Sword Art Online Alicization Lycoris: recensione del nuovo gioco di SAO

Sviluppato dallo studio Aquria, il nuovo Sword Art Online è giunto sul mercato con una sfilza di problematiche tutt'altro che trascurabili.

recensione Sword Art Online Alicization Lycoris: recensione del nuovo gioco di SAO
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  • Xbox One X
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  • Sebbene sia in attività già da diciotto anni circa, lo studio Aquria ha acquisito una certa fama soltanto a partire dal 2013-2014, ossia quando lo sviluppatore nipponico, in collaborazione con Bandai Namco Entertainment, ha lanciato sul mercato Sword Art Online: Infinity Moment ed il suo diretto successore Hollow Fragment. Mescolando un sistema di combattimento da action RPG alle spesso sottovalutate meccaniche tipiche del genere Dating Sim, senza dimenticare la narrazione in stile visual novel tanto apprezzata dai fan di anime e manga, proprio ad Aquria va infatti attribuito il merito di aver gettato le fondamenta del cosiddetto "Gameverse di SAO", che sin dalle proprie origini ha preferito prendere le distanze dall'anime omonimo e sviluppare una linea temporale alternativa.

    Da allora, il Gameverse ha continuano ad espandersi a macchia d'olio, trascinandoci sia in realtà virtuali visitate nelle opere di Reki Kawahara (l'autore di SAO), sia in mondi assolutamente originali e creati appositamente per i tie-in di Bandai Namco. Incluso il recente Sword Art Online: Fatal Bullet, che a modo suo aveva provato a rimescolare un minimo le carte in tavola (per conoscere tutti i dettagli vi suggeriamo di consultare la nostra recensione di Sword Art Online: Fatal Bullet), nessun titolo del brand ha però saputo diversificare l'offerta ludica e imparare dagli errori dei propri predecessori, dando di volta in volta ai giocatori la spiacevole impressione di aver tra le mani dei banali "more of the same". Affidato nuovamente al team di Aquria, Sword Art Online: Alicization Lycoris doveva quindi rappresentare il SAO del rinnovamento, ma ci duole constatare che qualcosa, durante lo sviluppo del titolo, è andato terribilmente storto. Terminata la lunga prova cui abbiamo sottoposto il titolo, siamo finalmente pronti a illustrarvene pregi e difetti.

    L'infruttuosa ricerca di un'identità

    Distribuito in contemporanea mondiale quasi in concomitanza con la messa in onda della seconda e ultima parte di Sword Art Online: Alicization - War of Underworld (a tal proposito, vi segnaliamo che sulle pagine di Everyeye trovate le nostre impressioni sulla season premiere di Sword Art Online: Alicization - War of Underworld), Alicization Lycoris è un prodotto costantemente caratterizzato da due anime ben distinte e spesso inconciliabili, sia per quanto concerne la narrazione che il gameplay vero e proprio. Procediamo però per gradi, con una premessa incoraggiante e preoccupante al tempo stesso: diversamente da tutti gli altri tie-in di SAO, che includevano una storia completamente originale, Alicization Lycoris ripercorre in maniera abbastanza fedele gli eventi narrati nei primi 24 episodi dell'adattamento animato di Sword Art Online: Alicization, salvo imboccare una direzione differente - con risvolti assolutamente inediti e originali - a partire dallo scontro con la diabolica Quinella. Questo significa che il protagonista Kirito, esattamente come avvenuto nell'anime omonimo, nelle prime battute della campagna si risveglia all'interno di una realtà virtuale estremamente somigliante al mondo reale e per di più popolata da individui dotati di un'anima artificiale

    Confuso e spaesato, lo Spadaccino Nero fa subito amicizia con un affabile ragazzo di nome Eugeo e, dopo averlo aiutato a portare a termine il proprio Sacro Compito (abbattere un albero apparentemente immortale), parte assieme a lui alla volta della capitale Centoria. Se il nostro eroe spera infatti di trovare quanto prima un modo per mettersi in contatto col mondo esterno ed effettuare il logout, l'amico Eugeo desidera invece salvare l'amica d'infanzia Alice Zuberg, che molti anni prima venne sequestrata da un Cavaliere d'Integrità per aver infranto un tabù inviolabile.

    Nonostante conoscessimo ormai a menadito i fatti di Sword Art Online: Alicization, la prima parte della campagna di Lycoris è comunque riuscita a tenerci incollati allo schermo, anche grazie alla presenza di eventi e dettagli del tutto assenti nella trasposizione animata dei romanzi originali. Sfortunatamente, però, l'entusiasmante lotta contro i Cavalieri d'Integrità e la stessa Quinella, che a giudicare dalla campagna marketing di Bandai Namco pareva il piatto forte del pacchetto, si è conclusa nel primo capitolo di sei, rappresentando a conti fatti il prologo di un'avventura originale ben più longeva e purtroppo afflitta da un ritmo altalenante.

