Recensione The Banner Saga 2

A due anni dal primo sorprendente capitolo della saga, Stoic ci getta nuovamente alla guida della carovana della speranza, in un sequel altrettanto profondo e ben strutturato, che perfeziona abilmente tutte le conquiste raggiunte dal suo predecessore.

The Banner Saga 2
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Il 2014 è stato, almeno per i videogiochi, un anno davvero sensazionale, segnato dalla pubblicazione di titoli importanti e appartenenti a generi molto eterogenei tra loro. È stato l'anno di Destiny, con la sua riuscitissima ibridazione tra uno shooter in prima persona e un MMO; di Shadow of Mordor, che rilanciò (con successo) nel mondo videoludico la saga de "Il Signore degli Anelli"; di Forza Horizon 2, che elettrizzò i fautori dei racing game; e dello strepitoso Alien: Isolation, un survival horror impreziosito da un'intelligenza artificiale (è proprio il caso di dirlo) da paura. Tuttavia, in maniera certamente meno roboante degli illustri colleghi sopracitati, quell'anno venne inaugurato dall'avvento di un videogioco altrettanto originale ed emozionante: The Banner Saga. Un titolo lanciato su Kickstarter da un team pressoché sconosciuto, gli Stoic, e che tra le sue fila vantava unicamente la presenza di tre ex dipendenti Bioware. Bastò comunque poco per convincere oltre ventimila backer a supportare il progetto, affascinati soprattutto da quella simbiosi perfetta tra una narrazione originale (ispirata alla mitologia norrena), un art design eccezionale e un sistema di combattimento tattico ben calcolato, che gli permise di guadagnarsi con merito un posticino nell'olimpo degli RPG tattici a turni. A due anni da quel successo, con l'arrivo su PC di The Banner Saga 2, la carovana della speranza è finalmente pronta a proseguire la sua lunga e lenta marcia nell'apocalittico mondo fantasy ideato da Stoic.

La Saga continua...

Non è mai facile raccontare di un titolo che porta con sé un'infinità di linee narrative ben distinte e indipendenti. Alla fin fine The Banner Saga è come un grande romanzo, o meglio, un libro-game: che per quanto qualcuno possa dirti che è ben scritto e profondo, non si può comprendere appieno senza prima averlo "sviluppato" con le proprie scelte e interiorizzato. Ecco perchè della sua trama ci limiteremo solamente a fornirvi i dettagli di contorno, così da non rischiare di rovinarvi in alcun modo la sorpresa.
The Banner Saga 2 è a tutti gli effetti un sequel del capostipite della serie, che riprende la narrazione proprio laddove l'avevamo lasciata. In quell'occasione, in base alle scelte effettuate poco prima dello scontro decisivo (che possono essere importate in The Banner Saga 2 caricando il salvataggio finale), uno dei personaggi principali aveva perso la vita, lasciando all'altro l'onere di guidare la carovana di Uomini, Varl e Riparatori fino ad Arberrang, al fine di trovare riparo e consultare il Concilio dei Valka in merito all'avanzata dei Distruttori e all'Oscurità che stava dilagando nel mondo di gioco. Inizialmente, quindi, saremo chiamati a vestire i panni del nuovo leader della carovana, con l'ingrato compito di fare da paciere tra le diverse (e spesso contrastanti) mentalità presenti tra le sue fila. Dovremo confrontarci con i misteriosi Riparatori Juno e Eyvind, maghi perpetuamente avvolti da un'aura severa e indecifrabile; con i giganteschi guerrieri Varl, che prediligono agitare le asce piuttosto che perdere tempo con le chiacchiere; con i membri dei diversi clan umani accolti lungo il cammino, sempre in cerca di cibo e bisognosi di protezione; e con i Raven, sinistri mercenari che inseguono il tintinnare della moneta persino in mezzo al caos del nuovo mondo. Sono proprio queste profonde discordanze a donare spinta e dinamismo alla narrazione di The Banner Saga 2: fornendoci, per ogni questione all'orizzonte, diversi punti di vista su cui soffermarci a ragionare. Un'alternanza continua di prospettive che caratterizza tutti gli otto capitoli di questo sequel, in cui ci spingiamo fino ai luoghi più remoti del mondo di gioco, un tempo rifugio idilliaco e ora ridotto ad infido locus terribilis. Avremo modo di imbatterci in imponenti cascate mortali; scenderemo nel sottosuolo di chilometriche miniere abbandonate; ci perderemo in labirintiche foreste millenarie ammorbate dalla superstizione; attraverseremo sconfinate praterie calcate da branchi solitari di centauri: tutti luoghi ben caratterizzati, e grazie ai quali apprenderemo numerosi dettagli riguardanti la magnifica lore imbastita dai ragazzi di Stoic.
Scrutando la bellezza sfiorita di questi luoghi ormai familiari, tuttavia, e apprezzando le profonde introspezioni dei personaggi già presenti nel primo capitolo, ci si accorge in fretta che qualcosa è mutato: la sensazione dominante, per quanto anche qui ci ritroveremo a fuggire dall'orda devastante dei Distruttori, sarà quella di vivere un'avventura dove la disperazione e la rassegnazione hanno lasciato spazio alla rivalsa. I personaggi principali sembrano infatti più maturi e sicuri di sé, aggrappati a nuove convinzioni che si sono cuciti addosso per soffocare le sofferenze del passato. Ma anche i Distruttori fanno meno paura e, un po' come gli zombie di The Walking Dead, sono diventati un elemento familiare del nuovo mondo.

