Testament The Order of High Human Recensione: come TES e Might and Magic

Il gioco indipendente del piccolo team Fairyship Games è un'opera prima interessante ispirata ai grandi classici Action RPG del passato.

Testament The Order of High Human Recensione: come TES e Might and Magic
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  • Pc
  • Testament The Order of High Human è un Action RPG indipendente realizzato e pubblicato da Fairyship Games. Il team fondato da Moe e Joe Naderi nel 2017 è composto da sole quindici persone, che negli ultimi cinque anni hanno lavorato sodo per portare a termine il loro primo videogioco.

    Parliamo perciò di un'opera molto sentita, da cui emerge un grande amore per le esperienze ruolistiche con visuale in soggettiva, come The Elder Scrolls (qui la recensione di The Elder Scrolls V Skyrim Special Edition) o Dark Messiah of Might and Magic, serie a cui gli sviluppatori hanno fatto riferimento. Nel corso della nostra prova, il prodotto di Fairyship Games ci ha dimostrato di funzionar meglio quando si è allontanato dai suoi ispiratori e adesso vi spiegheremo il perché.

    Trama claudicante ma buon colpo d'occhio

    Il protagonista di Testament The Order of High Human è Aran, re degli esseri immortali noti come "High Humans". Nel mondo di Tessara sono i protettori della luce e trattati come divinità. Non tutti gli "Alti Umani" sono egualmente soddisfatti: il fratello di Aran, Arva, per ottenere capacità ancora maggiori, abbraccia le forze dell'oscurità e priva il monarca dei suoi poteri, sconfiggendolo e condannandolo a vivere in forma mortale.

    Nei panni del sovrano decaduto dobbiamo attraversare i reami corrotti dalle tenebre e recuperare le nostre capacità sovrumane per mezzo di artefatti appartenuti ai Seeker: entità ancestrali ancora più forti degli High Human. Per vincere, però, il guerriero dovrà combattere e ricostituire l'equilibrio violato da suo fratello prima che sia troppo tardi, così da salvare sé stesso e tutta Tessara. La campagna dura circa 20 ore e la trama è semplice, raccontata da brevi cutscene in piano sequenza (doppiate in inglese).

    Specialmente all'inizio, però, si fa fatica a star dietro agli eventi, che sono esposti senza distinzione tra la storia del gioco e quella del mondo: ciò che serve per comprendere le vicende si confonde troppo spesso con le situazioni "folkloristiche", o con la lore opzionale, e a volte si potrebbe perdere il filo del discorso. Ci sono poi gli incontri "unici" con certi NPC, che non rivedremo mai più anche quando sarebbe stato interessante. Invece servono solo a fornire qualche fugace informazione, o a far partire missioni secondarie brevi e poco attraenti, anche in termini di ricompense.

    Ci aspettavamo una narrazione più movimentata, in grado di affiancare, l'indovinato profilo estetico generale, invece Testament non è poi così intrigante nei temi e negli sviluppi, confermatisi privi di sorprese e mordente. Ci ha comunque colpito in positivo la gestualità del protagonista, di cui vediamo solo mani e braccia ma che sembra "vivo" qualunque cosa faccia. Le animazioni degli altri personaggi che incontriamo sono altalenanti, a volte ottime come nel caso del fratello cattivo Arva. I suoi interventi narrativi sono interessanti, complice l'accentuata teatralità del personaggio. Le movenze di NPC e nemici sono invece più legnose, sia dentro che fuori dai filmati. La varietà tipologica degli avversari è limitata, con classici orchi, armature che camminano da sole (quasi), odiosi canidi rabbiosi e zombie oscillanti. Per fortuna la diversificazione dei biomi è molto più accattivante e abbiamo visto grotte, boschi misteriosi, città abbandonate, templi dimenticati, villaggi di campagna e montagne innevate. A tal proposito, il livello di dettaglio complessivo è buono, al pari del sistema di illuminazione e della discreta modellazione poligonale.

    Sul nostro PC - che però è di fascia alta - il gioco non ha mai dato segni di cedimento in materia di frame rate. Lo abbiamo testato anche su SteamDeck e, con qualche necessario compromesso sulla risoluzione, è filato sempre tutto liscio. Il merito, comunque, va in gran parte alla progettazione attenta delle ambientazioni, spesso separate da rapidi caricamenti, e da alcuni stratagemmi pensati per alleggerire il peso sull'hardware. Se poi volete approfondire la lore c'è anche un menù apposito con le descrizioni di tutti i mostri affrontati e analizzati, degli NPC o degli oggetti consumabili. Ci auguriamo solo che un aggiornamento futuro andrà a correggere i numerosi refusi in cui ci siamo imbattuti leggendo i testi.

