Recensione Super Monkey Ball II

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Super Monkey Ball II - 2087

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  • Una scimmia in una sfera che rotola - Atto II.

    Il lancio della nostra console non fu certo accompagnato da un supporto software straordinario. Ora lo si può anche ammettere. Nessuna vera e propria killer application, nessun titolo che facesse gridare al miracolo. Eppure, anche se un po' timidamente e senza troppo clamore, vi fu un gioco che ben presto si guadagnò i favori di critica e pubblico per la ventata di aria nuova che portava con sè, insieme a tanto tanto divertimento sia in singolo che in multiplayer. Ovviamente stiamo parlando di Super Monkey Ball. Un concept immediato, che poteva lasciare quasi stupiti per la sua semplicità; ma lo abbiamo detto tante volte, e lo ripetiamo anche in questa sede: le idee senza troppi fronzoli, alla fine, si rivelano essere spesso quelle maggiormente vincenti, divertenti e, perché no, originali.
    Il primo episodio aveva uno schema di gioco che riportava alle nostre memorie, per chi ha almeno venticinque - trent'anni, Marble Madness. Ci trovavamo a impersonare una simpatica e “fumettosa” scimmietta, racchiusa in una sfera semitrasparente, alle prese con livelli sempre più difficili e labirintici da affrontare e superare, senza dimenticare di raccogliere più banane possibili, stando attenti a non cadere dal bordo del percorso; pena la perdita di una vita e la necessità di riprendere il livello dal principio.
    Il secondo atto, come si vedrà dal proseguo della recensione, non si discosta molto dal primo. E questo è senza dubbio un bene, almeno in questo caso.

    Idea che vince non si cambia. La si migliora.

    Il titolo di questo paragrafo potrebbe essere un po' la sintesi della recensione. Il gameplay è infatti rimasto (quasi) identico al predecessore ma non manca qualche novità. Le modalità di gioco principali sono due: sfida e storia. La modalità sfida non è niente altro che la modalità principale del primo Monkey Ball. Tre livelli: principiante, intermedio e avanzato, da affrontare nell'ordine che si preferisce. Scegliendo l'opzione sfida possiamo, ovviamente, giocare anche in multiplayer. La novità giunge invece con la modalità storia: qui vi sono dieci mondi ognuno dei quali composto da dieci livelli. Ogni livello può essere affrontato nell'ordine che si preferisce, e la difficoltà di ogni stage è segnalata da un numero crescente di banane. La denominazione “storia” è dovuta al fatto che vi sarà una trama che farà da filo conduttore per tutto il gioco. Il malvagio Dr. Bad-Boon, innamorato di Memee, ruba tutte le banane della comunità delle nostre povere scimmiette. I quattro piccoli e buffi eroi hanno, chiaramente, il compito di recuperarle tutte. Va specificato che la trama fa da supporto al gioco con qualche filmato; volendo sono divertenti, un po' ridicoli e discretamente realizzati, ma non ci troviamo certo di fronte a qualcosa dotato di spessore. Lo scopo è semplicemente quello di strappare qualche sorriso, grazie anche a qualche buffa battuta, ma non certo quello di creare un vero e proprio intreccio narrativo significativo.
    I livelli sono quanto di più folle si possa immaginare. I primi risultano fin troppo semplici, soprattutto per chi ha già giocato il primo episodio, ma già a partire dal terzo mondo le cose cominciano a farsi più serie. Ci troveremo spesso di fronte ostacoli di vario genere: i classici bumpers stile flipper, piattaforme che salgono, scendono e si muovono un po' in tutte le direzioni, vari oggetti semoventi che si porranno tra noi e il traguardo e che andranno superati con la giusta scelta di tempo. A volte ci sarà più di un modo per superare un livello: scegliendo la via più difficile si raccoglieranno un maggior numero di banane, o saremo premiati tagliando un traguardo che permetterà di saltare alcuni livelli. Le architetture e le strutture degli stage sono un misto di follia, genialità, fantasia e originalità. Decisamente più vari e movimentati, rispetto a quelli del primo episodio, spesso vi colpiranno a tal punto che vi chiederete se i programmatori erano sobri al momento in cui lavoravano al gioco. Anche il modo in cui andranno affrontati dimostra quanto i game designers si siano impegnati nella loro ideazione: per superare alcuni sarà necessaria una buona dose di fortuna e nulla più, altri andranno studiati meglio, affrontati con più calma e con un uso maggiore di materia grigia, tanto da far pensare di trovarsi di fronte a un vero e proprio puzzle game; per concludere non mancheranno quelli dove mano ferma e un perfetto controllo saranno indispensabili. Alcuni, non raramente, potrebbero risultare frustanti, ma mai troppo ardui e scoraggianti. La curva di apprendimento è ottima e anche i novizi entreranno presto nello spirito di gioco. Forse i giocatori meno pazienti potrebbero trovare qualche difficoltà ma, in generale, si ha sempre voglia di riprovarci “ancora un'ultima volta”; frase tanto cara a noi videogiocatori che fa veramente capire il valore di un gioco.
    I controlli sono rimasti immutati: si fa tutto con lo stick principale, da imparare a usare con precisione e accortezza. Anche lo schema di gioco non è cambiato un gran che, se non che ora la difficoltà del gioco è dovuta a una maggiore presenza di ostacoli folli e divertenti da affrontare, piuttosto che a un uso ultrapreciso del comando analogico del joypad, come accadeva nel primo episodio. Un'altra novità è la presenza di alcuni interruttori lungo il percorso. Passandoci sopra potremo attivare o disattivare il movimento di alcune strutture o, più spesso, rallentarle o velocizzarle. Insomma, tutto come prima o quasi: qualche piccolo arricchimento e novità, che non può che far bene a un gioco di per se già divertente e originale.

