Superliminal Recensione: un puzzle game che gioca con la prospettiva

Opera prima dello studio Pillow Castle, Superliminal sfrutta la prospettiva forzata per creare i suoi enigmi. Lo abbiamo provato su PC.

recensione Superliminal Recensione: un puzzle game che gioca con la prospettiva
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Da diverso tempo i videogiochi in prima persona sono diventati il terreno preferito da molti creativi per sperimentare con storie, prospettive e percezioni ludiche. Da The Talos Principle a The Witness (potete leggere qui la nostra recensione di The Witness), molti prodotti ascrivibili alla categoria hanno cercato di parlare al giocatore usando linguaggi diversi e peculiari, sfruttando elementi come la metanarrativa per rendere meno prevedibile l'esplorazione e studiare rapporti alternativi fra utente e mondo di gioco. Con Portal e The Stanley Parable come punti di riferimento, decine di studi indipendenti si sono insomma lanciati nella mischia, con risultati purtroppo molto incostanti. In uscita anche su PS4 nel 2020, il puzzle game Superliminal, opera prima dello studio Pillow Castle, si inserisce in questa tradizione, riuscendo a far emergere dei tratti distintivi più che apprezzabili.

    La realtà è percezione

    Superliminal si presenta al pubblico come un gioco sulla prospettiva forzata. Quest'ultima è una tecnica visiva, usata largamente nel cinema, nella fotografia e nell'architettura, che fa percepire in maniera diversa le proporzioni, le forme e le dimensioni di un oggetto a seconda del punto da cui lo osserviamo.

    Su questa tecnica si basa integralmente il gameplay di Superliminal, almeno inizialmente: tutto ciò che dovremo fare sarà sfruttare questa strana "plasticità" prospettica per reinterpretare il mondo intorno a noi, con il fine di superare i test raccolti nelle varie stanze da laboratorio. Un cubo di dimensioni ridotte, visto da lontano, può trasformarsi in una gigantesca scatola su cui salire per raggiungere un piano rialzato; un ventilatore minuscolo, se inquadrato dalla giusta prospettiva, può diventare un'enorme pala eolica con cui spazzare via gli ostacoli che ci si parano davanti. Narrativamente, nei primi minuti di gioco, il tema della prospettiva forzata sarà accompagnato da un percorso di riscoperta interiore tramite l'ipnosi. La strana realtà deformabile in cui si trova il protagonista esiste infatti solo nella sua mente: a seguito di una non meglio precisata "crisi psicologica personale", il misterioso personaggio principale si è rivolto allo staff di un peculiare progetto medico, che lo ha spedito nel suo stesso cervello per individuare e risolvere chissà quale trauma.

    Proprio come accade in Portal, tuttavia, ben presto troveremo delle "fratture" nel nostro inconscio: se nei laboratori della Apeture era possibile sbirciare e muoversi "dietro le quinte", in Superliminal saremo in grado di superare i confini dei nostri schemi mentali. Uscendo dal percorso prestabilito mettendo in crisi l'intelligenza artificiale che ci accompagna in questo viaggio di guarigione, e iniziando a scoprire nuovi modi di intendere le prospettiva forzata.

    Anche la scrittura dell'Intelligenza Artificiale richiama a grandi linee l'umorismo e la lucida violenza di Glados, senza però raggiungere purtroppo la brillantezza e la freschezza dei dialoghi del capolavoro Valve.
    Spezzato il controllo sulla progressione di questo peculiare compagno d'avventura, l'esercizio delle nostre prodezze prospettiche diventa vera e propria riscrittura della realtà: ben presto, come in un Inception videoludico, momenti, tempi e luoghi si intrecciano e si sovrappongono.

    Una buona varietà

    Tutto questo, ovviamente, influenza radicalmente anche la progressione: si moltiplicano le situazioni, i luoghi ,le memorie da esplorare, ed il tutto sfocia in una quantità incredibilmente varia di atmosfere e generi.

    Superliminal spazia dall'horror alla commedia, senza dimenticare di passare per il racconto sci-fi e di giocare costantemente con le aspettative dell'utente, che dovrà imparare a ragionare fuori dagli schemi per poter completare questa cervellotica, ma breve avventura (circa 3 ore per chi vorrà sperimentare combinazioni e modi diversi per risolvere gli enigmi). Proprio grazie a questa sua discreta varietà il gioco suscita numerosi momenti di sincero stupore, proiettandoci in luoghi e situazioni imprevedibili, generate ora da improvvise mutazioni di prospettiva, ora da improvvisi ribaltamenti percettivi. Superliminal, in questo contesto, cerca anche di portare avanti un racconto di rivalsa e di ricostruzione della propria identità: nella frammentazione della realtà in cui si muove il nostro avatar, la capacità di inquadrare il mondo da una diversa angolazione (sia fisica che psicologica) lo aiuta a rileggere radicalmente il suo ruolo nel mondo. Purtroppo, piuttosto che lasciare il messaggio sullo sfondo, implicito e appena accennato, alcuni collezionabili forzano eccessivamente l'interpretazione da dare all'esperienza, banalizzando un po' la scrittura e riducendo la complessità dei livelli di lettura.

    Superliminal SuperliminalVersione Analizzata PCSenza riuscire a eccellere in nessuna componente, Superliminal si lascia giocare con gusto e freschezza, sia per la sua brevità che per la varietà incredibile di situazioni, enigmi e opzioni per risolvere i puzzle. La sceneggiatura, spesso sopra le righe, vuole lasciare anche un messaggio positivo ed edificante, sebbene il desiderio di enfatizzarlo troppo banalizzi in qualche modo il racconto. Nel complesso, l'esperienza di Pillow Castle risulta dunque un puzzle game ben costruito, sicuramente apprezzabile dai fan del genere, ma incapace di rivaleggiare con i mostri sacri della categoria in termini di ispirazione, originalità e potenza del racconto.

    7

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