Tekken 8 Recensione: il re dei picchiaduro 3D insegna a combattere

La storia serie Bandai Namco raggiunge la sua forma più potente, per un gioco ricchissimo di modalità e assolutamente accessibile.

Tekken 8
Recensione: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Abbiamo già ribadito più volte, nel corso delle scorse recensioni, quanto il panorama picchiaduro stia vivendo un periodo particolarmente florido. Il 2023 è stato un anno di svolta per il genere, in cui i grandi giganti del fighting game hanno deciso di mostrare i muscoli, con nuove iterazioni di leggendarie saghe come Street Fighter (qui la recensione di Street Fighter 6) e Mortal Kombat (ecco la recensione di Mortal Kombat 1) accompagnate da alcuni eccezionali outsiders come Granblue Fantasy Versus: Rising. Il trend positivo dei giochi di combattimento, tuttavia, non accenna ad arrestarsi e il 2024 si apre con un altro titolo importantissimo, destinato a lasciare il segno in un panorama già florido e variegato. L'emozione e l'hype della community di Tekken 8 sono palpabili: andiamo quindi, senza ulteriori indugi, a delineare le caratteristiche salienti dell'ultima fatica Bandai Namco.

    Goduria audiovisiva

    Il primo aspetto che ovviamente salterà all'occhio del giocatore sarà il comparto audio e video. Ebbene, possiamo subito affermarlo senza timore di smentite: Tekken 8 è il picchiaduro esteticamente più appagante sul mercato, oltre che il primo vero e proprio fighting game di nuova generazione. L'Unreal Engine 5 fa sfoggio del suo pugno di ferro, disegnando corpi vibranti e realistici, animazioni mozzafiato e stage costantemente animati e ricchi di dettagli.

    Il miglioramento rispetto al predecessore è netto ed è subito comprensibile come mai lo sviluppatore abbia deciso di realizzare il gioco solo su console current gen. L'audio design risulta inoltre estremamente appagante: i lottatori colpiscono forte ed è possibile percepire la potenza dei loro pugni anche dal punto di vista uditivo, mentre grazie al nuovo sistema Heat sarà possibile sbizzarrirsi in coreografiche sequenze offensive. Molto interessante l'approccio utilizzato da Bandai Namco nel gestire l'aspetto grafico del gioco nelle modalità offline e online. È finalmente chiara la ragione per cui certi utenti lamentavano un downgrade del prodotto finale in confronto alle sequenze dei trailer iniziali. Il team di sviluppo ha infatti deciso di andare "All In" negli scontri dello Story Mode, che vanteranno una qualità visiva superiore alle battaglie online. Questo per due principali ragioni: evitare che troppi particellari rovinino la percezione dei colpi avversari in ambito competitivo e, dato che il netcode rollback è strettamente legato al motore grafico, diminuire la presenza di lag e scatti nell'esperienza multigiocatore.

    La principale modalità Single Player sarà ricca di scontri epici, esplosioni, effetti di pioggia e fulmini, mettendo a dura prova anche la potenza di calcolo delle console di nuova generazione. Non esageriamo dicendovi che certe battaglie ricorderanno, soprattutto nelle fasi finali, le coreografiche boss fight di titoli come Final Fantasy XVI(la recensione di Final Fantasy XVI è qui ad attendervi).

    Gli scontri della Storia saranno inoltre ricchi di slow down, dialoghi e quick time event, che mal si concilierebbero con un'esperienza uno contro uno competitiva. Questa decisione di offrire un tale spettacolo visivo in modalità non competitive e "razionalizzare" risorse e particellari nel multigiocatore ci è sembrata veramente azzeccata e riesce a soddisfare pienamente le esigenze di diversi tipi di pubblico.

