Super Dragon Ball Heroes World Mission Recensione: Saiyan di carta

Sbarca finalmente in Europa l'espansione del Multiverso ideato da Akira Toriyama: i Super Saiyan e i loro antagonisti diventano carte da gioco.

recensione Super Dragon Ball Heroes World Mission Recensione: Saiyan di carta
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  • Pc
  • Switch
  • Fino a qualche anno fa, perlomeno in Italia, ci sembrava assurdo pensare che Dragon Ball tornasse così prepotentemente sulla cresta dell'onda. Nel nostro Paese dobbiamo la rinascita del brand di Akira Toriyama principalmente alla serie TV di Dragon Ball Super, ma anche sul versante videoludico l'editore Bandai Namco ha deciso di puntare sul franchise con una quantità di titoli davvero notevole. Se con Xenoverse Dragon Ball ha incontrato il gioco di ruolo in chiave moderna, mentre con FighterZ ha riassaporato il gusto dei picchiaduro vecchia scuola, con Dragon Ball Heroes siamo su un terreno completamente diverso.
    Per chi non conoscesse questo brand secondario, si tratta di una serie di videogiochi di natura non canonica che - già da svariati anni - estende a dismisura il Multiverso ideato dal sensei Toriyama, mescolando tra loro dimensioni apparentemente incompatibili come DB Super e GT, al tempo stesso introducendo personaggi e storie del tutto inediti.

    La saga conta finora un numero alquanto elevato di capitoli, nati originariamente tra i cabinati delle sale giochi nipponiche e giunte solo in un secondo momento su Nintendo DS, 3DS e infine Switch - molto spesso, peraltro, aggiornandosi costantemente con nuovi eroi, eventi e meccaniche. Ed ecco che il gioco ha cambiato forma, negli anni, fino ad arrivare a quella attuale: Super Dragon Ball Heroes, che per la prima volta sbarca anche in occidente in versione Nintendo Switch e PC con il sottotitolo "World Mission", in un porting che ci permette di usufruire della più recente versione approdata in Giappone. Tra demoni, viaggi nel tempo e realtà distorte, dunque, ci siamo gettati nei panni di un Eroe e abbiamo combattuto al fianco di Son Goku e dei Guerrieri Z contro nemici mai visti prima.

    L'universo di DB Heroes

    Partiamo da un presupposto molto importante: Super Dragon Ball Heroes non è il solito tie-in su Dragon Ball. Non è un picchiaduro, un GDR e nemmeno un action game. È un gioco di carte virtuali, partito come arcade in sala e divenuto col tempo qualcosa di molto simile (ma anche molto più semplice e non così profondo) a Yu-Gi-Oh o Magic. Il nucleo centrale dell'esperienza è il fatto che, chiaramente, si gioca a carte schierando in campo i personaggi provenienti dall'immaginario creato da Akira Toriyama.

    Nonostante questa premessa, a dispetto delle apparenze, Super Dragon Ball Heroes: World Mission è un titolo tutt'altro che banale, è merito soprattutto dell'universo narrativo creatosi attorno alla produzione. Sostanzialmente la trama (che, in ogni caso, non è particolarmente originale) si basa sulla dinamica del ‘what if' e immagina che l'intera cosmologia di Dragon Ball sia governata da altre divinità come il Kaioshin del Tempo, che per preservare il continuum dall'avanzare delle forze demoniache ha fondato la Pattuglia Temporale, un team di guerrieri provenienti da ogni dimensione il cui scopo è quello di proteggere la pace (e il tempo) dalla malvagità dei demoni.

    Se state pensando di aver già sentito tutto questo è perché, molto probabilmente, avete spolpato Dragon Ball Xenoverse 1 e 2 fino al midollo: in realtà Xenoverse non è che una naturale evoluzione di un plot principale molto più articolato che trova in Heroes il suo progenitore. Questo franchise, in Giappone, è diventato così popolare da ispirare un anime promozionale e persino alcuni manga (che, in qualche caso, hanno persino portato la firma di Toyotaro, attuale disegnatore della versione a fumetti di DB Super, nonché autore del dojinshi Dragon Ball AF e discepolo di Toriyama in persona).

    La storia proposta in Super Dragon Ball Heroes World Mission, tuttavia, segue il più recente ciclo narrativo, che ha visto l'introduzione di nemici e personaggi totalmente inediti anche per le edizioni precedenti. Non staremo a raccontarvi, quindi, la trama pregressa dell'opera: in primo luogo perché potete recuperare i punti salienti delle macro-saghe principali attraverso i nostri speciali dedicati al Reame Demoniaco, all'Impero Oscuro e alla Universe Mission. Quest'ultima è tutt'ora in corso e annovera tra i primi due archi narrativi Prison Planet e il Conflitto Universale, ovvero i cicli proposti nell'anime promozionale targato Bandai Namco.

