interstellari, il team si è avvalso più volte delle enormi capacità della realtà virtuale di Oculus, dal momento che i visori standalone dell'azienda californiana sembrano proprio la piattaforma d'elezione con cui ILMxLAB ha dato prova delle sue capacità. Dopo averci intrattenuto con un'esperienza di stampo fortemente narrativo (e persino canonica) in cui abbiamo avuto l'onore di incontrare il Signore dei Sith, gli sviluppatori ci riportano nell'universo di Star Wars con Tales From The Galaxy's Edge, un'avventura più ampia e dinamica rispetto a Vader Immortal, pensata per mettere in risalto i muscoli del nuovissimo Oculus Quest 2 (per conoscerne tutti i dettagli, qui trovate la nostra recensione di Oculus Quest 2). Indossate il caschetto e preparatevi a esplorare le terre selvagge del pianeta Batuu, ma non prima di esservi fermati a bere un "saporito" drink alla locanda di Seezelslak, pronto a raccontarvi qualche storia molto interessante...

    Un'altra piccola storia in una galassia lontana lontana...

    Mentre Vader Immortal faceva leva quasi interamente sul racconto, Tales From the Galaxy's Edge sceglie esattamente l'opposto: mettendo in secondo piano la componente narrativa, l'opera si concentra perlopiù sul gameplay, portandoci ad esplorare alcune macro-aree di Batuu nei panni di un semplice riparatore di droni. L'incipit del racconto è di certo quello più intenso sul piano della trama e della messa in scena.

    Mentre viaggia a bordo della sua nave, il nostro protagonista viene attaccato dalle truppe della Banda della Morte Guavian, intenzionata a rubare il carico che trasporta. Dopo un acceso conflitto a fuoco, per salvarsi la pelle, il povero riparatore entra in una capsula di salvataggio in direzione di Batuu: qui, una volta giunto al bar di Seezelslak, si guadagna da vivere compiendo alcune missioni di recupero per il costruttore di droidi Mubo. Chiaramente, ogni incarico che affronteremo sarà costellato di pericoli da ogni dove, e oltre che con i soldati armati di tutto punto, dovremo anche sopravvivere agli assalti della fauna locale. Per fortuna, il nostro protagonista è tutt'altro che uno sprovveduto, e le sue capacità con le armi da fuoco non sono certo inferiori a quelle di un esercito ben addestrato.

    Come diviene facilmente intuibile dopo aver messo piede a Batuu, la trama di Tales From the Galaxy's Egde non è nient'altro che un pretesto per spingerci a completare, in circa tre ore, tutte le attività della campagna principale, le quali non spiccano certamente per diversificazione della struttura. A tenere in piedi l'ordito del racconto è più che altro una sceneggiatura briosa, che sacrifica intelligentemente l'epicità in favore di un leggero umorismo. Questo nuovo Star Wars (purtroppo non tradotto in italiano, nemmeno per i sottotitoli) sceglie di puntare sul divertimento, come se fosse un'attrazione ludica nel parco giochi della realtà virtuale.

    Se sceglieremo di cimentarci in qualche incarico opzionale, come la raccolta di materie prime o di droidi collezionabili, la longevità dell'esperienza può aumentare leggermente, ma nell'insieme è difficile che l'intero tour in VR di Batuu vi porti via più di 5 ore di gioco: si tratta comunque di una durata più che sufficiente per un'esperienza che è destinata ad espandersi in futuro, con altri due atti in arrivo nel 2021. È un peccato solo che la storia non abbia osato di più, scegliendo di intrecciarsi nel canone della saga in maniera maggiormente incisiva. Solo se porterete a Seezelslak gli ingredienti di cui ha bisogno per comporre la sua bevanda speciale, in ogni caso, potrete ascoltare (e vivere in prima persona) un racconto che vi riserverà una bella, ma molto breve, sorpresa a suon di spade laser e poteri della Forza...

    Grafica stellare?

    In virtù della potenza di Oculus Quest 2, immergersi all'interno di Batuu offre un colpo d'occhio che, a tratti, riesce a sorprendere. Occorre però fare una precisa distinzione tra la modellazione poligonale dei personaggi, la resa delle ambientazioni interne e quella dei paesaggi esterni. Nel primo caso, il lavoro svolto è assolutamente encomiabile: Mubo, Seezelslak, gli adorabili porg e i droidi che incontreremo (aspettatevi qualche vecchia conoscenza!) sono ricreati alla perfezione, e trovarseli dinanzi a grandezza naturale restituisce una sensazione di genuina meraviglia che solo la realtà virtuale, come ripetiamo spesso, è in grado di offrire.

