Stormland Recensione: robot, esplorazione e sparatorie con Oculus Rift

Dopo Asgard's Wrath, la realtà virtuale conosce un altro campione: Insomniac ci porta nella Terra delle Tempeste. Ed è un successo.

Stormland
Recensione: PC
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  • La Terra delle Tempeste di Insomniac sembraun mondo sospeso tra passato e futuro. Un luogo dove pare non esserci più traccia dell'essere umano, e in cui una colonia di robot senzienti - senza più creatore - cerca di sopravvivere e dare un senso alla sua esistenza. L'habitat in cui si muovono le creature di metallo mescola naturalismo e futurismo, in un flusso ciclico di costante mutamento: Stormland è la storia di queste lande dei loro abitanti meccanici, raccontata con dinamiche ludiche che ibridano esplorazione e shooting, libertà e linearità, dando vita a un'avventura visivamente molto suggestiva e caratterizzata da un end game alquanto peculiare. Gli autori di Ratchet & Clank e di Marvel's Spider-Man, da sempre inclini a sperimentare nuove soluzioni di gameplay, hanno fatto un uso eccellente delle capacità della VR, confezionando un'esperienza imperdibile per i possessori di Oculus Rift, che sa essere contemplativa e frenetica allo stesso tempo.

    C'è aria di tempesta

    Indossato il visore, assumeremo le sembianze di Vesper, un robot silenzioso e dagli occhi dolci, il quale si risveglia nel suo campo base dopo che un incidente gli ha fatto perdere le tracce dei compagni.

    Pian piano, grazie al supporto dell'intelligenza artificiale Eco, il protagonista cercherà di scoprire ciò che è accaduto ai suoi amici, rivivendo gli istanti precedenti al disastro, nel tentativo di comprendere la verità sull'accaduto e magari riuscire anche a riabbracciarli. Nelle prime fasi di Stormland, la trama è narrata prevalentemente tramite brevi memorie olografiche, frammenti digitalizzati del passato, malinconici e scarsamente esplicativi. È da un manipolo di domande che prenderà forma la storia della Terra delle Tempeste, delle sue minacce e dei suoi abitanti, legati dal desiderio di trovare un senso al proprio ruolo all'interno di un mondo dove gli uomini sembrano svaniti nel nulla. E se l'incipit del lavoro di Insomniac, dal punto di vista ludico e narrativo, fatica un po' a ingranare, facendo leva principalmente su un'atmosfera sospesa, rarefatta e sognante, poco alla volta la vicenda si fa via via più intensa e incalzante.

    A seconda di quanto tempo impiegherete nell'esplorazione e nel completamento delle missioni secondarie, Stormland potrebbe occuparvi dalle 7 alle 10 ore di gioco: come dicevamo in apertura, al di là della sua pur gradevole trama principale, l'opera si pone più che altro come un affresco di un micro cosmo indubbiamente suggestivo, che non brilla per art design ma che sa come valorizzare il senso di presenza offerto dalla VR, in modo da acuire l'immedesimazione e la voglia di analizzare ogni anfratto dell'ambientazione.

    Vale la pena quindi perdersi tra le sue isole fluttuanti, sviscerarne i segreti e attardarsi nel terminare gli obiettivi collaterali, i quali alle volte garantiranno l'accesso a potenziamenti e feature in grado di movimentare ulteriormente questo viaggio in realtà virtuale. Il tutto è chiaramente reso più coinvolgente da una veste grafica poderosa, che al massimo livello di dettaglio compone un colpo d'occhio sovrabbondante: al di là di panorami mozzafiato e di un'ottima resa della vegetazione, soprattutto sulla lunga distanza, a sorprendere è la realizzazione dei robot, minuziosa e magnificamente espressiva.

    Le creature artificiali comunicano con parole, sguardi e gesti, trasmettendo una forte carica empatica, sia tramite le movenze sia attraverso il validissimo doppiaggio in inglese, purtroppo privo di traduzione in italiano.

    Fortunatamente, la presenza dei sottotitoli ben posizionati sullo schermo, che non si sovrappongono agli altri elementi dell'interfaccia, potrebbe facilitare la comprensione della sceneggiatura anche a chi non possiede grande familiarità con la lingua anglosassone.

    Sparare e arrampicarsi in un ciclo infinito

    Le terre di Stormland possono essere esplorate quasi del tutto senza vincoli, a patto di aver raggiunto uno specifico punto della storyline: Insomniac ha dosato con una certa attenzione l'approccio più lineare, inserito per istruire gli utenti alle dinamiche ludiche, e quello totalmente libero, che ci permette di muoverci lungo le isole che compongono i diversi strati del mondo di gioco.

    Ogni porzione dell'ambientazione è formata da alcuni atolli di differenti dimensioni, che si estendono persino in verticale. Per raggiungerli dovremo attraversare un mare di nuvole con i nostri propulsori, agendo sui trigger degli Oculus Touch per darci la spinta: la sensazione di velocità lascia in bocca un retrogusto piuttosto adrenalinico, adatto però soltanto a chi non accusa eccessivamente il motion sickness.

