Super Mario Run: Recensione del primo gioco mobile di Super Mario

Con Super Mario Run, l'idraulico di casa Nintendo debutta ufficialmente nel mondo dei giochi per smartphone e tablet: ecco la nostra recensione.

recensione Super Mario Run: Recensione del primo gioco mobile di Super Mario
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  • iPad
  • Corre a perdifiato, senza fermarsi, avvicinandosi al canone degli endless runner che spopolano sulle piattaforme mobile. Su iPhone Mario ci arriva così: lanciatissimo, incontenibile, e deciso a vincere anche le resistenze dei più scettici. Intenzionato, insomma, a spazzare via con la sua corsa sfrenata i dubbi relativi al prezzo (vertiginoso se confrontato con gli standard del mercato mobile) e le polemiche riguardanti l'ingente consumo di dati (vista la necessità di una connessione sempre attiva). Si tratta di preoccupazioni che svaniscono d'un colpo di fronte al magnetismo di Super Mario Run: un gioco che rappresenta a conti fatti una piccola rivoluzione. E non solo perché incarna - ben meglio di Miitomo - la storica apertura di Nintendo nei confronti di smartphone e tablet, ma soprattutto perché riesce ad essere un platform a tutti gli effetti: concentratissimo sul level design, pieno di trovate divertenti e ardite, di stage memorabili, e insomma di quella vibrante creatività che ha reso grande ogni capitolo "regolare" del franchise.

    Corri, Mario, Corri!

    In Super Mario Run, si diceva, non ci si ferma mai: il baffuto idraulico di Nintendo procede spedito verso la fine dello stage, addirittura superando automaticamente alcuni ostacoli e i nemici più piccoli, scavalcandoli come se avesse preso qualche lezione di Parkour. Al giocatore tocca ovviamente il compito di effettuare i salti, appoggiando il dito sullo schermo touch: a seconda di quanto tempo teniamo premuto il polpastrello possiamo eseguire balzi rapidi e immediati, oppure alte parabole compiute nel tentativo di afferrare una piattaforma o acchiappare una moneta colorata.
    Per raggiungere la classica bandierina alla fine del livello dobbiamo ovviamente superare i burroni, evitare Piante Piranha e Pallottoli Bill, schivare gusci e rimbalzare sulle pareti. L'operazione, a dirla tutta, non è molto complessa, anche perché Super Mario Run è molto permissivo, e ci permette di proseguire anche dopo un brutto errore, riacchiappando il nostro eroe grazie ad una bolla che sembra uscita da Yoshi's Island. Nonostante ci siano livelli complessi e impegnativi, tra navi volanti piene di cannoni e castelli inondati di lava, chi ha già un po' di dimestichezza con il feeling di New Super Mario Bros (da cui Run recupera pure stile e modelli poligonali) impiegherà una manciata di ore per portare a termine l'avventura (e sbloccare così Peach come personaggio giocabile).
    Super Mario Run, tuttavia, non è certo un gioco che si esaurisce così in fretta: il suo straordinario valore ludico emerge infatti quando decidiamo di ripercorre gli stage cercando di acchiappare i set di monete colorate. Ce ne sono tre per ogni livello, ciascuno composto da cinque gettoni posizionati ad arte. Nascosti magari dentro un blocco quasi impossibile da raggiungere, oppure a mezz'aria, per costringerci a saltare sul dorso di un Koopa volante.

    È proprio cercando di completare la titanica impresa di collezionare tutte le monete che si riscopre la vera essenza di Super Mario Run, un gioco che ribadisce con lampante chiarezza quali siano gli elementi distintivi del genere di appartenenza: colpo d'occhio, prontezza di riflessi, ma anche e soprattutto precisione e conoscenza dello stage. Rifiutando nettamente l'idea di una generazione procedurale dei livelli, Super Mario Run si distanza con decisione dagli endless runner tradizionali, puntando invece sui valori classici del platform. È soprattutto grazie a questo suo carattere unico che funziona alla perfezione, superando di diverse lunghezze anche il traballante Rayman Adventures (azzoppato da un sistema di controllo letteralmente disastroso).

    A sostenere il tutto c'è anche una discreta varietà di situazioni, che ci porta tra livelli a sviluppo verticale, immancabili Ghost House, e persino inaspettate boss fight. La modalità principale di Super Mario Run, insomma, è davvero un gioiello del gaming su mobile, inarrivabile in quanto a inventiva, freschezza e valori produttivi. A corollario di questa esperienza troviamo le Sfide: l'occasione giusta per confrontarsi con i propri amici e con gli altri membri della community. L'obiettivo, in questi stage a sviluppo continuo, è quello di guadagnare il favore di una urlante platea di Toad, compiendo acrobazie e prodezze di ogni genere e superando le prestazioni del rivale che abbiamo selezionato. Bisogna insomma sbizzarrirsi, darsi da fare, spesso cercando di improvvisare ardite combinazioni di salti, così da caricare la barra della Febbre dell'Oro (i cui effetti sono paragonabili a quelli che aveva in New Super Mario Bros. 2). Riuscire a vincere le sfide significa aumentare la popolazione del proprio Regno, area centrale che può essere "arredata" e salire di livello, rappresentando a conti fatti una schermata riassuntiva dei nostri progressi e delle nostre abilità. Ci sono elementi che possiamo sbloccare solamente raccogliendo i set di monete, e altri che invece si guadagnano vincendo sfide su sfide (e che servono anche a sbloccare personaggi aggiuntivi). Sarebbe stato bello avere un regno più interattivo, che potesse incanalare più efficacemente gli sforzi del giocatore e magari mostrarci i Toad impegnati in varie attività (come una sorta di Neko Atsume nel Regno dei Funghi): complessivamente questa componente resta quindi la più "insipida" del pacchetto, rappresentando a conti fatti un'estrosa schermata iniziale.

    Super Mario Run Super Mario RunVersione Analizzata iPhone"Super Mario Run non è un endless runner; più propriamente, è un videogioco di Super Mario che si può giocare con una mano sola". Così è stata presentata la prima vera incursione di Nintendo nel mondo del gaming mobile, e mai descrizione poteva essere più calzante. Super Mario Run è, a tutti gli effetti, un platform fatto e finito, che porta sugli schermi touch un assaggio delle meraviglie che la saga ha costruito con gli episodi bidimensionali usciti sulle console portatili. È un peccato, per certi versi, che Super Mario Run non si sia preso qualche rischio in più: sarebbe stato bello avere stage più complessi, e una difficoltà più avvertibile anche per il semplice completamento degli stage. E invece, forse per non scontentare certe fasce di pubblico, arrivare alla fine dell'avventura e liberare la principessa è davvero questione di poco conto: Super Mario Run può essere completato anche “distrattamente”, senza convinzione. Sarebbe però criminoso fermarsi lì: è solo tornando negli stage alla ricerca dei set di monete colorate che si scopre l'incredibile qualità della produzione, la perfezione del level design, la capacità inesauribile di creare situazioni complesse, divertenti variazioni su tema, diramazioni e alternative. Super Mario Run è la dimostrazione che si può creare un platform appagante e complesso anche con un sistema di controllo essenziale, concentrandosi in buona sostanza sull'elemento chiave di tutti gli esponenti del genere: il salto. Anche guardando alla struttura del Regno e delle Sfide, resta comunque l'idea che Super Mario Run sia più che altro un (ottimo) punto di partenza. Senza perdere di vista gli hardware portatili e casalinghi della casa di Kyoto, Mario si è guadagnato insomma un suo spazio anche nello smisurato mondo del mobile gaming, deciso a lasciare anche qui la sua impronta.

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