Super Mario 3D All-Stars Recensione: tre platform da non perdere su Switch

Tre capisaldi della storia della Grande N riuniti in un'unica collezione su Nintendo Switch: alla riscoperta del passato, per divertirsi oggi come allora.

Super Mario 3D All-Stars
Recensione: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Nella mia ormai trentennale carriera di videogiocatore, nulla - ma proprio nulla - è riuscito neppure ad avvicinarsi alle sconvolgenti sensazioni che Super Mario 64 seppe regalarmi nell'estate del 1996. Ricordo ancora tutto come fosse ieri: l'emozione della mia prima console d'importazione giapponese, con quel packaging fuori di testa che ancora adesso ha un'estetica che pare venuta dal futuro, il faccione in 3D di Mario nella schermata del titolo, da pizzicare deformandone i poligoni come in un folle cartone animato interattivo, l'intro con la panoramica sul castello mentre Lakitu reggeva la telecamera. E poi, ovvio, i primi istanti nel Regno dei Funghi: una sensazione di estasi, di cambio di paradigma lì di fronte ai tuoi occhi, di autentico shock impossibile da spiegare e impensabile da rivivere al giorno d'oggi. Perché in quei momenti si stava facendo la storia, un passettino dopo l'altro (col movimento rigorosamente analogico, che se premevi appena appena appena la levetta sul controller il baffuto idraulico camminava piano, mentre invece correva a perdifiato spingendo lo stick fino in fondo).

    Super Mario 64, all'epoca, era sul serio una specie di miracolo: una magia venuta da chissà dove, con la forza concettualmente incontenibile di mondi poligonali esplorabili per davvero nelle tre dimensioni, con una grafica fuori scala e un game design strepitosamente libero e "aperto". Un'avventura che ti lasciava senza fiato, ti inebriava, addirittura ti stordiva con un'ariosità senza pari che sfiorava le vertigini quando venivi sparato in aria da un cannone o ti trovavi a svolazzare con il cappello alato. E che dire dell'orizzonte a perdita d'occhio, degli effetti incredibili o ancora del senso di scala imponente, con quella colossale anguilla sul fondo del livello col galeone sommerso che ti sovrastava minacciosa? Sfumature indimenticabili di un capolavoro leggendario, che ha saputo fare da punto di (ri)partenza non soltanto per una saga gloriosa ma addirittura per un intero genere - e probabilmente non solo quello, visto il modo in cui Super Mario 64 ha di fatto definito "la grammatica" dei videogiochi a tre dimensioni.

    Mamma mia!

    Super Mario 3D All-Stars, raccolta lanciata in occasione del trentacinquesimo compleanno della celeberrima mascotte Nintendo, intende celebrare in grande stile i capisaldi di poco più di un decennio di produzione mariesca: un percorso lungo tre generazioni, che si apre appunto con la killer application per antonomasia del Nintendo 64, continuando poi con Super Mario Sunshine (pubblicato su Gamecube nel 2002) e chiudendo con l'apoteosi che risponde al nome di Super Mario Galaxy (Wii, 2007).

    L'idea è evidentemente quella di raccogliere i capitoli 3D - certo, con la dolorosa assenza di Super Mario Galaxy 2 e con Super Mario 3D World venduto prossimamente a parte, insieme a un contenuto extra... - sotto un unico tetto, in maniera tale da rendere Nintendo Switch una console pressoché imperdibile anche grazie alle finalità di conservazione della storia di una delle icone simbolo della Grande N.

    Una trovata senza subbio affascinante e densa di significati, di quelle che non possono proprio lasciare indifferenti. Meno che mai con la stagione natalizia che si avvicina piano piano, anche se appare sinceramente discutibile (nonché davvero difficile da comprendere) il concetto di una pubblicazione "a scadenza", visto che Super Mario 3D All-Stars sarà in vendita in formato fisico e digitale solo e soltanto fino al 31 marzo 2021.

    Impossibile prevedere cosa accadrà dal primo aprile in poi - e anzi guai a dare qualcosa per scontato con Miyamoto e soci di mezzo - eppure è certo che il pensiero di togliere dalla disponibilità del pubblico una collezione simile sembra essere una manovra destinata a fare la gioia di chi intende specularci sopra su eBay piuttosto che una strategia effettivamente illuminata.

    Come si presenta ad ogni modo questo regalo di compleanno per festeggiare i sette lustri del protagonista dei videogiochi per antonomasia? Super Mario 3D All-Stars racchiude al suo interno tre edizioni rimasterizzate dei già citati classici, in un contesto francamente un po' meno celebrativo del previsto. Una schermata del titolo non certo spettacolare lascia spazio a un menu attraverso cui è possibile leggere un breve approfondimento su ogni singolo episodio, per poi scegliere se avviare uno dei tre giochi oppure se ascoltare le relative colonne sonore dei Mario 3D tramite un lettore musicale.