    Il sistema Heat: il cuore pulsante del gameplay

    Tekken 8 è uno dei capitoli più sperimentali prodotti da Bandai Namco. Nel corso degli anni la saga ha preferito battere la via della "evoluzione" piuttosto che della "rivoluzione", seguendo spesso il motto "squadra che vince non si cambia". L'epopea di Jin e Kazuya è una delle più apprezzate proprio per questo motivo: acquistando un capitolo della serie Tekken si è già sicuri di ciò che si troverà al suo interno, in termini di roster e gameplay.

    Nonostante i giocatori di vecchia data abbiano comunque modo di ritrovare moveset e lottatori familiari, il sistema che regola gli scontri presenta alcune fondamentali differenze. L'Heat System è un insieme di meccaniche pensate per rendere l'azione più leggibile sia ai giocatori che a tipologie di spettatori meno avvezze al genere picchiaduro, scandendo le fasi dello scontro in maniera molto più netta rispetto al passato e spettacolarizzando il tutto. Ogni membro del roster possiede un indicatore chiamato "Heat Gauge" o Barra dell'Heat che, una volta attivata in vari modi, gli permetterà di eseguire diverse azioni estremamente utili in battaglia e ricevere potenziamenti specifici per personaggio. Tale stato potenziato potrà essere attivato una volta a round e durerà una manciata di secondi, che potranno essere estesi o ridotti in base alle azioni che il beneficiario di tale power up eseguirà.

    Il primo problema che il giocatore dovrà porsi sarà quindi quello di entrare in modalità Heat, e questo potrà avvenire principalmente in due modi: utilizzando un Heat Engager o un Heat Burst. Entrambe le tecniche sono semplicissime da spiegare.

    Gli Heat Engager sono mosse particolari all'interno del moveset che, una volta a segno, porteranno l'attaccante immediatamente in modalità Heat e gli faranno eseguire in automatico uno scatto verso l'avversario inerme; l'Heat Burst è un colpo singolo, usabile tramite la pressione di due tasti, in grado di assorbire colpi. Il Burst potrà essere utilizzato come "mossa anti panico", mentre l'Engager avrà una durata maggiore ma sarà subordinato al successo della tecnica offensiva effettuata.

    Controlli semplificatiUna delle funzioni inedite di Tekken 8 è lo schema di controllo per neofiti. Utilizzabile in tempo reale tramite la pressione di un pulsante (che potete impostare come preferite), questo schema semplificato vi permetterà di eseguire combo con un solo tasto e di ridurre i vastissimi moveset dei lottatori del roster a quattro o cinque semplici manovre. Bisogna comprendere la grossa differenza con i controlli "Moderni" di Street Fighter 6. Lo schema semplificato di Tekken 8 non è previsto, al contrario del picchiaduro di Ryu e Ken, come alternativa competitiva ai controlli classici, ma risulta un aiuto da cui affrancarsi il prima possibile, una volta appresi i rudimenti di un personaggio. Vanno considerati come le ruote ausiliari di una bicicletta, quando si sta imparando a pedalare. Tuttavia, apprezziamo enormemente lo sforzo profuso dagli sviluppatori per permettere ai giocatori novizi di prendere immediatamente confidenza con le principali manovre offensive del personaggio. La bellezza di questo schema di controlli non sta tanto nella semplicità di esecuzione ma nella riduzione dei moveset a pochi, fondamentali, elementi. Generalmente, le mosse previste dagli sviluppatori saranno un colpo per assorbire l'offensiva avversaria, un colpo basso per aprire la difesa del proprio rivale e una semplice combo juggle per massimizzare i danni. Ricordiamo che la difficoltà principale della serie Tekken non risiede tanto nell'abilità manuale richiesta per eseguire le combo aeree, quanto nella quantità di mosse a disposizione di ogni personaggio. Il neofita quindi avrà, ancora una volta, la possibilità di entrare gradualmente nel moveset di ciascun membro del roster, creare una basilare struttura offensiva e aggiungere lentamente altre mosse al proprio repertorio, senza trovarsi forzato fin dall'inizio a studiare gli elenchi mosse presenti in modalità allenamento. Perfetto anche per una serata tra amici senza velleità competitive, il nuovo sistema di controlli è un'aggiunta sicuramente gradita.