    Parkour!

    Il gameplay risolleva le sorti del titolo con una buona dose di situazioni diverse, distribuite in un mondo di gioco ben progettato, seppur un po' troppo lineare. Come anticipato, Tessara non offre una mappa open world, ma aree divertenti da esplorare: la bussola indica sempre la direzione per il prossimo obiettivo, che può essere raggiunto facendosi largo tra i nemici.

    Per superare i malcapitati che incontriamo lungo il cammino possiamo sguainare la spada, ricorrere a magie esplosive e schivate all'ultimo secondo. Non manca poi l'approccio stealth, che consente di decimare gli sgherri con colpi alle spalle o frecce scoccate nei punti deboli dall'ombra. In aggiunta, l'ex sovrano può ricorrere a un sesto senso per scovare la posizione degli avversari anche attraverso i muri. Infine, spesso è possibile superare i combattimenti di una zona con un po' di sano parkour. Si fa prima, ma si perdono premi, punti esperienza e forzieri.

    Il sistema di controllo è ugualmente responsivo e preciso in ogni situazione. Noi lo abbiamo testato sia con mouse e tastiera sia con il controller, che abbiamo trovato più intuitivo e comodo per il platforming (meno durante le lotte). Abbiamo gradito la presenza dei percorsi bloccati, da esplorare successivamente con nuove capacità, in stile metroidvania.

    Grazie a comodi obelischi del teletrasporto non siamo stati nemmeno costretti a tornare indietro a piedi ogni volta che incontravamo uno degli ostacoli momentanei di cui sopra. La maggior parte delle volte dietro un varco magico da scassinare (dopo aver ucciso strani esseri lovecraftiani), o al di là di un ponte crollato, si celava un avanzamento di trama, la strada principale da seguire. Nei rari casi in cui tali aree si sono rivelate di natura opzionale abbiamo sempre ricavato dei premi commisurati allo sforzo per rintracciarle. Volteggiare con il protagonista resta l'attività che ci ha divertito di più, soprattutto quando dovevamo raggiungere le profondità dei templi Seeker. Sono lunghi dungeon disseminati di trappole senza nemmeno un avversario, dove si può scoprire la lore dell'antichissima civiltà e sfruttare la precisione nei salti di Aran, nonché la sua capacità di correre su specifici muri "alla Prince of Persia". La visuale in prima persona non infastidisce, anzi, rende ancora più intenso il superamento di alcune sezioni che, specie nelle costruzioni avanzate, si è dimostrato piuttosto impegnativo.

    Che siate in modalità facile, normale o difficile la natura delle luccicanti e misteriose, quasi "aliene" costruzioni Seeker non cambia. Abbiamo incontrato anche prove più riflessive, come labirinti intricati e bui caratterizzati da architetture credibili e puzzle soddisfacenti. Diversamente, gli "enigmi di luce" che ci hanno sbarrato la strada di tanto in tanto sono le parti meno piacevoli dei dungeon, perché spezzano il ritmo dell'avanzamento nel sottosuolo.

    Subito dopo una sessione di scatti al cardiopalma non è il massimo dover spostare una serie di specchietti girevoli in un marchingegno, che si apre solo se riusciamo a riflettere un raggio laser attraverso i suoi ingranaggi. Tanto più che la soluzione, quando non è ovvia, si raggiunge anche muovendo un po' a caso i pezzi del puzzle. I nostri momenti preferiti, invece, sono proprio i salti tra piattaforme di pietra che volano, girano, scorrono e si muovono più delle famigerate scale di Hogwarts. La parola d'ordine è sempre "semplicità" e difatti il titolo di Fairyship non propone nulla di davvero nuovo.

    Nonostante ciò la progettazione di questi mini parchi giochi è stata condotta con competenza, forse anche perché le acrobazie del personaggio sono rese più "fisiche" da una leggera inerzia, che mima la ripresa dell'equilibrio all'atterraggio e l'instabilità al distacco dal suolo. Inoltre le sfide non risultano mai ardue in modo artificioso. Una volta arrivati in fondo, poi, i premi sono sempre un oggetto per avanzare nella storia e una magia equipaggiabile più potente del normale, da sfruttare nell'altra attività principale di Testament: i combattimenti.