Questo cammino catartico, comunque, non deve farvi temere per un'eventuale rilassatezza nei toni o nelle tematiche dell'opera: la morte, la disperazione e la sensazione di impotenza di fronte all'Oscurità che avanza sono ancora ineluttabili compagni di viaggio, sempre pronti a fiaccare il nostro spirito e quello dell'intera carovana. Allo stesso modo, verremo costantemente chiamati a prendere decisioni difficili, a soppesare il giusto e lo sbagliato, a scegliere cosa sacrificare tra delle vitali scorte di cibo o qualche dozzina di membri inermi della carovana incapaci di combattere. Giunti all'atto conclusivo, poi, il cammino di trasformazione sopracitato si delinea con contorni ancora più chiari e definiti: se da una parte, infatti, i colpi di scena si susseguono chiudendo prontamente gran parte delle linee narrative in sospeso, dall'altra, tramite un cliffhanger degno di nota, la narrazione spalanca le porte al terzo e ultimo capitolo, facendoci presumere che i ritmi della narrazione verranno nuovamente accelerati per portare a compimento l'arco narrativo nel modo più epico ed emozionale possibile.

Better and better

Durante il lento viaggio della carovana saranno molte le occasioni che ci costringeranno a mettere mano alle armi (come gli scontri con i Distruttori, le imboscate nemiche, i furti improvvisi di provviste, la sfiducia di alcuni membri influenti del clan). Per questo dovremo sempre essere pronti ed equipaggiati al meglio per riuscire a limitare le perdite di uomini e le scorte di cibo, fondamentali per rendere più agevole il proseguo del lungo viaggio verso Arberrang. Ogni combattimento seguirà comunque le medesime regole già viste nel primo capitolo della saga, e sarà ambientato in mappe dallo stile unico e sempre pertinente al contesto narrativo. Proprio da questo punto di vista le novità sono evidenti e graditissime: ora, oltre alla classica suddivisione in caselle, le mappe sono spesso disseminate di spaccature e ostacoli, capaci di aumentare lo spessore tattico e la varietà delle battaglie affrontate. Inoltre, in base al contesto narrativo, potrebbe capitarci di affrontare delle mappe affette da alcuni bonus negativi al movimento dei personaggi, causati dalle condizioni atmosferiche avverse (come durante una tempesta di neve). Indipendentemente da questo, le nostre strategie continueranno a basarsi sulla pronta analisi delle statistiche di Armatura, Forza e "Break" di tutti i personaggi coinvolti nello scontro. La prima si riferisce alla capacità difensiva del personaggio, capace di ridurre (operando la semplice differenza tra le due statistiche) il danno causato dalla Forza dell'avversario; la seconda rappresenta al contempo la potenza d'attacco e la salute (traducendo: più è bassa la Forza, minore è il danno causato, mentre se scende a zero il personaggio finisce immediatamente KO); la terza rappresenta invece il valore massimo detraibile dall'armatura del nemico con un singolo colpo diretto alla stessa. La strategia più efficace, insomma, sarà ancora quella di ridurre l'armatura del nemico per poi attaccare direttamente i suoi punti Forza; anche se spesso avremo modo di concentrarci direttamente su quest'ultima (servendoci dei personaggi più potenti, come i Varl) per eliminare con un sol colpo i nemici più deboli. La quarta ed ultima statistica da tenere sott'occhio è invece la Volontà, che può essere consumata per aumentare di qualche preziosissimo punto il danno causato, l'armatura "spaccata" o lo spostamento massimo effettuabile in un turno. Quest'ultima non si ricarica col tempo, ma è