    Una volta entrati in modalità Heat, avrete diversi vantaggi. Innanzitutto, gli attacchi effettueranno danni anche se parati; si potrà sfruttare una nuova devastante tecnica chiamata "Heat Smash" (attraverso la pressione di un solo tasto quindi estremamente adatta ai neofiti, simile per certi versi al Rage Drive del settimo capitolo); e sarà possibile cancellare in scatto alcune mosse tramite l'"Heat Dash". La maggior parte delle mosse cancellate in scatto potranno essere quindi sfruttate per far partire combo prima inaccessibili, mantenendo un discreto vantaggio anche se bloccate. Ciliegina sulla torta di un combat system che ci è sembrato ben collaudato sono i potenziamenti peculiari di alcuni aspetti dei lottatori, ottenuti entrando in modalità Heat. Claudio avrà ad esempio accesso illimitato al suo Starburst; Steve potrà effettuare nuovi fulminei scatti in avanti e penetrare la difesa avversaria con un clinch; King avrà delle devastanti prese in grado di assorbire i colpi avversari. I potenziamenti durante lo stato "Heat" sono diversi da personaggio a personaggio e contribuiscono a dare ulteriore "personalità" ai 32 membri del roster, differenziandoli ulteriormente. In definitiva il sistema Heat ci è sembrato estremamente coreografico e facile da comprendere anche per un neofita. Ogni Heat Engager andato a segno sarà accompagnato da uno zoom e da un'aura che circonderà il giocatore attaccante, definendo in maniera molto netta le fasi dello scontro e permettendo a chiunque di capire immediatamente quale dei due giocatori si trova in uno stato di vantaggio. Una concessione all'intellegibilità degli scontri che ci è sembrata sacrosanta. I nuovi arrivati sono indubbiamente interessanti: Victor è un personaggio carismatico e adatto ai principianti, con combo semplici e leve lunghissime; Azucena, la caffeinomane lottatrice MMA, è per i giocatori intermedi che dovranno destreggiarsi tra le sue "stance" evasive; Reina farà la gioia dei giocatori Mishima e soprattutto dei player rimasti orfani di Heihachi, risultando una combattente adatta a giocatori esperti.

    È ovviamente impossibile fare delle previsioni sul bilanciamento del roster e del combat system, poiché saranno necessari mesi di rodaggio e tornei per comprenderne le reali potenzialità.

    Ma ci troviamo di fronte ad un titolo al contempo più spettacolare e di più semplice comprensione, sicuramente "eSports ready": gli Heat Engager non sono altro che dei grossi "evidenziatori" che aiuteranno i neofiti a destreggiarsi tra le enormi move list di cui ogni personaggio dispone, e ogni attacco è accompagnato da vistosi effetti visivi di facile individuazione che renderanno più leggibili gli scontri.

    Una ricca offerta in singleplayer: lo Story Mode

    Gli sviluppatori di picchiaduro sono ormai uniti nella convinzione di dover includere due tipologie di utenze nei propri prodotti: i cultori del single player e gli irriducibili del gioco online. Per questo motivo, nella maggior parte dei fighting game moderni è presente una corposa componente offline, in grado di offrire diverse ore di divertimento ad ogni tipologia di utente. Tekken 8 non fa assolutamente eccezione, fornendo diverse modalità per l'intrattenimento in solitaria.

    La principale modalità è "Il risveglio dell'oscurità", uno Story Mode della durata media di circa 6 ore (le quali possono diventare anche 9 in base al numero di game over) che vede come protagonista Jin Kazama. Il giovane karateka, costantemente in bilico tra l'umano e il demoniaco, dovrà affrancarsi dal suo lato maligno, trovando una nuova identità e cercando la redenzione dai peccati commessi nei capitoli precedenti.

