Terraria: recensione, il sandbox di Re-Logic arriva anche su Switch

Terraria, l'avventura sandbox basata sul crafting e l'esplorazione arriva su Nintendo Switch, portando con sé tutti i contenuti pubblicati finora

recensione Terraria: recensione, il sandbox di Re-Logic arriva anche su Switch
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Disponibile per
  • Xbox 360
  • PS3
  • 3DS
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Abbiamo avuto occasione di ribadirlo più volte su queste pagine, tanto nelle recensioni quanto nei numerosi speciali: ci sono titoli irripetibili, fulmini a ciel sereno che colpiscono una sola volta e lasciano - in un modo o nell'altro - un'impronta indelebile sul panorama videoludico. Parliamo di prodotti come Doom, Super Mario, GTA 3, Half Life, Halo, Fortnite... e Minecraft. L'avventura cubettosa di Mojang è uno dei fenomeni videoludici più importanti di sempre, con un numero di copie vendute che supera i 176 milioni di unità.

    Tra tutti gli "imitatori" più o meno illustri, Terraria è certamente il più longevo e amato. Pubblicato nel 2011, il titolo di Re-Logic ha saputo catturare lo spirito avventuroso di Minecraft mutandone però la prospettiva, con il passaggio alle due dimensioni e una maggiore enfasi sul combattimento e sull'esplorazione. Dopo una versione 3DS che presentava delle forti, ma comprensibili, limitazioni rispetto alle altre controparti, Terraria approda finalmente su una console Nintendo capace di supportarlo senza alcun sacrificio.

    Crafta che ti passa




    Giorno 1, ora sconosciuta
    "Mi sono svegliato in un luogo mai visto prima, circondato da alberi e poco altro. Non saprei dire chi sia la strana persona che mi ha accolto in questo bizzarro nuovo mondo, sembra però intenzionato ad aiutarmi. Non mi dà l'impressione di essere malvagio, ma è certamente strano: dopo poche frasi, senza che io riesca a intervenire in alcun modo nella conversazione, riparte da capo come un disco rotto. Una cosa però l'ho capita: si fa chiamare "Guida" e ha ragione. Devo costruirmi un riparo se voglio sopravvivere".

    Comincia così la nostra avventura in Terraria, con il nostro avatar lanciato in un mondo sconosciuto e ostile, armato solo di rudimentali strumenti che ci permettono di cominciare a ricavare materiali da costruzione dall'ambiente circostante.
    Se ne è già diffusamente parlato, ma vale la pena ribadirlo: per chi non conosce entrambi i titoli è facile (ed errato) considerare Terraria come un mero clone 2D di Minecraft.

    Se tuttavia scalfiamo appena la superficie delle due opere, troviamo substrati ludici nettamente differenti. Se Minecraft pone l'accento sull'esplorazione, finalizzata però al reperimento di materiali per la costruzione, in Terraria la componente action è ben più centrale: le armi non sono deperibili, sono disponibili in grande quantità e varietà e soprattutto potremo scatenarle contro una maggiore varietà di nemici. L'accento è posto sul combattimento, che in Minecraft è una componente secondaria rispetto la costruzione, e il giocatore viene chiamato ad affrontare una gran quantità di mostri diversi, compresa una discreta mole di boss (oltre trenta). Questo aspetto, unito a una natura meno accessibile rispetto al titolo di Mojang, rende Terraria un titolo per certi versi meno immediato e leggermente più ostico, visto che non solo non è possibile rimuovere i nemici dall'equazione, ma questi rappresentano anzi un elemento fondamentale per la progressione. Senza poi considerare la forza assuefacente della componente di costruzione, che ci vedrà accumulare materiali per costruire una casa per noi e i numerosi NPC, per poi progredire sempre più in profondità alla volta dei misteri nascosti nel sottosuolo del mondo - generato proceduralmente - di Re-Logic.

    Il gameplay loop perfezionato da Re-Logic nel corso degli ultimi otto anni è droga pura: come in Monster Hunter (qui la recensione di Monster Hunter World), ad esempio, dovremo combattere e craftare per affrontare una sfida dopo l'altra, in un crescendo che porta la longevità a livelli assolutamente stellari, tenendoci impegnati per molto tempo prima ancora di sentire la necessità di ripartire da zero con un nuovo mondo, alzando magari il livello di difficoltà o tentando la sorte con la modalità hardcore.

    Terraria è un'esperienza che può richiedere decine e decine di ore per essere completata, e giunti al termine di un'avventura non potremo che essere spinti a rincominciare da capo, per provare un'esperienza che risulterà ogni volta nuova e affascinante, grazie ai quasi quaranta biomi e alle migliaia di armi, oggetti e mobili craftabili nel gioco. Tecnicamente il titolo si presenta identico alle versioni PC e console, con un framerate stabilissimo (e ci stupiremmo del contrario) e la stessa grafica pixelata di sempre, non incredibilmente dettagliata - specialmente per quanto concerne le ambientazioni - ma ben realizzata ed evocativa al punto giusto. Fa molto piacere notare come, dal punto di vista dei controlli, si sia optato per una soluzione ibrida tra le versioni console e mobile: sono infatti disponibili sia i consueti input via gamepad che (chiaramente nella sola configurazione handheld) comodissimi controlli touch.

    Spostare gli strumenti nell'inventario, craftare, muovere la telecamera e zoomare tramite gesti sullo schermo sono graditissime aggiunte che migliorano di molto l'esperienza di gioco, rendendo molto più comode e veloci operazioni che, nelle altre edizioni, risultano frequentemente macchinose e poco pratiche. Al lancio, Terraria supporta il multiplayer online, ovviamente solo con altri utenti Switch. Al momento non esiste la possibilità di giocare con gli amici in locale, ma Re-Logic dichiara che questa modalità sarà implementata con le prossime patch.

    Terraria TerrariaVersione Analizzata Nintendo SwitchNonostante gli otto anni di vita, Terraria è un titolo invecchiato egregiamente: oltre a presentare un gameplay sopraffino ed assuefacente, il gioco ha una mole di contenuti talmente gigantesca che ci vorranno moltissime run prima di poter affermare di aver visto tutto ciò che il gioco ha da offrire. Nonostante molti abbiano già sicuramente avuto l’opportunità di giocarlo, l’edizione per Switch non solo rende fruibile anche in mobilità tutte le caratteristiche e i contenuti delle altre versioni console, ma aggiunge inoltre un comodissimo sistema di controllo tramite touch screen. Che preferiate giocare sul televisore di casa o in modalità handheld, che siate già fan di Terraria o che sia la vostra prima volta, ci sentiamo di consigliarvi la versione Switch: edizione definitiva di un titolo che tutti i giocatori dovrebbero provare almeno una volta.

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