    Un gradino sotto, ma comunque di notevole spessore, si situa la ricostruzione degli ambienti interni: la navicella in cui inizia l'avventura, la locanda di Seezelslak e ciò che resta di alcune strutture sparse per Batuu beneficiano di un ottimo livello di dettaglio e la sensazione di muoversi davvero in quei luoghi, afferrare un bicchiere o giocare a freccette, si dimostra profondamente immersiva. Meno d'impatto è invece la resa delle zone esterne di Batuu. Ogni missione ci porterà a visitare specifici luoghi selvaggi (raggiungibili in seguito anche tramite il viaggio rapido) da esplorare alla ricerca di risorse e da ripulire dalla presenza dei nemici, alieni e robotici che siano. In questi casi, quando le aree si fanno più vaste e lo sguardo del giocatore si poggia sugli orizzonti lontani del pianeta, ecco che la qualità del contorno grafico si indebolisce, smorzando in parte la bellezza di alcuni paesaggi. Quando la luce del crepuscolo dipinge il panorama, tuttavia, varrà la pena fermarsi ad osservare uno scorcio del panorama di Batuu.

    Uno sparatutto spaziale

    Come vi abbiamo anticipato, il nostro protagonista, nonostante sia un semplice riparatore, è comunque piuttosto abile a maneggiare le armi da fuoco: ecco perché non avremo grossi problemi nello sbaragliare le truppe nemiche che popolano il pianeta.

    Tales From the Galaxy's Egde è un'avventura che assume marcatamente i tratti di uno sparatutto in prima persona, dal momento che tutte le minacce in cui ci imbatteremo potranno essere risolte a suon di proiettili laser. Le sparatorie si dimostrano sufficientemente funzionali, senza mai risultare particolarmente complesse né troppo elaborate: le armi, che possono essere imbracciate anche due alla volta, non hanno munizioni infinite, e dovremo in più occasioni rifornirci presso i cadaveri degli avversari, sostituendo la strumentazione in nostro possesso e raccogliendo quella delle truppe ostili.

    Rapide e abbastanza precise, le fasi di shooting sapranno coinvolgerci pur senza esaltarci, soffrendo di tanto in tanto di qualche imprecisione nella gestione delle hitbox. L'intelligenza artificiale mostra purtroppo il fianco ad alcune incertezze, e il buon grado di sfida è legato perlopiù al numero di nemici che dovremo affrontare in contemporanea. Per avere la meglio sulle varie minacce, potremo ricorrere anche all'uso di droidi da combattimento, che ogni tanto ci forniranno fuoco di copertura e che andranno riparati al volo con il gadget multitool che avremo in dotazione.

    A tal proposito, nel corso dell'esplorazione avremo modo di imbatterci in casse metalliche che contengono risorse, armi, ricariche per la salute e crediti da spendere nel negozio di Mubo: prima di aprirle, tuttavia, ci toccherà individuare la maniera corretta di sbloccarle, sfruttando le funzioni del succitato gadget. Nulla di particolarmente elaborato, ma un intermezzo adeguatamente implementato per prendere fiato tra una sparatoria e l'altra.

    Senza brillare per varietà, Tales from the Galaxy's Edge intrattiene insomma con un buon dinamismo delle fasi d'azione, alcune delle quali, a seconda della conformazione delle ambientazioni, possono estendersi anche in verticale grazie al jatpack che montiamo sulle spalle, e che ci permette di sollevarci in aria per una limitata quantità di tempo. Anche se non eccelle nei vari aspetti che compongono la sua formula ludica, dunque, l'ultima opera di ILMxLAB è un pot-pourri di avventura, esplorazione e sparatutto che saprà coinvolgervi con il suo carisma, la sua semplicità concettuale e il suo appariscente colpo d'occhio.

    Star Wars Tales from the Galaxy's Edge Star Wars Tales from the Galaxy's EdgeVersione Analizzata PCLeggero e divertente, permeato da una buona dose di umorismo, Tales from the Galaxy’s Edge è un prodotto che sfrutta a dovere le potenzialità della realtà virtuale per immergerci in una nuova, vivace epopea a marchio Star Wars. L’opera funziona senza troppe flessioni qualitative per tutta la sua durata, anche a scapito di una varietà non particolarmente rimarchevole e di qualche inciampo legato alle fasi shooter. ILMxLAB sa ricostruire a meraviglia le atmosfere della saga ideata da Lucas e possiede anche una certa familiarità con le caratteristiche distintive dei visori di Oculus: da questa consapevolezza nasce pertanto un’esperienza piacevole, in cui i fan di Star Wars, ovviamente, ameranno tuffarsi, in attesa dei prossimi episodi in arrivo nel 2021. Con la speranza che le storie raccontate da Seezelslak possano rivelarsi ancora più avvincenti.

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