Subnautica Below Zero Recensione: sopravvivenza negli abissi

Il team Unknown Worlds ci riportano nelle profondità di un ecosistema alieno e ostile, alla ricerca di segreti e verità.

Subnautica Below Zero Recensione: sopravvivenza negli abissi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Già nel 2018 Subnautica di Unknown Worlds (la recensione di Subnautica, in caso vogliate recuperarla, è a poche leghe di profondità da voi) ci aveva ammaliato e trascinato negli anfratti dei suoi fascinosi abissi, introducendosi nel panorama dei survival simulativi come un'affilata e intrigante sferzata d'aria fresca. Ora, a tre anni di distanza dal primo capitolo, il team di sviluppo ci propone Subnautica: Below Zero, una nuova avventura tra le lande ghiacciate di 4546B che si pone a metà strada tra il sequel e una corposa espansione standalone dell'avventura originale. E difatti, dopo aver esplorato le oscure profondità armati di scanner e rilevatori per un cospicuo numero di ore, possiamo affermare che Below Zero non rivoluziona né evolve particolarmente l'impasto ludico del suo predecessore, ma di certo la arricchisce non poco.

    Ventimila leghe sotto i mari

    Due anni dopo gli eventi di Subnautica la biologa Robin Ayou viene a sapere della morte di sua sorella, Sam, e decide di indagare tra i segreti di 4546B, il pianeta su cui l'Alterra sta conducendo studi e ricerche per scoprire maggiori dettagli sulla tecnologia dei misteriosi Architetti. Confondendosi con una pioggia di meteoriti, Robin è costretta a rischiare la vita per sbarcare nuovamente sul pianeta e arrischiarsi in un atterraggio d'emergenza che compromette il suo equipaggiamento, costringendola a rintracciare nuove risorse per esplorare i segreti di 4546B e scoprire i dettagli sulla dipartita di Sam. Sin dai suoi primi passi sulle superfici ghiacciate del rigido ecosistema alieno, insomma, prende corpo una narrazione del tutto implicita, in cui l'avanzamento del racconto è scandito da registrazioni e flussi di coscienza della protagonista, ritrovamenti audio e testimonianze scritte e dal procedere dell'esplorazione. Degno successore di Subnautica, insomma, Below Zero lascia al giocatore la libertà e l'audacia di scoprire i segreti di 4546B e dell'Alterra un passo alla volta, ma non rinuncia a quella piacevole linearità di fondo che ci aveva fatto apprezzare al tempo il primo capitolo.

    Le nuove profondità di 4546B, scenariocompletamente rinnovato grazie ad una mappa inedita ma più piccola rispetto a quella di Subnautica, offrono una serie di biomi piuttosto diversificati, e costruiscono una progressione sia narrativa sia ludica che abbiamo trovato stimolante e a suo modo complessa. Abbracciando i canoni tipici dei survival di natura simulativa, infatti, l'avventura ci catapulta nelle profondità marine del pianeta armati di nient'altro che una piccola bombola d'ossigeno e una muta: lo stretto indispensabile per sopravvivere sotto le superfici acquatiche del pianeta alieno.

    Le cose migliorano col passare dei minuti, quando finalmente raggiungiamo una piccola cabina che fungerà da hub personale nelle fasi preliminari dell'avventura: dopo un incipit tanto breve quanto lineare, insomma, Subnautica: Below Zero vi catapulta sin da subito nel cuore dell'esperienza, spingendovi ad esplorare le zone limitrofe della cabina sottomarina quel tanto che basta ad accumulare le prime risorse. Minerali per comporre oggetti, pesci e vegetali per acquisire cibo, fino agli equipaggiamenti nascosti nelle profondità di 4546B, sono tutti gli elementi di partenza per darsi al crafting sfrenato, componendo all'interno della propria base gli equipaggiamenti necessari ad arricchire il proprio arsenale e spingersi verso i confini sempre più estesi dell'ecosistema ghiacciato.

    In fondo al mar

    Per quanto riguarda le meccaniche ludiche, come anticipato Subnautica: Below Zero non rivoluziona la formula del suo predecessore, ma la espande con qualche piccola ma efficace innovazione. A pesare sull'esplorazione di Robin tornano le statistiche legate a salute, fame, sete e ossigeno: se le sorti della prima sono inevitabilmente legate alla gestione delle altre necessità, oltre che ad eventuali danni causati dall'ambiente circostante, è il monitoraggio delle altre statistiche a diventare un elemento centrale dell'esperienza.

