Recensione Tales from the Borderlands - Episodio 4: Escape Plan Bravo

Dopo un terzo episodio coi fiocchi, l'avventura di Telltale scala marcia e rallenta. Poche le scene davvero ispirate, per un racconto verboso e troppo diluito, in attesa del gran finale.

Tales from the Borderlands EP5
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo l'impennata di Catch a Ride era lecito aspettarsi che la narrazione di Tales from The Borderlands tornasse a ritmi più compassati. Ed in effetti questa penultima puntata, Escape Plan Bravo, tira il freno a mano e sembra volersi preparare per il "burnout" conclusivo.
Eliminate quasi del tutto le scene d'azione, il quarto episodio fa muovere molto lentamente gli ingranaggi del racconto, dando in qualche caso l'idea di voler allungare il brodo ma cercando al contempo di concentrarsi sulla dimensione umana dei personaggi. Un proposito forse non proprio esaltante, visto il contesto sboccato, violento e irriverente in cui l'immaginario creato da Gearbox ha sempre sguazzato; eppure un paio di scene più toccanti del solito, intime e molto sentite, spuntano fuori e non dispiacciono. Peccato che poi la sceneggiatura faccia fatica a tener conto di tutte le sottotrame, si dimentichi di troppi personaggi, e soprattutto di quel potere decisionale che ci aveva esaltato invece nella scorsa puntata.

Nessun Piano di Riserva

Per trovare la Cripta, Fiona e Rhys hanno bisogno del secondo ed ultimo update di Gortys. Che, ironia della sorte, si trova su Helios, apparentemente nel vecchio ufficio di Jack il Bello, ormai trasformato in una sorta di museo per impallinati. L'urgenza di lasciare il pianeta e trovare l'aggiornamento del piccolo robottino arriva non tanto dalla brama di ricchezze, ma dalle insistenze di Vallory, che sotto la minaccia delle armi spedisce i nostri sulla stazione spaziale della Hyperion, guardati a vista dai suoi scagnozzi.
La breve fase iniziale in cui Rhys presenta il piano per lanciarsi nello spazio ed acchiappare il bottino dimostra la grande capacità di Telltale nel giocare coi tempi narrativi e con la regia. Peccato che poi la messa in opera abbia il sapore di una pura formalità. Fiona deve convincere Scooter a preparare la nave, Rhys recuperare il corpo di Vasquez per approntare un travestimento. Tutto fila liscio e regolare, senza guizzi né spunti particolarmente apprezzabili.
È solo la splendida sequenza di lancio, spietata rilettura della corrispondente scena di Armageddon e sapiente sfottò all'epica Hollywoodiana, che ci risolleva il morale.
Ecco: Escape Plan Bravo sembra cominciare proprio da qui, buttando al vento la prima mezz'ora e lasciando all'utente altri sessanta minuti di gioco, fra l'altro non proprio esplosivi. A parte una scena stereotipata ma toccante proprio nel corso del viaggio, l'approdo su Helios risulta un po' insipido. L'incontro con una vecchia conoscenza e la scoperta di un tradimento terribile non ha un impatto particolarmente efficace, forse perché l'incipit del racconto è ormai lontano e lo spazio concesso finora a questo personaggio è stato più che marginale.
La visita guidata nel museo di Jack, invece, si prefigura come una sorta di test per i più preparati estimatori di Borderlands, che dovranno provare la loro conoscenza in materia, stando bene attenti a dare il giusto merito all'imprescindibile Stallone da Culo.

E tuttavia giunti alla fine dell'episodio, l'unica cosa che davvero si ricorderà sarà una spassosissima sparatoria tutta "mimata", estremizzazione degli scherzi fra gli evidentemente frustratissimi dipendenti della Hyperion. È questo il segno che Tales from The Borderlands funziona quando recupera il carattere degli sparatutto pubblicati da 2K, e non quando prova a parlarsi addosso.
In questo episodio persino l'innocente ingenuità di Gortys non riesce più a "far colpo", e l'unico personaggio veramente ben scritto è proprio Jack il Bello, che lentamente si fa strada nella mente di Rhys: furbo e calcolatore, Jack tenta l'assalto, lancia le sue stoccate, cerca di dimostrarsi utile e di vincere le resistenze del protagonista, per trasformarlo in un suo spietato doppione, e condurlo alla guida della Hyperion. Le sue macchinazioni sono evidenti eppure subdole, la maniera che ha di spuntare nei momenti per lui più opportuni è un chiaro segno delle intenzioni tutt'altro che nobili.
È proprio questa linea narrativa apparentemente nascosta che emerge di prepotenza nel finale, chiudendo in fretta l'episodio con un Cliffhanger che non ha respiro, ma che lascia intravedere grandi cose per il quinto e ultimo capitolo.

Tales from the Borderlands Al quarto episodio di Tales from The Borderlands manca un po' di nerbo. Ci sono tanti piccoli tocchi di classe (ad esempio l'interfaccia ottica di Rhys che poco a poco si sfalda, come se fosse “infettata” da Jack), ed altri momenti che spiccano se non altro per originalità (coma la “battaglia” contro il Firewall dei sistemi Hyperion). E poi c'è Stallone da Culo, grande superstar equina dell'episodio. Il problema è che tutti questi “istanti” sono diluiti in un racconto troppo verboso e inconcludente. Non bastano, per far quadrare tutto, le citazioni a Cowboy Bebop, una sequenza d'azione che entrerà negli annali ed un momento invece più intimo e personale. Corto e male assemblato, Escape Plan Bravo lascia indietro troppi personaggi, toglie al giocatore il potere della scelta, e funziona solo da raccordo tra la prima parte della storia, ambientata su Pandora, ed il gran (?) finale su Helios.

6.5

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