Square Enix

Tactics Ogre Reborn Recensione: risorge un grande classico di Square Enix

Square Enix riporta in vita la serie di Tactics Ogre con una riedizione del primo capitolo della saga. Come se la cava? Ci abbiamo giocato.

Tactics Ogre Reborn con Sabaku #AD
Live: Multi
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Negli ultimi tempi la Casa dei Chocobo e degli Slime sta volgendo l'occhio al passato anche più del solito. Dopo aver rispolverato due franchise rimasti a lungo dimenticati (per tutti i dettagli fiondatevi sulla recensione di Star Ocean: The Divine Force) e in attesa di poter lanciare l'attesissimo Crisis Core -Final Fantasy VII- Reunion, una Square Enix piacevolmente attenta alle vecchie glorie e soprattutto alle serie che scrissero la storia del JRPG ha persino cercato di infondere nuova linfa vitale nell'indimenticabile Tactics Ogre: Let Us Cling Together che a partire dal 1995 ha dettato le regole degli strategici a turni.

    Basata sulla versione lanciata su PlayStation Portable soltanto nel 2010, la nuova edizione intitolata per l'occasione Tactics Ogre: Reborn è una remastered assai curiosa, poiché il team di sviluppo ha apportato numerosi accorgimenti ludici alla formula originale del capolavoro. Dopo aver trascorso parecchie giornate in compagnia del prodotto siamo finalmente pronti a emettere il nostro verdetto finale sul complesso restauro effettuato da Square Enix.

    Scelte che plasmano il futuro

    Coloro che in passato hanno avuto la fortuna di cimentarsi con Final Fantasy Tactics, Vagrant Story o Final Fantasy XII lo sapranno già, ma le storie nate dalla penna dello sceneggiatore nipponico Yasumi Matsuno sono sempre state caratterizzate da una spiccata componente politica che si traduceva in intrighi anche piuttosto intricati, sconvolgenti tradimenti e sviluppi spesso drastici.

    Tactics Ogre: Let Us Cling Together in particolare si distinse, nei lontani anni '90, per la presenza di innumerevoli bivi narrativi che, a seconda delle scelte compiute di volta in volta dal giocatore, mutavano in maniera significativa l'evoluzione del racconto, impattando sulle sorti di alleati e nemici, favorendo alleanze insospettabili e alterando il finale dell'avventura. Non è affatto esagerare asserire che la storia di Tactics Ogre fosse totalmente plasmata dalle decisioni prese in corsa dall'utente, che nelle sequenze chiave della vicenda era chiamato a imboccare una delle tre direzioni percorribili e ad assumersi le responsabilità delle scelte compiute. Una caratteristica ereditata in tempi recenti dal fenomenale The Triangle Strategy (qui trovate la nostra recensione di The Triangle Strategy) e che garantiva al prodotto un eccellente rigiocabilità. Prima ancora di addentrarci nell'analisi dell'impianto narrativo, che per la gioia dei fan della prima ora è rimasto intatto, occorre specificare che, rispetto all'originale e alla sua riedizione per PSP, la remastered confezionata da Square Enix presenta una nuova meccanica che all'occorrenza permette di tornare sui propri passi e cambiare delle singole decisioni, al fine di ottenere degli sviluppi differenti.

    Studiato con tutta probabilità per andare incontro alle esigenze di coloro che preferirebbero non riaffrontare da capo l'intera storia di Tactics Ogre, la cui longevità si assesta sulle cinquanta ore circa, la meccanica del "Wold Tarot" può essere usata solo dopo aver soddisfatto determinate condizioni, eppure a nostro avviso si tratta di una delle migliorie più ghiotte e sensate dell'intero pacchetto, poiché appunto si assicura che un giocatore non particolarmente soddisfatto del percorso intrapreso abbia la possibilità di cambiarlo senza dover cominciare una nuova partita.