    Il tutto cercando di non soccombere sotto i colpi del possente Kazuya Mishima, potente come non mai nella sua forma demoniaca. Come facilmente intuibile sin dalle prime battute della vicenda, i due possessori del Devil Gene saranno grandi protagonisti della storia, con scontri epici senza esclusione di colpi. Nonostante la non eccezionale profondità narrativa, che tende a uniformare molti personaggi e a ridurli ad un semplice "Team Kazuya" o "Team Jin" piuttosto che evidenziarne i tratti distintivi, questa modalità ci è sembrata estremamente spettacolare, con scontri titanici e coreografici, un accompagnamento musicale in grado di dare la carica nei momenti giusti e un ritmo serrato, sempre incalzante.

    Non aspettatevi, tuttavia, un approfondimento psicologico particolarmente curato e dimenticatevi ogni velleità di realismo: come molti avranno potuto vedere dalla demo comparsa negli store digitali qualche settimana fa, lo stile degli scontri è quanto di più lontano possa esserci dai fasti dei primi capitoli. In Tekken 8 è regolare amministrazione distruggere palazzi, sparare raggi di energia dalla fronte e lanciare automobili contro il nemico.

    A seconda dei gusti personali, potrete trovare questa deriva molto "sovrannaturale" piacevole o stucchevole, ma si tratta sicuramente di uno degli Story Mode più tamarri ed epici che si possano trovare nel genere picchiaduro. I fan della saga sicuramente apprezzeranno il taglio potente delle fasi finali.

    Inoltre, all'interno della vicenda, saranno presenti alcuni deliziosi riferimenti ai vecchi capitoli, che non vogliamo assolutamente anticiparvi ma che faranno sicuramente sorridere i giocatori più nostalgici. "Il risveglio dell'oscurità" è una modalità adatta a ogni tipo di utente, ed a questo proposito alcune manovre sono state semplificate: basteranno pochi tasti per dare origine a combinazioni letali e alcuni personaggi risulteranno estremamente più potenti delle controparti presenti nelle modalità online, proprio per fornire anche ai giocatori meno scafati un modo per divertirsi.

    A corredo della modalità principale, che tratterà un'unica vicenda, saranno presenti gli "episodi personaggio", brevi sequenze di scontri al termine delle quali potremo assistere a cutscene personalizzate specifiche per ciascun guerriero, che aiuteranno ad approfondire la lore del lottatore selezionato.

    Arcade Quest, Tekken Ball e altro ancora

    L'Arcade Quest è la modalità che ci ha fatto più sorridere, da vecchi frequentatori di sale giochi. Al contrario dello Story Mode, volutamente cinematico ed esagerato, questa seconda modalità single player avrà uno sfondo più didattico ed eSport-based, permettendovi di apprendere lentamente i rudimenti del gioco e prepararvi alle partite online.

    Consideratelo una sorta di tutorial narrativo, con innumerevoli riferimenti alla cultura arcade e al Tekken World Tour, il circuito competitivo ufficiale (nella vita reale) della serie Tekken. All'interno dell'Arcade Quest interpreteremo il nostro avatar in un percorso di auto-miglioramento, partendo dalla piccola sala giochi di paese fino ad arrivare ai circuiti esportivi più importanti. Miglioreremo assieme a lui, studiando in maniera lenta e graduale le tecniche base che ci aiuteranno nei match multigiocatore. L'intreccio narrativo è volutamente semplice e serve principalmente ad "indorare la pillola", per evitare di scoraggiare il neofita ponendolo di fronte ad un asettico Training Mode senza alcuna gradualità. Tuttavia, le personalità dei mini-giocatori in stile chibi che popolano le varie sale giochi ci hanno divertito in più di un'occasione, poiché rappresentano in maniera abbastanza realistica la cultura arcade degli anni '90: dal neofita che gioca per puro spasso, all'arrogante bullo di quartiere convinto di essere il miglior giocatore del pianeta, chi ha vissuto l'epoca dei cabinati non potrà che provare un piacevole senso di déjà-vu (qui la nostra intervista al team di Tekken 8 sulle modalità del gioco).