    Anzi, considerando che la maggior parte dei tutorial sono concentrati nel primo capitolo dove, tra l'altro, non sono neanche disponibili alcune delle meccaniche di gioco essenziali - come la formazione del party, la personalizzazione delle tattiche adottate dai compagni e così via - non è affatto esagerato affermare che la trasposizione di Alicization, in Lycoris, funga solo da tutorial. Un prologo tutorial della durata di 15-20 ore, a seconda del tempo investito nelle deludenti e noiose attività secondarie.

    Incentrata sul personaggio di Medina Orthinanos, caparbia spadaccina discendente da una famiglia nobile ormai in disgrazia e disposta a qualsiasi sacrificio per ripristinare il buon nome del proprio casato, la porzione di storia principale di Lycoris non è riuscita a convincerci, anche a causa della personalità stereotipata della sua indiscussa protagonista.

    Affascinante e combattiva, Medina è infatti la tipica tsundere all'apparenza arrogante e scontrosa, ma che dietro la maschera nasconde un animo gentile e quasi amorevole verso le persone a lei care; come la personalità, anche le azioni della fanciulla risultano abbastanza scontate e prevedibili, danneggiando anche gravemente l'efficacia dei (pochi) colpi di scena previsti dalla campagna.

    Oscillando costantemente tra fedeltà e originalità, l'intreccio narrativo di Lycoris è insomma un guazzabuglio di idee alla costante ricerca di un'identità, senza però riuscirvi. Come risultato, una volta terminato il primo capitolo della vicenda, il cui indiscusso valore va attribuito ai romanzi di Reki Kawahara, un giocatore non particolarmente affezionato alla licenza potrebbe non percepire alcuna valida ragione per perseverare fino ai titoli di coda, il cui raggiungimento, in ogni caso, richiede non meno di 50-60 ore circa.

    Integrità messa a dura prova

    Quantomeno sulla carta, l'aspetto più convincente del nuovo SAO è ancora una volta il sistema di combattimento, che bene o male ha ereditato tutte le principali meccaniche dei suoi predecessori e, soprattutto, ha provato a semplificarle ove necessario. Il party è ancora una volta composto da un massimo di quattro individui, di cui uno soltanto è controllato dal giocatore (con possibilità di assumere in qualsiasi momento i comandi di un altro beniamino), ma in Alicization Lycoris, diversamente dagli altri episodi del brand, tutti i combattenti hanno un ruolo attivo in battaglia. Se nei precedenti giochi Aquria l'Intelligenza Artificiale dei compagni era eccessivamente carente, fino a limitarne di molto le azioni, Alicization Lycoris fornisce al giocatore tutti i mezzi necessari per pianificare anzitempo il comportamento degli altri personaggi in campo.
    Non solo nel pieno delle battaglie è ora possibile scegliere uno dei tanti approcci adottabili dai compagni, in modo tale da cambiare al volo la propria strategia e adeguarsi a quanto imposto dalla situazione, ma un nuovo menu - che pone il gioco in slow motion - consente persino di selezionare manualmente le Arti scagliate dagli alleati, così da avere il loro pieno supporto nel momento desiderato.

    Nel menu principale, poi, vi è una ricca sezione con centinaia di voci modificabili e che appunto alterano nel dettaglio il comportamento dei compagni, stabilendo se questi debbano tenere un approccio più conservativo o viceversa, o se magari debbano scagliare le proprie Arti a una distanza minima di dieci metri dal bersaglio, senza dimenticare la percentuale di energia da raggiungere prima di ricorrere alle abilità di guarigione. Abbiamo auspicato per anni che i tie-in di SAO ricorressero ad un sistema di personalizzazione della strategia molto simile a quello proposto storicamente dalla saga di Tales of e, sebbene non tutto funzioni sempre alla perfezione, il risultato finale rappresenta comunque un grande passo in avanti rispetto alle più recenti incarnazioni del franchise.

    Caratterizzate da combo, Sword Skill spettacolari e molti incantesimi elementali, che questa volta vanno richiamati da un menu indipendente, le battaglie di Alicization Lycoris hanno però dei difetti anche piuttosto gravi. Come se l'input lag e, in generale, la legnosità dei movimenti non minassero già l'esperienza, ancora una volta il team di Aquria non ha saputo bilanciare a dovere la difficoltà degli scontri.

