Tales from the Borderlands Recensione: folli avventure su Nintendo Switch

Unire un looter shooter tanto folle quanto adrenalinico con un'avventura grafica? Si può, e Tales from The Borderlands torna su Switch per dimostrarlo.

Tales from the Borderlands Recensione: folli avventure su Nintendo Switch
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Disponibile per
  • Xbox 360
  • PS3
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Uscito originariamente nel 2015, Tales From the Borderlands rappresentò per molti l'apice della formula "Telltale", un'avventura grafica graziata da una scrittura particolarmente ispirata in grado di coinvolgere il giocatore dall'inizio alla fine, complici degli innesti ludici particolarmente riusciti e una struttura narrativa malleabile. Oggi, con la rinascita di Telltale Games grazie a LGC Entertainment, e la promessa di nuovi progetti, 2K Games prova a dire la sua riproponendo anche su Nintendo Switch l'avventura nata da una costola del popolare looter shooter. C'è ancora spazio nel panorama odierno per le avventure di Rhys, Fiona e i cacciatori della Cripta?

    Un matrimonio improbabile

    Al suo annuncio Tales from the Borderlands fu accolto con un po' di scetticismo dal parte del pubblico. In fondo l'FPS di Gearbox sembrava quanto di più lontano possibile dalle produzioni targate Telltale, ed era difficile immaginare come un'avventura grafica in formato episodico avrebbe potuto rendere giustizia all'universo narrativo messo in piedi con i primi due episodi dello sparatutto.

    Eppure Tales from the Borderlands riuscì in questa difficile impresa mettendo in piedi una narrazione frenetica e divertente ma soprattutto rispettosa del materiale originale, in grado di catturare perfettamente l'essenza ironica ed iper violenta delle scorribande su Pandora (se volete riscoprire la saga, leggete la nostra recensione di Borderlands The Handsome Collection). Sebbene la storia presentata nei cinque episodi sia considerata canonica e si svolga tra il secondo e il terzo capitolo della serie (la recensione di Borderlands 3, a tal proposito, è a portata di click), Tales è un gioco che non richiede assolutamente alcuna conoscenza pregressa. Narrazione e personaggi sono stati creati ad hoc per l'avventura grafica e, a parte qualche volto noto e la familiarità degli ambienti (che faranno la felicità dei conoscitori del looter shooter), tutta l'avventura è godibile anche dai neofiti.

    Le vicende di Tales vengono raccontate dai due protagonisti, Rhys e Fiona, attraverso alcuni flashback: il primo, un impiegato della Hyperion, si ritrova insieme al suo migliore amico Vaughn invischiato in un traffico illegale su Pandora nel tentativo di fare le scarpe al suo rivale e nuovo capo Hugo Vasquez; Fiona, truffatrice di professione, sta invece portando a segno un colpo insieme a sua sorella Sasha, che potrebbe fruttar loro ben 10 milioni di dollari. La storia mette in scena proprio l'incontro tra i due protagonisti e il modo in cui le loro strade si sono intrecciate, in una continua sequela di disavventure e situazioni rocambolesche.

    In un modo molto simile a quanto visto nel recente Immortals: Fenyx Rising (a questo link trovate la nostra recensione di Immortals Fenyx Rising), i due narratori sono tutt'altro che affidabili e non faranno altro che distorcere il racconto dal loro punto di vista, riprendendosi spesso a vicenda e alterando il reale andamento degli eventi. Una soluzione che, oltre a rivelarsi particolarmente divertente e riuscita, si sposa alla perfezione col cuore del gameplay delle produzioni Telltale che da sempre hanno posto al centro dell'esperienza ludica le scelte del giocatore.

    La direzione del racconto

    Anche in Tales la narrativa presenta una struttura fortemente non lineare, in grado di adattarsi e biforcarsi ad ogni decisione presa o quando non eseguiamo correttamente un'azione entro il tempo limite imposto. Sebbene l'ossatura della trama rimanga sostanzialmente invariata senza particolari stravolgimenti, ogni scelta può condizionare pesantemente lo sviluppo dei singoli episodi, spesso portando a dialoghi e situazioni altrimenti impossibili da vedere, a meno che non si decida di iniziare una nuova partita o di riavvolgere i capitoli per cambiare il proprio approccio: un espediente che può aumentare drasticamente la longevità complessiva del titolo, il quale - la prima volta - richiederà circa una decina di ore per arrivare ai titoli di coda.

