Stirring Abyss Recensione: persi, nelle profondità oceaniche

Stirring Abyss ci trascina nelle profondità oceaniche, mettendo alla prova la nostra sanità mentale con uno strategico a turni intransigente.

recensione Stirring Abyss Recensione: persi, nelle profondità oceaniche
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  • Sleepy Sentry, piccolo studio di sviluppo finlandese fondato nel 2014 da tre giovanissimi studenti, con Stirring Abyss ci trascina nelle profondità oceaniche per farci vivere un'esperienza ludica vecchia scuola; un omaggio sincero all'imperituro immaginario partorito dalla mente contorta del maestro dell'occulto H.P. Lovecraft (per saperne di più vi rimandiamo alla recensione di Call of Cthulhu e alla recensione di The Sinking City). Stirring Abyss, infatti, prende spunto da un racconto breve dello scrittore statunitense e lo rielabora, per plasmare un dramma inedito (non meno oscuro e angosciante dell'originale) con cui catturare il giocatore. L'opera di cui stiamo parlando è stata scritta a metà degli Anni '20 e si intitola "Il Tempio". Questo ruota attorno alle misteriose vicende dell'equipaggio di un sottomarino tedesco divorato dalla follia a seguito del ritrovamento di un feticcio raffigurante una sconosciuta divinità. Il racconto, redatto sotto forma di diario di bordo dal capitano del sottomarino (pare, unico superstite della ciurma) si conclude con...un Tempio. Non aggiungiamo altro, casomai vi venisse voglia di recuperarlo.

    Nelle profondità, il male sussurra

    Dal canto nostro, ci limitiamo a lasciar correre la fantasia e a immaginare che Stirring Abyss possa in qualche modo inserirsi nella cosmogonia lovecraftiana come una sorta di "sequel" spirituale dell'opera citata in apertura. Certo, con un nuovo equipaggio e ambientato un'epoca storica diversa, ma poggiato sul medesimo impianto narrativo.

    Il titolo dei Spleepy Sentry ci trasporta nel 1958; la Guerra Fredda è appena scoppiata tra le due superpotenze che si contendono il dominio del mondo e il sottomarino statunitense USS Salem (nome che è tutto un programma) viene inviato nel Pacifico per una missione top secret quando, improvvisamente, succede il disastro. Il Salem, gravemente danneggiato, imbarca acqua e va alla deriva. L'equipaggio è disperso e ben presto i pochi superstiti si accorgono di esser finiti in un luogo quantomai singolare e inquietante. Il fondale oceanico, infatti, è punteggiato di strane rovine, retaggio di una civiltà sconosciuta. La missione è chiara: cercare i sopravvissuti, riparare il sottomarino con ogni mezzo e cercare di fuggire all'Abisso il più velocemente possibile, prima che la follia consumi la già labile psiche dell'equipaggio; prima che il Salem si trasformi in una muta tomba d'acciaio. La narrazione di Stirring Abyss prende le mosse da qui, gettandoci nell'opprimente oscurità oceanica, mettendoci alla prova con una proposta ludica punitiva, ruvida e intransigente che strizza l'occhio demoniaco agli strategici turn based vecchia scuola.

    Avete capito bene; abbiamo parlato di "narrazione" nonostante si tratti di un rogue like e i personaggi vengano, di run in run, generati casualmente. La coerenza del racconto viene comunque garantita da una copiosa quantità di testi che descrivono con dovizia luoghi, avvenimenti e tormenti dell'equipaggio. I testi sono ovviamente in inglese ma risultano comunque di semplice e immediata comprensione.

    Se scruterai a lungo nell'Abisso, anche l'Abisso scruterà in te

    Iniziamo la nostra discesa all'Inferno spaesati, immersi in un buio angosciante. Il primo personaggio che controlliamo, imprigionato nel gelido abbraccio di uno scomodo scafandro, si muove con difficoltà sul fondale. L'obbiettivo è ritrovare i membri della ciurma dispersi e salvarli. Non è tanto un gesto di umanità, quanto di puro e semplice egoismo. Senza di loro, infatti, le speranze di tornare in superficie sarebbero nulle. Non solo: il Salem necessita, come dicevamo, di profondi interventi di ripristino. I materiali scarseggiano, ma il fondale ne è pieno. Urge recuperarli, portarli a bordo e procedere con la manutenzione.