    Per quel che concerne invece l'intreccio vero e proprio, in cui preferiamo non scavare troppo a fondo per non precludere il piacere della scoperta alle nuove generazioni, vi basti sapere che questo ruota attorno all'ardimentoso Denam Pavel, sua sorella Catiua e l'amico di infanzia Vyce, ossia tre adolescenti che nel corso della campagna si batteranno per porre fine alle oppressioni e persecuzioni cui la propria gente è stata sottoposta per anni e ottenere la tanto agognata libertà.

    Trattando con assoluta maestria temi alquanto delicati come il razzismo e la crudezza della guerra, l'impianto narrativo di Tactics Ogre è sempre coinvolgente e non risulta mai banale, anche perché questo riesce a contestualizzare a dovere ogni singola motivazione dei vari personaggi. Sfortunatamente il publisher ha deciso anche a questo giro di non localizzare i testi di italiano, il che potrebbe precludere la totale comprensione del racconto a chiunque non sia in possesso di una discreta conoscenza della lingua inglese. I personaggi tendono infatti a utilizzare un linguaggio aulico che al contrario manderà in visibilio gli esperti conoscitori dell'idioma anglofono, anche perché la nuova edizione presenta include addirittura due tracce parlate - in inglese e giapponese - che rendono i dialoghi ancor più scorrevoli.

    Un gameplay rinnovato

    Benché la formula ludica alla base di Tactics Ogre: Reborn sia rimasta fondamentalmente la stessa, il team di Square Enix ha escogitato numerosi accorgimenti volti a snellire e svecchiare l'esperienza offerta dallo strategico. Ad esempio, prima ancora di avviare le battaglie, che proprio come un tempo si consumano sull'immancabile griglia isometrica, il giocatore ha la possibilità di esaminare il terreno di gioco e addirittura l'equipaggiamento degli avversari in campo, al fine di sfruttare le informazioni acquisite per selezionare le unità più adatte allo scontro e comporre il miglior party possibile.

    A questo proposito va sottolineato che Tactics Ogre: Reborn consente pure di salvare un massimo di cinque configurazione diverse, affinché l'utente sia libero di selezionare rapidamente un party precostruito e conforme alla situazione, eliminando del tutto l'altrimenti tediosa necessità di schierare una per una le singole unità del battaglione. Come raccontato nel nostro provato di Tactics Ogre: Reborn, l'ordine di azione delle pedine alleate e avversarie è stabilito unicamente dalla velocità delle stesse e può essere consultato in qualsiasi momento nella parte inferiore dello schermo, il che spalanca le porte a una dilettevole componente strategica.

    Vista la lentezza che solitamente penalizza il generale, va specificato che gli sviluppatori hanno ben pensato di introdurre un'opzione che, una volta attivata, raddoppia la velocità di azione e minimizza il rischio che gli scontri si protraggano eccessivamente.

    Le novità più sostanziose vanno però individuate nel sistema di crescita dei personaggi, che stavolta è stato totalmente ripensato: mentre un tempo erano le classi a salire di livello, costringendo le unità a tornare al livello iniziale dopo ciascun cambio di job, nella remastered sono invece i combattenti a accumulare esperienza e a rafforzarsi dopo ogni scontro.

    In questo modo, il sistema riesce a incentivare il costante cambio di classe e la sperimentazione di combinazioni sempre più efficaci. Non solo ogni singola classe è stata dotate di nuove abilità uniche e micidiali, ma l'accesso ai tanti talenti che nelle passate versioni del gioco andavano sbloccate ricorrendo al grinding è stato anticipato, favorendo non poco la già grande personalizzazione dei soldati. Discorso analogo vale per armi e protezioni, che un tempo potevano essere aggiunti all'equipaggiamento solo dopo raggiunto il livello richiesto: lo software nipponica ha rimosso qualsiasi prerequisito, permettendo al party di sfruttare immediatamente i vari pezzi di equipaggiamento non appena questi vengono rinvenuti.

