Super Lucky's Tale Recensione: un coloratissimo platform 3D per Xbox One X

Super Lucky's Tale è un platform 3D con protagonista una simpatica volpe, un gioco che si ispira ai grandi classici del genere degli anni '90.

Versione analizzata: Xbox One X
recensione Super Lucky's Tale Recensione: un coloratissimo platform 3D per Xbox One X
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    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La scelta di accompagnare il lancio di Xbox One X con un prodotto del calibro di Super Lucky's Tale è sicuramente stravagante. E non solo perché il platform 3D di PlayFul Corp non è certo il titolo più adeguato per mettere in mostra la potenza del nuovo hardware, quanto perché si tratta di un gioco decisamente modesto, nelle ambizioni così come nella realizzazione.
Poche idee originali e trovate di level design appena sufficienti accompagnano insomma la seconda avventura del volpacchiotto, che aveva esordito in ambito VR proprio in occasione della commercializzazione di Oculus Rift. Se in quell'ambiente Lucky era riuscito a distinguersi, grazie ad alcune interessanti esperimenti sulla prospettiva, in versione "tradizionale" le cose vanno molto peggio, dimostrando che questo secondo episodio, in fin dei conti, è tutt'altro che Super.

Per i più piccoli

Super Lucky's Tale vorrebbe, nelle intenzioni, proporre un'esperienza vicina a quella dei grandi platform 3D degli anni '90: proprio come il recente (e non troppo riuscito) Yooka-Laylee, il canone ludico ed estetico a cui si rifà è quello dei prodotti targati Rare.
Dal punto di vista creativo, tuttavia, i risultati sono molto lontani dalle fonti di ispirazione. Il titolo si dimostra poco incisivo fin dalla presentazione, quando ci racconta di una disavventura che spedisce il protagonista fra le pagine del Libro delle Ere, un enorme tomo magico in cui vengono risucchiati anche i "gattacci" della Cucciolata, banda di spietati felini che voleva mettere le mani sul prezioso artefatto.

Il racconto, sempre dimesso e tutt'altro che centrale nell'economia di gioco, avanza inizialmente con il supporto di disegni non animati: più avanti, invece, toccherà ai dialoghi fra Lucky e gli avversari far evolvere la narrazione, dai toni sempre leggerissimi e chiaramente pensata, con le sue delicate stramberie, per strappare un sorriso ai giocatori più giovani.

Mondi e Livelli

All'inizio dell'avventura ci si trova catapultati direttamente nel primo dei quattro mondi di gioco. L'area può essere esplorata liberamente alla ricerca di monete, diamanti e altri oggetti, ma l'obiettivo principale sarà quello di raccogliere i quadrifogli nascosti all'interno degli stage (ai quali si accede grazie a dei portali bene in vista). Ogni Mondo, insomma, è una sorta di hub centrale da cui partono varie diramazioni, Mentre i portali di sbloccano progressivamente, per accedere al boss finale è necessario aver accumulato un certo numero di quadrifogli.

