Tennis World Tour Recensione: Game, Set, Match!

Bigben Interactive e Breakpoint presentano Tennis World Tour, nuovo videogioco dedicato ad una delle discipline sportive più amate e praticate nel mondo.

Tennis World Tour
Recensione: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Dobbiamo ammetterlo: pur comprendendone a pieno le ragioni commerciali, era abbastanza strano - soprattutto in un mercato che da qualche anno a questa parte sembrava voler dare sempre più importanza al mondo delle simulazioni sportive - registrare la totale mancanza di interesse da parte dei publisher nei confronti di un possibile riavvicinamento tra il tennis e il mercato videoludico. A tentare di colmare questo vuoto ci hanno pensato dunque Breakpoint e Bigben con il loro Tennis World Tour, e le premesse, inutile dirlo, sembravano davvero più che rosee. Si parlava di realismo, di una cura maniacale nei confronti di un aspetto cruciale come le animazioni dei giocatori. Oggi che quel prodotto è finalmente disponibile al pubblico, non possiamo che rattristarci vedendo quanto il risultato finale sia lontano dalle aspettative di chi lo attendeva in gloria, pronto a brandire nuovamente la propria racchetta digitale. L'avventura di Bigben e Breakpoint è nata sotto una cattiva stella, e questo purtroppo è sotto gli occhi di tutti. Quella arrivata sugli scaffali virtuali degli store di PS4 e Xbox One il 22 maggio (PC e Switch si aggiungeranno il 12 giugno, data entro la quale secondo il team di sviluppo il gioco raggiungerà finalmente la sua forma completa) somigliava più ad un'alpha che non ad un prodotto fatto e finito.
    Chi ha preso il gioco al day one si è ritrovato tra le mani un prodotto senza contenuti, a cui mancava persino la classicissima modalità esibizione, privo di caratteristiche basilari per uno sportivo moderno. Non c'era un minimo di cura per i dettagli e per il contorno (il pubblico che applaudiva senza fare il benché minimo rumore), mancava una telecronaca e persino la possibilità di selezionare un livello di difficoltà per la carriera: tutte funzionalità che sono state aggiunte in corsa con celerità, accompagnate dalla divulgazione del già menzionato piano di "rientro" con il quale il team sta cercando quantomeno di salvare il salvabile. Ancora però si fa fatica a vedere la luce in fondo al tunnel, e sebbene il numero di lacune gravi stia continuando a diminuire giorno dopo giorno, i problemi continuano ad essere abbastanza evidenti.

    Doppio fallo

    Lo scopo di Tennis World Tour voleva essere quello di fornire un'esperienza tennistica autentica e rigorosa come non mai, figlia soprattutto di un motion capture intensivo e di qualità. Ci saremmo aspettati pertanto una diversificazione delle animazioni per ciascuno dei trenta professionisti riprodotti (o almeno per gli atleti più conosciuti), o quantomeno un sistema di gestione delle stesse più avanzato, capace di rendere i movimenti fluidi e naturali. Invece ad attenderci non abbiamo trovato niente di tutto ciò: le animazioni sono talvolta imprecise e spesso mal collegate tra loro; decisamente in linea con questo poco lusinghiero trend è anche l'approssimativo sistema di collisioni, che a discapito di tutte le patch e le migliorie giunte in questi giorni continua a tirare fuori dal cilindro momenti di raro imbarazzo a base di palle che cambiano traiettoria a più di un metro di distanza dalla racchetta.

    E pur non essendo maestri di tennis, non abbiamo fatto fatica ad esporre e sfruttare a nostro piacimento alcune palesi crepe all'interno dei traballanti processi cognitivi di un'intelligenza artificiale non impeccabile e troppo spesso rinunciataria, anche nei confronti di colpi ben poco insidiosi. Questa problematica è senza dubbio accentuata dalla fretta con cui il team di sviluppo ha dovuto implementare il sistema di selezione del livello di difficoltà. Fino a pochi giorni fa, tra l'altro, capitava molto spesso che il nostro avversario si assopisse senza motivo per qualche break - indipendentemente dalla stamina ancora sua disposizione - salvo poi riprendersi e trasformarsi improvvisamente in una sorta di macchina da guerra pochi minuti più tardi: adesso la situazione sembra essere migliorata, ma visto che l'IA continua ad avere comportamenti imprevedibili, potrebbe trattarsi solo di riscontri momentanei.
    In linea di massima, comunque, viste le reazioni abbastanza accese di una parte della community, che continuava a lamentarsi di quanto il prodotto fosse ingiocabile, pensavamo che la situazione fosse peggiore. Quando abbiamo messo seriamente le mani sul titolo buona parte dei problemi iniziali erano ormai in via di sistemazione, e ciò ha reso la nostra esperienza meno dolorosa di quanto ci aspettassimo.

