Recensione Street Skater

Prima di Tony Hawk: Street Skater sul PSN

Recensione Street Skater
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    Nel periodo in cui le grandi console casalinghe fremono di novità e Top Title, il portatile Sony sembra essersi assopito appena giunti i primi caldi primaverili. Nessun grande annuncio e pochi titoli in vista rendono il panorama di PSP non troppo esaltante. Vale la pena, dunque, fare un tuffo nel sempre più nutrito Playstation Store, alla ricerca di qualche perla consumata dal tempo. In una serie di articoli dedicati agli ultimi titoli disponibili in Digital Delivery, speriamo di risvegliare l'attenzione dei giocatori.

    Ultimi titoli analizzati:
    -Ape Quest
    -Bishi Bashi Special
    -MotorHead
    -Kula World
    -Fade to Black
    -Rayman
    -Beats

    Il primo grind di EA

    Il recente Skate non è, come molti potrebbero pensare, il primo titolo dedicato al mondo dello skateboard pubblicato da Electronic Arts. Tornando indietro al 1999, pochi mesi prima del capolavoro di Neversoft e Activision, il supremo Tony Hawk’s Skateboarding, vide la luce Street Skater, simulazione arcade oriented ad opera degli sviluppatori Microcabin e, ovviamente, di Electronic Arts. La piattaforma era la prima PlayStation, all’apice del successo.
    Nonostante un’impostazione quasi del tutto priva della profondità tipica degli sportivi odierni, la ricostruzione accurata di tricks e animazioni di gioco permisero a Street Skater di vantare il titolo di simulazione. Simulazione, però, surclassata ed eclissata sotto tutti i punti di vista dal fenomeno Tony Hawk.
    Perchè, dunque, dovremmo giocare nel 2008 a Street Skater? Ovvio: perché, da pochi giorni, le tavole vintage di EA sono disponibili sul PlayStation Store.

    Time’s Over

    Street Skater si suddivide in tre modalità: la prima, lo Street Tour, ci permette di affrontare 6 percorsi in sequenza (3 normali e 3 bonus), la seconda di selezionare un solo livello al fine di migliorare il proprio punteggio e la terza di competere contro un amico (opzione non accessibile da PsP).
    Ogni zona è strutturata alla stregua di un tracciato da rally: si parte da un punto A per giungere al traguardo B, cercando, nel tragitto, di compiere il più alto numero di tricks possibile entro il tempo limite. Fine del gioco terminare ogni stage raggiungendo il punteggio minimo prestabilito.
    Ogni percorso è caratterizzato da un buon numero di salti, dossi, half pipes e ringhiere. Elementi distribuiti lungo tragitti, però, fin troppo lineari e limitanti. A differenziare il gameplay, al termine di ogni gara si accede ad un livello bonus: all’interno di uno skate park saremo chiamati a realizzare il più alto numero di punti entro il tempo limite. Peccato constatare quanto, tali aree, si rivelino decisamente povere di elementi e dal valore ludico pressoché inesistente. Street Skater offre, quindi, 3 percorsi piuttosto ben realizzati e 3 aree messe un po’ a fare da tappabuchi. Un’offerta decisamente povera, penalizzata ulteriormente dalla presenza di una mezza dozzina di skaters selezionabili dalla costumizzazione quasi del tutto assente. Sarà possibile, infatti, aumentare solamente i quattro parametri che li distinguono (salto, massima velocità, accelerazione e maneggevolezza) al termine di ogni gara. La scelta della tavola si limita all’aspetto estetico.

    A livello di gameplay la situazione non migliora. A fronte di animazioni piuttosto curate (per il tempo), abbiamo a che fare con una semplificazione eccessiva di quello che dovrebbe essere, comunque, un titolo sportivo. Non vi sono, infatti, altri comandi oltre al salto e alla frenata (escludiamo il pulsante atto ad accovacciarsi, di fatto completamente inutile): per eseguire un trick è sufficiente spiccare un balzo dove possibile per vedere il nostro skater prodursi in evoluzioni spesso insperate. Nessuna combinazione di pulsanti da eseguire, zero profondità di gioco. E’ sufficiente procedere lungo il percorso toccando il tasto del freno solo in casi estremi e sfruttando ogni sporgenza al fine di spiccare balzi che si tramutano in tricks generati quasi a caso. Se evitiamo di cadere troppo spesso perdendo punti e secondi preziosi riusciremo a superare il livello. Ripetiamo il medesimo procedimento altre due volte ed il gioco è finito. E’ vero, la difficoltà è ben bilanciata, ma tre soli percorsi ed un gameplay appena abbozzato non bastano.

    Per quanto riguarda l’aspetto tecnico Street Skater si rivela un prodotto inadeguato, appena sufficiente per il periodo nel quale è stato pubblicato in origine. Animazioni piuttosto curate ed un framerate discreto non riescono a nascondere modelli spartani e textures di bassissima qualità.
    Se non si può considerare una gioia per gli occhi, Street Skater recupera sul fronte audio. Tralasciando la voce odiosa dello speaker e gli effetti discreti, il titolo EA è stato uno dei primi giochi a godere di una colonna sonora a base di pezzi punk/rock sotto licenza. Una tendenza che negli anni a seguire investirà la quasi totalità delle produzioni dedicate agli sport estremi.

    Street Skater Street SkaterVersione Analizzata PSPInutile lasciarsi tentare da Street Skater. Per quanto alla modica cifra di 4,99 Euro il titolo EA non riesce a reggere il confronto né con le produzioni attuali, né con quelle del suo tempo (il primo Tony Hawk’s Skateboarding) e, per finire, nemmeno con la maggior parte dei titoli PsOne disponibili sul PlayStation Store. Street Skater è un prodotto tecnicamente obsoleto, poco vario, estremamente limitato nel gameplay e dalla longevità pressoché nulla. Unica nota positiva la colonna sonora, uno dei primi esperimenti per quanto riguarda la musica punk/rock all’interno di una produzione videoludica. Per tutto il resto statene tranquillamente alla larga. Dopotutto, se nessuno prima d’ora vi ha nominato Street Skater assieme al primo Tony Hawk’s Skateboarding un motivo ci sarà pure.

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