Gli stage di gioco sono piccoli diorami pieni di aree segrete, zone sotterranee, piattaforme semoventi, nemici e meccanismi di ogni genere.
Il giocatore non ha il controllo integrale della telecamera, e può spostarla solo marginalmente, ruotandola di circa 90 gradi: più spesso è l'inquadratura che segue il protagonista, ora posizionandosi alle sue spalle, ora invece soffermandosi su prospettive laterali. Si tratta di una soluzione non proprio elegante e in certi casi persino fastidiosa: non solo perché non è possibile osservare con attenzione i mondi di gioco e la loro struttura, ma anche perché spesso e volentieri l'azione di gioco risulta meno leggibile, le prospettive sono leggermente falsate e azzeccare la traiettoria di un salto può diventare difficile. Si ha sempre l'impressione, insomma, che molte cadute e diverse morti avrebbero potuto essere evitate dalla presenza di una telecamera libera. Un difetto non da poco, per un prodotto del genere.
Oltre a saltare, Lucky è in grado di compiere un attacco facendo roteare le coda, di prodigarsi nell'immancabile "spanciata", e di scavare per interrarsi e procedere sotto la superficie: raccogliendo così scie di monete sepolte, oppure superando certi ostacoli rimasti.
Sebbene non si raggiunga mai la densità e l'estro dei livelli di Super Mario Odyssey, il team di sviluppo ha lavorato al meglio per rendere i livelli pieni di oggetti da recuperare, scrigni nascosti, enormi diamanti posizionati negli angoli più remoti. Oltre ad affrontare i nemici che affollano le aree di gioco, tra conigli impazziti, api aggressive e piante carnivore, il gioco incentiva insomma un'esplorazione attenta e curiosa. Anche perché in ogni livello ci sono quattro quadrifogli da acchiappare, e solo uno di questi si ottiene terminando lo stage: gli altri vanno invece scovati infilandosi negli angoli più improbabili, raccogliendo un buon numero di monete oppure scovando le cinque lettere che formano la scritta Lucky.

C'è da dire che l'esplorazione degli stage non è sempre stimolante, a causa di un level design a tratti banalotto e prevedibile. Sul fronte della difficoltà il gioco resta sempre accessibile, cercando però di proporre qualche prova più complessa.

In qualche caso, tuttavia, il game over arriva per colpa di controlli poco responsivi e collisioni poligonali tutt'altro che precise. Anche in questo caso si tratta di difetti difficili da perdonare, che rischiano di far saltare i nervi non solo ai puristi del genere.
D'altro canto, fra livelli a scorrimento laterale, meccanismi semoventi, prove a tempo e puzzle in grado di mettere alla prova le vostre meningi, bisogna riconoscere che Super Lucky's Tale mette in mostra una buona varietà di situazioni. Peccato invece per la longevità, non proprio eccezionale neppure nel caso in cui si decida di raccogliere tutti i quadrifogli. Portare a termine l'avventura principale è questione di una manciata di ore, mentre completare il gioco superando tutte le sfide e le prove d'ingegno non richiederà più di tre pomeriggi di dedizione. Per fortuna il prezzo di vendita è commisurato all'offerta, che altrimenti sarebbe risultata davvero troppo risicata.

Il pelo della volpe

A livello tecnico, il titolo si distingue per girare, su Xbox One X, in 4K nativi a 60fps: un risultato raggiunto anche grazie alla leggerezza del motore grafico, che di certo non mette in campo una mole poligonale soverchiante. I modelli dei personaggi e degli elementi dello scenario sono molto semplici, per fortuna ben animati, anche se un po' spenti dal punto di vista della caratterizzazione. L'immaginario colorato e leggero, in linea con quello del già citato Yooka-Laylee, non riesce infatti a "bucare lo schermo", e spesso ci mette di fronte ad atmosfere triviali e personaggi poco riusciti. In generale, insomma, il viaggio di Lucky rischia di risultare poco memorabile: sul fronte stilistico (e la considerazione vale anche quando si passa alle musiche di accompagnamento), PlayFul Corp si accontenta insomma del minimo sindacale.

Super Lucky's Tale Super Lucky's Tale è un platform del tutto ordinario. Scimmiotta i grandi classici degli anni '90 senza averne l'estro, né dal punto di vista dell'immaginario, né per quel che riguarda la sostanza ludica. Resta in bilico fra la sufficienza e il capitombolo: da una parte riuscendo a proporre una progressione variegata, e dall'altra inciampando a più riprese per quel che riguarda precisione dei controlli e sistema di gestione della telecamera. La spunta, alla fine, soprattutto per la sua capacità di risultare accessibile (ma non insipido) anche ad un pubblico di giovanissimi, proponendo un buon catalogo di situazioni e prove d'abilità e d'ingegno tutto sommato gradevoli. Solo per irriducibili appassionati della categoria (che abbiano già giocato a Yooka-Laylee) o come regalo ad un giocatore in erba.

6

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