Stories Untold Recensione

Chi si aspettava un'avventura testuale nel 2017? Stories Untold dimostra che tutto è possibile, in un'inquietante avventura grafica dal sapore retrò...

Stories Untold Recensione
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  • Io vorrei guardarlo dritto negli occhi, quel genio. Quello che, ad un certo punto, in riunione, ha preso parola per dire "ho trovato: realizziamo un'avventura testuale", nel 2017. Vorrei stringergli la mano e ringraziarlo. Vorrei fargli autografare il mio VIC-20. C'è un motivo se il merchandising vintage di Mazinger raggiunge cifre esorbitanti all'asta, se cose come Stranger Things raggiungono in poco tempo il successo universale, se in soffitta custodiamo ancora gelosamente il vecchio Commodore, in attesa di fare il colpaccio su Ebay. Ed è perchè la nostalgia vende, e anche bene. Anche le buone idee, quelle coraggiose, vendono bene. È per questo che Stories Untold è già un successo.

    Parser things

    Dopo una breve e raffinatissima sigla da serie TV, ci troviamo subito di fronte a quello che sembra un vecchio ZX Spectrum, e ad un altrettanto vetusto monitor EGA, in uno dei più suggestivi e sentimentali esempi di metagioco.
    Ci viene richiesto di inserire le azioni per iscritto, come prima dell'avvento dello Scumm; i sommessi rumori della nostra sottilissima tastiera illuminata vengono però coperti dal plasticoso frastuono del gioiellino Sinclair e del buzzer ad onda quadra.
    Per un attimo ci sembra la solita manovra per colpire dritto nel cuore dei nostalgici. E invece no, è proprio in quel momento che avviene la magia: per la prima volta nella storia, saltiamo dalla sedia giocando ad un'avventura testuale. Questo perché il genio di No Code fa accadere delle cose: cose che non potremmo raccontarvi in alcun modo, senza rovinarvi la sorpresa. Il nostalgico quadretto di noi stessi, seduti di fronte a quella macchina antidiluviana, muta e si contorce, terrorizza e inquieta, mentre cercheremo in tutti i modi di venire a capo della faccenda, con un vocabolario volutamente limitato.

    Un altro attimo di apparente sconforto ci assale, un'ora dopo, al termine della prima delle quattro storie che compongono l'opera di No Code, e pare quasi d'esser di fronte all'ennesimo esperimento di anacronismo videoludico senza vergogna; e pure stavolta Stories Untold spazza via ogni dubbio, cambiando totalmente le carte in tavola, trasformando una già riuscita trasposizione di un genere vecchio quanto il mondo in qualcosa di più. È indubbiamente l'adventure più strano sul quale abbiamo mai messo le mani negli ultimi tempi, meno sfrontato dell'indecifrabile follia di Stanley Parable ma decisamente più lucido e meglio strutturato.
    Si, perché le quattro storie sono interconnesse, in modo incredibilmente ingegnoso.

    Avvertenze

    Avete presente le scritte prima dei titoli? Quelle che con tanta esperienza abbiamo imparato ad ignorare, mentre premiamo freneticamente il tasto azione? Bene, stavolta non ignoratele. Ci sono fasi del gioco, soprattutto nel secondo episodio, in cui le luci intermittenti si fanno abbastanza moleste, e non le si può nemmeno ignorare, perchè legate ad un enigma fondamentale dell'avventura. Se affetti da fotosensibilità o soggetti ad attacchi epilettici, state alla larga da questo titolo.

    Dobbiamo prendere parte a 4 differenti vicende, ambientate in altrettante locations, ma siamo sempre noi, gli stessi che nel primo episodio tornano a visitare la casa in cui sono cresciuti, per poi salire in soffitta a riveder comparire il title screen di The House Abandon, una riga alla volta, cullati dai gracchianti rumoretti che ricordavamo da bambini. Non è chiaro, all'inizio, come ci si ritrovi poi alle prese con loschissimi esperimenti scientifici, nonché isolati in scenari che tanto ricordano "La Cosa" di Carpenter; non è per niente chiaro, ma è proprio in quella faticosa ricerca di un collegamento vagamente logico, che risiede gran parte del successo della narrazione. È un vorticoso incubo fatto di schermi ai fosfori verdi e verbi all'infinito, una storia ben scritta e anche piuttosto drammatica. Orgogliosamente lineare, con un solo finale, crudo, devastante, Stories Untold riesce tuttavia a rivoluzionare il genere, partendo dalla più improbabile delle basi. Oltre all'interazione classica da avventura testuale, che i giocatori un po' anzianotti ricorderanno benissimo, l'esperimento di No Code offre parecchie variazioni interessanti, soprattutto legate agli enigmi; quando meno ce lo aspettiamo, ci manda anche in esplorazione, mantenendo sempre la rigorosa visuale in prima persona.

    Vista l'impostazione di base, ci si aspetterebbe qualcosa à la Myst, e invece ci si muove liberi come in un FPS, e la resa grafica -salvo qualche inspiegabile calo di framerate- è anche all'altezza delle produzioni più attuali. È un piccolo capolavoro pieno di sorprese, insomma, i cui unici difetti risiedono nella riscrittura un po' lenta durante le descrizioni ambientali, che rende impossibile tempestare il terminale di tentativi, e nell'assenza della localizzazione in lingua italiana. La sceneggiatura è squisita e raffinata, così come la qualità del doppiaggio, ma l'accessibilità per l'utenza non anglofona è minata dall'assenza dei sottotitoli nelle fasi cruciali del gioco, ossia quelle legate ad alcuni enigmi. Chiunque riuscirà a soprassedere a queste piccole mancanze riuscirà allora a gustarsi una delle più coraggiose e riuscite avventure grafiche degli ultimi anni.

    Stories Untold Stories UntoldVersione Analizzata PCCoraggioso, raffinato, intrigante e ben strutturato, Stories Untold ha già un posto riservato nell'olimpo delle avventure grafiche moderne. Riesce infatti a proporre un assetto totalmente inedito pur partendo dagli albori del genere, da quelle "interactive fiction" improponibili all’utenza contemporanea. Il titolo No Code compone quindi a quattro mani, insieme al giocatore, una storia intensa ed inquietante. Attorno ad uno schermo di una decina di generazioni fa e ad una manciata di tasti rumorosissimi, infine, questo piccolo gioiello indipendente riesce persino a creare un’atmosfera senza pari. Se poi avete ancora qualche dubbio, lasciatevi semplicemente travolgere dal fattore nostalgia.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel Core i7 4790
    • RAM: 16,0GB Dual-Channel DDR3
    • GPU: NVIDIA GeForce GTX 970
    9

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