Sword Art Online Fatal Bullet: recensione del nuovo spin-off di SAO

Incuriositi dal cambio di rotta compiuto da Bandai Namco, abbiamo provato il primo titolo di Sword Art Online ambientato nell'universo di GGO.

Sword Art Online: Fatal Bullet
Recensione: PlayStation 4
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Come accade per la maggior parte degli anime più redditizi ed acclamati, il brand di Sword Art Online continua a ispirare senza sosta una trasposizione ludica dopo l'altra, proponendo ormai a cadenza annuale almeno un nuovo episodio. Sono già trascorsi cinque anni da quando Bandai Namco Entertainment e Aquria rilasciarono Sword Art Online: Infinity Moment, un videogioco per l'immortale PlayStation Portable a cui venne affidato un duplice compito chiaro e ambizioso: cavalcare l'irrefrenabile onda del successo provocata dal primo adattamento animato del franchise, e stabilire, attraverso l'offerta ludica, una seconda stesura degli eventi, che di lì a poco sarebbe diventata addirittura una serie alternativa e ben consolidata. Indipendentemente dal team di sviluppo, ogni titolo successivo è stato dunque il sequel diretto del gioco precedente, introducendo sempre nuovi personaggi originali in un universo già vastissimo, ma senza mai raggiungere la perfezione tecnica o narrativa.
    La più recente incarnazione della serie, Sword Art Online: Fatal Bullet, non è il solito gioco tirato a lucido e lanciato in occasione del quinto anniversario della saga di Bandai Namco, bensì una precisa dichiarazione d'intenti da parte del colosso nipponico, che affidandone la cura a Dimps Corporation (Dragon Ball Xenoverse, Street Fighter V, Saint Seiya: Soldiers' Soul) si è infine decisa a svecchiarne il comparto grafico ormai ammuffito e datato. Ma il passaggio al motore grafico Unreal Engine 4 sarà sufficiente a rendere, una buona volta, giustizia all'opera natia? Dopo aver trascorso gli ultimi giorni in compagnia della versione PS4 del prodotto, ve ne proponiamo le nostre impressioni.

    Benvenuti su Gun Gale Online

    Dopo aver esplorato il mondo di ALfheim Online e aver proposto ai fan della saga un'ambientazione inedita e vastissima, rappresentata da quello Sword Art: Origin visitato in Hollow Realization, la nuova offerta di Bandai Namco abbandona completamente i reami fantasy dei titoli precedenti per catapultare gli utenti in Gun Gale Online, ossia il VRMMORPG al centro della seconda stagione animata. Dimenticate dunque le armi bianche abbracciate nei passati episodi, perché la principale differenza fra questi e Sword Art Online: Fatal Bullet è data dalla possibilità di utilizzare in battaglia delle bocche da fuoco e qualche spada laser (se non entrambe, nelle fasi più avanzate del titolo).
    Cronologicamente ambientato dopo i fatti del già menzionato Hollow Realization, dove Kirito e compagni hanno diffuso in rete il cosiddetto "World Seed" (un pacchetto di programmi e strumenti utilizzabili per dar vita a complessi mondi in Realtà Virtuale), Fatal Bullet non vede per protagonista lo spadaccino nero e l'orda di affascinanti spasimanti al suo seguito, bensì un avatar personalizzabile (purtroppo muto) ed un discreto numero di personaggi inediti.
    Già nei primi minuti della vicenda, dopo aver dato un nome ed un volto al nostro inespressivo alter ego, la graziosa Kureha, nostra amica d'infanzia e giocatrice veterana, ci accoglie nel complesso mondo di GGO, dove all'utente viene offerta una soddisfacente disamina sulle origini dei VRMMORPG e sui vari titoli attualmente in commercio.
    Senza nemmeno darci il tempo di familiarizzare con comandi e ambientazione, la vivace fanciulla ci trascina immediatamente nel torneo speciale organizzato per festeggiare il recente aggiornamento, dove non solo ci imbattiamo in Kirito e Asuna (che invero giocheranno un ruolo importante per tutta la durata della non troppo longeva campagna principale), ma addirittura mettiamo le mani sull'oggetto più raro e ambito di tutto il gioco: una cosiddetta ArFA-sys Type-X, ossia un'androide dotata di un'Intelligenza Artificiale programmata per obbedire al proprio padrone e assisterlo tanto nel combattimento, quanto nella gestione dei fondi ottenuti durante le missioni.