    Questo perché il titolo, che a partire dal secondo capitolo della campagna può essere giocato persino in modalità multigiocatore online, limita enormemente il danno inflitto da un singolo personaggio, privilegiando invece le catene realizzate dal party. Combattendo in solitaria, di conseguenza, lo Spadaccino Nero (o un qualsiasi altro eroe del gioco) fatica non poco a eliminare un mostro di livello pari al proprio, mentre il party al completo è in grado di liquidare in pochi secondi appena le bestie comuni, ricorrendo a una catena di due o tre abilità al massimo.

    Per quanto piacevole, specie se affrontata in compagnia degli amici, la presenza di una modalità online è di nuovo la principale responsabile della durata eccessiva degli scontri, che difatti inflaziona non poco la modalità single player e non si adegua assolutamente al numero di giocatori e personaggi presenti sul terreno. A ragion veduta, preferiremmo che in futuro Bandai Namco concentrasse le proprie risorse sullo sviluppo di tie-in di SAO improntati esclusivamente al single player o al multiplayer, in modo tale che eventuali sequel possano finalmente acquisire un'identità ben definita e coerente col genere ludico di appartenenza.

    Tra le novità più significative di Alicization Lycoris non possiamo non citare la presenza dei duelli e degli attacchi speciali, che si ricaricano dopo aver riempito l'apposita barra. Cinematici e devastanti, i secondi rappresentano spesso la chiave per vincere gli scontri più ostici, soprattutto se utilizzati dopo aver momentaneamente fiaccato l'avversario con efficaci catene di abilità. I duelli, invece, ci hanno convinti molto poco, poiché limitano enormemente lo spazio di manovra e la velocità di Kirito, costringendolo in scambi di colpi troppo forzati. Anche perché, nel mezzo degli stessi, non solo gli avversari sono quasi invulnerabili agli attacchi normali e vanno quindi presi alla sprovvista con parate e scatti laterali, ma il lock-on è costantemente fissato sull'obiettivo, generando situazioni spiacevoli a causa di una telecamera irritante, difettosa e tendente a incastrarsi contro le pareti.

    Le barriere invisibili di Underworld

    Come sottolineato in precedenza, Sword Art Online: Alicization Lycoris ha ereditato dai suoi predecessori la natura a metà fra action RPG e MMO simulato, che ancora una volta si è tradotta nell'adozione di un mondo vasto e incredibilmente ricco di attività opzionali. Per i fan dell'anime, che hanno potuto ammirare solo in minima parte i meravigliosi luoghi che caratterizzano l'Underworld, Alicization Lycoris è tour irrinunciabile: il titolo vanta infatti una nutrita serie di macro-aree strutturate su più livelli e molto diversificate fra loro, le quali ospitano tanti forzieri nascosti, prove da superare per acquisire punti esperienza e abilità extra, fetch quest nei vari centri abitati e tutta una serie di avversari particolarmente ostici da annientare.

    Durante la nostra prova abbiamo comunque individuato due gravi difetti che minano la digeribilità delle lunghe fasi esplorative, ovverosia un map design abbastanza confusionario e l'eccesiva presenza di barriere invisibili. Luoghi sopraelevati e non collegati in alcun modo con i sentieri presenti sulla mappa ci hanno infatti costretti a escogitare vie d'accesso non convenzionali, come arrampicarsi sulle rocce sfruttando le imperfezioni ambientali (qualcuno ha detto Skyrim?). Sono però le barriere invisibili, che spesso impediscono persino di compiere le azioni più semplici, come scavalcare una staccionata o improvvisare delle scorciatoie, a minare maggiormente l'esperienza, poiché obbligano il giocatore a imboccare lunghe e snervanti deviazioni, il più delle volte senza un valido motivo.

    Legami sempre più naturali

    Amata dai fan e poco tollerata dal produttore Yosuke Futami, che in una recente intervista si è dichiarato assai contrario alle piccanti scene a letto (da lui ritenute innaturali) con le avvenenti protagoniste del franchise, la storica componente Dating Sim del Gameverse di SAO ha trovato spazio anche in Alicization Lycoris. Rispetto al passato, però, gli sviluppatori di Aquria hanno voluto semplificare non poco le meccaniche atte ad accrescere l'affinità tra Kirito e le sue compagne di squadra, in modo tale da velocizzare il processo e renderlo più accessibile.

    Chiunque abbia giocato Hollow Fragment o Hollow Realization ricorderà sicuramente che, un tempo, per migliorare i rapporti con Asuna e le altre fanciulle era necessario aggiungerle al gruppo, raggiungere vari punti della città principale e sottoporsi ad un mini-gioco con domande dalla risposta multipla che miglioravano o peggioravano l'umore dell'eroina di turno. Ogni punto di interesse, tra l'altro, poteva essere utilizzato solo una volta per sessione, costringendo i giocatori a spostarsi per tutta la città.

