Street Power Football Recensione: Il calcio da strada non brilla

Street Power Football è un calcistico arcade che non riesce a divertire come dovrebbe, per colpa di tanti problemi tecnici e strutturali.

recensione Street Power Football Recensione: Il calcio da strada non brilla
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • È un momento particolarmente vivace per i calcistici arcade: come se non bastasse il buon lavoro di Bandai Namco, di cui vi abbiamo parlato nella nostra recensione di Captain Tsubasa Rise of New Champions, adesso è il turno per SFL Interactive di puntare alla gloria con il suo Street Power Football. Un'interpretazione dello sport nazionale decisamente diversa, che abbraccia il mondo del calcio da strada per distinguersi agli occhi del pubblico. Purtroppo, è bene chiarirlo fin da subito: quello di cui parleremo è un prodotto largamente insufficiente sotto diversi aspetti, incapace di divertire nonostante la sua vena arcade. Fatta questa doverosa premessa, è tempo di lanciarsi in palleggi al limite del sovrannaturale per diventare sovrani dello street soccer.

    Tanti modi di giocare

    Come vi abbiamo raccontato sin dalla nostra anteprima di Street Power Football, il lavoro di SFL punta enormemente sul lato professionistico del freestyle: a dimostrarlo è la presenza di Sean Garnier (campione mondiale del 2018), dell'artista del Cirque du Soleil e frantumatrice di Guinness World Record Laura Biondo, e di numerosi volti della scena underground. Atleti di un certo peso, coinvolti anche nello sviluppo del titolo con sessioni di motion capture che hanno dato un tocco in più alla realizzazione dei trick, l'elemento distintivo delle produzioni sullo street soccer.

    Sebbene manchi la possibilità di creare un proprio avatar, il roster di giocatori è ampio, e ognuno possiede delle proprie mosse speciali: non parliamo solo di "semplici" trick, ma anche veri poteri! SFL ha infatti guardato a produzioni come NBA Jam, Sega Soccer Slam e Mario Strickers, realizzando una propria interpretazione dell'anima più scanzonata del calcio. Il tutto prende infine corpo in un'offerta - all'apparenza - piuttosto ampia tra match, gare di freestyle, sfide ai tiri e ai tunnel (di cui parleremo a breve). Duole quindi constatare che l'idea di partenza e le modalità di gioco, insieme a una colonna sonora più che discreta, siano gli unici tratti positivi di Street Power Football.

    D'altronde parliamo di un'esperienza che vacilla già a partire dagli elementi più importanti dell'esperienza: ossia la modalità "Become a King" e le stesse partite di street soccer. Nel caso dei match, quello che emerge è un gameplay grossolano, impreciso e poco stimolante, in cui la cura riservata a una parte dei trick non basta a sorreggere l'impianto ludico. Gli interventi difensivi, ad esempio, si limitano a un corto e inefficace contrasto in piedi, e non è presente alcuna contromossa per intervenire sui passaggi alti. Non solo, con un apposito tasto è possibile difendere il pallone con la suola, e in questi casi la sfera diventa praticamente intangibile, impossibile da perdere o riconquistare.

    Come anticipato, la qualità delle animazioni vive di due facce: diversi trick sono realizzati con cura, mentre il resto del comparto appare insufficiente. Ne consegue una mancanza di fluidità percepibile, in cui un dribbling interrompe il normale flusso di movimento per dar vita a prodezze che appaiono quasi come un elemento estraneo al normale corso di una partita.

    C'è da dire, però, che il vero problema del single player è un'IA totalmente inadeguata a la minima sfida: spesso gli avversari lasciano la porta sguarnita, non si frappongono sulla linea di tiro per evitare di subire gol, e in più di un'occasione sono stati capaci di sbagliare ripetutamente un tiro a pochi centimetri di distanza dalla rete. Considerando la sola partita, quella di Street Power Football è un'esperienza calcistica lacunosa e, ancor peggio, tediosa. Ma i problemi, purtroppo, non finiscono qui.

    Le sfide da superare

    Continuando lungo la modalità principale si affrontano anche le altre tipologie di gioco: l'esibizione freestyle, caratterizzata da meccaniche da rhythm game, chiede di inanellare una lunga stringa di prodezze balistiche; in "trick shot" si è invece chiamati ad abbattere bersagli dosando forza ed effetto del pallone, mentre Panna, incentrata su scontri individuali, consente di guadagnare punti a ogni tunnel che l'avversario subisce. Tutte mostrano una realizzazione poco incisiva, priva di brio e in cui basta aver assimilato i comandi basilari per proseguire.

    A guidarci nel viaggio è Sean Garnier, che si limita a introdurre la zona in cui cimentarsi nelle sfide, senza alcun tipo di storyline a sorreggere il tutto. Non che sia un difetto, giacché l'attenzione viene posta principalmente sugli obiettivi da conseguire: normalmente si penserebbe alla sola vittoria, ma spesso le condizioni necessarie ad avanzare riguardano un certo punteggio da ottenere, nonché l'uso di effetti, poteri o trick di una determinata difficoltà.

    Capita però che le richieste per superare le prove siano totalmente illogiche: ad esempio, ci è stato imposto di perdere o non completare volutamente una sfida, oppure di far segnare all'avversario un determinato numero di reti e punti. È decisamente inusuale che un gioco chieda espressamente di poggiare il pad e di auto-infliggersi dei malus come condizione obbligatoria per avanzare di livello.

    E già questo aspetto potrebbe comunicare apertamente quanto il lavoro di SFL sia lacunoso su più fronti.
    A peggiorare il tutto c'è una longevità risicata, dato che basta una manciata d'ore per essere incoronati Re dello Street Soccer e ottenere alcuni gadget estetici per gli atleti presenti: a tal proposito, l'assenza di un alter ego da personalizzare diminuisce considerevolmente il ruolo dello "shop", dal momento che acquistare un capo di vestiario (con la valuta in-game) per un calciatore già disponibile non accende affatto la scintilla del completismo.
    Una volta terminata la modalità principale, già ripetitiva e poco accattivante di suo, l'offerta di Street Power Football cala drasticamente: è possibile rigiocare le singole modalità di match contro l'IA, e alcune sono disponibili online. Spostandoci sul comparto multiplayer, ci sono alcune tipologie extra di partite, come l'eliminazione, ma l'assenza di un buon sistema di matchmaking non ci ha permesso di testarle personalmente.

    Conclude il quadro una realizzazione artistica priva di carisma, con gli atleti in versione deformed che si scontrano in arene quasi sempre poco dettagliate e utilizzano poteri realizzati in maniera grossolana e confusa. Meglio invece la soundtrack su licenza, in cui figurano artisti del calibro dei Black Eyed Peas e dei Greta Van Fleet.

    Street Power Football Street Power FootballVersione Analizzata PlayStation 4Street Power Football è, al netto di un lavoro di motion capture ben fatto, un gioco pieno di lacune su ogni fronte: la più grave riguarda proprio il gameplay, che si rivela totalmente incapace di divertire. Tra una modalità principale poco appassionante, obiettivi illogici da completare e un’IA che non propone alcuna sfida, l’esperienza precipita in una manciata d’ore. Sono gli stessi elementi dell’offerta ludica a cozzare tra loro, e in definitiva il mercato ha offerto (anche di recente) sportivi arcade di tutt’altra fattura. Street Power Football, inoltre, viene venduto quasi a prezzo pieno, e pertanto ci troviamo costretti a sconsigliare l’acquisto anche al più curioso e irriducibile dei giocatori.

    4.5

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