    Purtroppo il fattore di recupero storico sta tutto lì, senza alcun tipo di contenuto extra: niente artwork, niente interviste, niente filmati, niente retroscena di nessun tipo. Una ghiotta occasione sprecata che non può non lasciare l'amaro in bocca, perché chissà quali portentose meraviglie saranno celate negli impenetrabili archivi in quel di Kyoto. Ci si deve allora accontentare di un'operazione di rimasterizzazione con texture a risoluzione maggiore, indicazioni dei comandi aggiornate, cutscene renderizzate in HD e l'aggiunta per la prima volta in assoluto del formato widescreen per Super Mario Sunshine: il risultato è una resa HD che comunque spazia dal piacevole al meraviglioso, anche se sarebbe stato lecito attendersi performance migliori in termini di framerate (perché per Super Mario 64 e per Sunshine i 60 fps nemmeno sono stati presi in considerazione, e anzi in modalità TV i 30 fps si dimostrano meno incrollabili del previsto).

    A prescindere dalle mere questioni tecniche - detto che Super Mario 3D All-Stars è ad ogni modo capace di sorprendere e di entusiasmare anche in quell'ottica, tanto in alcuni scorci dell'Isola Delfinia quanto soprattutto nella costante magnificenza siderale di Galaxy - la raccolta si dimostra, pure nel 2020, come un prodigioso trionfo di gameplay capace di resistere senza colpo ferire all'impietoso trascorrere dei decenni.

    Che si tratti di liberare il famelico Categnaccio a colpi di sedere, che ci si trovi a scorrazzare sospinti a qualche metro da terra dalla propulsione idraulica dello SPLAC 3000 o che ancora ci sia da affrontare in un improvvisato incontro di tennis su un meteorite un enorme polipone a mollo nella lava, Super Mario sa essere sempre e comunque motivo di spensieratezza, di allegria, di pura gioia digitale: un condensato di emozioni immarcescibili in punta di polpastrello, tra ispirazioni geniali, continui ribaltamenti di fronte e idee da manuale del game design. Un tesoro da preservare gelosamente e da riscoprire sin nei suoi meandri più nascosti, per rivivere anche a distanza l'evoluzione nelle tre dimensioni di un personaggio conosciuto in tutto il mondo.

    Tutti per uno, uno per tutti

    Ma andiamo a discutere nel dettaglio di ciascuno degli episodi che compongono la collection, per una panoramica ravvicinata sul trittico a tema Mushroom Kingdom. Della rivoluzione copernicana che fu Super Mario 64 è stato detto in abbondanza in apertura, eppure per onestà intellettuale occorre esplicitare a chiare lettere quanto molto di quel genuino stupore si sia ormai perso per strada. Intendiamoci, c'è comunque di che divertirsi e l'avventura per Nintendo 64 "regge" eccome in termini di pura giocabilità, eppure il suo effettivo valore all'interno di Super Mario 3D All-Stars è soprattutto una questione di memoria storica.

    Perché la spaventosa anguilla di cui si parlava all'inizio della recensione risulta pressoché innocua per gli standard odierni, perché l'ariosità sconvolgente dei livelli sospesi oggi non fa più l'estasiante effetto vertigine di un tempo, perché la grafica, semplicemente irreale nel 1996, nel 2020 fa tenerezza alla luce delle sue forme primitive e delle sue texture tremendamente "stirate", ripetute, slavate. Insomma, spogliato del suo alone di autentico miracolo tecnologico, il re non è affatto nudo, ma è innegabile che l'impatto complessivo non sia più quello di una volta. Soprattutto per chi, come me, era presente nei giorni in cui i dinosauri volavano (giusto per citare una pubblicità per il lancio americano della console).

    Super Mario Sunshine è, senza mezze misure, la potenziale sorpresa da rivalutare. Un episodio controverso, accolto nel 2002 con meno furore del previsto: un po' perché arrivava dopo l'Apocalisse ludica vista su Nintendo 64, un po' perché profondamente legato alle dinamiche di utilizzo dello SPLAC 3000, lo zaino/spruzzino che funge da evidente perno del gameplay. Oggi, per assurdo, Super Mario 3D All-Stars è servito a farmi gradire Sunshine più di quanto non avvenne quasi due decenni fa, quando ammetto che non mancò una certa delusione di fondo - perché ho sempre trovato lo SPLAC 3000 uno strumento superfluo, un'imposizione estemporanea mai integrata al 100% con la natura mariesca... tanto è vero che le mie parti preferite erano e rimangono i crudeli livelli in cui l'invenzione del Professor Strambic viene sequestrata da un losco figuro.

    Sulle prime a stupire è la quantità di narrazione presente, con un Mario turista su un'assolata isola tropicale: la vacanza però è destinata a durare pochissimo, con il prode idraulico impegnato a ripulire l'esotico paradiso da una strana melma scura. Gli effetti dell'acqua, tra spruzzi e riflessioni cristalline, fanno ancora una figura eccellente, e l'insolita ambientazione dell'Isola Delfinia nel tempo ha guadagnato fascino proprio in virtù della sua diversità dai canoni tradizionali.