    Il ciclo giorno-notte è scandito circa ogni trenta minuti e, con esso, calano drasticamente i livelli di nutrimento e idratazione della protagonista. Ecco perché sarà sempre utile avere nel proprio inventario scorte di cibo (meglio se cotto) e acqua, ed è ovviamente essenziale tenere d'occhio l'indicatore dell'aria a propria disposizione. Nelle prime fasi di gioco l'ossigeno sarà, ovviamente, molto limitato, e sarete costretti a dosare la durata delle sessioni subacquee selezionando accuratamente (e in base alle vostre possibilità) i vari biomi da esplorare: vi diciamo sin da subito che alcuni ecosistemi marittimi, pur risultando disponibili sin dall'inizio del gioco, saranno semplicemente impossibili da approcciare perché troppo in profondità o popolati da predatori ostici e insidiosi. Ecco perché, pur lasciando al giocatore discrete opportunità di esplorazione, Subnautica vi prende silenziosamente per mano e vi guida, anche attraverso le segnalazioni radio che scandiscono la progressione narrativa in caso di scoperte importanti, in un avanzamento furbo ma efficace, che non fa sentire il peso della propria invisibile linearità.

    Per estendere le proprie opportunità di perlustrazione, ovviamente, sarà opportuno acquisire nuove risorse e strumenti inediti per aumentare le possibilità di scoperta, dal potenziamento delle proprie statistiche (e della loro durata) alla fabbricazione di strumenti essenziali all'esperienza. Uno di questi è lo scanner, che permette di analizzare specie animali, vegetali e minerali per catalogarle nel codex, ma anche di acquisire informazioni fondamentali per la trama. Tra le prime risorse diventa fondamentale anche la torcia quando l'esplorazione degli abissi ci trascina in anfratti troppo oscuri o quando sopraggiunge la notte, ma all'equipaggiamento di base i creatori di Subnautica: Below Zero hanno introdotto anche qualche piacevole novità rispetto al titolo originario.

    Tra queste figura sicuramente una nuova statistica: la temperatura corporea. La ricognizione di 4546B, infatti, non comprende soltanto le profondità marittime, ma spesso e volentieri il vostro avatar sarà costretto ad emergere dagli abissi ed esplorare piccole porzioni di superficie. Basi scientifiche abbandonate, caverne misteriose e siti archeologici dedicati alla cultura degli Architetti sono ovviamente fondamentali per l'avanzamento narrativo. In queste fasi, tuttavia, uscire dall'acqua vi esporrà alle rigide temperature di 4546B, e se la vostra temperatura scende troppo scivolerete inesorabilmente verso la morte.

    Occorre quindi scandire con intelligenza le proprie scorribande terrestri, passando da una base all'altra (all'interno delle quali il clima diventa nuovamente sopportabile) e limitando con attenzione la vostra esposizione al gelo dei biomi terrestri di 4546B. L'innovazione più importante è però il Seatruck, una vera e propria base mobile che faciliterà non poco la vostra esplorazione, rendendo molto meno pesante il backtracking che nelle fasi iniziali vi costringerà a movimenti molto più contenuti.

    Sul piano visivo Subnautica: Below Zero si conferma un piccolo gioiello artistico. Non particolarmente rifinito per quanto concerne la modellazione poligonale - e, in tal senso, l'utilizzo del motore grafico Unity fa sentire un po' i limiti del comparto grafico dell'opera - ma ricco e coloratissimo nella composizione dei vari biomi, ispirato nella realizzazione di creature e ambientazioni e persino esuberante nell'esaltazione di un level design che non concede sconti in termini di sfida e tasso di sopravvivenza nel caso dei biomi più estremi e profondi. A tal proposito, Below Zero è disponibile in diversi livelli di difficoltà a seconda di quanto audace sia il Bear Grylls che è in voi: in modalità Sopravvivenza l'esperienza risulta accuratamente bilanciata, con la necessità di monitorare con frequenza fame, sete, ossigeno, salute e temperatura e con la perdita di molti oggetti in caso di morte.

    La modalità Libera disabilita le necessità di sfamarsi e idratarsi, mentre quella Hardcore è per gli utenti in cerca di un'esperienza più estrema: se attiverete questa difficoltà, la morte sarà permanente e qualunque salvataggio pregresso cancellato. Infine, per gli avventurieri che vogliono godersi esclusivamente l'esplorazione di 4546B, la modalità Creativa disabilità qualunque meccanica survival e rende i crafting più importanti già disponibili.

    Subnautica Below Zero Subnautica Below ZeroVersione Analizzata PlayStation 4Pur non rivoluzionando l’esperienza del suo predecessore, Subnautica: Below Zero arricchisce ed espande le ottime intuizioni ludiche di Unknown Worlds, confezionando un survival a sfondo narrativo stimolante e ispirato. Se cercate un’esperienza incentrata sulla sopravvivenza simulativa, ma al tempo stesso preferite lasciarvi prendere per mano da un avanzamento guidato ma intelligente, allora non vi resta che sprofondare negli abissi di 4546B.

    8.5

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