Subnautica VR Recensione: Immersioni in realtà virtuale

Il supporto alla Realtà Virtuale di Subnautica ci ha spinto ad immergerci ancora una volta nell'oceano digitale di Unknown Worlds...

recensione Subnautica VR Recensione: Immersioni in realtà virtuale
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Nell'ampia offerta di titoli survival su Steam, Subnautica è stato uno dei pionieri del genere, riuscendo a formare per altro una community attenta e coesa. Il lancio della versione finale, a seguito dell'uscita dalla fase di Early Access avvenuta ad inizio anno, ha quindi decretato un momento importante per lo sviluppo del progetto, tutt'ora aggiornato analizzando i feedback degli utenti per renderlo sempre più completo ed appagante. Un altro passo fondamentale compiuto da Subnautica è quindi stato il supporto alla Realtà Virtuale, che per quanto riguarda la versione PC include la compatibilità con Oculus Rift e HTC Vive. Dopo una prima fase in cui gli adattamenti per la VR sono stati solo parziali, rendendo di fatto l'esperienza più immersiva ma non ottimale, Subnautica sembra aver raggiunto un buon grado di maturità anche in questo aspetto. Indossiamo quindi pinne e, in questo caso, visore, per nuotare nuovamente nel mare digitale del pianeta 4546B ideato dal team Unknown Worlds.

    In profondità

    Un elemento risulta immediatamente chiaro avviando Steam VR e quindi Subnautica nell'apposità modalità: la gestazione del gioco è stata lunga e le prime fasi dello sviluppo risalgono a ben prima della disponibilità su larga scala dei visori per Realtà Virtuale. Il motivo di questa considerazione è presto detto: rispetto a titoli come Lone Echo, si intuisce chiaramente che Subnautica non è stato realizzato con la Realtà Virtuale tra le piattaforme di destinazione, e che il supporto alla VR è stato inserito in corso d'opera.

    Il sistema di controllo è il primo chiaro segnale: anche in VR si gioca solo con il gamepad e non c'è alcuna compatibilità con le periferiche di movimento, ormai uno standard in ambito VR, in quanto incluse sia nel kit di HTC che in quello di Oculus. Per fortuna i menu sono stati adattati con attenzione e, rispetto alla versione del gioco uscita dall'Early Access, sono stati allontanati dal punto di vista dell'utente, in modo da renderli più chiari e leggibili. Verificata la quasi totale mancanza di opzioni grafiche dedicate esplicitamente alla VR, basta avviare una nuova partita o caricare un salvataggio esistente per immergersi nuovamente negli oceani del pianeta sul quale siamo naufragati, riuscendo a salvarci solo grazie all'uso di una scialuppa a tenuta stagna. Se già si conosce Subnautica, i pochi metri quadrati all'asciutto a disposizione inizialmente risultano subito familiari, anche se la percezione della profondità offerta dai visori VR può trasmettere un viscerale senso di claustrofobia. Meglio quindi sbrigarsi a spegnere l'incendio che si è sviluppato all'impatto con la superficie, per poi aprire la botola inferiore del modulo e immergerci. Il primo contatto con la parte sommersa di Subnautica è stupefacente: il fondale si trova parecchi metri sotto di noi e si estende a perdita d'occhio: uno spazio immenso in grado di togliere il fiato. In realtà la profondità del mare sotto quella che per parecchie ore chiameremo casa è ridotta, ma tanto basta per paralizzarci almeno per un istante: ci troviamo a muovere rapidamente la testa in ogni direzione, in cerca di un punto di riferimento da utilizzare -insieme all'onnipresente indicatore- per trovare la via del ritorno ad ogni immersione.

    Un altro aspetto ben adattato è l'impossibilità di capovolgersi, elemento che probabilmente avrebbe destabilizzato troppo il giocatore, e scelta intrapresa anche dai team di Adr1ft prima e Lone Echo poi. Si galleggia quindi rapiti dal fascino del mare, osservando i raggi del sole che filtrano dalla superficie, sentendo una crescente curiosità che ci spinge a guardare in basso per esplorare i rottami della nave madre dalla quale siamo fuggiti, ormai ammarata. Scendendo in profondità la luce si fa più tenue e si inizia a percepire la moltitudine di esseri viventi che popolano il mare alieno di 4546B: pesci di ogni forma, grandezza e colore nuotano tutto intorno a noi, alcuni dei quali si avvicinano con curiosità mentre altri fuggono appena si rendono conto che ci stiamo muovendo verso di loro. La flora non è da meno e le piante acquatiche sono tra gli elementi più caratterizzanti, in quanto rendono vivo ogni angolo del fondale e in determinati casi concorrono nel dare una struttura agli ambienti.
    Le profondità marine si estendono infatti su più livelli e poco lontano dalla zona dei relitti si apre un abisso, dal quale emerge una vegetazione che assume la forma di curiose colonne verdi, ondeggianti al ritmo delle correnti e del passaggio degli animali di taglia più ampia.
    Guardare in basso e scorgere a malapena il fondo provoca un breve senso di vertigine ma dopo aver ripreso fiato riemergendo rapidamente, scendiamo in profondità, sfidando la sorte e spinti da una curiosità genuina ed irresistibile. Il fondale qui è più scuro, sia perché le piante bloccano il passaggio dei raggi di luce, sia perché il giorno sta ormai volgendo al termine. La conformazione rocciosa che ci circonda nasconde poi parecchie insidie e alcuni versi gutturali ci fanno temere il peggio, convincendoci a risalire. Il viaggio per tornare in superficie sembra molto più lungo rispetto alla discesa, complice un rapido tramonto che immerge il mare in un‘oscurità penetrante, resa molto bene all'interno del visore e che limita fortemente la nostra possibilità di giudicare ad occhio le distanze.

    In maniera improvvisa e imprevista raggiungiamo quindi la superficie ed emergiamo di colpo, riempiendo nuovamente di ossigeno i polmoni ormai al limite. Mentre cerchiamo l'indicatore della scialuppa di salvataggio notiamo che la nave madre ormai distrutta si staglia all'orizzonte anche di notte, soprattutto a causa si alcune sezioni che stanno ancora bruciando. Raggiunto il nostro mezzo di fortuna saliamo sulla scaletta e trascorriamo alcuni minuti osservando lo stelle, capendo istintivamente che sopravvivere sarà dura e che il futuro è tutto nelle nostre mani.

    Subnautica SubnauticaVersione Analizzata PCMalgrado i controlli via gamepad risultino imperfetti e il sistema di movimento libero possa inizialmente destabilizzare, Subnautica si conferma un’esperienza VR da non perdere. Più il mare è profondo più si percepisce un senso di spazialità che toglie il respiro. La possibilità poi di continuare la propria partita iniziata su schermo tradizionale rende il supporto VR di Subnautica un’aggiunta molto gradita, da utilizzare quando e come si vuole, senza costrizioni ne limitazioni particolari. In nostri complimenti vanno quindi al team Unknown Worlds, che non solo ha realizzato uno dei survival più atipici e riusciti sul mercato, ma ha anche deciso di supportarlo a fondo, soddisfacendo l’utenza dei visori VR per PC, sicuramente piccola rispetto al pubblico di Steam ma affamata di contenuti di qualità.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i5 6600K
    • RAM: 16 GB
    • GPU: Nvidia GTX 1080

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