    In secondo luogo, potrete conoscere l'ordito di base grazie all' arcade in Super Dragon Ball Heroes: World Mission. Tale modalità consiste in blocchi di missioni riservati non soltanto alle saghe precedenti che abbiamo citato poco fa, ma persino a quelle di Dragon Ball Super.
    Venendo invece alla Storia di World Mission, essa si svolge per l'appunto dopo tutte le avventure che abbiamo nominato: il giocatore può impersonare un avatar che vive nella Città Eroica, una metropoli a tema Dragon Ball in cui si svolgono regolarmente competizioni ufficiali di DB Heroes.

    Il protagonista, quindi, vuole diventare a sua volta un giocatore abile nelle carte e, all'inizio dell'avventura, incontra Great Saiyaman 3, un misterioso paladino che riconosce in noi un individuo adatto a diventare un Dragon Ball Hero. Il tempo necessario a capire il contesto narrativo e il gioco ci getta subito nella mischia, facendoci vivere una serie di scontri a suon di carte. Si scopre, ben presto, che dietro queste invasioni c'è Sealas, una creatura dalle origini sconosciute che porta sulle proprie vesti il simbolo della Pattuglia Galattica. Al nostro avatar - di cui potremo scegliere la razza tra saiyan, majin, namekiano, clan di freezer, androide, kaioshin e demone - e ad altri alleati toccherà il compito di costituire una squadra di Dragon Ball Heroes e salvare il Multiverso dalla minaccia di Sealas.
    L'intera narrazione di World Mission non è certo rivoluzionaria e, per molti giocatori, sa anche di già visto. Rivivremo sia dei paradossi temporali (come Vegeta in versione scouter che, quando giunse sulla Terra, era già capace di trasformarsi in SS3) sia ad affrontare versioni "Xeno" di villain noti come Freezer, Cell e Majin Bu.

    It's over 9.000!

    Il punto di forza della produzione, sul piano concettuale e narrativo, è l'incredibile mole di contenuti: la sola storia principale ha una durata che supera facilmente le 20-25 ore, poiché la progressione della trama segue l'esempio proposto da Arc System in DB FighterZ. Il giocatore deve infatti avanzare lungo delle scacchiere, sulle quali si potrà accedere a eventi dedicati soltanto a singole scene d'intermezzo oppure, ovviamente a battaglie vere e proprie.

    La narrazione è suddivisa in capitoli, i quali a loro volta sono composti da sotto-sezioni, ciascuna delle quali può snodarsi attraverso più di una mappa di gioco. Sommando il tutto, e unendo l'esperienza alle ulteriori possibilità offerte dai contenuti della produzione, ci si rende conto di trovarsi di fronte a un titolo estremamente vasto e longevo, al punto da giustificarne l'acquisto a prezzo pieno. La vera punta di diamante di Super Dragon Ball Heroes però risiede nella quantità di carte e personaggi giocabili: oltre 1.100 le prime, più di 350 i secondi. Ciascuna carta può essere schierata, ma il motivo del divario tra il numero di card e di personaggi sta semplicemente nel fatto che esistono miriadi di varianti diverse per lo stesso eroe, differenziandosi in merito a statistiche, trasformazioni, costumi mosse o semplicemente livello e tipologia della carta stessa.

    Ed è questo il principale elemento di forza del gioco sviluppato da Dimps: World Mission è l'enciclopedia mastodontica che ogni fan di Dragon Ball ha sempre desiderato, un inno al fan service così feroce da risultare più fragoroso del boato di un Super Saiyan.

    L'intera economia di gioco ha un solo obiettivo: permettere al giocatore di costruirsi un "deck" di carte quanto più efficaci e potenti possibili. Che sia nella Storia, in Arcade o nelle modalità Online, che vi permetteranno di sfidare altri utenti in tutto il mondo, il gioco mette a disposizione un vasto ed eterogeneo sistema di ricompense: ogni battaglia, oltre che punti esperienza da accumulare per accrescere il livello e le statistiche del proprio Eroe e degli Alleati, fa ottenere oggetti di equipaggiamento, Zeni (ovvero la valuta in-game, nonché la moneta fittizia presente nell'universo di DB), adesivi e biglietti Gacha.

    Questi ultimi costituiscono l'elemento più prezioso di tutto il gioco, dal momento che rappresentano l'unica valuta utile per ottenere nuovi set di carte. Nell'apposita voce all'interno del Negozio quindi World Mission darà vita al più classico degli "spacchettamenti" in stile FUT, in cui è possibile acquistare una singola card o un pacchetto di 10: qualora escano doppioni, potremo convertirli in frammenti di biglietto, che sommati andranno a comporre uno o più Gacha interi. Tramite gli adesivi ottenuti dalle battaglie (o acquistabili presso lo shop) è persino possibile comporre le proprie carte e personalizzarle in toto, dall'aspetto alle statistiche, passando per abilità e colpi speciali. Ci si accorge ben presto, però, che l'obiettivo primario diventa quello di collezionare quante più carte possibile e la dinamica di spacchettamento si trasforma col tempo nel vero e proprio cuore pulsante di tutto il gioco, spingendo ad andare a caccia di card e guerrieri sempre più rari.

    È tempo di duellare!