    Tutto semplice, sulla carta. Sin troppo. Scopriamo ben presto che non è così. Ogni passo, ogni singola azione compiuta deve esser soppesata con attenzione. Una sola mossa sbagliata; una decisione presa alla leggera e si rischia di assistere a un prematuro game over. Come abbiamo anticipato poco fa, Stirring Abyss propone un'esperienza di gioco decisamente poco permissiva. Quest'ultima fonde, in un costrutto poliedrico, diversi ingredienti ludici che ricordano in qualche modo l'epoca d'oro dei giochi da tavolo: ritroviamo infatti meccaniche rogue like, la classica strategia a turni, elementi tipici dei giochi di ruolo e guizzi gestionali. Le nostre abilità strategiche, insomma, vengono costantemente messe alla prova, tanto nella fase di esplorazione degli abissi, quanto all'interno del Salem.

    L'oscurità a turni

    Per ciò che concerne la prima, la modalità principale di Stirring Abyss si sviluppa attraverso diverse missioni - suddivise tra principali e facoltative - che ci portano, appunto, a salvare i superstiti per rimpolpare le fila del gruppo, raccogliere materiali con cui riparare il sottomarino...e investigare sulle mortali e oscure manifestazioni soprannaturali che vogliono a tutti i costi ghermire la nostra anima.

    Ogni missione può potenzialmente esser fatale. Sulle scacchiere isometriche in cui si dipana il nostro amaro destino, la fase d'esplorazione si fa via via sempre più pericolosa e claustrofobica mentre i parametri da tenere d'occhio si parcellizzano. La riserva d'aria dei subacquei è sempre limitata; se non controllata infatti questi ultimi possono soffrire di effetti collaterali che portano alla completa perdita di sanità mentale. Lo stesso avviene per gli stati negativi come ferite gravi e avvelenamento e così via. Il buio avvolgente, poi, impedisce di scorgere i pericoli, i movimenti sono vincolati ai - pochissimi - punti azione e il ventaglio di opzioni a disposizione davvero risicate. Gli incontri con le creature che popolano il fondale, poi, è decisamente più grezzo e meno tattico rispetto ad altri titoli appartenenti allo stesso genere. Non esiste un sistema di coperture. Gli incontri consistono principalmente nello scappare (o evitare del tutto il combattimento, anche se è davvero difficile) oppure nell'avvicinarsi ai nemici per usare abilità o armi. Fortunatamente, in questo caso il design di Stirring Abyss risulta piuttosto ispirato. A parte il coltellaccio da mischia e i limitatissimi attacchi a distanza consentiti con l'arpione, ogni classe possiede anche un'abilità unica che permette di variare la strategia.

    Ad esempio il marine può aumentare la resistenza ai danni oppure smuovere la sabbia per confondere e diminuire l'efficacia dei colpi avversari, l'ufficiale scientifico può lanciare una carica che acceca i nemici e provoca danno e così via. Stirring Abyss, inoltre, permette di fare largo uso delle mutazioni che l'abbraccio dell'oscurità "dona" ai nostri protagonisti: troviamo poteri in grado di teletrasportare i componenti del gruppo, garantire loro una protezione temporanea o, addirittura, sostituire gli arti con protuberanze innaturali come tentacoli e chele giganti.

    Ovviamente c'è anche il rovescio della medaglia. La sanità mentale si incrina sempre più e può dar adito a reazioni scomposte e incontrollate, che possono mandare all'aria in un solo turno tutto quello che si era fatto in precedenza. L'esperienza di gioco, lo ripetiamo, lascia davvero poco margine all'errore, anche se deciderete di affrontare il titolo a livelli di difficoltà più bassi. Quindi, ve lo diciamo sin d'ora: abituatevi al fallimento. Purtroppo non ci sono slot di salvataggio, quindi il titolo costringe i giocatori a convivere con le scelte effettuate, che diverranno permanenti e senza appello.

    Un senso di costante disagio...

