Terrorbane Recensione: una comica avventura italiana

Dalla creatività italiana di BitNine Studio nasce tERRORbane, brillante metagioco che scherza con il lessico e la storia del videogame.

Terrorbane Recensione: una comica avventura italiana
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  • Pur non rappresentando più una novità assoluta nel panorama videoludico contemporaneo, quello dei metagiochi è un mondo che resta ancora estremamente interessante da perlustrare e frequentare. È proprio qui, fra i pixel di questi strani cortocircuiti autoriflessivi, che abbiamo assistito nel tempo alla nascita di alcuni esperimenti a dir poco fuori dagli schemi, da The Stanley Parable a Pony Island, esperienze sorprendenti sia da un punto di vista contenutistico che strettamente "giocoso" (la recensione di Pony Island è a portata di click).

    Se ben declinata, la cifra autoreferenziale può in effetti essere di formidabile aiuto nell'ideazione di opere che siano realmente uniche, come d'altronde dimostra anche la sgangherata - nella finzione scenica, ma non nei fatti - prima fatica del piccolo team forlivese BitNine Studio. Un indie game (attualmente disponibile soltanto su PC e Nintendo Switch) il cui nome è già tutto un programma: l'errore, in tERRORbane, è letteralmente di casa, presente in ogni dove all'interno di un'avventura che volutamente e di continuo simula lo sbaglio tecnico per stupire e far sorridere chi sta impugnando il controller. Riuscendoci dall'inizio alla fine, incredibilmente. Inoltre, se volete scoprire un'altra piccola perla italiana dal concept molto peculiare, vi invitiamo a leggere la nostra prova di Vampire Survivors.

    Un eroe, molti errori

    Né più né meno, tERRORbane è il miglior videogame mai realizzato. O almeno è in questi termini che il prodotto ci viene presentato da chi lo ha messo a punto, uno smanettone in camicia piuttosto sicuro di sé che tuttavia, dalla sua comoda finestra di chat virtuale, impone subito al giocatore di fargli da beta tester. Dopo avergli consegnato una lista in cui indicare tutte le magagne grafiche (e non) che potrebbero emergere durante il playtest, lo Sviluppatore avvia l'intro di tERRORbane: da qui in poi, sarà un problema di programmazione dietro l'altro.

    Va da sé che l'incessante accavallarsi di finte storture a schermo non vada inteso come un elemento veramente compromettente; tERRORbane parla di errori e li mette in scena al solo scopo di costruire una narrazione originale, parodia del Videogioco a trecentosessanta gradi. Si scherza sulle difficoltà alla base del processo creativo - fra una sclerata e l'altra, vedremo lo Sviluppatore lottare strenuamente contro le stringhe di codice -, sul peso delle aspettative di un pubblico talvolta sin troppo esigente nonché, ovviamente, sulla storia e i linguaggi del medium stesso, anch'essi riletti in chiave comica.

    Il gameplay è infatti una commistione il cui impasto, anzitutto, mostra i tratti di un tradizionale J-RPG a visuale isometrica, stile vecchi Final Fantasy o Dragon Quest: una mappa da esplorare, dialoghi con gli NPC, combattimenti a turni e random encounter sono meccaniche che ricorrono all'interno di una classica cornice da racconto medieval-fantasticheggiante.

    Dopodiché, in linea con la filosofia "errorifica" del concept, la progressione è tutto fuorché consueta, fra personaggi tipici ma strampalati, ellissi temporali schizofreniche e brusche interruzioni che spostano le regole del gioco ora verso i lidi del rhythm game, ora verso quelli del platform, passando addirittura attraverso il lessico del card game e dell'avventura testuale.
    All'imprevedibilità dell'avanzamento contribuisce poi la suddetta caccia ai bug e glitch, che sembra quasi avvicinare tERRORbane alla formula dei collectathon. Ciò che nel software non funziona va appositamente cercato e portato alla luce, compito che per altro porta pian piano a completare una check list evidentemente più corposa di quanto lo Sviluppatore volesse farci intendere a inizio partita. Ne accadono davvero di tutti i colori, dalle porzioni di setting che si staccano agli sprite che cambiano radicalmente forma alla benché minima interazione, dai bordi di world map frangibili a svariate altre bizzarrie che preferiamo lasciare al piacere della scoperta. La natura "rotta" di tERRORbane è chiaramente anche un pretesto per inserire nella ricetta ludica una componente puzzle piuttosto marcata: capire come affrontare determinati malfunzionamenti è semplicemente parte integrante dell'incedere, seppur il fattore sfida non sia mai una priorità per come si pone il progetto in sé.

    Breve (ma intenso)

    Questo perché tERRORbane mira soprattutto a un tipo d'esperienza divertente e divertita, obiettivo che riesce a centrare grazie all'uso sapiente della metatestualità e della "presa in giro". Non c'è cliché narrativo e ludico che, preso e strapazzato dal team di autori, non si dimostri capace di arricchire la tessitura ironica della trama, così come, fra un'anomalia in-game e l'altra, è difficile non apprezzare l'ottima quantità di citazioni più o meno esplicite ai grandi franchise del passato, ruolistici e non solo.

    In questo senso è forse un bene che tERRORbane condensi la sua durata in un monte ore non esorbitante, dalle tre alle quattro per terminare una run, fermo restando che poi il titolo dà modo di rigiocare il tutto per provare a sbloccare gli scenari non intercettati al primo tentativo, secondo un consueto -per quanto poco ramificato- meccanismo a bivi. C'è anche da dire che una volta visionati tutti i "livelli", tERRORbane ha altro da dire solamente ai completisti, plausibilmente gli unici che vorranno stanare fino all'ultimo artefatto grafico per compilare ogni singola voce dell'elenco puntato. Per tutti gli altri si tratta comunque di un unicum interattivo cui vale senza ombra di dubbio la pena dare fiducia, ben consci della sua brevità.

    Terrorbane TerrorbaneVersione Analizzata PCNon è affatto facile rendere giustizia in forma scritta a un prodotto come tERRORbane, esperimento indie che definire particolare è fin poco. L’avventura (pseudo) ruolistica di BitNine è un riuscitissimo divertissement, sincero e appassionato nel celebrare, pur con fare sardonico, il videogame in quanto mezzo di comunicazione, i suoi trascorsi storici, la sua grammatica, i suoi eccessi. Ne risulta un intrattenimento privo di fronzoli ludici ma assolutamente brillante, che nel suo esaurirsi piuttosto in fretta farà comunque felici gli estimatori delle produzioni digitali manifestamente “meta”; uno spazio dentro il quale tERRORbane, da qui in avanti, potrà senz’altro figurare fra gli esponenti di spicco.

    8

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