    Ma è tutto qui?

    No, ovviamente no. Manca ancora l'elemento che rende questo gioco quasi un party game: i minigiochi. Amusement Vision ha fatto le cose ancora più in grande questa volta: dodici minigiochi uno più godibile dell'altro, anche se con qualche piccola caduta di tono in alcuni casi. All'inizio del gioco potremo già usufruirne di sei sui dodici disponibili: Corsa Scimmie, Guerra Scimmie, Golf Scimmie, Biliardo Scimmie, Bersaglio Scimmie e Bowling Scimmie. Non sono null'altro che quelli del precedente episodio di Super Monkey Ball, tutti già sbloccati e pronti per essere giocati in singolo o in compagnia (decisamente molto meglio). Tutti hanno subito un sensibile restyling che ne aumenta senza dubbio la godibilità. In singolo, quelli maggiormente appaganti sono sicuramente il golf e il biliardo. Molto divertente in compagnia di uno o più amici risulta essere Bersaglio Scimmie: dovrete far centro con la vostra scimmietta su un enorme bersaglio, che può essere di varie forme, planando dolcemente, ma con precisione, usando la sfera aperta e utilizzandola a mo' di aliante.
    Le grosse novità arrivano invece con gli inediti sei sotto-giochi, che andranno sbloccati raccogliendo punti, ottenibili nelle due modalità di gioco principale superando i livelli. I minigiochi nuovi sono: Baseball Scimmie, Calcio Scimmie, Barca Scimmie, Tennis Scimmie, Duello Scimmie e, infine, Attacco Scimmie. Alcuni come il baseball o il calcio sono autoesplicativi, altri meritano qualche parola di approfondimento. Attacco Scimmie ricorda da vicino i vecchi giochi come Operation Wolf, dove con un mirino dovremo riuscire a centrare tutto quello che si muove. Non mancano bonus vari come armi potenziate o tempo extra. Duello Scimmie ci vedrà invece impegnati in duelli aerei alla Top Gun. In Barca Scimmie saremo alla guida di un kayak in pieno stile indiano, con tanto di pagaia per remare. Scopo della sfida è, ovviamente, remare più velocemente degli altri per giungere primi al traguardo. Anche qui non mancano bonus vari che permettono di recuperare eventuali svantaggi nei confronti degli avversari. Il calcio, il tennis e il baseball sono le reinterpretazione degli omonimi giochi. Non aspettatevi delle vere e proprie simulazioni, ma piuttosto una rivisitazione in chiave prettamente arcade dai tratti veloce e intuitiva. Il calcetto, in particolare, risulta piuttosto frenetico. La preferenza di un minigioco rispetto a un altro varia fortemente a seconda dei gusti strettamente personali; in questa sede, è comunque importante precisare che sono tutti ben realizzati e programmati e, anche se alcuni li giocherete più di altri, non si può dire che ce ne sia uno veramente sgradevole. Forse il meno piacevole risulta essere Barca Scimmie, che a causa di un sistema di controllo un po' scomodo può scoraggiare un poco.

