Recensione Table Top Racing

Dai creatori di Wipeout e Destruction Derby, un clone di Micro Machines arriva su App Store

Versione analizzata: iPhone
recensione Table Top Racing
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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sono ormai molti i team che, a seguito di chiusure da parte dei grossi publisher, sono costretti a reinventarsi.
Spesso formati da veterani dell’industria, i nuovi indie puntano al mercato mobile, cercando di proporre idee non del tutto innovative ma realizzate con particolare cura, grazie all’esperienza accumulata negli anni.
Table Top Racing è il primo titolo di Playrise Digital, team di Liverpool che al suo interno include programmatori ed artisti che hanno lavorato a titoli di portata storica incredibile, come Wipeout 2097 e Destruction Derby.
Da ragazzi che hanno nel sangue i giochi di guida, quindi, non poteva che nascere un racing game, anche se arcade e ispirato ai classici del passato.

Micro Mashines are back

Il primo approccio con Table Top Racing riporta alla mente proprio Micro Machines, il mai dimenticato capolavoro di Codemasters che risale al 1991.
La connessione è chiara: piccole auto corrono in ambienti casalinghi, come tavole imbandite, stanze in disordine e altri luoghi comuni, nei quali tutti i bambini si sono prima o poi ritrovati a giocare con le macchinine.
Rispetto a Micromachines, però, la telecamera non è a volo d’uccello ma inquadra il proprio mezzo da una posizione più decentrata, permettendo quindi di guidare vedendo in ogni momento cosa accade davanti a noi.

L’inquadratura, quindi, è stata scelta per valorizzare l’aspetto estetico di Table Top Racing, sicuramente d’impatto per il realismo con cui sono stati ricreati gli ambienti, ricchi di elementi quali cibo, strumenti per il barbecue e altri oggetti d’uso comune in casa.
Ed è proprio la grafica il vero fiore all’occhiello dell’intera produzione: rifinita, fluida e assolutamente affascinante nel suo voler ricreare in grande luoghi e situazione che tutti conosciamo, ricavando i circuiti di gara dai posti più curiosi. Solo un dettaglio stona: il design delle auto, troppo cartoon e che mal si adatta al resto dello stile.

Table Top Racing Tutti gli altri elementi di Table Top Racing, purtroppo, non sono all’altezza dell’impatto estetico: le piste sono molto più belle da vedere che da guidare, in quanto non offrono quasi mai delle sezioni veramente interessanti, limitandosi a curve e salti di poco conto. La guida in sé, poi, non soddisfa, anche a causa di una fisica dei mezzi poco divertente, che innesca la derapata una volta che si è superato un determinato angolo di sterzata ad alta velocità, senza però mai far perdere il controllo del mezzo: sicuramente è una scelta che mira al mercato di massa, quello degli utenti che non sono del tutto avvezzi al mondo dei videogiochi, ma in ogni caso il gameplay viene a noia rapidamente, anche a causa di un’IA avversaria altalenante e di una propensione all’uso dei power-up che spesso mortifica l’abilità del giocatore, vanificando il suo impegno per ritornare in testa quasi a tradimento, proprio sul traguardo. Il multiplayer riesce in parte a ridare lustro all’intera produzione ma su App Store ci sono titoli di guida altrettanto accessibili che risultano decisamente più divertenti e che mettono in ombra Table Top Racing anche per quanto riguarda il prezzo, leggermente sopra la media dei titoli premium di questo livello.

5

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