    Proprio questo personaggio è la chiave per svelare il mistero della SBC Flügel, una nave spaziale introdotta con l'ultimo aggiornamento e che può essere visitata soltanto dai giocatori in possesso di una ArFa-sys.
    Nonostante qualche spunto interessante, la trama del prodotto non ha saputo catturare la nostra attenzione, se non nelle battute finali della stessa, quando sono stati introdotti con prepotenza alcuni elementi tratti dalla seconda stagione di SAO, che tuttavia non poggiano su validi esperienti narrativi ma, al contrario, sembrano quasi fuori posto. La stessa "Modalità Kirito", sbloccabile a un passo dalla conclusione della campagna principale, non è che un contentino di breve durata (20-30min circa) con cui invogliare i fan storici all'acquisto, i quali, vestendo i panni dello spadaccino nero, non perderanno l'occasione per rivivere il torneo "Bullet of Bullets" e sfidare il minaccioso assassino noto come Death Gun.
    Anche a causa della presenza di un protagonista muto, che ha sostituito l'eroe del franchise, la storyline non si è dunque rivelata immersiva e soddisfacente, attanagliando l'utenza in dialoghi prolissi e troppo zuccherosi per buona parte dell'avventura, il cui completamento vi porterà via non più di quindici ore circa. Un quantitativo di tempo praticamente irrisorio, se paragonato alle longeve campagne proposte dalle precedenti trasposizioni interattive del brand.
    I personaggi inediti e creati appositamente per Fatal Bullet, di contro, ci sono parsi ben caratterizzati, dimostrando quanto la presenza di un protagonista vero e proprio, magari espressivo e parlante, avrebbe di certo giovato alla qualità complessiva del deludente canovaccio narrativo.

    Uno shooter troppo semplificato

    Se la storia di Sword Art Online: Fatal Bullet risulta assai dimenticabile, non si può dire altrettanto del suo gameplay che, al netto di qualche imprecisione di troppo, ci è sembrato quantomeno appagante e frenetico. Come accennato nel paragrafo precedente, questo TPS con elementi RPG vede pistole, fucili, mitagliatrici e quant'altro prendere il posto delle icone armi bianche di Kirito e compagnia cantante, fornendo agli estimatori un approccio fresco e tutto sommato divertente.

    Trattandosi comunque di un RPG di produzione nipponica, Fatal Bullet non vanta le rodate meccaniche che in genere caratterizzano gli sparatutto occidentali, ma basa l'intero gameplay su un sistema di mira automatico che, nel tentativo di semplificare i combattimenti, risulta assai impreciso e frustrante, Per fortuna, gli esperti di shooter in terza persona potranno anche disattivarlo del tutto.
    A complicare la situazione ci pensano la totale assenza di un adeguato sistema di copertura e l'elevato numero di nemici schierati in campo, i quali rendono le battaglie alquanto confusionarie.
    Già più interessante è il sistema di potenziamento delle armi, i cui perk andranno modificati attraverso il dispendio dei chip di trasformazione per alterare i parametri dello strumento equipaggiato, ottenere una percentuale di esperienza superiore, o anche solo incrementare il numero massimo dei proiettili accumulabili. Una volta in possesso di chip di trasformazione e di sufficienti crediti, il giocatore può infatti rivolgersi alla piccola Lisbeth (il fabbro di fiducia della combriccola di Kirito) per potenziare o sostituire le abilità di ogni singola arma, o semplicemente elevarne il rango per ottenere una maggiore potenza di fuoco.

    Come di consueto, inoltre, il livello fabbro di Lisbeth aumenta col passare della storia, aprendo le porte allo sviluppo di armamentari sempre più efficaci e personalizzabili.
    Il mercante Agil, al contrario, permette di identificare gli strumenti sconosciuti rinvenuti durante le missioni, che nella maggior parte dei casi dispongo di valori e perk superiori a quelli delle armi acquistabili presso i negozi della città principale. La bella Asuna, invece, è in grado di creare nuovi costumi indossabili, che non solo modificano l'aspetto dell'avatar principale e dei comprimari, ma conferiscono anche dei preziosi bonus che spaziano dal classico incremento dei parametri al conferimento di un'elevata resistenza vero le alterazioni di stato.
    Per quel che concerne poi la crescita del personaggio, al giocatore sono affidati sia lo sviluppo del protagonista che quella dell'ArFA-sys ad esso vincolata, offrendo un elevato e apprezzabile livello di personalizzazione. Tale sistema si basa, come prevedibile, sull'accumulo di punti esperienza e sull'aumento di livello, il quale non avviene direttamente sul campo di battaglia, ma soltanto al rientro in città: ad ogni level up, gli eroi vedono aumentare i propri Punti Salute, ma soprattutto ottengono Punti Personalizzazione, che permettono di incrementare i sei diversi parametri dei personaggi, e Punti Abilità, fondamentali per acquisire nuove tecniche.
    Mentre vi scriviamo è già disponibile una corposa patch day-one che, oltre a introdurre per la prima volta anche i quattro protagonisti di Sword Art Online: Alternative Gun Gale Online (nuovo spin-off d'animazione che nel mese di aprile esordirà sul circuito televisivo nipponico), ha portato a 150 il level cap dei personaggi, offrendo ai giocatori un margine di miglioramento ancora più vasto e disparato