    Tra una missione e l'altra i membri della squadra tornano al "sicuro" nel ventre d'acciaio dell'USS Salem, aprendo così la fase puramente ruolistico-gestionale. All'interno del sommergibile possiamo recuperare i compartimenti allagati per sbloccare nuove funzionalità che permettono il crafting degli oggetti, aumentano la velocità di recupero della salute, consentono la gestione delle mutazioni e possono dare un boost nel tasso di successo degli enigmi. Proprio così: sparsi per i livelli si trovano rompicapi che possono essere risolti solamente attraverso un lancio di dadi, come nella migliore tradizione dei giochi da tavolo.

    Sbloccare il relativo compartimento aumenta le probabilità di successo, permettendoci di evitare le spiacevoli conseguenze di un lancio sbagliato. Non solo. Nello stesso compartimento si avrà accesso al cosiddetto "Enigma Board", ovvero una sorta di tech tree suddiviso in tre categorie: Eldritch, Biological e Mechanical. Queste garantiscono sostanzialmente bonus ulteriori per l'intera squadra.

    Nel Salem possiamo far riposare l'equipaggio, in modo che venga recuperata anche la sanità mentale. La meccanica legata al riposo, però, non può esser abusata, perché ogni volta che decidiamo di far passare il tempo la Corruzione dell'oscurità aumenta, rendendo le minacce esterne sempre più forti e, di conseguenza, le missioni più difficili). Nel sottomarino, infine, è possibile decidere anche quali abilità dei personaggi sbloccare man mano che questi salgono di livello e, soprattutto, in quali abomini sovrannaturali trasformarli.Saper scegliere le giuste mutazioni - lo abbiamo imparato a nostre spese e a furia di fallimenti - rappresenta la chiave per sopravvivere agli stage più avanzati. Tale dinamica appare dunque tutt'altro che superficiale. Anzi, è calata in maniera perfettamente coerente nel contesto.

    20.000 Leghe sotto i Mari

    Per ciò che attiene all'aspetto puramente stilistico Stirring Abyss è tutta sostanza. Il comparto grafico sembra uscire direttamente dalle locandine e dai fumetti degli anni '50 e '60. Lo stile ricalca quello del periodo preso a riferimento, con tratti decisi a delineare forme e figure e una palette cromatica volutamente stridente, che mette in contrapposizione i colori nitidi e "sgargianti" dei protagonisti e alcuni elementi ambientali con l'angosciosa e opprimente oscurità che pervade i fondali oceanici. Questi ultimi sono infatti rappresentati con una prevalenza di blu e nero, tonalità che connotano in maniera semplice ma efficace un'atmosfera orgogliosamente lovecraftiana. I ragazzi di Sleepy Sentry sono quindi riusciti nell'impresa di infondere alla loro creatura un'anima unica, inquietante ma allo stesso tempo attraente e ipnotica. L'audio si contraddistingue per una soundtrack sempre sul pezzo, strisciante e tensiva al punto giusto, che calza alla perfezione su quanto accade sullo schermo. Un'interfaccia pulita e priva di inutili fronzoli, infine, completa un quadro assolutamente positivo.

    Stirring Abyss Stirring AbyssVersione Analizzata PCStirring Abyss è un piccolo gioiello indie. I ragazzi di Sleepy Sentry prendono spunto da un racconto breve di H.P. Lovecraft per rielaborarlo a modo loro e creare qualcosa di assolutamente originale. Potremmo definire Stirring Abyss una sorta di “sequel spirituale”, pienamente rispettoso dell'opera dello scrittore statunitense. Il titolo del piccolo studio di sviluppo finlandese ci trascina nell'opprimente oscurità oceanica, mettendoci alla prova con una proposta ludica punitiva, ruvida e intransigente, che strizza l'occhio agli strategici turn based vecchia scuola. Poche le sbavature e le mancanze, per questo titolo confezionato con tanta cura. Consigliato ai giocatori che non temono il game over. I tre livelli di difficoltà (anche a Normale, la curva è tarata verso l'alto) e la modalità Infinita metteranno a dura anche i più coriacei tra voi. Siete pronti a cedere all'abbraccio dell'Abisso?

    Abbiamo testato Stirring Abyss con un Asus ROG Zephyrus M

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel Core i7-10750H
    • RAM: 16 GB
    • GPU: NVIDIA GeForce GTX 1660Ti
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