Telling Lies Recensione: il nuovo gioco di Sam Barlow, autore di Her Story

Dopo l'eccezionale Her Story, Sam Barlow ci propone un altro straordinario thriller interattivo: non lasciatevelo sfuggire!

recensione Telling Lies Recensione: il nuovo gioco di Sam Barlow, autore di Her Story
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  • Il successo mediatico e la crescita dell'industria videoludica hanno portato con sé anche nuove prospettive e idee che si sono manifestate sotto forma di originali visioni d'autore. Con la progressiva evoluzione del medium interattivo, insomma, sono nati progetti sempre diversi, ricchi di ispirazione e contaminazioni da altri settori dell'intrattenimento, come il cinema, capaci di evolvere tutto il mondo del gaming. Tra i nomi a cui spetta il merito di aver innalzato il livello autoriale del mezzo videoludico spicca sicuramente quello di Sam Barlow che con il suo Telling Lies contribuisce nuovamente, dopo Her Story, alla costruzione di questa magnifica cattedrale comunicativa che è il videogioco. Lo fa attraverso un'opera dai mille piani di lettura, con un design sostanzialmente perfetto e con una scrittura che riesce a essere cattiva, cruda e mai banale, in grado persino di adattarsi ad un sistema che tiene conto della volontà del giocatore. In poche parole, Telling Lies è un capolavoro.

    Video investigazione

    L'avventura investigativa di Telling Lies ripropone la stessa impalcatura ludica di Her Story: tramite l'interfaccia desktop di un computer, dovremo scavare a fondo tra numerosi archivi video per scoprire la verità su una serie di vicende che, all'inizio, ci sembreranno assai confuse, quasi intraducibili.

    Per farlo, ci basterà selezionare una parola all'interno del peculiare motore di ricerca del computer, installato tramite una pendrive inserita dalla silenziosa protagonista dell'avventura: ogni volta che il sistema troverà la parola digitata in un video, lo avvierà precisamente dal momento in cui viene citato il termine richiesto. A quel punto, potremo riavvolgere o mandare avanti il tempo quanto e come vorremo, per osservare un'intera clip o solo uno suo frammento. Data l'ampia estensione di certi video (che arrivano a toccare i dieci minuti), anche velocizzare il rewind di un determinato contenuto potrebbe richiedere qualche secondo: a livello superficiale questo elemento rischia di sembrare un problema di design, dato che appare come una forzatura "realistica" che danneggia il piacere dell'esperienza, ma in realtà, rispetto ad Her Story, in Telling Lies il computer che useremo per interagire con l'immenso database ci segnalerà lo scorrere del tempo all'interno del mondo di gioco, in funzione di uno specifico evento narrativo.

    Decidere di osservare più spezzoni di vari video oppure una sola clip in versione integrale, con ovvie differenze in termini di informazioni recepite, rappresenta una scelta ludica che possiede un impatto sulle strategie da prendere per seguire il percorso che si desidera, verso uno dei finali disponibili.

    Parole, parole, parole

    Ovviamente, anche la scelta delle parole da ricercare è assolutamente fondamentale, ed è anzi il perno intorno al quale ruota tutta l'esperienza. Ed è proprio nella perfezione interattiva che risiede la grandezza del lavoro di Sam Barlow: l'autore inglese ha saputo costruire una storia che è legata solo in apparenza a ciò che accade, ma che in realtà si basa totalmente sul modo in cui i fatti vengono narrati.

    In una fenomenale sovrapposizione tra i desideri della protagonista e quelli del giocatore, subito dopo una brevissima introduzione cinematica, ogni azione che decideremo di effettuare sarà interna al racconto, avrà delle ripercussioni sulla storia, e quindi anche la scelta di una parola da immettere nel motore di ricerca cambierà non tanto il corso degli eventi quanto la nostra percezione degli stessi. In Telling Lies le vicende e le storie che coinvolgono i protagonisti si evolvono, cambiano, diventano prologhi o epiloghi in modo fluido e al contempo ben definito, esaltando le sfumature, le curiosità, i dettagli nella scrittura e nella qualità del recitato.
    Sam Barlow non vuole condurci da un punto iniziale a uno finale, ma solo farci vivere un processo investigativo: scoprire il "video finale" non ha dunque alcun peso, perché quest'ultimo può essere al contempo sia un prologo che un epilogo, a seconda della sensibilità di chiunque si approcci a questo eccezionale mosaico interattivo.