    A livello di controlli sorprende una certa deriva quasi da sparatutto ante litteram legata proprio dallo zainetto: avessero pensato a un remake sono certo che il sistema di mira sarebbe stato reso decisamente più maneggevole e reattivo, ma anche così le cose non vanno troppo male, e anzi col tempo ci si destreggia in gimcane mirabolanti. In definitiva, pur continuando a credere che Sunshine sia un capitolo meno glorioso di tanti altri, confesso di aver fatto finalmente pace con lo SPLAC 3000: la caccia ai Soli Custodi è tutta da riscoprire, anche se un framerate a 60fps avrebbe fatto in questo caso tutta la differenza del mondo.

    Super Mario Galaxy è, senza mezzi termini, il gioco davvero imperdibile di questa collezione. Un episodio sontuoso, nonché insieme al diretto successore il più sbalorditivo platform 3D della storia. Un capolavoro che, come ci si rende conto proprio grazie a questa remastered HD, non solo si dimostra ancora insuperato, ma neppure lontanamente avvicinato negli anni da niente e da nessun altro.

    Dall'intro nei toni delicati di una favola della buonanotte al respiro squisitamente spaziale dell'estetica, passando per la sublime colonna sonora, non c'è un singolo elemento di Galaxy che non superi la soglia dell'eccellenza più totale: oggi come nel 2007, c'è solo e soltanto da rimanere a bocca spalancata di fronte alla classe fuori dal comune di una produzione ispiratissima, che dall'inizio alla fine entusiasma cambiando continuamente le sue regole e regalando irresistibili assaggi di ambrosia videoludica. A sbalordire, al di là della coerenza sensazionale dell'insieme, è proprio l'impostazione di base: la formula incentrata su minuscoli pianetini sandbox con una gravità a sé sconfina a più riprese nel genio assoluto, e nel suo concept giocosamente sfaccettato si nasconde il vero asso nella manica capace di elevare Galaxy più in là del cielo.

    Il tutto senza contare una componente tecnica propriamente stellare, tra ottimi shader che riescono a veicolare alla grande la resa diversa dei vari materiali, effetti fantastici e un'illuminazione morbida e avvolgente che esalta la rotondità dei corpi celesti e di una modellazione impeccabile. Non è dunque un caso che Super Mario Galaxy risulti, su Nintendo Switch come su Wii, una coloratissima festa per gli occhi: un gioco - per citare il mai dimenticato Presidentissimo Satoru Iwata - capace di farti esclamare "wow", anche alla luce dell'invidiabile fluidità con cui si muove l'insieme. In un contesto davvero fenomenale si riscontra una e una sola (comunque non tragica) problematica, ovvero la transizione di alcuni controlli in modalità portatile.

    Se infatti il peculiare sistema di puntamento a schermo del Telecomando Wii è stato ovviato con perizia in modalità TV attraverso i giroscopi dei Joy-Con, in formato da passeggio si è optato per alternative touch in alcuni casi oggettivamente forzate e ben poco immediate rispetto al resto: una soluzione di chiaro ripiego per un problema difficile da aggirare, che compromette una parte dell'accessibilità e di quella particolarissima azione a due vie che erano proprie di Super Mario Galaxy. La marginale zona d'ombra di una meraviglia altrimenti splendente come la più incantevole delle lune piene.

    Super Mario 3D All-Stars Super Mario 3D All-StarsVersione Analizzata Nintendo SwitchSuper Mario 3D All-Stars è una raccolta che racchiude tre pagine indimenticabili della leggendaria storia del gigante di Kyoto: l'occasione impagabile per recuperare e gustarsi finalmente in HD - soprattutto con la comodità dell'appeal ibrido di Nintendo Switch - un trittico di classici immortali. Se non c'è letteralmente nulla da eccepire sulla qualità dell'offerta ludica, con capolavori senza tempo che dimostrano di reggere in maniera a tratti fantasmagorica il peso degli anni, qualcosa si può invece discutere su una collezione meno brillante del previsto in termini sia di celebrazione a 360° dell'evento che di rimasterizzazione: le performance tecniche sono per certi versi ai minimi sindacali (o comunque mai si ha l'impressione di edizioni davvero “definitive” e paradigmatiche), e anche alla luce di quanto visto per saghe decisamente meno prestigiose si poteva e forse si doveva fare qualcosa di più per omaggiare le trentacinque primavere di un'icona. Anche a cominciare da modalità di vendita meno astruse, con una data di scadenza che si fa fatica a comprendere e giustificare. Nonostante tutto, non perdetevi comunque l'opportunità di avventurarvi ancora una volta tra castelli, tubi verdi e power-up a forma di fungo: c'è di che gioire, con la spensieratezza e il sorriso di quando si torna un po' bambini.

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