    Giacché le suddette modifiche rischiavano di abbassare la difficoltà complessiva dello strategico, il team di Tactics Ogre: Reborn - che non offre il selettore di difficoltà ormai presente in tutte le produzioni moderne - ha ben pensato di introdurre il cosiddetto "Party Level", ovvero un level cap che sale proseguendo con la storia e che impedisce di ricorrere al grinding per superare gli ostacoli con la mera forza bruta.

    Non potendo in alcun modo oltrepassare il livello massimo raggiungibile, di volta in volta si è quindi spronati a vincere gli scontri elaborando strategie ponderate e fantasiose, nonché in grado di sfruttare a proprio vantaggio la conformazione del terreno e diversi altri fattori. Gli utenti non particolarmente avvezzi alla difficoltà che contraddistingueva i titoli di una volta potrebbero sentirsi intimoriti dal livello di sfida proposto da Tactics Ogre: Reborn; tuttavia, se è vero che il sistema continua a essere assai punitivo, la nuova funzionalità chiamata "Chariot Tarot" bilancia un tantino le cose, permettendo di riavvolgere fino a dieci turni e attuare una tattica diversa. In questo modo, i giocatori meno esperti di strategici non dovrebbero correre il rischio di rimanere bloccati. Se nel complesso siamo alquanto soddisfatti degli accorgimenti apportati alla "quality of life", vi è comunque una meccanica che ci ha convinti davvero poco, individuabile nelle carte che compaiono casualmente nel corso delle dispute. Ognuna garantisce bonus e malus permanenti, e se da una parte la loro sola esistenza aggiunge un pizzico di imprevedibilità e può alterare il corso dello scontro spingendo il giocatore a modificare i propri piani, dall'altra la possibilità di accumularne persino quattro minaccia il bilanciamento generale.

    Il peso degli anni

    Tra accorgimenti e assolute novità, la componente ludica di Tactics Ogre ha insomma giovato enormemente di questa riedizione, ma lo stesso non si può dire per la resa visiva. Concentrandosi quasi esclusivamente sul rinvigorimento del gameplay, dal punto di vista grafico Square Enix si è limitata a innalzare la definizione degli scenari, che già al tempo dell'approdo su PlayStation Portable accusavano una pixel art povera di dettagli.

    Certo, la portabilità offerta da Nintendo Switch (la versione che abbiamo scelto di porre sul banco di prova) contribuisce a mascherare l'età avanzata del prodotto e le sue storiche imperfezioni, ma restiamo comunque del parere che la Casa dei Chocobo avrebbe potuto quantomeno rinnovare gli sprite inespressivi dei personaggi e le illustrazioni originali che accompagnano i dialoghi, che al pari della versione PSP sono ritagliate in malo modo e per giunta penalizzate da un bordino nero eccessivamente spesso.

    Tenendo presente le meraviglie compiute da Square Enix col già menzionato The Triangle Strategy e gli altri titoli in HD-2D, il restauro di un classico intramontabile come Tactics Ogre avrebbe a nostro avviso meritato uno sforzo produttivo maggiore.

    Tactics Ogre Reborn Tactics Ogre RebornVersione Analizzata Nintendo SwitchNonostante siano trascorsi diversi decenni dal suo esordio sul mercato, Tactics Ogre continua a essere uno dei migliori esponenti del genere strategico e la nuova riedizione confezionata da Square Enix ha saputo incrementare non poco la scorrevolezza dell’esperienza. Seppur con qualche eccezione, gli accorgimenti apportati all’impasto ludico hanno saputo svecchiare il titolo dal sapore old-school, rendendolo appetibile anche agli occhi delle nuove generazioni. Per il rovescio della medaglia, però, il comparto tecnico non si difende altrettanto bene. Il nostro consiglio è dunque quello di fruirne sul piccolo schermo di Nintendo Switch, che proprio grazie alla portabilità saprà in parte mascherare l’età di una pietra miliare come Tactics Ogre.

    8.2

    Che voto dai a: Tactics Ogre Reborn

    Media Voto Utenti
    Voti: 15
    7.2
    nd