comunque possibile riempire una riserva alternativa (ogni volta che si uccide un nemico) condivisa tra tutto il party. Sempre relativamente alle strategie per conseguire la vittoria, dato che ad ogni turno alleato si sussegue sempre un turno nemico (anche in situazioni di superiorità numerica), nello scorso capitolo avevamo individuato una tattica che rendeva la vita in combattimento leggermente più semplice. Essa consisteva nel ridurre i punti Forza del maggior numero di nemici senza però ucciderli, rendendoli così inefficaci durante il loro turno d'attacco "obbligato". Questa strategia, purtroppo, è efficace anche in The Banner Saga 2, limitata solo in parte dall'ottima intelligenza artificiale dei nemici al livello di difficoltà più alto (che è anche quello che vi consigliamo), che li spingerà ad utilizzare la medesima, logorante tattica sopracitata contro i nostri poveri Eroi.

Proprio questi ultimi, cresciuti naturalmente in numero rispetto al primo The Banner Saga, sono ancora una volta caratterizzati da un design peculiare e da abilità speciali uniche. Avremo modo di utilizzare la nuova "classe" del Poeta, un support capace di applicare un buff alla volontà e all'attacco degli alleati con la salute più bassa; oppure il Berserk, in grado di infliggere due colpi (a due personaggi adiacenti casuali) con un singolo attacco delle sue possenti asce; i centauri, capaci di caricare dalla distanza e allontanarsi subito dopo; e ancora una serie di personaggi difensivi (quelli dotati della maggiore armatura) capaci di lanciare delle asce o di scagliare con violenza lo scudo a distanza (rimanendone poi privi). Anche tra le fila dei Distruttori avremo modo di fronteggiare nuove temibili unità: come gli Skulker, creature capaci di rendersi invisibili per poi occupare il passaggio su alcune caselle del campo di battaglia; oppure degli orsi dotati di molta Forza e Armatura; e ancora alcuni Dredge capaci di spruzzare frontalmente una pozza catramosa in grado di rigenerare l'armatura degli altri Distruttori e di infliggere danno ai nostri Eroi. Per quanto riguarda il sistema di progressione dei personaggi, una delle principali novità riguarda la possibilità di ottenere una seconda abilità al raggiungimento del livello 6 (con il level cap ora fissato a 10), oltre che dei nuovi talenti passivi ogni volta che livelleremo al massimo una delle statistiche principali dei nostri personaggi (forza, armatura, volontà, sforzo, rompi-armatura). Proprio queste ultime, che ci daranno modo di sbloccare e potenziare un talento offensivo o uno difensivo, ci permetteranno di caratterizzare al meglio il ruolo ricoperto in battaglia da ciascun personaggio, avvicinando lievemente la progressione e la gestione del party di The Banner Saga 2 al concept più classico che prevede la suddivisione dei ruoli tra tank e unità d'attacco. Potenziando al massimo la statistica "sforzo", ad esempio, potremo decidere se investire i punti nella passiva difensiva denominata "schivata", ottenendo una certa possibilità (determinata dal rank del talento) di evitare un attacco nemico, oppure se assegnarli a quella più offensiva chiamata "tiro fortunato", migliorando la possibilità di colpire l'avversario (anche quando la differenza tra la forza del nostro personaggio e l'armatura del nemico non è particolarmente favorevole). Questi bonus potranno essere migliorati oltre il massimo rank (il terzo) equipaggiando degli oggetti speciali acquistabili (spendendo "fama") nei mercati che incontreremo accampandoci presso uno dei numerosi villaggi o città lungo il nostro cammino.