    In Tales from the Borderlands, che fa dei suoi personaggi e dei dialoghi la sua colonna portante, tutti e cinque gli episodi scorrono con un buon ritmo senza particolari problemi: non c'è mai la sensazione, presente purtroppo in molti altri titoli Telltale, che alcune sezioni siano eccessivamente lente o tirate per le lunghe, o che alcuni passaggi risultino superflui.

    Questo equilibrio è stato reso possibile grazie anche a fasi di azione ben riuscite, in grado di spezzare la staticità dei dialoghi a scelta multipla. Si tratta di semplici sequenze in QTE che non richiedono certo chissà quale partecipazione attiva da parte del giocatore, ma che, tramite l'uso di una regia particolarmente ispirata, riescono a coinvolgere al pari degli scambi di battute più divertenti o dei momenti della storia più ricchi di pathos.

    Adventure looter

    È chiaro insomma quanto gli sviluppatori di Telltale si siano impegnati nel rendere giustizia al mondo di Borderlands ben oltre la semplice narrativa. Le sequenze di azione sono solo l'elemento più palese, ma il gameplay dell'avventura grafica prende continuo spunto dai marchi di fabbrica del looter shooter, presentando una profondità ludica finora estranea alle produzioni del team. Rhys e Fiona incarnano a dovere le due colonne portanti di Borderlands: ad esempio nelle sezioni dedicate al primo, dotato dell'avanzata tecnologia Hyperion, l'esperienza assumerà un taglio più investigativo, grazie alla possibilità di scansionare gli ambienti tramite il suo occhio cibernetico, mentre nei momenti in cui si assumerà il controllo di Fiona, il gioco sposerà di più l'estetica Western dell'FPS.

    Ci sarà quindi anche la possibilità di rovistare nei livelli per reperire del loot e denaro da investire poi nella personalizzazione dei protagonisti e dei veicoli.
    Da un lato, pertanto, l'humor tipico di Borderlands è centrato appieno, mentre dall'altro la narrativa è quindi continuamente supportata da un gameplay rudimentale ma ben studiato che eleva, e non di poco, Tales from the Borderlands al di sopra dei suoi molto più noti predecessori del calibro di The Walking Dead e Wolf Among Us.

    Il lascito di Telltale

    Il problema di un'operazione del genere, che si limita a rendere nuovamente disponibile l'avventura nella sua totalità, è l'evidente arretratezza tecnica dell'engine di gioco. Se il Telltale Tool mostrava il fianco alle critiche già nel 2015, oggi la situazione non è certo migliorata anche su una console ibrida come la Switch, dove di sicuro la resa grafica non è tra le priorità dell'utenza.

    Tra modelli spartani, texture dalla qualità altalenante, compenetrazioni poligonali e animazioni legnose, il colpo d'occhio non è certo dei migliori. Il feeling cartoonesco dell'engine si sposa perfettamente col cel shading tipico della serie e in generale la direzione artistica è in grado di sopperire agli evidenti limiti tecnici della produzione, eppure avrebbe sicuramente giovato un qualche tipo di aggiustamento alla qualità complessiva.Unica grande mancanza di peso è rappresentata dalla rimozione della schermata posta alla fine di ogni episodio che indicava come i giocatori di tutto il mondo si erano espressi su ogni singola scelta "importante". Si trattava di semplici percentuali che erano in grado di appassionare parecchio e di aggiungere un taglio sociale a tutta quanta l'esperienza, un'omissione che toglie parte della magia che contraddistingueva i titoli Telltale.

    Tales from the Borderlands Tales from the BorderlandsVersione Analizzata Nintendo SwitchTales from the Borderlands è un gioco che mostra tutti gli anni che sono passati dalla sua prima pubblicazione, eppure il particolare ibrido tra un punta e clicca e un looter shooter conserva ancora oggi un fascino innegabile. Merito della scrittura di alto livello o della capacità di unire in modo semplice e immediato mondi ludici così diversi, Tales from the Borderlands è un'avventura grafica che, nonostante tutto, è consigliata tanto agli amanti del genere quanto agli appassionati di Borderlands, nella speranza di poter accogliere, presto o tardi, anche una seconda stagione.

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