Subnautica Recensione: un'avventura nelle profondità dell'oceano

Dopo oltre tre anni passati in Early Access, Subnautica esce finalmente dall'Accesso Anticipato: lo abbiamo provato.

recensione Subnautica Recensione: un'avventura nelle profondità dell'oceano
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Immaginate l'Early Access di Steam come un immenso oceano e i giochi come dei piccoli sub sperduti nelle sue profondità. Alcuni di loro rimangono fatalmente intrappolati nelle cavità oceaniche, altri riescono invece a salire a galla, chi provato dagli sforzi compiuti e chi in una forma insospettabilmente smagliante. Subnautica appartiene senza ombra di dubbio a quest'ultima categoria: dopo poco più di tre anni, infatti, il gioco del team Unknown Worlds, creatore di Natural Selection, emerge tra la spuma e i flutti, rivelandosi uno dei migliori survival game degli ultimi anni.

    Somewhere under the sea

    L'Aurora è un'enorme nave spaziale al servizio della flotta dell'Alterra, una multinazionale interessata ad espandere il proprio controllo sullo spazio conosciuto attraverso una serie di missioni esplorative e scientifiche. In particolare, la nave capitale è impegnata nell'esplorazione di 4546B, un mondo acquatico in cui brulicano tantissime forme di vita: durante l'avvicinamento alla superficie, l'Aurora viene però colpita da un oggetto sconosciuto ed inizia la sua caduta sul pianeta alieno. L'equipaggio si tuffa immediatamente nei gusci di salvataggio e si prepara all'impatto sulla sconfinata distesa marina. Il nostro protagonista è uno di questi sfortunati: dopo esser sopravvissuto all'evento ed aver domato un piccolo incendio nel lifepod, si rende conto di essere in balia delle onde, solo e senza nessuna possibilità di chiedere aiuto.

    Incapace di raggiungere il relitto dell'Aurora per via di forti radiazioni ed incatenato dall'invincibile istinto di sopravvivenza, comincia così ad improvvisarsi cacciatore e speleologo, catturando esemplari marini e studiando le cavità della piccola secca dove è fatalmente capitombolata la sua capsula. I piccoli pesci gli forniscono il cibo, che può cucinare attraverso il fabbricatore nel guscio di salvataggio, e scopre pure che alcune creature hanno la capacità di filtrare il sale marino per fornire dell'acqua potabile. I cicli si susseguono con insistenza e nel cielo stellato appaiono fulgidi i satelliti naturali che orbitano intorno a 4546B, un po' come le lancette di un orologio a segnare il tempo che passa. Non basta più nutrirsi, bere, addentrarsi in una grotta ricca di minerali e coralli e poi risalire in superficie annaspando. L'esplorazione degli altri biomi diventa quindi necessaria per reperire materiali più rari e fare la conoscenza di altre specie vegetali ed animali da ispezionare con lo scanner (che è uno degli oggetti che vi consigliamo di creare sin da subito). I dati raccolti finiscono tutti in un PDA che elenca la flora e la fauna con cui siamo entrati in contatto, ma anche degli indizi, curiosità e tutti i progetti da sfruttare per il crafting. Alcuni progetti saranno acquisiti con l'avanzare della storyline (sì, c'è una storia), altri andranno sbloccati con la scansione di frammenti sparsi tra i relitti che di tanto in tanto si possono scorgere sul fondale marino. Essendo pensato esclusivamente in ottica singleplayer, Subnautica è forte di una progressione piuttosto inquadrata, ma non eccessivamente coercitiva. È sempre chiaro quali sono i nostri prossimi obiettivi - di solito assegnati dalle chiamate radio che riceveremo di tanto in tanto-, e con un po' di senso dell'orientamento non sarà troppo complicato riuscire a raggiungere aree ancora inesplorate.

    Spesso ci capiterà di imbatterci in nuovi giacimenti come se fossimo guidati dalla provvidenza divina, invece è solo la mano degli sviluppatori che ci direziona senza dare troppo nell'occhio. In tutto ciò aiuta anche il fatto di avere a disposizione una mappa creata a mano (solo il posizionamento di alcune risorse è gestito da un algoritmo) e studiata in modo tale che le zone più avanzate possano essere scoperte solo se in possesso di determinati requisiti.
    Il procedere dell'avventura è inoltre scandito da una trama raccontata attraverso messaggi audio e testi, mai troppo invasiva ma curata quanto basta per instillare costantemente un alto livello di curiosità.
    Nell'insieme di caratteristiche ludiche, insomma, Subnautica ticchetta come un orologio svizzero: non rinuncia mai a dare libertà al giocatore, ma all'occorrenza gli fornisce dei mezzi per non farlo sentire sperduto in un oceano di interrogativi.
    Non gli chiede neppure di rimboccarsi le maniche per riempire carrelli di minerali grezzi da portare avanti ed indietro per le basi sottomarine che sta pian piano costruendo: tutto è più leggero e rilassato, i requisiti per costruire veicoli ed edifici avanzati non sono sproporzionati e le nuove scoperte lasciano spazio soprattutto alla meraviglia, prima ancora che all'incombenza di ottenere altri materiali.