    Una fallace dichiarazione d'intenti

    Per quanto riguarda il versante grafico e artistico, Sword Art Online: Fatal Bullet, come indicato durante la nostra introduzione, è il primo titolo di SAO ad essere sviluppato col motore grafico Unreal Engine 4; di conseguenza, i modelli poligonali dei personaggi, nonostante la presenza di qualche fastidioso spigolo di troppo, risultano oggi più dettagliati e armoniosi nei movimenti di quanto non fossero in passato. Proprio questi hanno sostituito i fastidiosi (ma sempre bellissimi) artwork utilizzati durante i dialoghi dei passati episodi, proponendoci stavolta delle breve cut-scene che, nonostante la scarsa qualità, semplificano quantomeno la comprensione degli eventi in corso, senza lasciare mai nulla all'immaginazione del giocatore. Quel che davvero non ha soddisfatto i nostri palati è la bassa definizione delle texture, che dà vita ad ambientazioni e dungeon anonimi e troppo freddi, per di più ripetitivi e piuttosto spogli.
    Doppiato esclusivamente in giapponese, Sword Art Online: Fatal Bullet, come i suoi predecessori, presenta dei sottotitoli in lingua italiana, che per l'occasione risultano ben più curati in confronto agli latri capitoli. Nonostante qualche fastidioso cambio di sesso, specialmente per quel che concerne l'avatar, i testi non presentano -per una volta- i grossolani errori di traduzione e adattamento a cui Bandai Namco ci ha abituato negli ultimi anni.
    Infine, il prodotto vanta una ricca modalità multiplayer online che prevede lo svolgimento di missioni in modalità cooperativa, di battaglie PvP (introdotte proprio con l'ultimo aggiornamento), ed un sistema di classifiche online che premia i giocatori di rango più alto.

    Attraverso una Lobby posta nel cosiddetto "Ufficio del Governatore" all'interno della città di SBC Glocke, i giocatori possono dilettarsi con un elevato quantitativo di missioni multiplayer (per un massimo di quattro utenti) e prendere parte a veri e propri raid. Dal momento che buona parte delle suddette funzioni non erano disponibili o comunque pienamente testabili nei giorni precedenti all'uscita ufficiale, anche a causa del ridotto numero di partecipanti connessi in rete, ne rimandiamo l'analisi ad un eventuale e opportuno approfondimento.

    Sword Art Online: Fatal Bullet Sword Art Online: Fatal BulletVersione Analizzata PlayStation 4Al netto di qualche trascurabile incertezza, Sword Art Online: Fatal Bullet vanta il più frenetico ed appagante gameplay fra quelli proposti finora dai vari episodi della saga di casa Bandai Namco. Ciononostante, la scarsa longevità della trama, la scelta di presentare un protagonista muto e anonimo, mettendo in secondo piano gli amatissimi personaggi del cast originale, impediscono al giocare di lasciarsi trasportare da un intreccio narrativo abbastanza piatto e ridondante, facilitandone il prematuro abbandono. Gli appassionati di Sword Art Online, da tempo desiderosi di mettere piede in GGO, e gli affezionati dell’altrettanto interessante saga ludica, potrebbero infine trovare pane per i loro denti, ma chiunque sia invece alla ricerca di un TPS più tradizionale, farebbe meglio a rivolgere l’attenzione altrove. Per quanto il risultato finale ci abbia un po' delusi, dal sentiero imboccato stavolta da Dimps e Bandai Namco traspare la chiara intenzione di migliorare i prodotti ludici ispirati al fortunato brand di Reki Kawahara. E chissà che proprio questo primo passo in avanti non permetta loro di trovare la giusta formula per rendergli la dovuta giustizia.

    7

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