    A guardare le modalità Single Player offerte da Tekken 8, è chiaro che gli sviluppatori abbiano avuto in mente un ordine specifico per trasformare i giocatori occasionali in assidui frequentatori delle lobby online, fornendogli una modalità esclusivamente cinematografica senza alcuna velleità competitiva ed una sorta di "ponte di transizione" verso il multiplayer. Uno sforzo divulgativo, atto ad ampliare la platea di giocatori competitivi e semi-competitivi, assolutamente lodevole.

    Le sorprese, tuttavia, non sono finite: torna infatti il Tekken Ball, uno dei più acclamati side-content dello storico Tekken 3 giocabile offline e online. Al suo interno, l'arena di gioco si trasformerà in un campo da beach volley e potremo utilizzare i moveset dei nostri lottatori per colpire la palla nelle maniere più brutali e scagliarla contro l'avversario per svuotarne la barra di energia. Ottima per una serata tra amici o per spezzare la tensione delle modalità ranked online.

    La titanica offerta a giocatore singolo del titolo Bandai Namco si chiude con le classiche modalità arcade, allenamento, versus e con la modalità ghost, al cui interno potremo "allenare" un avversario guidato dall'intelligenza artificiale ed insegnargli strategie, combo e tecniche.

    Nonostante non rappresenti ovviamente un livello di sfida paragonabile a quello di un giocatore in carne ed ossa, è stato divertente vedere la CPU utilizzare le nostre stesse tecniche contro di noi e mandarci al tappeto più di una volta. L'intera produzione trasuda amore per il franchise, voglia di proiettare la serie verso il futuro ma con numerose strizzate d'occhio al glorioso passato della saga.

    Qualora il comparto sonoro non vi soddisfi, avrete la possibilità di scegliere tra numerose tracce dei vecchi Tekken, che sostituiranno integralmente il sottofondo musicale di menu e schermate di selezione. L'aspetto che più ci ha impressionato è che le musiche andranno ad "incastrarsi" in maniera razionale nella colonna sonora del titolo.

    Ad esempio, qualora decidiate di utilizzare tracce da Tekken 2, la schermata di selezione del personaggio verrà automaticamente sostituita con quella del secondo capitolo. Insomma, il team di Harada-San ha fatto i compiti a casa, fornendo un'esperienza a giocatore singolo tra le migliori nel genere.

    Un multiplayer ricco ma problematico

    Le Lounge di combattimento online, a livello visivo, saranno simili a quanto visto nella modalità Arcade Quest. Il parallelo non è assolutamente casuale: è chiaro l'intento dello sviluppatore di far sentire "a proprio agio" il giocatore, facendogli percepire la Lounge come un'estensione delle modalità offline già praticate.

    Una "coccola" che si spera i neofiti apprezzeranno. Il nostro avatar chibi potrà, quindi, entrare in una sala giochi virtuale e sfidare avversari in carne ed ossa in varie modalità, in maniera simile a quanto accade nel Battle Hub di Street Fighter 6. Il grosso dell'esperienza online, tuttavia, è costituito dalle modalità ranked, amichevoli e dalle stanze private in cui invitare i propri amici. Un grosso miglioramento rispetto al precedente capitolo è la possibilità di godere di un allenamento pienamente funzionante mentre si aspetta il proprio avversario in matchmaking. Potremo accedere a tutte le funzionalità del training mode piuttosto che averne una versione "nerfata" durante le attese. La modalità classificata sarà simile a quella del settimo capitolo, con molteplici gradi da scalare e incontri promozione. Tuttavia, gli scontri non saranno più infiniti in modalità "deathmatch", ma limitati ad un set al meglio delle 3 partite. Non prendiamo posizione riguardo questo cambiamento, poiché entrambe le soluzioni presentano punti di forza e debolezze.

