Recensione Street Supremacy

Splendide macchine e corse clandestine sull'autostrada di Tokyo!

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  • Supremazia videoludica?

    Genki ripresenta il suo classico titolo Tokyo Extreme Racer, cambiando il suo nome in Street Supremacy e riproponendolo sulla console portatile Sony Playstation Portable. Scopriamo insieme i vari aspetti del gioco, facendo luce sui pregi ed i difetti presenti nel titolo.

    Involuzione videoludica

    Street Supremacy riprende tutti gli elementi visti nei capitoli precedenti, riproponendo le sfide clandestine notturne sulla Shotokou Highway, l'autostrada di Tokyo, e mantenendo invariata la struttura stessa del gioco: bisogna superare l'avversario in un limitato periodo di tempo, facendo attenzione alle barre di energia stile Street Fighter poste in cima allo schermo, ad indicare l'andamento della gara (maggiore è il tempo nel quale riusciamo ad essere in testa, tanto più l'energia del nostro sfidante tenderà a diminuire. Il vincitore sarà il pilota che riesce a far esaurire la barra avversaria). Sotto questo punto di vista possiamo dire che l'ultima produzione Genki mantiene lo spirito del saga Tokyo Estreme Racer inalterato. Come consuetudine inizialmente avremo un budget limitato di denaro, con il quale si deve acquistare una vettura per affrontare le gang rivali. Naturalmente più vittorie si ottengo e maggiori saranno i guadagni per potenziare la propria macchina o acquistarne una nuova. Nel proprio garage si può regolare l'assetto della vettura e montare nuove soluzioni per rendere la propria macchina più performante. Peccato che tutte queste opzioni abbiano solo un minimo riscontro in gara, rendendo tali modifiche, che sono il cuore del gioco, totalmente inutili. Altra nota dolente di questo Street Supremacy sono le limitate aree percorribili, davvero troppo brevi. Una volta preparato il veicolo non si ha la possibilità di percorrere l'intera autostrada liberamente (come avveniva nei suoi predecessori), ma si è costretti a scegliere l'avversario con cui competere e la zona in cui correre: è stato tolto l'elemento di esplorazione libera che era alla base della serie Tokyo Extreme Racer, e questa inspiegabile mancanza influisce negativamente sulla giocabilità del titolo Genki. Se nelle precedenti versioni era affascinante percorrere la Shotokou Highway, cercare un possibile avversario e lanciare la sfida a colpi di abbaglianti, ora l'esperienza di gioco a sfide dirette rende ben presto frustrante il titolo. Se non bastasse, l'esperienza di gioco è resa pessima da tutta una serie di fattori quali un'intelligenza artificiale assente i nostri avversari si limiteranno a seguire un percorso ideale, senza prendere minimamente in considerazione la nostra vettura), una fisica di gioco troppo superficiale, ed una ridottissima presenza di altri veicoli sul tracciato (negli episodi precedenti le strade erano molto più vive, in Street Supremacy la presenza di taxi, camion e altre automobili è ridotta davvero al minimo). Dopo un paio di partite ci si rende subito conto che per vincere basterà semplicemente andare a tutto gas, ed acquistare via via auto più performanti. E' davvero sconfortante vedere un buon gioco come Tokyo Extreme Racer ridotto ad esser pallida ombra di se stesso. Oltre alla modalità principale, il gioco presenta la classica (e noiosa) sfida contro il tempo, l'inutile opzione multiplayer (inutile perché è praticamente impossibile giocare contro un altro avversario in carne ed ossa, le Psp si sconnettono costantemente durante la gara, anche se poste ad un centimetro di distanza l'un l'altra!) e la galleria dei replay di gioco. Davvero un po' troppo poco per questa tipologia di gioco. Se apparentemente il titolo può sembrare molto simile ai capitoli usciti su Dreamcast e Playstation, ci si rende conto che Street Supremacy è solo l'ennesimo porting privato di tutti gli elementi vincenti della saga. A tutto questo si uniscono i caricamenti interminabili e continui, presenti sia nei menù, sia prima e dopo le corse. Per questi motivi e per un'impostazione di gioco semplificata e mutilata, oramai priva dell'originalità di un tempo, il racing Genki stanca troppo presto il videogamer.

    Anonimato tecnologico

    Per quel che riguarda il comparto tecnico Street Supremacy presenta un'alternarsi di alti e bassi: le vetture presenti nel gioco sono ben realizzate con un buon uso di poligoni e texture di buona fattura, discorso diverso per le ambientazioni di gioco le quali sono spoglie e prive di dettagli, oltre ad esser caratterizzate da una mediocre realizzazione. Se ciò non bastasse c'è da dire che il gioco soffre di evidenti problemi di aliasing (presenza di scalettature sui bordi dei poligoni che costituiscono il motore grafico) visibili sia sulle vetture, sia sugli ambienti circostanti. Ne risulta un impatto visivo ben al di sotto delle qualità grafiche della console portatile Sony. Le musiche che accompagnano il gioco presentano pezzi techno-rock nipponici mediocri, che non brillano in originalità. Il discorso è analogo per gli effetti sonori,già sentiti e risentiti in altri racing game. In definitiva il comparto audio non è mal realizzato, ma del tutto anonimo e privo d'interesse per il videogamer.

    Street Supremacy Street SupremacyVersione Analizzata PSPUna realizzazione grafica sciatta e superficiale rappresenta forse la caratteristica migliore di questo Street Supremacy. Il gioco ripresenta una formula di gioco troppo abusata, non introduce nessuna novità nel sistema di gioco, ma, anzi, risulta privo di molti elementi presenti nell'originale Tokyo Extreme Racer. La frustrazione sarà seduta al fianco del volante del videogiocatore sulle autostrade di una Tokyo spoglia e priva di poesia. Il titolo Genki non è altro che un mediocre porting da Playstation one, privo di tutti gli elementi che rendevano il gioco appetibile. Titolo inutile , da evitare, sconsigliato soprattutto ai fan della saga.

    3.5

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