    Sebbene sul versante tecnico Tennis World Tour sembri ancora reggersi in piedi per miracolo, il team ha comunque dimostrato di poter dire la sua, confezionando una modalità carriera inaspettatamente complessa e ricca di dettagli, unico vero elemento di spicco di una produzione altrimenti tutt'altro che brillante.
    Buona parte degli sforzi produttivi profusi dagli sviluppatori sono stati riversati nella creazione di un editor dei personaggi che fosse almeno accettabile (ma i volti intercambiabili senza possibilità di personalizzarne i dettagli, in realtà, non lo sono affatto), di un notevole parco attrezzature che andasse a coprire tutte le necessità di ogni appassionato di tennis e, soprattutto, di una sistema di crescita del personaggio che, pur senza apportare chissà quali innovazioni al genere di riferimento, risultasse tutto sommato ben studiato e ricco di opportunità. Il nostro scopo sarà fondamentalmente quello di scalare le classifiche e arrivare infine ai primi posti del ranking mondiale, sconfiggendo partita dopo partita tutti i nostri avversari. Facendolo potremo salire di livello e potenziare quattro statistiche diverse del personaggio, comprare nuovo equipaggiamento grazie alla valuta di gioco, oppure ottenere delle particolari "carte abilità" in grado di modificare le caratteristiche del nostro tennista. Questa modalità, al netto di qualche perdonabile défaillance, si è rivelata l'unica in grado di portare a casa il risultato sperato.
    Anche in questo caso restano comunque margini di miglioramento, legati soprattutto al risicato numero di atleti disponibili (30, di cui soltanto 4 sono donne) e ad una migliorabile curva di crescita del nostro personaggio, che ad oggi tende a salire di livello con eccessiva facilità.

    "Silence, please"

    Nella sua semplicità, pad alla mano la creazione di Breakpoint riesce senza dubbio a risultare piacevole.

    Andando oltre al primo impatto e cercando di non essere forzatamente ipercritici nei confronti di una produzione intrappolata per chissà quale motivo in un inaspettato e involontario "early access", si riesce indubbiamente a intravedere qualche spunto interessante. Però è davvero impossibile girarci intorno: Tennis World Tour non è, e probabilmente non sarà mai, un prodotto capace di rendere pienamente felici i veri appassionati di tennis. Il gameplay di base resta infatti semplificato, a tratti persino "stilizzato", e comunque lontano rispetto a quello delle grandi simulazioni tennistiche che ancora frequentavano il mercato una decina di anni fa. Come rapidamente spiegatoci anche nelle sessioni di allenamento, accessibili dall'apposita voce del menu principale, ogni tipologia di colpo a nostra disposizione sarà mappata su uno dei tasti frontali del pad, con la possibilità di caricare a nostro piacimento il tiro. Una scelta sensata e lineare, molto più di quella con cui è stato scelto di far direzionare la palla attraverso lo stick analogico sinistro, lo stesso con cui dobbiamo muovere il personaggio. Dopo un po' di pratica, però, complice anche la possibilità di caricare il colpo in anticipo e mantenere la carica attiva fino a quando non saremo vicini alla palla (una semplificazione discutibile, ma in questo caso ci viene sicuramente incontro), ci si fa l'abitudine. Sono bastate un paio di partite per prenderci la mano, e in men che non si dica eravamo là a lottare alla pari con alcuni dei più importanti professionisti attualmente in attività. La qualità della nostra ribattuta sarà inoltre influenzata dalla stanchezza del giocatore, dalla rotazione e dalla posizione da cui ci troveremo a colpire la palla. Anche questo sistema, purtroppo, non è completamente privo di qualche difetto. C'è qualcosa da bilanciare meglio, qualcos'altro da smussare, e piccole imperfezioni che potrebbero lasciare interdetto chi cerca la simulazione con la "s" maiuscola.

    Tennis World Tour Tennis World TourVersione Analizzata PlayStation 4Ci avevamo sperato fino all’ultimo, ma il risultato finale raggiunto dai ragazzi di Breakpoint non è certamente all’altezza delle nostre aspettative. Tennis World Tour è un prodotto approssimativo sotto molti punti di vista, flagellato da una marea di problemi tecnici che rendono davvero difficile consigliarne l’acquisto adesso, a prezzo pieno. Non possiamo non mettere in risalto però anche la politica con cui publisher e sviluppatore stanno cercando - per adesso con discreto successo - di porre rimedio a questa situazione incresciosa. Non sappiamo onestamente quali siano le cause che hanno portato ad un lancio così disastroso, ma in fin dei conti non ha neanche molta importanza. Per il momento ci dobbiamo prendere il gioco così com’è, con le sue animazioni non sempre impeccabili, l’inadeguatezza dell’audio ambientale (adesso gli applausi si sentono ed è stata inserita una sorta di telecronaca che è meglio non commentare) e tutto il resto. Speriamo soltanto che il team riesca davvero a rimettere il titolo in carreggiata entro la prima metà di giugno come promesso, e che la fretta e la necessità di rimediare il prima possibile agli errori del passato non ricada anche sul futuro di un gioco che in molti avrebbero voluto ai cancelli di partenza in perfetta forma, e che invece è nato con qualche problema di troppo. Nel 2018 dovrebbe essere impensabile, ad esempio, pubblicare un gioco con la modalità multigiocatore non implementata (ancora oggi è nascosta dietro un poco rassicurante cartello “Prossimamente”) o senza la possibilità di disputare un doppio, né contro l’IA, né in multigiocatore. Trovandoci di fronte ad un prodotto che si prefiggeva come obiettivo quello di riportare il grande tennis nel mondo videoludico dopo anni di letargo, tutto ciò è davvero inaccettabile. Sepolti sotto questa coltre di problemi tecnici, però, si ergono una modalità carriera di tutto rispetto, che non ha niente da invidiare a quelle di molti dei titoli sportivi più blasonati, ed un gameplay basilare ma divertente. Due elementi piacevoli che, a nostro avviso, potrebbero fare la differenza se il team riuscirà a risolvere tutto il resto dei problemi.

    5.5

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