    Senza dilatare né accorciare troppo il tempo degli spostamenti, Stormland gestisce l'esplorazione con un ritmo quasi perfetto, magnificamente adatto alle esigenze della VR, in maniera tale che non diventi mai troppo stancante. Scandagliare bene l'ambiente è utile non solo per carpire qualche informazione in più sul background narrativo, o per riempire le pagine del Codex, ma anche per raccogliere risorse con cui acquistare potenziamenti o creare nuovi gadget.

    Come in un piccolo GDR, all'interno di Stormland potremo sia acquistare upgrade tramite un albero delle abilità, sia fabbricare strumenti offensivi e difensivi per Vesper, dopo aver raggiunto gli appositi banchi da lavoro sparsi nelle aree. Per quanto non sia molto approfondita, la progressione ruolistica compie adeguatamente il suo dovere, presentando una buona serie di variabili con cui modificare le capacità del nostro protagonista.

    Alcuni gadget sono reperibili poi solo completando gli incarichi collaterali: tra questi spiccano per importanza la mappa olografica, che ci dà modo di orientarci con più accuratezza, e il chip per giocare in cooperativa con un altro utente, sfruttando una modalità multiplayer accessoria ma comunque ben implementata.

    Alle skill in dotazione a Vesper si affianca poi un armamentario di tutto rispetto, essenziale per eliminare le creature ostili che popolano Stormland: ciascun isolotto nasconde quasi sempre un avamposto nemico da liberare a suon di piombo, attraverso un sistema di shooting che restituisce efficacemente il feedback dei colpi, anche senza raggiungere grosse vette qualitative in termini di precisione e complessità delle meccaniche.

    Avremo l'opportunità di imbracciare due bocche da fuoco contemporaneamente, oppure di stabilizzare la mira afferrando l'arma con entrambe le mani, a scapito della mobilità: dal canto nostro, abbiamo preferito tenere sempre un arto libero, per utilizzare lo scudo con cui proteggerci dai proiettili avversari oppure per ricorrere a granate o oggetti curativi.

    L'approccio aggressivo, in Stormland, non sempre si rivela la scelta migliore: i nemici posseggono una precisione invidiabile, nonché un'intelligenza artificiale molto sveglia, che li porta a non restare mai fermi in un punto e a nascondersi saggiamente dietro le coperture quando sono in svantaggio numerico.

    Non manca comunque la possibilità di coglierli alle spalle, valutando gli sbocchi offerti da un level design che si basa prevalentemente sulla verticalità: una delle caratteristiche distintive di Stormland consiste infatti nella facoltà di scalare qualsiasi superficie, mimando con le braccia le movenze dell'arrampicata.

    Tutto funziona a meraviglia, complice anche il fatto che non occorrerà avvicinarsi perfettamente alle superfici alle quali aggrapparsi: sarà sufficiente tenersi a una distanza non troppo estesa per attivare dei magneti che ci permetteranno di agganciarci a pareti di metallo e costoni rocciosi. Ed è per questo che, tra planate con i propulsori in dotazioni, surf tra laghi di nuvole e scalate vertiginose, l'esplorazione di Stormland, nel campo della VR, conosce pochi eguali.

    Questo continuo reiterarsi di sparatorie e arrampicate, alla lunga, sfocia inevitabilmente in una certa ripetitività, anche perché le situazioni di gioco e la conformazione ambientale non variano in maniera considerevole durante le missioni della trama, al termine della quale si aprono le porte di un intelligente end game, chiamato Il Ciclo: senza anticiparvi troppo e rovinarvi la sorpresa, vi basti sapere che una volta a settimana il mondo di Stormland si resetterà, modificando - tra le altre cose - il suo design e la posizione delle quest.

    Così la vostra avventura nelle Terre delle Tempeste, tra audiolog da sbloccare e nuove skill da apprendere, avrà sempre qualche elemento inedito utile a mantenerla fresca e intrigante. È pur vero che - nonostante si tratti di un'idea da premiare - la variazione delle Lande non è così significativa da mutare radicalmente la struttura delle aree di gioco, e un'oncia di ripetitività continua comunque ad accompagnare, anche se in minima parte, il nostro viaggio.

    Stormland StormlandVersione Analizzata PCNel 2019 la realtà virtuale ha conosciuto l’ingresso in campo di due campioni. Asgard’s Wrath e Stormland sono l’esempio perfetto di prodotti Tripla A concepiti con lo scopo di trarre il massimo da questa tecnologia. I ragazzi di Insomniac ci avevano già provato con Edge of Nowhere, ma con l’avventura del robot Vesper sono riusciti a centrare pienamente il bersaglio, realizzando un’esperienza completa, graficamente poderosa e piuttosto densa sul versante ludico. Sebbene ci sia qualche calo sul fronte della varietà anche con l’ottimo inserimento del reset ciclico, Stormland si conferma un altro successo per il team californiano, nonché l’ennesima produzione in grado di dare sempre più valore alle librerie di Oculus.

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