    In Alicization Lycoris, invece, non solo i punti di interesse sono utilizzabili consecutivamente, eliminando il bisogno di girovagare da un luogo all'altro, ma le domande poste dalle fanciulle durante il mini-gioco sono state sostituite da una serie di azioni attuabili durante i cosiddetti eventi "Cuore a Cuore". Parlare del cibo, sorridere o prendere la mano dell'eroina sono solo alcune delle voci selezionabili, ognuna delle quali, in base alla profondità del legame instaurato, influenza l'umore della donzella, consentendo ai giocatori più attenti di massimizzare l'affinità in un'oretta scarsa. Dimenticate, quindi, le interminabili e noiose giornate trascorse a decifrare le domande di Leafa e compagne (anche a causa di traduzioni spesso imprecise e fuorvianti), poiché stavolta il procedimento si rivelerà molto più efficace e naturale che mai.

    Il lato più oscuro di Underworld

    Nonostante le problematiche evidenziate nei paragrafi precedenti, l'impianto ludico e l'intreccio narrativo di Sword Art Online: Alicization Lycoris potevano anche funzionare, se coadiuvati da un comparto tecnico all'altezza del compito. Disgraziatamente, invece, proprio questo è il proverbiale tallone di Achille della produzione, che difatti mostra il fianco a parecchie problematiche tutt'altro che trascurabili.

    Caricamenti interminabili e molto vicini al minuto, una funzione di auto-salvataggio che non si innesca quasi mai, le compenetrazioni poligonali, l'effetto pop-up degli NPC, lo stuttering di personaggi e ambienti, la povertà di dettagli e la scarsa risoluzione delle texture sono solo alcuni dei molteplici difetti che affliggono Alicization Lycoris, e nemmeno tra i più gravi.

    Già disponibile su PC, PlayStation 4 e Xbox One, la nuova creatura Aquria accusa cali di frame rate vistosi e frequenti su tutte le piattaforme da gaming che l'hanno accolta, soprattutto quando il gioco gira in 4K. Una telecamera instabile, spesso incapace di inquadrare correttamente l'azione, unita a un lock-on impreciso, che anziché agganciare i nemici limitrofi si inchioda puntualmente sui bersagli più distanti, completano quindi un quadro già catastrofico e che sottolinea la misera attenzione che i ragazzi di Aquria hanno riposto nell'ottimizzazione del codice finale.

    A ragion veduta, durante la nostra lunga prova abbiamo percepito l'insopportabile sensazione di aver tra le mani una build e non un gioco completo. La speranza, quindi, è che Aquria si rimbocchi quanto prima le maniche, al fine di risolvere via update futuri (in parte già annunciati sul sito ufficiale di Bandai Namco) alcune delle criticità più importanti del titolo, che fra le altre cose presenta persino dei bug in grado di compromettere i salvataggi effettuati durante la modalità multiplayer.

    A compensare parzialmente un impianto sottotono ci pensano, come prevedibile, l'ottimo doppiaggio in lingua originale giapponese (forte, come sempre, delle voce storiche cui ormai siamo abituati), una colonna sonora puntuale e attenta ai toni assunti dal racconto, e degli effetti audio di buona fattura. La traduzione dei testi in italiano, invece, è piena zeppa di errori, a volte anche di logica, che nei casi più gravi alterano il sesso dei personaggi o addirittura sconvolgono il significato delle battute, anche perché molte di queste sono state tradotte alla lettera e non tengono assolutamente conto né del contesto, né delle battute precedenti o successive.

    Sword Art Online: Alicization Lycoris Sword Art Online: Alicization LycorisVersione Analizzata Xbox One XSword Art Online: Alicization Lycoris non è il titolo che ci era stato promesso. Dilaniata da un ricorrente dualismo che contrappone l’originalità alla fedeltà, la semplificata gestione del party all’eccessiva legnosità del combat system, e così via, la nuova proposta di Bandai Namco è costantemente alla ricerca di una propria dimensione. Un’identità che fatica a equilibrare la delicata e a tratti inconciliabile natura ibrida fra action RPG e MMO. Ciononostante, la presenza di un cast immenso e variegato (con ben 14 personaggi giocabili su 22 alla prima convocazione), sommata alla possibilità di esplorare un Underworld quasi interamente inedito, nonché pregno di segreti, lore e attività opzionali, ne fa un’esperienza quasi obbligatoria per i fan della fortunata licenza nipponica. La nostra speranza è che il team di Aquria possa presto rimediare al catastrofico comparto tecnico, che al momento avvilisce l’ultima incarnazione del Gameverse di SAO.

    6

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