    Continuare a permettere la rivincita infinita avrebbe sicuramente aiutato a studiare il personaggio dell'avversario per periodi più lunghi di tempo (il che in un picchiaduro con oltre 80 mosse per personaggio è importantissimo), ma incoraggiava abusi di vario tipo; il forzare scontri più corti sicuramente permette più ricambio di giocatori, ma relega lo studio del personaggio specifico alle sole stanze private, a patto di conoscere utenti particolarmente versati nell'utilizzo di un determinato membro del roster.

    Altro vantaggio dell'esclusività next gen sono i tempi di caricamento assenti tra un match e l'altro, che riducono notevolmente le attese durante le sessioni di gioco. Al termine di ogni partita avrete la possibilità di riguardare gli incontri disputati con un sistema replay davvero interessante: l'intelligenza artificiale, infatti, vi darà delle utili dritte, consigliandovi ad esempio combo o punizioni più dannose per certe situazioni. Un'aggiunta sicuramente eccellente, che aiuterà giocatori di ogni livello a navigare il "mare magnum" costituito dalle movelist del titolo Bandai Namco.

    Ma passiamo alla "ciccia", ovvero il netcode, elefante nella stanza di questa produzione. Come già visto nelle varie beta online, Tekken 8 fornirà ai giocatori la possibilità di scegliere tre impostazioni: "Priorità alla risposta", "Standard", e "Priorità alla fluidità". Il settaggio si riferisce al modo in cui il motore di gioco "trasformerà" eventuali momenti di lag sullo schermo del giocatore.

    Dando priorità alla risposta, vedremo dei micro-scatti o stutter in caso di lag, mentre con le altre due modalità la compensazione avverrà attraverso un leggero ritardo nei comandi. In seguito a test estensivi, dobbiamo purtroppo rilevare un netcode inferiore alle altre produzioni moderne. Scongiuriamo immediatamente ogni polemica: progettare un netcode rollback su un picchiaduro a tre dimensioni non è impresa facile. Tale netcode si basa su un sistema predittivo, che considera le eventuali opzioni durante uno scontro ed eventualmente "corregge il tiro" in caso di picchi di latenza. Va da sé che se un tale meccanismo funziona benissimo in caso di titoli a due dimensioni, aggiungendo un asse di movimento in più tutto si complica, dato che il sistema predittivo dovrà considerare molte più variabili. Il tentativo di Bandai Namco è comunque apprezzabile: la maggior parte delle partite sotto i 100 ms di ping risultano abbastanza fluide, con due o tre frame di rollback a seconda della stabilità delle connessioni. Oltre a questo, un buon lavoro è stato fatto anche sul comparto crossplay, grande neo della precedente incarnazione della saga.

    Nonostante non possa ambire all'eccellenza, possiamo affermare che il comparto online di Tekken 8 sia superiore al predecessore, ma faccia fatica a reggere il confronto con gli altri picchiaduro recenti. Sconsigliamo vivamente di utilizzare l'impostazione per dare priorità alla risposta e soprattutto di giocare in Wi-Fi, in quanto questa opzione risulta quasi totalmente impraticabile.

    Tekken 8 Tekken 8Versione Analizzata PlayStation 5Tekken 8 è uno dei picchiaduro esteticamente più appaganti presenti sul mercato. Il titolo è stato curato nei minimi dettagli e presenta un combat system semplificato, pur basandosi sulle solidissime fondamenta del predecessore. Un roster variegato e una componente single player di prim'ordine garantiranno infinite ore di divertimento a ogni tipologia di giocatore. Peccato per qualche inciampo di troppo della componente online, che compromette in parte un prodotto che risulta assolutamente eccellente da ogni altro punto di vista. Detto questo, abbiamo deciso di premiare l'enorme mole di contenuti presente nel titolo e soprattutto le modalità didattiche estremamente precise, gradevoli e semplici da comprendere.

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