    Immaginate quindi il gioco di Unknown Worlds come un survival più leggero e meno dispersivo, gradevole anche a chi non mastica il genere ma apprezza comunque l'esplorazione di bellissime ambientazioni.
    Un titolo in cui la morte non è troppo punitiva (a meno che non siate in modalità hardcore) e che consente pure di disattivare i contatori di fame e sete per accontentare coloro che non vogliono troppe noie. Anche se sarebbe ingiusto parlare di vere e proprie "noie". Secondo noi Subnautica dà il meglio di sé nella sua versione completa, quella che non rinuncia alle dinamiche da survival, che ci fa sentire il friccicorio del terrore durante l'esplorazione delle profondità più recondite. Quella che ci ricorda, con degli avvisi insistenti, che dobbiamo assumere calorie o idratarci, mentre i nostri occhi si perdono su una distesa d'alghe luminescenti, si soffermano su enormi leviatani brillanti e seguono i pigri movimenti di curiosi pesci occhiuti. Perché ogni luogo sommerso è ricco di un gran fascino: nonostante le texture e i modelli del gioco non siano troppo dettagliati, lo stile fatto di colori accesi e forme arrotondate ci ha conquistato appieno. E ai fortunati in possesso di un visore a realtà virtuale sarà concesso di esplorare i fondali marini di Subnautica con un livello d'"immersione" (perdonateci il gioco di parole) ancora maggiore.

    Capsule del Tempo?Come accennato nella recensione, Subnautica non prevede nessun tipo di multiplayer cooperativo, tuttavia gli sviluppatori hanno pensato ad un modo molto intrigante per permettere un'interazione tra utenti. Poco prima del finale è possibile creare una "Capsula del Tempo", un piccolo contenitore cilindrico in cui scrivere un messaggio, allegare un'immagine (le foto possono essere scattate dal PDA) e qualche oggetto presente nel nostro inventario. Questa capsula viene poi rilasciata nel mondo di gioco e può essere ritrovata da un giocatore impegnato nell'esplorazione. Noi ne abbiamo trovate un paio: ci è capitato di leggere racconti di passione e malinconia, e di arraffare anche qualche utile oggetto, ovviamente. Chissà se un giorno la nostra Capsula del Tempo verrà mai trovata da qualche sopravvissuto.

    Gli unici difetti del titolo di Unknown World sono identificabili in bug poco gravi, qualche glitch grafico e in alcune tracce, ora evidenti ora un po' meno, di cut content. Nulla per cui strapparsi i capelli: d'altronde, anche se si capisce dove avrebbero dovuto trovare posto dei "pezzi" aggiuntivi, non si può negare che la cura generale per l'intera produzione sia sopraffina. Le già decantate ambientazioni sottomarine godono di una varietà di biomi sorprendente, e ogni specie vivente ha la sua scheda, con tanto di dettagli ed immagini consultabili in qualsiasi momento dal diario. Pure il sonoro e le musiche sono figlie di grande perizia, un tocco essenziale per rinvigorire un'atmosfera già di per sé eccezionale. Per non parlare dei vari mezzi di trasporto, che includono un leggero ed agile Seamoth, la Muta PRAWN, un esoscheletro ideale per recuperare minerali ad altissima profondità, e il colossale Ciclope, un sottomarino con cui seguire le orme del capitano Nemo. Quest'ultimo, in particolare, ci ha sorpreso con una grossa mole di chicche e dettagli, e quando finalmente l'abbiamo pilotato siamo stati pervasi da un brivido di piacere. Scaturito forse dal rombo dei motori a mille metri di profondità, dal suono della sirena che rimbalzava sulle pareti sgargianti di una grossa cavità sottomarina, o forse dal fascio di luce che ci guidava alla scoperta di luoghi oscuri ed ignoti, dove ogni tanto balzava fuori qualche curiosa - e letale - forma di vita.

    Subnautica SubnauticaVersione Analizzata PCDopo aver passato quasi quaranta ore tra i fondali marini di Subnautica, la definizione survival game sembra stia un po' stretta all'opera di Unknown Worlds. Ci sono, chiaramente, tutti i meccanismi tipici dei giochi di sopravvivenza, ma c'è anche qualcosa in più: una cura per il dosaggio delle meccaniche ed una filosofia che abbatte qualsiasi situazione esasperata ed alienante. Subnautica dà un bello schiaffo a quei survival che amano far perdere l'utente tra un dedalo di mille opzioni, ma che mancano di sostanza. Sconfigge quei giochi che si professano super-realistici e super-simulativi, ma che sono noiosi. Ammazza chi sbandiera una mappa vastissima e ricca, ma che è nascosta sotto un cumulo di requisiti e richieste. Subnautica riesce a valorizzare tutti quegli elementi che nei titoli di sopravvivenza faticano a staccarsi dalla sfera dell'"utile": nell'opera di Unknown Worlds un bellissimo fondale marino è prima di tutto un luogo meraviglioso, e poi anche una fonte di risorse essenziali per il sostentamento. Sopravvivere per esplorare e non esplorare per sopravvivere: non è una differenza di poco conto. E lo capirete quando vi ritroverete con la bocca spalancata a centinaia di metri di profondità, noncuranti dei balbettii rossastri degli indicatori della fame e della sete.

    8.7

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