    Attori che diventano personaggi

    Per dare ulteriore forza e spessore a questa struttura ludo-narrativa, Barlow si è nuovamente appoggiato a un'interfaccia e a un contesto comunicativo che faccia sentire il giocatore costantemente legato all'avatar con cui si sta identificando.

    Ogni aspetto della produzione è dunque giustificato ai fini del racconto: l'unico elemento che rompe in parte la costante ricerca di realismo è rappresentato dalla musica, che accompagna le scoperte più eclatanti o i giri di boa narrativi con un intercalare chiaro e funzionale, eppure non sempre del tutto ispirato.

    In controtendenza rispetto a Her Story è la scelta di mostrare quasi costantemente il riflesso dell'investigatrice sullo schermo con cui interagiamo, elemento funzionale a scandire lo scorrere del tempo di gioco e a ricordare all'utente di star impersonando un protagonista con un compito apparentemente specifico, distante dal banale voyeurismo.

    La regia delle scene è poi eccelsa, capace di usare la prospettiva delle inquadrature con intelligenza e furbizia, inserendo con attenzione messaggi e suggerimenti tramite spostamenti e riposizionamenti delle telecamere da parte degli attori coinvolti. Ogni dettaglio catturato dalla nostra mente, inoltre, dal vestiario ai segni distintivi, potranno esserci d'aiuto per la risoluzione del mistero. Le interpretazioni dell'intero cast a tal proposito sono eccezionali, in grado di esaltare anche solo con l'espressività le qualità umane dei personaggi.

    Il ruolo nel mondo

    Se dunque a livello stilistico e di design Telling Lies conferma e migliora quanto fatto con Her Story, è nella complessità tematica che l'opera di Barlow rappresenta una netta rottura con il lavoro precedente. Telling Lies è un'esperienza dichiaratamente politica, che non lesina accuse al sistema di controllo e gestione delle informazioni e della privacy mondiale, così come non teme il mettere in discussione la considerazione odierna del terrorismo.

    In un gioco di bugie e verità, dal piccolo e intimo mondo familiare al formale universo burocratico, ognuno di noi riscrive se stesso in funzione del gruppo con cui sta interagendo, assomigliando non tanto a ciò che è realmente, ma al racconto che fa di sé alla collettività. È però nell'esposizione del conflitto odierno tra maschilità e femminilità che Sam Barlow ottiene forse il risultato più difficile da raggiungere.

    All'interno di Telling Lies, infatti, non incontreremo solo storie e prospettive capaci di mettere in crisi sia le attuali narrazioni stereotipate del ruolo femminile, ma vivremo un percorso di costruzione, evoluzione, crisi e distruzione di una maschilità tossica.

    L'uomo, costretto dai modelli sociali precostituiti ad agire secondo schemi di virilità, prestanza e paternalismo, cade sotto i colpi di un mondo che chiede troppo anche per lui. Quello che ne deriva è il quadro di un mondo fittizio estremamente instabile e fragile, pronto a crollare al minimo contraccolpo, in un circolo di verità e bugie. Telling Lies esprime in sostanza la preoccupazione dell'autore verso decine di temi sempre più presenti all'attenzione generale, dal cambiamento climatico alle lotte indigene, dal ruolo della violenza nella nostra società all'escalation d'estremismi politici su scala globale.

    Telling Lies Telling LiesVersione Analizzata PCTelling Lies non solo conferma la qualità nella scrittura e nel game design di Sam Barlow, ma esalta ancora di più il potenziale espressivo del medium videoludico. Per i meno attenti l'opera può essere confusa con un esperimento cinematografico o con un'avventura grafica caratterizzata da pochissimo gameplay, ma in realtà Telling Lies rappresenta anzitutto un vero gioiello, perché è nel ruolo dell'interazione che si sostanziano forma e scrittura: al contrario di quanto accade con il cinema, non ci limitiamo a osservare un'indagine, ma ne facciamo totalmente parte, ne costituiamo ogni pezzo e ne formiamo ogni collegamento mentale. Oltre ad essere un gioco straordinario, Telling Lies dimostra anche un deciso coraggio nell'affrontare, a volte anche di petto, tantissimi dei temi più caldi dell'attuale contesto politico e culturale, prendendo persino una posizione, con tutto ciò che ne consegue. Un capolavoro che chiunque dovrebbe provare.

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