    Tecnicamente parlando

    Super Monkey Ball 2 non è un capolavoro tecnico, non vi lascerà con la mascella spalancata come Metroid Prime, ma fa più che sufficientemente il suo lavoro. Nel primo episodio si poteva riscontrare una certa povertà grafica soprattutto nei fondali. Ora le cose sono migliorate: abbiamo un maggior numero di poligoni, senza esagerare però, e decisamente gradevoli agli occhi sono alcune texture come le cascate d'acqua e gli effetti della lava. Molto belli alcuni effetti particellari come i lapilli di lava portati dal vento nel secondo mondo. Forse una maggiore cura grafica sarebbe stata necessaria nei mini giochi, ma né qui né nei vari livelli si sente una vera e propria mancanza di poligoni o texture. Monkey Ball punta decisamente su altri fattori, come il divertimento e la voglia di continuare a riprovare un livello fino al successo. Probabilmente si tratta anche di una scelta voluta degli sviluppatori: era inutile voler strafare dal punto di vista tecnico, in un gioco dove anche il minimo rallentamento, sarebbe andato a inficiare la giocabilità in modo sensibile. Sarebbe impensabile dover affrontare un livello, dove è richiesta la massima precisione nel controllo della vostra sfera, con lo scrolling che scatta anche di un minimo. Meglio puntare su qualcosa di un po' più semplice, ma fluido, gradevole e senza sbavature. E così, effettivamente, è stato fatto.
    L'aspetto forse maggiormente migliorabile del gioco è probabilmente il sonoro. Le musiche sono un po' troppo ripetitive e forse martellanti, gli effetti sonori sono gradevoli ma spesso troppo simili gli uni agli altri. Ad esempio gli urletti dei protagonisti, quando ci si avvicina troppo al bordo di una piattaforma, rischiando di cadere, sono divertenti e buffi, ma un po' più di varietà non avrebbe guastato.

    Concludendo

    Cosa rimane da dire riguardo Super Monkey Ball II? Non molto per la verità. Il gioco è divertente, a tratti buffo e folle. Sono garantite ore e ore di divertimento, in quanto alcuni livelli vi faranno sudare non poco, ma difficilmente lo mollerete per la frustrazione. E' molto più probabile, invece, che rimarrete attaccati al televisore per molte ore. La sola raccomandazione è che si tratta di un titolo arcade, e anche se non mancano le fasi dove c'è bisogno di usare un po' il cervello, se non è il vostro genere, fareste meglio a starne alla larga. Ma Super Monkey Ball non cerca di apparire quello che non è, quindi non lo si può considerare un vero e proprio difetto, dato che l'impostazione del gameplay è ben chiara fin dalla confezione del gioco.
    Infine non sottovalutate assolutamente i mini giochi: già in singolo aggiungono molto alla longevità del titolo, ma se avete almeno un altro joypad e qualche amico, rischiate di ritrovarvi la vostra compagnia traslocata in casa di fronte al gamecube per molto, molto tempo.

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