Tell Me Why Episodio 1 Recensione: tornano gli autori di Life is Strange

Dontnod Entertainment torna con una nuova avventura grafica che tratta argomenti piuttosto complessi: eccovi le nostre impressioni sul primo episodio.

recensione Tell Me Why Episodio 1 Recensione: tornano gli autori di Life is Strange
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  • Xbox Series X
  • Cambiano i luoghi, le storie, i protagonisti, ma la firma di Dontnod si riconosce immediatamente. Bastano un panorama, un accordo musicale sempre preciso o una semplice linea di dialogo, e in un attimo è possibile avvertire tutta la carica emotiva che, solitamente, contraddistingue i racconti degli autori di Life is Strange. Anche se sporadicamente il team ha fatto incursione in qualche genere alternativo, come dimostrano Remember Me e Vampyr, è indubbio che gli sceneggiatori francesi si sentano a proprio agio prevalentemente con le avventure grafiche. Mentre si attendono ulteriori dettagli sul thriller investigativo Twin Mirror, la prossima opera dello studio giunge su Xbox One con una formula episodica divisa in tre atti, pronti a susseguirsi sullo store di Microsoft a distanza di appena una settimana l'uno dall'altro.

    Dell'ambizioso Tell Me Why abbiamo potuto giocare il primo episodio, scoprendo un'esperienza che, in linea con gli stilemi tipici di Dontnod, parte da un evento tragico per raccontare l'animo umano e il complesso groviglio della sua coscienza. Come in Life is Strange 2, anche in questa nuova storia interattiva al centro della trama c'è il rapporto che lega due fratelli, uniti da un potere che potrebbe ora trasformarsi in un dono, ora in una maledizione.

    La memoria è una maledizione

    Delos Crossing, in Alaska, sembra un posto tranquillo. Immerso nella natura, in un paesaggio innevato, con orizzonti che a tratti mozzano il fiato. Una cittadina contenuta, dove le persone sanno tutto di tutti, e dove è difficile dimenticare il passato. Soprattutto quando è intriso di sangue. Dieci anni prima dell'inizio di Tell Me Why, una disgrazia ha colpito la famiglia Ronan, lasciando i gemelli Alyson e Tyler privi della madre Mary-Ann. Dopo essere stati separati, a seguito della tragedia, i fratelli sono cresciuti lontani l'uno dall'altro.

    Tyler, che quando era piccolo si chiamava Ollie, ha anche attuato un processo di transizione per cambiare sesso: nella cittadina di Delos Crossing, insomma, dove l'attività più intensa sembra rappresentata dalla pesca, la storia dei Ronan è davvero complessa da scordare. I due ragazzini, ormai adulti, si rivedono dopo molto tempo e, nonostante gli anni trascorsi, la connessione tra di loro resta ancora incredibilmente intensa, quasi soprannaturale.

    Benché sulle prime tra i gemelli si percepisca un pizzico di legittima tensione, basta poco perché l'affetto e la complicità fraterna prendano il sopravvento. E così i protagonisti tornano nella loro vecchia casa, dove una volta vivevano insieme alla madre: lì il passato si manifesta di nuovo, con più intensità, al punto tale da sconvolgere un equilibrio che i fratelli avevano cercato faticosamente di raggiungere. C'è un mistero che avvolge la scomparsa di Mary-Ann, e la verità assume molte forme diverse, a seconda degli occhi di chi la guarda.

    Alyson e Tyler proveranno dunque a far luce su quanto accaduto dieci anni prima, pronti forse per riportare a galla ciò che avevano deciso (volontariamente?) di seppellire nei recessi della memoria. Il primo episodio di Tell Me Why possiede una semplice valenza introduttiva: inizia con una scena di grande impatto emotivo, se non altro per la forza dei temi trattati, e piano piano inizia a quietarsi, per poi riesplodere a tratti, culminando in un colpo di scena finale che apre a risvolti potenzialmente interessanti. Il fatto che Tyler sia un personaggio transgender, il primo in un videogioco di alto profilo, è un elemento importante per lo sviluppo psicologico dei protagonisti, ma non rappresenta comunque il perno fondante della trama: Tell Me Why resta un thriller che fa leva sull'importanza del legame genitore-figli, del supporto fraterno, del ruolo nei ricordi per la formazione della personalità di un adulto.

