Suicide Guy Recensione: quando il sogno diventa incubo

Suicide Guy è un Puzzle 3D in grafica Low-Poly sviluppato dallo studio italiano Chubby Pixel: lo abbiamo provato su Nintendo Switch.

recensione Suicide Guy Recensione: quando il sogno diventa incubo
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Vi è mai capitato, nel bel mezzo di un sogno, di trovarvi per qualche astruso motivo sul punto di morire e, esattamente in quell'istante, di svegliarvi di colpo? Ecco, è proprio da quella familiare ma spiacevole sensazione che nasce il concetto alla base di Suicide Guy, un bizzarro puzzle game 3D sviluppato da Fabio Ferrara ed il suo piccolo studio milanese Chubby Pixel, già autori del platform Woodle Tree Adventures. A differenza di quanto sembri suggerire il titolo, non stiamo parlando di un gioco in cui vengono trattate chissà quali tematiche dalla natura tragica, tutt'altro: a partire da una vivace presentazione dalla grafica low-poly e uno rotondo stile cartoon, questa stramba avventura onirica si caratterizza subito per un tono leggero, costantemente sopra le righe. Purtroppo, una gran mole di entusiasmo e alcune buone intuizioni - come vedremo - spesso non risultano sufficienti a trasformare un'idea vincente in un prodotto di qualità. Qualche mese dopo aver fatto il suo debutto su PC e PlayStation 4 e aver ottenuto un discreto successo grazie anche ad una buona diffusione su YouTube, Suicide Guy è da poco disponibile su Nintendo Switch, piattaforma su cui abbiamo potuto provarlo negli scorsi giorni: vi raccontiamo qual è stata la nostra esperienza.

    Cronache di un disagio alcolico

    Spaparanzato sul lercio divano di un salotto poco illuminato, un barbuto omaccione in canotta trascorre l'ennesima giornata uguale a tutte le altre: zapping distratto alla TV, radiolina a basso volume in sottofondo, ogni tanto un morso alle ciambelle stantie sul comodino da una settimana. Almeno, per fortuna, non è mai veramente solo, ma può sempre godere della tenera compagnia della sua amata bionda: una splendida, avvolgente, bottiglia da 66 centilitri di birra. Una volta sorseggiata la terza o quarta del pomeriggio, però, il dramma del torpore è sempre dietro l'angolo: tra il caldo e la noia, le palpebre iniziano a calare e la presa a farsi sempre meno salda. Un attimo: ma come ha fatto il nostro amico a diventare impiegato del mese in un fast-food?

    Troppo bello per essere vero, qualcosa non quadra... e perché sullo schermo delle ordinazioni c'è una bottiglia di birra a mezz'aria? Sarà meglio tornare alla realtà il prima possibile, e per farlo vi è un solo modo: uccidersi e risvegliarsi per lo spavento!
    La demenziale premessa delinea chiaramente l'obiettivo del gioco: per evitare che la bottiglia vada in cocci, il nerboruto protagonista deve ingegnarsi sfruttando a suo (s)vantaggio ogni elemento a disposizione al fine di escogitare un modo per morire (o venire ucciso) e superare così ognuno dei 25 livelli, corrispondenti agli altrettanti "piani onirici" da attraversare per uscire definitivamente dal dormiveglia. Alla discreta quantità di stage, tutti comunque piuttosto brevi (ognuno richiederà pochi minuti, per un totale di 3 ore circa), si accompagna anche un'inaspettata varietà di ambientazioni ed enigmi da risolvere (che richiedono azioni classiche come spostare oggetti e attivare meccanismi), molti dei quali concepiti attorno ad idee dagli esiti originali e quasi mai ripetute una seconda volta. L'espediente del sogno ha infatti permesso a Suicide Guy di godere di una grande libertà per quanto concerne le tipologie di situazioni che andremo ad affrontare: si parte dal puntare con insistenza la luce di un faro negli occhi di un capodoglio per infastidirlo, fino al tentativo di farsi schiacciare da una sorta di colossale mostro di Frankenstein, passando per la raccolta di vari ingredienti con i quali preparare una letale mistura stregonesca da ingurgitare.
    Esplorando il subconscio del nostro flautolento amico, faremo anche conoscenza della sua passione per la cultura pop, accumulata da ore e ore davanti alla schermo: svariati i riferimenti al mondo videoludico tra cui Super Mario (un livello è interamente dedicato al Regno dei Funghi) e Portal, o a quello del cinema e della televisione con richiami espliciti a Jurassic Park e a Star Trek. Eppure, purtroppo, gli aspetti positivi di Suicide Guy terminano qui: nonostante sia ben percepibile tutto l'entusiasmo di un giovane studio nella moltitudine di idee messe in campo, è la loro realizzazione finale a non farle decollare come dovrebbero. Spesso e volentieri, il sorriso accennato per l'ennesima morte ridicola ed inutilmente complessa del simpatico protagonista lascia spazio prima al semplice fastidio, causato da controlli scarsamente reattivi nelle situazioni più complesse, ed in seguito alla vera e propria frustrazione.