    Alti e bassi del sistema di combattimento

    Come tutto il resto dell'offerta ludica, anche i combattimenti in Testament The Order of High Human sono semplici. Di base possiamo contare su tre armi: spada, arco e magia. Nello specifico, una quindicina di incantesimi diversi e interessanti, un sistema di combo con lama a due mani e una meccanica di tiro con l'arco precisa e soddisfacente.

    Niente scudi o altro: la miglior difesa è l'attacco! Tutte e tre le soluzioni offensive si possono potenziare sull'albero delle abilità con talenti che non si limitano ad aumentare i danni o le statistiche di ogni ramo. Ampliano invece il pool di mosse all'arma bianca, basate sull'alternanza di colpi leggeri e pesanti, o consentono di equipaggiare magie divise tra le tipologie Forza Vitale, Fuoco, Luce, Vuoto e Gravità, o ancora fanno rallentare il tempo intorno al personaggio mentre incocca la freccia nell'arco e prende la mira.

    La soddisfazione del giocatore aumenta dunque al crescere delle strategie con cui può semplificarsi la vita e alzare il livello di spettacolarità degli incontri. Far fuori una decina di zombie mulinando la spada a destra e a sinistra fino alla fine, al massimo schivando qualche volta o usando il parry è divertente, ma non come evocare un buco nero in miniatura che li attrae tutti a sé per poi esplodere.

    Per non parlare delle sinergie rese possibili da perk specifici: è fantastico disegnare un cerchio magico che paralizza gli avversari che lo toccano, usarlo su un gruppo ben nutrito di Halfling e uccidere da lontano, con l'arco, un MOB esplosivo per far detonare con lui tutti gli altri. Fare uso di tutte le possibilità a disposizione non è mai obbligatorio, ma se si è scelto di affrontare il gioco a "difficile" è utile aumentare la propria efficienza e non pigiare tasti a caso quando si lotta. Soprattutto nel corso delle temibili e diversificate Boss Fight, che ci hanno sempre spinto a individuare resistenze e vulnerabilità, studiare i moveset e reagire di conseguenza. Non sottovalutate nemmeno la ruota degli oggetti craftabili e consumabili: ne esistono di davvero importanti che ci hanno salvato la pelle in più di un'occasione.

    Per esempio, se il vostro opponente è una specie di Ent tutto di legno, dar fuoco alle frecce prima di scagliargliele contro si rivelerà particolarmente efficace. In ottica di semplificazione, la valuta utilizzata per creare qualunque strumento è la "shard of creation"; ne abbiamo rinvenuta sempre in gran quantità, abbastanza per non farci mancare mai un aiuto rapido, ma non così tanta da poterla sprecare senza pensarci.

    Purtroppo le reazioni dei nemici ai colpi che li raggiungono non sono opportune, e neanche si differenziano più di tanto in base all'attacco sferrato. A eccezione dei movimenti del protagonista, le animazioni di spinta, caduta e morte dei mob (così come dei boss) sono poco convincenti. Anche quando vogliono attaccarci, i nostri avversari agiscono "a scatti", in un modo sgradevole a vedersi che lede la piacevolezza dell'impatto scenico e talvolta rischia di spezzare la tensione della battaglia.

    Testament The Order of High Human Testament The Order of High HumanVersione Analizzata PCTestament The Order of High Human è un’esperienza con alti e bassi. La trama non riesce mai davvero a intrigare ma il mondo di gioco offre diverse ambientazioni interessanti e l’esplorazione si mantiene piacevole anche grazie alle divertenti sezioni di parkour. Il sistema di combattimento è piuttosto semplice, eppure non manca di regalare colpi magici degni di questo nome e vari modi per rendere più letale il protagonista. Al contempo, e purtroppo vale anche per i boss, le movenze dei nemici si sono rivelate un po’ spartane e non in grado di eguagliare la qualità di quella che si è confermata una buona presentazione visiva. Se siete in cerca di un’avventura non eccessivamente lunga, incentrata su un gameplay impegnativo e fatta da persone con un’evidente passione per gli action GDR, passerete sopra ai difetti e vi divertirete.

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