    La complessità di queste tematiche è raccontata da Dontnod con la solita delicatezza che caratterizza le opere del team di sviluppo, con un linguaggio semplice e quotidiano, mai forzato o farraginoso. Eppure il primo episodio dipana la sua trama con un ritmo altalenante, non sempre incisivo come avremmo voluto e privo di frangenti particolarmente rimarchevoli.

    La penna dello studio si dimostra poi precisa e puntuale nella caratterizzazione di Tyler, mentre in altri momenti si lascia andare a qualche incertezza nel profilo dei comprimari che ruotano attorno ai gemelli Ronan. Il nostro è ovviamente solo un giudizio preliminare, e magari nei successivi atti dell'avventura la qualità della sceneggiatura saprà dimostrarsi più omogenea e coinvolgente di quanto assaggiato in questo episodio d'esordio.

    La scelta dei ricordi

    Il legame tra Alyson e Tyler va ben oltre l'affinità che li unisce e si manifesta in maniera concreta: anzitutto, fin da bambini, i due protagonisti riuscivano a comunicare telepaticamente, perdendosi in lunghe chiacchierate senza mai proferire parola. Questo dono, con l'avvento dell'età adulta, non solo si è preservato intatto, ma si è anche evoluto, fino a permettere ai gemelli di rivivere porzioni di ricordi che si manifestano dinanzi ai loro occhi come fossero i fantasmi del passato.

    Sia nelle fasi in cui controlleremo Alyson sia in quelle in cui vestiremo i panni di Tyler avremo quindi la facoltà di analizzare le ambientazioni alla ricerca di un punto in cui materializzare le memorie e seguirne lo svolgimento, per cogliere alcuni indizi utili a svelare i retroscena sulla scomparsa di Mary-Ann.

    La peculiarità di simile meccanica risiede nel fatto che alcune volte Alyson e Tyler non ricorderanno il medesimo evento allo stesso modo: spetterà al giocatore, dunque, scegliere quale "versione" seguire, imboccando un bivio narrativo che, ovviamente, avrà un grosso impatto sia sul prosieguo della trama sia sul rapporto tra i fratelli. L'idea è indubbiamente accattivante e diviene esplicita metafora della soggettività delle memorie, dell'incertezza del passato e sul modo in cui la percezione della realtà influenza la personalità degli esseri umani.

    Resta da verificare la portata decisionale sul lungo termine: nel primo capitolo, queste macro scelte legate ai ricordi sono molto limitate, e confidiamo quindi che nei prossimi episodi la duplice visione dei fratelli si presenti con un maggior numero di possibilità. Accanto a questa dinamica, Tell Me Why ripropone i classici bivi dialogici a cui il team ci ha abituato nelle sue avventure grafiche: in base alle nostre preferenze durante le conversazioni, insomma, avremo modo di aumentare l'affinità con i vari personaggi e rinforzare o allentare il rapporto tra Alyson e Tyler.

    Tra sequenze interattive, analisi ambientali, piccoli puzzle da risolvere e dialoghi opzionali, in poco più di 2 ore il primo atto scorre via senza troppo clamore e getta le basi per un mistero che, nei successivi due episodi, avrà l'arduo compito di mettere in mostra le sue vere potenzialità.

    Tell Me Why Tell Me WhyVersione Analizzata Xbox OneRispetto alle passate opere di Dontnod, Tell Me Why esordisce in maniera più tiepida, ma comunque nasconde, tra le pieghe della sua sceneggiatura, qualche spunto assai intrigante che aspetta solo di essere sviscerato a dovere. Di carne a fuoco ce n’è tanta: dal thriller psicologico alla tematica della transizione di genere, passando per i legami familiari, il conservatorismo religioso, l’accettazione, il perdono e il valore dei ricordi come mezzo per plasmare la propria realtà. Il primo episodio però affastella tutto questo calderone di argomenti, e la speranza è che i prossimi atti possano dare a ogni tema narrativo lo spazio e la profondità che merita. Date le premesse, in ogni caso, le memorie dei gemelli Tyler e Alyson - per quanto dolorose - meritano comunque di essere (ri)vissute.

    7

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