    Il difetto più grande è legato ad una fisica quasi anti-gravitazionale, che davvero mal si coniuga alla necessità di interagire, in modo molto preciso, con gli oggetti presenti sulla scena; questi ultimi, peraltro, hanno anche la brutta abitudine di compenetrarsi con l'ambiente e scomparire per sempre, costringendo come unica soluzione a riavviare il livello.
    La scelta della visuale in prima persona, per un puzzle 3D con bassi livelli produttivi, si rivela poi decisamente poco saggia alla luce anche delle numerose sezioni platform previste, dove gli eventuali errori non saranno certo da imputare ad una mancanza di abilità del giocatore, bensì alla poca chiarezza della dinamica del salto e all'incapacità di riuscire a capire esattamente dove e quando atterrerà il personaggio. Questioni di natura prettamente tecnica a parte, un altro notevole problema è il ritmo di gioco: oltre ai lunghi tempi di caricamento tra un livello e l'altro, più si procede, più si conferma l'amara impressione che alcuni ambienti, sebbene molto curati e particolareggiati, siano stati resi vasti di proposito per accumulare tempi morti ed allungare artificialmente la durata complessiva.

    Molto spesso, nell'apprezzabile tentativo di replicare quei meccanismi illogici tipici del mondo onirico, le soluzioni agli enigmi risultano in definitiva poco intuitive e stimolanti.
    Totalmente incomprensibile, poi, un paio di possibilità fine a se stesso, ovvero ruttare e sferrare i pugni, due abilità che non verranno mai sfruttate durante l'avventura. Infine, su Switch (oltre a disattivare il prima possibile la fastidiosissima vibrazione impostata di default) risulta praticamente obbligatorio giocare Suicide Guy sulla TV, (dove riesce a mantenere un frame-rate pressoché costante) poiché è evidente che il titolo non sia stato ottimizzato a dovere per la modalità portatile, dove il brusco calo di fluidità e risoluzione non farà altro che aggravare tutti i problemi sopracitati.

    Suicide Guy Suicide GuyVersione Analizzata Nintendo SwitchSuicide Guy è un indie frutto di un lavoro appassionato, ma ancora immaturo. Non mancano certo le buone intenzioni, ed il bizzarro puzzle 3D di Chubby Pixel dimostra di possedere una gran quantità di idee originali e ben diversificate, che in molti casi riescono a strappare un sincero sorriso per l'assoluta demenzialità delle situazioni. Idee che - purtroppo - non riescono ad esprimersi a pieno potenziale principalmente a causa di una realizzazione tecnica approssimativa e sporca, che comporta gravi difetti in grado di minare il divertimento del giocatore. Una maggiore attenzione rivolta ad una fisica di gioco più precisa ed una cura più attenta nella creazione degli enigmi, anche a costo di ridurne la quantità ed eliminare alcune sezioni platform, avrebbero potuto assicurare un'esperienza sicuramente più stimolante.

    5

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