    Fin qui vi abbiamo raccontato l'infrastruttura di Super Dragon Ball Heroes: World Mission, ma ovviamente il perno dell'opera consiste comunque nel suo gameplay. Il gioco unisce in maniera credibile spettacolarità e strategia, pur non risultando particolarmente profondo in termini di regolamento: vi basterà cimentarvi in qualche partita iniziale nella Storia per prendere la mano con tutte le dinamiche utili a condurre un match con assoluta consapevolezza del meccanismo.

    Il giocatore ha a disposizione un mazzo di sole 7 carte, che può gestire in toto prima di iniziare lo scontro - impreziosendo, ad esempio, ciascun personaggio con equipaggiamenti specifici volti ad alterare gli stati a proprio favore o a discapito dell'avversario. I lottatori scaturiti dalle card possono poi essere spostati liberamente sul terreno di scontro: ciascun utente ha a disposizione quattro righe differenti per schierare i propri combattenti.

    Partendo dal basso, una sezione è predisposta a lasciare i propri eroi a riposo, mentre le tre successive permettono di schierare le carte in attacco secondo più livelli. Man mano che si sposta il personaggio verso l'alto, la riga corrispondente richiederà un numero maggiore di blocchi Vigore, e qualora la stamina dovesse esaurirsi il Guerriero necessita di tornare a riposo per non entrare in fase di Shock.

    L'ammontare di Vigore di tutto il team, inoltre, genera un punteggio complessivo che determinerà quale delle due squadre attaccherà per prima: per portare a termine la propria azione di assalto, inoltre, bisognerà rispondere tempestivamente ad uno o più quick-time-event. A quello di base possono aggiungersene altri a seconda delle abilità specifiche di ogni carta o di particolari eventi nati dallo svolgersi dello scontro.

    Previo un countdown per mettere a segno le varie mosse, il gioco chiede di eseguire delle particolari movenze per infliggere danni alla salute del giocatore avversario, una sorta di corrispettivo dei "Life Points" di Yu-Gi-Oh. Super Dragon Ball Heroes: World Mission, sia su Switch che su PC, mantiene le stesse impostazioni della versione per Nintendo 3DS, dunque in occasione dei QTE verrà richiesta l'interazione con il touchscreen.

    Se ciò è possibile, ovviamente, sulla console ibrida della Casa di Kyoto (e, anzi, rende l'esperienza un filo più interattiva quando si gioca in modalità tablet), le funzionalità touch non sono disponibili in TV Mode o su PC: in simili casi interviene dunque la facoltà di utilizzare gli stick analogici.

    Un'aura non potentissima

    L'intento originale della produzione è ovviamente quello di unire il fanservice con la strategia, ma a lungo andare risulta raro che le modalità single player rappresentino una sfida degna di questo nome. Con il progredire del proprio personaggio, e soprattutto man mano che si acquisiscono carte e abilità sempre più potenti, sia la Storia che l'Arcade risultano eccessivamente facili (eccezion fatta per alcuni boss più impegnativi) e l'intera struttura di gioco presta il fianco, per ovvi motivi, a una certa ripetitività.

    Discorso diverso per gli scontri online, in cui l'acume di ciascun partecipante può fare la differenza sia nella gestione dei Quick Time Event che nello schieramento dei giusti mazzi in campo. Probabilmente l'elemento più fiacco di tutta l'esperienza è costituito dal comparto grafico, poco dettagliato e obsoleto sul versante dei modelli poligonali e delle texture. Siamo consapevoli che si tratta di un porting di un titolo un po' datato, pensato per girare sulle console Nintendo di scorsa generazione, ma è pur vero che il motore di gioco utilizzato per Super Dragon Ball Heroes: World Mission ci ricorda quello di vecchi titoli per PlayStation 2 come la serie Budokai.

    Senza contare, inoltre, che l'interfaccia di gioco si presenta in un formato estremamente elementare e, in alcuni casi, poco responsivo: alla lunga, per esempio, può risultare stancante l'idea di dover attendere il caricamento di tutti i punteggi e dell'esperienza ottenuta prima di poter cliccare sul pulsante adibito a proseguire.

    A conti fatti il comparto visivo non rovina più di tanto un'esperienza longeva, stratificata e affascinante per il fandom di Dragon Ball, ma se il colpo d'occhio vuole pur sempre la sua parte, allora World Mission si pone diverse spanne al di sotto delle più recenti trasposizioni videoludiche del franchise.

    Super Dragon Ball Heroes World Mission Super Dragon Ball Heroes World MissionVersione Analizzata Nintendo SwitchSuper Dragon Ball Heroes: World Mission non è un gioco particolarmente profondo ed è anche tecnicamente obsoleto. Ma è pur vero che propone una mole di contenuti in grado di rendere l'esperienza divertente e longeva quanto basta, unendo l'insieme a una quantità smisurata di fanservice per tutti gli amanti di Dragon Ball. L'acquisto del prodotto viene caldamente consigliato insomma ad ogni estimatore del brand, in quanto rappresenta un'alternativa peculiare agli attuali esponenti videoludici del franchise e, soprattutto, ci permette di tuffarci in un universo che da circa un decennio veniva precluso al pubblico occidentale.

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