Tra una schermaglia e l'altra, esattamente come nel capitolo precedente, potremo comunque allestire un accampamento dove far riposare i personaggi feriti, migliorare le loro statistiche e aumentare il morale dell'intera carovana (che influirà sul bonus alla volontà durante i combattimenti). È proprio qui, più precisamente presso la capanna d'allenamento (che in The Banner Saga aveva l'unico di scopo di farci testare le abilità dei personaggi in un "finto" combattimento), che abbiamo incontrato un'altra importante novità di The Banner Saga 2, ovvero la possibilità di affrontare delle sfide-tutorial (che si sbloccheranno proseguendo nella trama) con degli obiettivi predeterminati (come attivare delle abilità nel giusto ordine, eliminare un nemico con un eroe specifico, accerchiare il nemico) per imparare a gestire al meglio le potenzialità dei nostri personaggi e ottenere della preziosa fama extra. Sempre presso la capanna d'allenamento potremo trasformare cinquanta o cento membri del clan (sempre se avremo sufficienti scorte) in puri combattenti, rendendoli disponibili per le famigerate Guerre che avevamo già affrontato nel precedente episodio, ovvero quelle battaglie scriptate in cui l'intera carovana si sfiderà (a suon di scelte ipertestuali) con un nutritissimo gruppo di nemici, e che in The Banner Saga 2 saranno esaltate da una migliore caratterizzazione narrativa e da un'orchestrazione scenica che renderà gli scontri tattici sul campo molto più affascinanti. Anche da questo punto di vista, insomma, il lavoro di finitura svolto da Stoic è encomiabile, capace di perfezionare ulteriormente un sistema già di per sé ben calcolato e rodatissimo.
Venendo al fronte tecnico, The Banner Saga 2 si conferma uno splendore per gli occhi: il suo meraviglioso art design (evidentemente ispirato ai classici Disney ma anche intriso dello stile fantasy norreno), rappresenta probabilmente una delle vette artistiche più alte raggiunte da un titolo realizzato e animato quasi completamente a mano. Ci sono molteplici location (come le miniere abbandonate, le praterie di Lundar e l'Old Wood) capaci di estasiare il giocatore con la quantità dei dettagli a schermo e l'uso brillante dei colori. Anche dal punto di vista sonoro siamo a livelli d'eccellenza, con campionature efficaci e score evocativi (realizzati dallo stesso Austin Wintory di The Journey) capaci di scandire perfettamente i ritmi della narrazione e delle battaglie.

The Banner Saga 2 È un piacere indescrivibile (e raro) giocare il sequel di un capolavoro trovandolo addirittura migliore del suo predecessore. Eppure, con il loro The Banner Saga 2, i ragazzi di Stoic sono riusciti in questa encomiabile impresa. Se da una parte, infatti, la narrazione continua a splendere grazie alla compenetrazione di più linee narrative distinte e ben scritte, subendo persino un'apprezzabilissima maturazione nei toni e nelle tematiche, dall'altra il sistema di combattimento tattico risulta impreziosito da un buon numero di novità capaci di dare ancora più sostanza ad una struttura già di per sé brillante e funzionale. Se poi si aggiunge un comparto artistico sontuoso, il risultato è senza dubbio un piccolo capolavoro da godere dall'inizio alla fine, e che vi consigliamo senza remore. Brava Stoic!

Steam

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: I5-3570K
  • RAM: 8 GB
  • GPU: AMD R9 280X
9

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